{"id":32139,"date":"2016-06-20T09:24:53","date_gmt":"2016-06-20T08:24:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32139"},"modified":"2016-06-20T09:24:53","modified_gmt":"2016-06-20T08:24:53","slug":"qualche-parola-in-piu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2016\/06\/20\/qualche-parola-in-piu\/","title":{"rendered":"Qualche parola in pi\u00f9"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/rivolta-luigi-russolo.jpg\" title=\"rivolta-luigi-russolo.jpg\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/rivolta-luigi-russolo.jpg\" title=\"rivolta-luigi-russolo.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/rivolta-luigi-russolo.jpg\" alt=\"rivolta-luigi-russolo.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>A qualche giorno dall&#8217;annullamento dei divieti di dimora ci par necessario dire qualcosa in pi\u00f9 delle poche entusiaste righe scritte per darne la lieta notizia.<\/p>\n<p>E partiamo proprio da un convinzione che ci muove da sempre, quello che la lotta paghi.<\/p>\n<p>Paga semplicemente perch\u00e9 lottare contro lo sfruttamento e l&#8217;oppressione connaturati al capitalismo ci sembra non solo l&#8217;unica cosa giusta da fare ma anche l&#8217;unico modo sensato di vivere. Facciamo fatica a immaginare una vita degna di essere vissuta in cui non ragionare, sognare e provare concretamente a creare problemi sempre pi\u00f9 grossi a padroni e governanti. E sono proprio la bont\u00e0 e la validit\u00e0 dei percorsi di lotta che portiamo avanti i criteri attraverso cui cerchiamo di orientare il nostro agire. In tutto questo la repressione, intesa come attivit\u00e0 di giudici, Pm e poliziotti nel contrastare le lotte, ha certamente un peso. Si tratta infatti di un elemento che al pari di tanti altri contribuisce a determinare l&#8217;andamento dei nostri percorsi.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Non \u00e8 per\u00f2 cosa facile valutare quale sia il rapporto tra l&#8217;avanzare della repressione e l&#8217;indietreggiare di una lotta. Molte volte si esagera la portata di questa e si riconoscono quindi all&#8217;azione giudiziaria molti pi\u00f9 meriti di quanti ne abbia realmente. Molte volte la repressione mostra i muscoli quando le lotte stanno gi\u00e0 incontrando le loro difficolt\u00e0 piuttosto che essere la prima causa di queste. Ancor pi\u00f9 complicato per\u00f2 \u00e8 valutare<em> se<\/em> e <em>quanto<\/em> una lotta riesca a far fare qualche passo indietro a polizia e Tribunale. Non essendo uomini e donne di Tribunale siamo portati ad avere certamente un visione semplificata dei diversi interessi che determinano gli orientamenti delle varie sezioni di giudici, ed \u00e8 quindi un terreno scivoloso quello che porta a valutare l&#8217;efficacia di ci\u00f2 che facciamo in risposta a delle operazioni giudiziarie in base alle decisioni poi prese a riguardo dai giudici.<\/p>\n<p>Difficile affermare con certezza, ad esempio, che sia stato il coraggio dei dodici banditi e di chi ha raccolto la loro scommessa, costruendo un fitto calendario di iniziative, a spingere i giudici del Riesame a cancellare i loro divieti di dimora. Non si pu\u00f2 per\u00f2 non sottolineare come questa decisione sia in netta controtendenza rispetto a quelle prese negli ultimi tempi in sede di Riesame. A fronte di decine e decine di ricorsi presentati ultimamente contro misure cautelari per fatti penalmente poco rilevanti relativi ad episodi di lotta, si possono contare sulle dita di una mano quelli andati a buon fine. Del resto anche la rapidit\u00e0 e perentoriet\u00e0 con cui in questo caso sono stati annullati i divieti di dimora fanno pensare che la sfida lanciata dai dodici banditi abbia un po&#8217; scombussolato il normale <em>iter<\/em> di questo pezzo di Tribunale. Saranno necessari altri tentativi reali di<em> puntare i piedi<\/em>, senza che ci\u00f2 significhi necessariamente violare le misure cautelari, per provare a farsi un&#8217;idea un po&#8217; pi\u00f9 chiara di quali conseguenze possa avere il nostro agire su un piano giudiziario.<\/p>\n<p>Non \u00e8 per\u00f2 necessario attendere di raccogliere ulteriori elementi per provare a fare qualche riflessione sulla mobilitazione <strong>&#8220;Da qui non ce ne andiamo&#8221;<\/strong>. Come abbiamo avuto occasione di dire pi\u00f9 volte in queste ultime settimane, continuiamo ad essere convinti che la miglior risposta da dare a poliziotti e uomini di Tribunale sia quello di rafforzare o perlomeno continuare i percorsi di lotta oggetto delle attenzioni giudiziarie. Ci sembra quindi sia stata una buona idea quella di stilare un calendario di iniziative che mettesse in risalto la scelta dei dodici banditi all&#8217;interno delle lotte contro sfratti, retate e Cie in cui normalmente siamo impegnati. Abbiamo infatti condiviso questi giorni con altri uomini e donne con cui abitualmente non condividiamo esperienze e momenti di lotta; amici ed affetti dei dodici che hanno deciso di esserci, di portare il loro contributo nelle varie iniziative organizzate allargando il fronte della mobilitazione e facendo intravedere qualche nuova affinit\u00e0. E ci sembra questo risultato positivo tanto da spingerci a dire che se le relazioni sin qui intrecciate continueranno ad arricchire i percorsi di lotta che portiamo avanti, l&#8217;operazione condotta contro i dodici, al di l\u00e0 dei suoi esiti giudiziari, \u00e8 realmente fallita.<\/p>\n<p>Di certo sin da ora possiamo affermare che gli inquirenti non sono riusciti in alcun modo a fiaccare il nostro morale. Se la facilit\u00e0 con cui il Tribunale riesce ad allontanare tanti compagni dalle lotte alla lunga pu\u00f2 instillare un senso di impotenza, la decisione di puntare i piedi ha piuttosto diffuso un sentimento di forza e ha schiuso quelle porte del possibile che troppo spesso rimangono ben serrate di fronte agli attacchi della repressione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 A qualche giorno dall&#8217;annullamento dei divieti di dimora ci par necessario dire qualcosa in<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-32139","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32139"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32139\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}