{"id":32207,"date":"2016-09-07T10:56:43","date_gmt":"2016-09-07T09:56:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32207"},"modified":"2016-09-07T10:56:43","modified_gmt":"2016-09-07T09:56:43","slug":"a-proposito-di-agopuntura","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2016\/09\/07\/a-proposito-di-agopuntura\/","title":{"rendered":"A proposito di Agopuntura"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/injection_parasite.jpg\" title=\"injection_parasite.jpg\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/injection_parasite.jpg\" title=\"injection_parasite.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/injection_parasite.jpg\" alt=\"injection_parasite.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Vi proponiamo un approfondimento audio di Macerie su Macerie, in onda su Radio Blackout, che riprende <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32177\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il filo dell&#8217;analisi del piano per le periferie della nuova giunta Appendino<\/a>, non prima per\u00f2 di qualche chiarimento nero su bianco.<br \/>\nQualche giorno fa ci siamo imbattuti in <a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/08\/25\/news\/centro_e_san_salvario_sono_le_regine_del_mercato_immobiliare-146592952\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">un articolo di Repubblica che elencava le gioie e i dolori del mercato immobiliare<\/a> districandosi nella constatazione di svalutazioni e rivalutazioni degli alloggi nei vari quartieri della citt\u00e0 di Torino. Se dieci anni fa hai comprato casa a San Salvario puoi ritenerti fortunato, diversamente vale per quartieri come Aurora o Barriera di Milano dove il valore immobiliare \u00e8 precipitato. Per chi guarda a queste oscillazioni senza l&#8217;occhio del profitto ma per capire quanto insidiosa e gravosa potrebbe diventare la propria sopravvivenza quotidiana in certi pezzi di citt\u00e0, pu\u00f2 essere interessante mettere sotto la lente d&#8217;ingrandimento alcune punture che sulla mappa del territorio urbano sembrano iniettare flussi di denaro coi suoi nuovi portatori.<\/p>\n<p><!--more-->Sempre <a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2016\/08\/26\/news\/torino_cosi_la_nuvola_fa_rinascere_aurora_conto_alla_rovescia_per_il_quartier_generale_lavazza-146649904\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Repubblica ci offre un ulteriore spunto<\/a> raccontandoci di come la nuova sede dirigenziale della Lavazza S.p.A. in fase di ultimazione in via Bologna, coi suoi 600 impiegati, porter\u00e0 nuova linfa al circondario, e con essa un aumento dei prezzi immobiliari della zona. Non \u00e8 la previsione di un futuro lontano, anzi. Nuove architetture basate su moduli <em>loft <\/em>sbucano fuori come funghi l\u00e0 intorno alla<a href=\"http:\/\/nuvola.lavazza.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> &#8220;Nuvola&#8221;<\/a> e il loro prezzo al metro quadro risulta quadruplicato rispetto al resto del quartiere.<br \/>\nAbbiamo raccontato pi\u00f9 volte dell&#8217;andamento dei processi di riqualificazione che hanno stravolto l&#8217;assetto delle direttrici della citt\u00e0 con nuove spine infrastrutturali e snodi produttivi lontani dalla porta delle fabbriche. Un processo continuo, che ha avuto una grossa spinta con le ingenti rimodulazioni dello spazio sotto l&#8217;egida del centro-sinistra e che oggi vede la sua continuazione, con una fase successiva, nell&#8217;agopuntura del nuovo piano-periferie dell&#8217;amministrazione 5 Stelle.<br \/>\n\u00c8 importante sottolineare che la nostra lettura del programma pentastellato non \u00e8 cos\u00ec ingenua da prendere paro paro la descrizione degli interventi pensando che corrispondano al vero. Dobbiamo mettere in conto una buona dose di propaganda che s&#8217;accompagna a questa e a ogni progettualit\u00e0 politica, ma sarebbe altres\u00ec ingenuo non considerare seriamente come le procedure di controllo, selezione, organizzazione, distribuzione della produzione dei discorsi siano tra i metodi fondamentali di questo tempo per governare la popolazione. Capire quale sar\u00e0 il limite tra ci\u00f2 che compete solo l&#8217;evanescenza delle parole politiche e cosa si traduce materialmente in nuovi apparati di sfruttamento sar\u00e0 compito di ogni nemico delle amministrazioni da qui ai prossimi anni.<\/p>\n<p>Andiamo ora al dunque e <a href=\"http:\/\/www.comune.torino.it\/sfogliato\/axto\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">carte alla mano<\/a> partiamo dal primo dei cinque assi tematici: <strong>Spazio pubblico<\/strong>. A parte l&#8217;installazione di nuove stazioni di Bike sharing, come ben immaginabile cinque su sette a Torino nord, tutte le azioni pensate per questo punto specifico un tempo sarebbero rientrate nell&#8217;ordinaria amministrazione comunale: messa in sicurezza degli edifici scolastici, il rifacimento del manto stradale, la manutenzione dei mercati rionali e il rinnovo delle aree gioco per bambini. Oggi tutto ci\u00f2 viene invece presentato come intervento extraordinario anche se &#8211; a dire il vero &#8211; c&#8217;\u00e8 una novit\u00e0 rispetto al passato. Gli interventi non vengono descritti solo nella loro fattivit\u00e0, per come cambieranno o rinnoverano lo spazio in questione, essi prevedono che dopo la fine dei lavori siano le persone, nel loro interesse, a doversi occupare della manutenzione. La gestione delle risorse \u00e8 molto diversa da quella che ha caratterizzato buona parte del &#8216;900 e viene oggi chiesto che gli abitanti si prendano in carico negli anni\u00a0 il progetto. Lo chiamano &#8220;patto di gestione&#8221; per la cura dell&#8217;area, il quale \u00e8 stato formalizzato dal <a href=\"http:\/\/www.comune.torino.it\/regolamenti\/375\/375.htm\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Regolamento dei Beni Comuni<\/a> dalla giunta Fassino lo scorso gennaio. Ai pi\u00f9 potr\u00e0 sembrare un modo per riconquistare agibilit\u00e0 organizzativa dal basso, ma a ben vedere ha lo scopo esplicitato di mantenere &#8220;gradevoli&#8221; gli spazi urbani per chi li abita ma ancor di pi\u00f9 per sollecitare gli investimenti economici nelle aree marginali. In soldoni si tratta di un lavoro continuo chiesto alle persone per rendere attraente la citt\u00e0 a partire da un piccolo investimento iniziale pubblico. Tener sempre il terreno preparato per interessi privati che lo rendano profittevole, con buona pace di quelli di cui potrebbero essere portatori tutti gli abitanti senza possibilit\u00e0 o smanie imprenditoriali, \u00e8 ormai un <em>modus operandi<\/em> rodato.<br \/>\nSarebbe comunque riduttivo osservare solo questo lato della medaglia e non cogliere quello prettamente amministrativo e disciplinante: uno degli obiettivi \u00e8 quello di individuare nelle aree di interesse &#8220;cittadini attivi&#8221; con cui intrecciare una collaborazione ordinaria che rappresenti un riverbero informale del governo comunale, un controllo della situazione che dovrebbe passare per gli occhi attenti di abitanti pi\u00f9 diligenti di altri. E cos\u00ec gli atti di vandalismo, il cosiddetto uso improprio dello spazio e l&#8217;incuria diventata responsabilit\u00e0 di tutti i cittadini saranno meglio monitorati e in teoria sottoposti a un controllo dotato di maggiore deterrenza perch\u00e9 ha la faccia del tuo vicino di casa.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultima questione merita un approfondimento, facciamo un salto rispetto all&#8217;andamento del programma e passiamo direttamente all&#8217;asse n. 5: <strong>Comunit\u00e0 e partecipazione.<\/strong><br \/>\nIl testo si perde in una descrizione generica quanto enfatica dei vari interventi specifici ma le parole scelte tradiscono una mancanza di partenza che da tempo il governo e i suoi attori cercano di colmare. \u00c8 come se con tutta una serie di nuovi progetti e progettini di &#8220;cittadinanza attiva&#8221; si cerchi di attutire un senso di estraneit\u00e0 allo Stato che si \u00e8 sviluppato in certi quartieri periferici, parallelo allo svuotamento di quelle strutture che in passato ne costituivano il senso e la funzione sociale (in primis le fabbriche della vecchia Torino industriale) e che davano al governo una presa diretta sul territorio.<br \/>\nPer non essere anche noi troppo generici possiamo vedere come si sviluppa questa tecnica in alcuni degli interventi descritti nel testo.<br \/>\nMiraMap, che dovr\u00e0 svilupparsi nella zona di Mirafiori sud, gi\u00e0 nel sottotitolo condensa il succo del discorso: <em>segnala, collabora, progetta<\/em>. Una parabola di partecipazione che ha in s\u00e9 una grossa funzione addomesticatrice, che intende prima sfruttare l&#8217;aspetto di prossimit\u00e0 dei cittadini rispetto alle aree problematiche favorendo per esempio il fatto che raccolgano e inoltrino informazioni riguardo a qualsiasi bisogno percepito nel quartiere: dai marciapiedi dissestati alle vie poco illuminate, dai cumuli di spazzatura fino alla segnalazione di punti di ritrovo sospetti. Successivamente, agevolando una continuazione nella collaborazione con i cittadini, far diventare il Crowdmapping una piattaforma permanente ed estensibile al resto della citt\u00e0.<br \/>\nUn altro progetto che procede a pi\u00e8 spedito \u00e8 quello delle Case di Quartiere: nate come \u201coccasioni di socializzazione\u201d tra vicini di quartiere per favorire l&#8217;incontro di bisogni e la creazione di servizi gratuiti, sono di fatto l&#8217;emanzione del potere ammistrativo. A discapito di tanti proclami sull&#8217;autonomia di questi centri, i governanti locali stanno ad ora ragionando su \u201cun&#8217;ipotesi di struttura organizzativa per la governance della Rete\u201d delle nove Case.<br \/>\nGuardando la questione dal punto che pi\u00f9 ci interessa, pare che <strong>la tecnica partecipativa abbia lo scopo di eliminare dalla testa delle persone l&#8217;idea stessa di conflitto e di lotta<\/strong>, non solo come rottura netta contro la strutturazione della vita imposta, ma anche solo come mezzo per ottenere qualcosa e migliorare le proprie condizioni. Assorbire ogni tensione e malessere all&#8217;interno di un organigramma che, per quanto diffuso, preveder\u00e0 la creazione di figure di riferimento e una comunicazione verticale con l&#8217;amministrazione.<br \/>\n\u00c8 nell&#8217;intervento \u201cCura dei beni comuni\u201d che la &#8220;partecipazione&#8221; cade come velo e mostra il suo succo materiale, il suo vincolo pi\u00f9 fisico e tangibile: il lavoro. Dietro alla retorica affettiva, dietro all&#8217;idea che occorra recuperare il rispetto e l&#8217;amore per il posto in cui si vive e con essi anche la cura diretta, emerge una forma di subappalto diffuso e gratuito, o a basso costo, delle vecchie funzioni di mantenimento degli spazi pubblici che aveva il potere amministrativo. Giardinetti e aree verdi, sale comuni e di ritrovo, non saranno pi\u00f9 frutto di ci\u00f2 che lo Stato offre alle persone in cambio del loro lavoro da sfruttati ma essi stessi una forma di sfruttamento con il &#8220;volontariato&#8221; di rifugiati o cittadini disoccupati che dovranno farsene carico.<\/p>\n<p>Sullo stesso solco si delineano gli altri assi tematici come quello della <strong>Casa<\/strong>, il quale prevede una manutenzione straordinaria di alcune unit\u00e0 abitative dell&#8217;ATC a cui dovrebbe seguire la presa in carico della struttura negli anni a venire da parte delle persone. Che significa? Che l&#8217;alloggio popolare di cui usufruiscono, al di l\u00e0 delle possibilit\u00e0 risicate, diventa strutturalmente una responsabilit\u00e0 senza per\u00f2 averne la propriet\u00e0 e dovendo seguire gli standard architettonici che il Comune esige. Niente di nuovo, d&#8217;altronde, rispetto a quanto gi\u00e0 disposto nel Piano Casa nazionale. Un altro fine di questo asse \u00e8 quello di ottenere una rivalutazione immobiliare e di conseguenza un &#8220;risanamento socio-culturale&#8221; delle persone che usufruiscono del servizio. Non hanno certo remore a utilizzare termini meschini come <em>risanamento<\/em>, e dobbiamo ammettere che ci troviamo talvolta una squallida sincerit\u00e0.<br \/>\nIl terzo e il quarto asse sono quelli che riguardano<strong> Lavoro\/Innovazione e Scuola\/Cultura<\/strong>. Queste pagine nello specifico non sono altro che un&#8217;accozzaglia fumosa di retoriche sul valore dello scambio dei saperi, l&#8217;importanza della promozione della cultura dell&#8217;imprenditorialit\u00e0 e l&#8217;agevolamento della nascita delle Start up nelle periferie. Pare che i Cinque Stelle siano i pi\u00f9 grandi fan del Partito Democratico e gli abbiano preso tutto un universo di parole sull&#8217;economia immateriale, ma non altrettanto l&#8217;attenzione per quei pezzi di produzione materiale come la logistica e le piccole fabbriche rimaste proprio in periferia, colonne portanti di questa citt\u00e0 sempre in bilico sul tracollo finanziario. Ma non vorremmo sottovalutare velocemente il nuovo nemico\u00a0 e sperare troppo a cuor leggero della sua incapacit\u00e0. La bocconiana Appendino &#8211; ahinoi &#8211; \u00e8 scaltra e certamente ben inserit\u00e0 nella rete di conoscenze degli industriali sabaudi.<br \/>\nStaremo a vedere. Intanto riportiamo l&#8217;unico intervento veramente degno di nota, quello del valore di quattordici milioni di euro per le Ex Officine Incet dietro via Cigna. Stilato con attenzione e minuzia di particolari, esso prevede nuovi loft residenziali, un polo per l&#8217;innovazione e un avamposto del Food&amp;Beverage con produzione e rivendita di birra e prodotti artigianali per i giovani e intraprendenti abitanti con cui si vorrebbe riempire il pezzo di citt\u00e0 da Porta Palazzo in su.<br \/>\nDel resto che l&#8217;intervento di agopuntura pi\u00f9 esoso sia a Torino nord, che la maggior parte delle azioni di questo programma-periferie siano pensate per questa parte di citt\u00e0, non fa che confermare molte delle nostre preoccupazioni ma alimenta anche la nostra rabbia verso sistemi di <em>governance<\/em> sempre pi\u00f9 invasivi nonostante la coltre edulcorata.<br \/>\nMa gi\u00e0 ci siamo dilungati a sufficienza in questa anticipazione, vi lasciamo ora all&#8217;ascolto del contributo audio complementare, diviso in due parti.<\/p>\n[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/agopunture-parte1.mp3]\n[audio:https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/agopunture-parte2.mp3]\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Vi proponiamo un approfondimento audio di Macerie su Macerie, in onda su Radio Blackout,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,11],"tags":[],"class_list":["post-32207","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-torino-domani"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32207","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32207"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32207\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32207"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32207"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32207"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}