{"id":32158,"date":"2016-06-29T08:51:36","date_gmt":"2016-06-29T07:51:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32158"},"modified":"2016-06-29T08:51:36","modified_gmt":"2016-06-29T07:51:36","slug":"se-la-misura-e-colma","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2016\/06\/29\/se-la-misura-e-colma\/","title":{"rendered":"Se la misura \u00e8 colma"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/agua.jpg\" title=\"agua.jpg\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/agua.jpg\" title=\"agua.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/agua.jpg\" alt=\"agua.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il Tribunale di Torino non ha esaurito le cartucce, anzi a ritmo serrato le richieste dei Pm trovano giudici pronti a sottoscriverle. Cos\u00ec sull&#8217;inizio dell&#8217;estate cadono altre misure cautelari a pioggia contro chi partecipa, in una maniera o in un&#8217;altra, all&#8217;opporsi mettendosi in mezzo a progetti che stravolgono i luoghi e la vita di chi ci abita, a meccanismi di sfruttamento ed esclusione. Dopo i dodici divieti di dimora comminati contro chi ha portato<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31651\"> un po&#8217; di letame alla ditta che distribuisce il cibo ai reclusi del Cie<\/a> di corso Brunelleschi, sono <strong>diciannove le misure<\/strong> <strong>di diversa natura affibbiate dal giudice delle indagini preliminari di Torino lo scorso 21 giugno<\/strong> a chi ha partecipato a una giornata di lotta esattamente l&#8217;anno scorso attorno al cantiere di Chiomonte, lungo i sentieri e le strade della Val Clarea.<\/p>\n<p>Tra le persone coinvolte in questa stretta repressiva c&#8217;\u00e8 gente che in Valle ci vive da sempre, chi ha deciso di passarci attratto dal conflitto, c&#8217;\u00e8 chi ha fatto delle lotte parte principale della propria vita, chi attraverso l&#8217;esperienza nell&#8217;opposizione alla costruzione dell&#8217;Alta Velocit\u00e0 ha cambiato i tempi, le priorit\u00e0, la socialit\u00e0 nella propria esistenza. <strong>Senza alcuna differenza le misure hanno raggiunto chi in maniera ostinata continua a esserci<\/strong> nonostante le difficolt\u00e0 che la lotta sta passando.<\/p>\n<p><!--more--> Ci\u00f2 che ora viene messo in campo \u00e8 l&#8217;ennesimo tassello di una strategia che si palesa in maniera sempre pi\u00f9 netta: riportare le cose in ordine, togliere degli strumenti per lottare, fiaccare l&#8217;animo di chi ha deciso di esserci per far saltare i piani di chi ci governa. L&#8217;esperienza ci insegna che la lotta capace di essere efficace, di tracimare ed effettivamente scompaginare la routine delle cose incontrer\u00e0 prima o poi l&#8217;ostacolo posto dalla legge. Sulla pelle di chi viene accusato, arrestato, messo al bando, obbligato a stare all&#8217;interno dei confini di un comune, a firmare ogni giorno dai carabinieri e nell&#8217;ombra dello spavento che la deterrenza proietta su chi gli sta accanto.<\/p>\n<p>Se un tempo le carte giudiziarie rincorrevano il ritmo della lotta in Valle e i pubblici ministeri andavano affinando gli strumenti pi\u00f9 congeniali per indebolire il contesto, cercando di dividere tra buoni e cattivi, gente autoctona e alloctona, fallendo, oggigiorno la cassetta degli attrezzi dei Pm \u00e8 ben assortita e oliata, le misure sono ben calibrate sulle specificit\u00e0 di chi compone questo contesto vasto ed eterogeneo e la repressione viaggia in contemporanea a ci\u00f2 che succede, quasi in prevenzione di conseguenze contagiose e imprevedibili.<\/p>\n<p>Per questa inchiesta Rinaudo ha addirittura forzato la mano tirando fuori dal cappello un <a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/novarosuvincanzo-mp3cutnet.mp3\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">&#8220;fermo cautelare&#8221;<\/a>, applicato solitamente per fatti pi\u00f9 gravi quali l&#8217;omicidio, che ha costretto alcuni giorni due persone in carcere, in regime di isolamento per la maggior parte del tempo, poich\u00e9 il Gip che ha firmato le carte dell&#8217;operazione del 21 giugno non aveva accettato di mettere i due sotto misure cautelari. Cos\u00ec il Pm ha disposto una settimana prima una perquisizione a casa dei ragazzi grazie alla quale ha potuto far scattare le manette senza dover chiedere il permesso a un giudice.<\/p>\n<p>E se certi stratagemmi tanto arroganti quanto non convenzionali inquadrano oramai un atteggiamento giudiziario ben consolidato messo in campo dalla Procura, ci\u00f2 che salta all&#8217;occhio dopo quest&#8217;ennesima inchiesta \u00e8 la volont\u00e0 di alcuni indagati di <strong>non accettare le disposizioni cautelari<\/strong>.<\/p>\n<p><strong>Qualcuno si \u00e8 rifiutato <\/strong><strong>fin da subito di presentarsi dai carabinieri<\/strong> per la firma quotidiana, manifestando pubblicamente la volont\u00e0 di violare anche il possibile aggravamento della misura. <strong>Un altro<\/strong> dal giorno in cui \u00e8 stato costretto agli arresti domiciliari con tutte le restrizioni <strong>ha scelto di uscire dalla sua casa<\/strong>, informando tutti della sua decisione, consapevole delle conseguenze del suo gesto. <strong>Un altro ancora<\/strong>, fino a pochi giorni fa uccel di bosco, ha deciso di svelarsi durante una fiaccolata e <strong>ha dichiarato di non voler consegnarsi alla polizia<\/strong>, ma che aspetter\u00e0 invece la notifica delle carte assieme a un presidio permanente davanti al luogo dove ha scelto di stare.<\/p>\n<p>La maggior parte delle misure cautelari comminate fanno ricadere la gestione direttamente sui mezzi e la volont\u00e0 di chi la subisce: i domiciliati si autocostringono in casa, affrontando da soli, tante volte senza riuscire pi\u00f9 a lavorare, i costi della propria prigionia; chi \u00e8 cacciato dalla citt\u00e0 deve reinventarsi da un&#8217;altra parte e trovare un modo per vivere; chi \u00e8 sottoposto alla firma mette i suoi passi sulla strada della caserma e organizza la propria vita sui nuovi orari imposti.<\/p>\n<p>Violare le misure cautelari fino alle estreme conseguenze vuol dire costringere le istituzioni a prendersi la responsabilit\u00e0 di una punizione che in altro modo non sarebbe rispettata, quindi incarcerando chiunque non accetti le prescrizioni.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32101#more-32101\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Se un tale atteggiamento fosse contagioso e diffuso<\/a> potrebbe creare un corto circuito difficile da assestare.<\/p>\n<p>Se il lavoro fatto fin qui dal Tribunale di Torino \u00e8 paradigmatico di come evolvono e si limano gli strumenti di gestione e controllo della popolazione, del territorio e dei possibili conflitti che ne scaturiscono, la scelta di violare le misure apre una possibilit\u00e0: che questo <em>modus operandi<\/em> non diventi una convenzione, che non possa neanche essere esportabile altrove.<\/p>\n<p>Non accettare che delle carte del Tribunale riescano a piegare la quotidianit\u00e0 delle persone che vengono colpite vuol dire anche per chi rimane loro accanto avere in mano una scommessa: affinch\u00e9 queste scelte non portino solamente a conseguenze che ricadano sulla pelle di chi le fa, ma siano invece l&#8217;occasione di rintuzzare dello spazio di possibilit\u00e0 effettiva nella lotta, \u00e8 necessario stringersi attorno a chi \u00e8 stato colpito, a chi se ne frega delle disposizioni del giudice, e rilanciare.<\/p>\n<p>Quale altra buona indicazione allora se non quella di fare di queste violazioni carburante per una solidariet\u00e0 che sappia sostenere queste scelte e spingere un passo in l\u00e0 i percorsi intrapresi, alla faccia di Procuratori e Tribunali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Tribunale di Torino non ha esaurito le cartucce, anzi a ritmo serrato le richieste<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-32158","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32158","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32158"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32158\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32158"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32158"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32158"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}