{"id":32031,"date":"2016-05-14T09:07:13","date_gmt":"2016-05-14T08:07:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32031"},"modified":"2016-05-14T09:07:13","modified_gmt":"2016-05-14T08:07:13","slug":"contributi-per-bruciare-le-frontiere-ogni-giorno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2016\/05\/14\/contributi-per-bruciare-le-frontiere-ogni-giorno\/","title":{"rendered":"Contributi per &#8220;Bruciare le frontiere ogni giorno&#8221;"},"content":{"rendered":"<p align=\"left\"><em>In vista dei <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32010\">tre giorni di discussione e lotta contro le frontiere<\/a>, qui di seguito, uno in coda all&#8217;altro, troverete i contributi arrivatici sui temi che si andranno a toccare il 20-21-22 maggio.<\/em><\/p>\n<p align=\"left\"><em>Buona lettura. <\/em><\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0<strong>Frontiere e muri intelligenti<\/strong><\/p>\n<p>Secondo i dati forniti dalle istituzioni europee, nel 2015 pi\u00f9 di 50 milioni di cittadini di Paesi terzi hanno visitato l&#8217;Unione Europea attraversando legalmente i valichi esterni. Tale flusso, secondo le proiezioni statistiche, \u00e8 destinato ad aumentare vertiginosamente negli anni a seguire, fino a raggiungere addirittura 80 milioni di visite annuali. Lo spazio Schengen \u00e8 diventato ancor pi\u00f9 che nel passato, per varie ragioni, polo d\u2019attrattiva per lo scambio di merci e per la transizione di numerose categorie di soggetti portatori di valori, investimenti e consumi differenti. Turisti, trasportatori, lavoratori a termine, manager, studenti, tutti ben accolti nel territorio perch\u00e9 visitatori temporanei e ampiamente spendibili sul mercato europeo; un\u2019immagine speculare a quella degli immigrati in fuga.<\/p>\n<p><!--more--><br \/>\nQuesto sistema di transito, tuttavia, presenta alcuni gravi difetti a causa della sua non infallibilit\u00e0 sul piano del controllo e della sua permeabilit\u00e0 al flusso irregolare. I controlli serrati alle frontiere esterne, infatti, non possono certo impedire l\u2019entrata regolare di soggetti, che, una volta varcato il confine come turisti, potrebbero restare sul territorio illegalmente. Il passaggio delle frontiere esterne attraverso procedure legali, soprattutto permessi turistici di 90 giorni, sembra essere, a discapito di chi descrive un&#8217;Europa assaltata da barconi o da orde di fuggiaschi, il modo principale di entrata all\u2019interno dello spazio Schengen. Proprio il fenomeno dei cosiddetti \u201coverstayer\u201d e l\u2019assenza di controllo su quest\u2019ultimi rappresenta, all&#8217;oggi, una delle tante preoccupazioni delle istituzioni nazionali e continentali.<br \/>\nPer sopperire a questa mancanza, le autorit\u00e0 europee, anche grazie all\u2019utilizzo di nuove tecnologie, hanno iniziato a sviluppare un nuovo approccio capace di intrecciare ragioni economiche e necessit\u00e0 repressive, permettere il passaggio di merci e persone e tenere a bada o controllare i flussi irregolari.  Il concetto di \u201cSmart\u201d, termine ormai di uso comune in vari settori del sociale, \u00e8 venuto loro in aiuto. Esso indica l\u2019intelligenza dei sistemi complessi nella selezione dei dati, la loro possibile  autonomia decisionale, la loro articolazione e l\u2019integrazione con l\u2019ambiente umano. Nel caso delle frontiere, tale concetto assume una sua declinazione precisa, nata intorno alle problematiche dei valichi terrestri, ma forse generalizzabile a tutto l\u2019approccio attuale di gestione del flusso migratorio.<br \/>\nL\u2019idea dello \u201csmart border\u201d ha visto la luce nel 2008 all\u2019interno di alcuni settori dell\u2019Ue. Nel febbraio 2013 la Commissione europea present\u00f2 il primo gruppo di misure legislative volte a modificare la gestione delle frontiere esterne allo spazio Schengen. Successivamente sono stati apportati alcuni cambiamenti al testo iniziale, ma le varie discussioni tecniche, le analisi d\u2019impatto e persino un progetto pilota hanno espresso, in ogni caso, parere positivo.<br \/>\nIl regolamento prodotto, chiamato anche \u201cSmart border package\u201d, trover\u00e0 attuazione entro e non oltre il 2020.<br \/>\nIl predetto programma si compone di due pilastri fondamentali, ovvero due sistemi di registrazione e controllo complementari tra loro: l\u2019RTP e l\u2019EES. Entrambi saranno gestiti e supervisionati da un\u2019agenzia dell\u2019Ue chiamata Ue-LISA che si occupa della gestione dei tre principali sistemi IT su larga scala che trattano le richieste di visti, di asilo e lo scambio di informazioni nell\u2019Ue, pi\u00f9 precisamente: il sistema di informazione sui visti (VIS), il sistema di informazione Schengen (SIS II) e Eurodac.<br \/>\nL\u2019RTP (Registred traveller programme) \u00e8 un sistema di registrazione e schedatura dei cosiddetti viaggiatori abituali, coloro che varcano spesso, per motivi economicamente rilevanti, le frontiere esterne allo spazio Schengen. Come gi\u00e0 detto, si tratta di viaggiatori portatori di un valore economico e di possibilit\u00e0 d\u2019investimento: lavoratori frontalieri o con contratti a termine, manager, studenti, trasportatori. L\u2019idea \u00e8 quella di creare un data base con i dati alfanumerici e i rilievi dattiloscopici di questi soggetti, compresa un\u2019attestazione di \u201cnon pericolosit\u00e0\u201d, allo scopo di alleggerire e rendere pi\u00f9 veloci i controlli alla frontiera, permettendo un passaggio automatico e rapido di uomini e merci. Infatti questi soggetti registrati, avrebbero in dotazione un token, cio\u00e8 una chiavetta con un codice che permetterebbe loro il passaggio automatico a valichi e aeroporti attraverso cancelli elettronici.  Un sistema che gi\u00e0 viene attuato, per i cittadini dell\u2019Ue, in alcuni aeroporti continentali.<br \/>\nL\u2019EES (Exit-Enter System) \u00e8 invece un sistema di schedatura elettronica di tutti i soggetti non comunitari che entrano all\u2019interno dello spazio Schengen con un permesso turistico valido solo 90 giorni. Al contrario di chi chiede un visto prolungato, questi non sono tenuti a rilasciare dati biometrici. Per questo la nuova registrazione proposta prevede il rilievo delle impronte digitali e dello scanner facciale, i cui dati vengono mantenuti all\u2019interno del data base non oltre i 5 anni. Il nuovo sistema biometrico sostituir\u00e0 il metodo dei timbri, che apportati sul passaporto al momento dell\u2019ingresso, attestano le date d\u2019entrata e d\u2019uscita dai confini esterni.<br \/>\nTale procedura, considerata oramai obsoleta, presenta numerose problematiche. I controlli manuali delle autorit\u00e0 sono in primis troppo lenti e il sistema cartaceo si presta a contraffazioni, pu\u00f2 risultare illeggibile e soprattutto una parte dei soggetti entrati legalmente, distrugge il proprio passaporto per restare irregolarmente sul territorio europeo. Il sistema EES, quindi, va ad affrontare il problema dei cosiddetti \u201coverstayer\u201d, cio\u00e8 di chi rimane all\u2019interno dello spazio Schengen al di l\u00e0 della scadenza del permesso, secondo molti la stragrande maggioranza degli irregolari. Cos\u00ec, attraverso la schedatura biometrica le autorit\u00e0 frontaliere potranno informare gli Stati membri di un lista abbastanza precisa di soggetti irregolari permanenti sul territorio europeo. Questa lista, inversamente, sar\u00e0 consultabile dalle autorit\u00e0 nazionali, in caso di bisogno. Gli effetti concreti non si fermano per\u00f2 solo a quanto fin ora detto, ma sfociano, come spesso accade per la gestione migratoria, nel campo della deterrenza. Il sistema di schedatura EES infatti, possedendo le informazioni biometriche degli  \u201coverstayer\u201d, renderebbe ancora pi\u00f9 difficoltosa la clandestinit\u00e0 di questi irregolari, rendendoli di fatto sempre e comunque identificabili. Questo ulteriore elemento di paura e minaccia si sommerebbe alla condizione d\u2019irregolarit\u00e0 e alle possibilit\u00e0 di reclusione in un Cie, esaltando quindi la ricattabilit\u00e0 del soggetto sul mercato del lavoro.<\/p>\n<p>L\u2019idea sottostante il concetto di \u201csmart border\u201d \u00e8 quella di confine selettivo ed intelligente, in quanto opera, nella trattazione dei dati, sia una cernita rapida delle categorie di soggetti economicamente rilevanti, a cui spetta il diritto di muoversi velocemente attraverso un corridoio preferenziale, sia amplifica la raccolta d\u2019informazioni e di controllo sui possibili irregolari. Gli elementi che strutturano lo \u201csmart border\u201d sono al contempo elementi di apertura e di chiusura, di sviluppo delle transazioni e rapidit\u00e0 degli scambi da un lato e amplificazione securitaria dall\u2019altro; in due parole una \u201cselettivit\u00e0 interessata\u201d che tenta di coniugare profitto e sicurezza.<br \/>\nLa chiusura di molti confini interni in Europa, allo scopo di bloccare il passaggio di centinaia di profughi provenienti dalle zone di guerra, e non solo, \u00e8 stata vista da pochi come un\u2019aberrazione dal punto di vista etico e dai pi\u00f9 come una scelta anti-economica. Un gesto, quello di riprendere i controlli doganali interni e di erigere muri e reticolati che apporterebbe gravi danni al capitalismo nostrano ed estero. Quanto detto \u00e8 senza dubbio vero e l\u2019atteggiamento di alcuni governi contrasta nettamente con i diktat neo-liberisti. Un solo secondo d\u2019attesa al confine \u00e8 infatti monetizzabile, la merce e gli individui assumono valore nella loro rapidit\u00e0 di movimento, l\u2019attesa ai varchi \u00e8 cos\u00ec sempre e solo una perdita.<br \/>\nMa siamo proprio sicuri che i muri e le reti non possano coniugarsi bene con il profitto? La risposta a tale quesito si trova, probabilmente, proprio nel concetto di \u201cfrontiera intelligente\u201d che nella selettivit\u00e0 dei flussi, passino essi da porti, aeroporti o valichi terrestri, e nel loro controllo tecnologico, trova la sua ragion d\u2019essere. I nuovi sistemi sopracitati, l\u2019RTP e l\u2019EES, vanno indubbiamente in tale direzione. La prospettiva \u00e8 quella di un \u201cmuro intelligente\u201d che si apra solo davanti a qualcuno, gestendo a seconda dei momenti e delle necessit\u00e0 economiche l\u2019entrata e l\u2019uscita di chi bussa alle frontiere ed evitando, idealmente senza intoppi, il rallentamento delle merci. Questo scenario non si \u00e8 ancora configurato, ma una riflessione \u00e8 doverosa.<\/p>\n<p>Immaginando cosa si nasconde dietro il nuovo regolamento Ue sopra citato, viene in mente una comparazione con un altro tipo di frontiera, quella marittima, che negli Hotspot trova il suo filtro artificiale. Essendo il criterio \u201csmart\u201d, un approccio intelligente perch\u00e9 opera una selezione interessata dei flussi, potremmo, con le giuste differenze, definire l\u2019Hotspot un esempio di \u201csmart border\u201d?<br \/>\nL\u2019approccio Hotspot pu\u00f2 essere applicabile un po\u2019 ovunque, sia esso concretizzato nelle strutture carcerarie greche, pugliesi o siciliane, sia esso minacciato dalle autorit\u00e0 alla frontiera del Brennero, sia esso utilizzato nella questura di Milano o progettabile sulle navi di Frontex. Esso \u00e8 definibile smart in quanto selettivo ed interessato, poich\u00e9 seleziona, certo in modo arbitrario e a discrezione delle autorit\u00e0 in loco, due categorie di soggetti: l\u2019immigrato economico e la persona passibile di richiesta di protezione. Entrambe le categorie producono profitto, infatti, dietro tale sistema di cernita si cela un obiettivo ben preciso di valorizzazione economica dei soggetti prodotti.<br \/>\nLa selezione operata dall&#8217;Hotspot, sfoci essa nel business legato all\u2019Accoglienza secondaria o alla reclusione nei Cie, passi dalla creazione di un esercito d\u2019irregolari o richiedenti asilo sfruttabili dal capitalismo privato o nei progetti dello Stato, produce sempre e comunque un valore. Un\u2019operativit\u00e0 che \u00e8 definibile come selettivit\u00e0 interessata, quindi smart e, a quanto pare, fin troppo intelligente.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/testo-smart.pdf\" title=\"testo-smart.pdf\">Scarica<\/a> il testo in pdf<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In vista dei tre giorni di discussione e lotta contro le frontiere, qui di seguito,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-32031","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32031","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32031"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32031\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32031"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32031"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32031"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}