{"id":32231,"date":"2016-09-28T13:13:14","date_gmt":"2016-09-28T12:13:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32231"},"modified":"2016-09-28T13:13:14","modified_gmt":"2016-09-28T12:13:14","slug":"intorno-a-un-picchetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2016\/09\/28\/intorno-a-un-picchetto\/","title":{"rendered":"Intorno a un picchetto"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/logistica.jpg\" title=\"logistica.jpg\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/logistica.jpg\" title=\"logistica.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/logistica.jpg\" alt=\"logistica.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Qualche sera fa una trentina di persone hanno fatto capolino tra le vie semideserte di Abbadia di Stura, quelle a vocazione per lo pi\u00f9 industriale ricavate dove la citt\u00e0 si pensa essere finita ma in cui trovano sede piccole fabbriche e qualche magazzino della logistica. E proprio davanti a uno di questi, <a href=\"https:\/\/www.google.it\/maps\/place\/GLS\/@45.1121047,7.731835,17z\/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x4788718aa1db1101:0x16ad1c28469c3f34!8m2!3d45.1121047!4d7.7340237\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">la Gls<\/a>, colosso dello smistamento e del trasporto merci su gomma, che coloro arrivati sul posto si sono riuniti in un <strong>presidio notturno<\/strong> con l\u2019intenzione di bloccare per tutta la notte i cancelli in risposta all\u2019omicidio di Abd Elsalam, schiacciato dalle ruote di un camion mentre insieme a colleghi e solidali picchettava i cancelli della sede di Piacenza. Il blocco notturno rispondeva a una chiamata nazionale del sindacato Usb, chiamata che \u00e8 stata raccolta da diverse citt\u00e0 e in cui i blocchi dei camion hanno avuto maggiore o minore fortuna in base a circostanze e condizioni specifiche. Di queste altre iniziative che hanno animato la notte di marted\u00ec non ci pare possiamo dir molto dato che gli unici elementi che abbiamo a nostra disposizione sono qualche articolo tratto dai media locali e il resoconto dai toni pi\u00f9 o meno trionfalistici in base a chi, delle tante anime politiche che hanno organizzato la protesta, redigeva lo scritto.<\/p>\n<p><!--more--> A Torino per\u00f2 siamo stati davanti a quei cancelli, anche se per poco, e sottolineiamo l\u2019aggettivo \u201cpolitico\u201d che qualifica l\u2019iniziativa. Non lo diciamo per fare polemica sterile ma per il dispiacere che si prova di fronte al naufragio delle possibilit\u00e0 che in tanti alzino la china; ecco perch\u00e9 \u00e8 necessario <strong>porsi nella direzione della comprensione<\/strong>, nel tentativo di diradare la nebbia per meglio agire ed essere complici\u00a0 di chi viene dissanguato dalla violenza dell&#8217;economia. \u00c8 quindi a malincuore che abbiamo notato che la composizione di quel momento di lotta era prettamente di &#8220;militanti&#8221; &#8211; ci venga scusato l&#8217;odioso termine &#8211; tutti sicuramente con la voglia di rispondere a questo omicidio provando a colpire la Gls nelle sue ramificazioni locali.\u00a0 Tuttavia la nostra voglia di stare spalla a spalla a lottare con chi subisce le medesime condizioni di sfruttamento che avevano portato Abd Elsalam e i suoi colleghi davanti ad altri cancelli, altres\u00ec la speranza che una di queste meste occasioni porti pi\u00f9 prima che poi a una rottura decisa contro i padroni, non vanno d&#8217;accordo con una situazione in cui i grandi assenti sono i facchini della Gls.<\/p>\n<p>Ed ecco un primo dato di realt\u00e0: i lavoratori quella sera dentro al magazzino c&#8217;erano, forse hanno lavorato meno o per niente visto che il presidio bloccava i cancelli e di camion se ne sono visti ben pochi, dirottati forse su altri snodi non interessati dalla protesta. E qui la domanda sorge spontanea: <strong>perch\u00e9?<\/strong> Un primo fattore potrebbe essere che nello stabilimento Gls di Torino di tesserati del sindacato che ha indetto lo sciopero non ce n&#8217;\u00e8 neanche uno e va da s\u00e9 che la proposta non abbia attecchito, almeno per come purtroppo vanno le cose ora. A ci\u00f2 bisogna aggiungere il motivo scatenante della protesta, la morte di Abd Elsalam, a nostro avviso sicuramente degno di una risposta rabbiosa e collettiva, motivo di odio fervido e voglia di vendetta che dovrebbe andare ad accumularsi a quello per le condizioni di vita e di lavoro di tutti. Ma per quanto ci piacerebbe che la solidariet\u00e0 fosse pratica e forza di ogni lotta, i nostri desideri si scontrano quasi sempre con la realt\u00e0, come in questo caso in cui non ci pare ci sia stata un&#8217;auspicabile esplosione di rabbia in giro per gli snodi Gls d\u2019Italia per l&#8217;uccisione di un uomo mentre lottava contro <strong>uno dei pi\u00f9 rodati sistemi di sfruttamento lavorativo<\/strong>, quello delle <strong>cooperative della logistica<\/strong>. Qualche sciopero pi\u00f9 partecipato e qualche blocco un poco pi\u00f9 efficace di quello torinese c&#8217;\u00e8 stato, a Crespellano ad esempio e a San Giuliano Milanese, e poi ovviamente e giustamente, a Piacenza. Le condizioni di lavoro di chi \u00e8 impiegato all\u2019interno del sistema della distribuzione delle merci, comparto paradigma che plasma ormai la stessa essenza del capitalismo del terzo millennio, sono pessime e cos\u00ec devono restare affinch\u00e9 l\u2019estrazione di valore nella catena continui. <strong>Esternalizzazione, subappalti, sistema di gestione a cooperative rendono fluide le responsabilit\u00e0, fumosi i nemici e permettono di risparmiare continuamente sulla manodopera<\/strong> peggiorando e precarizzando le condizioni lavorative. E proprio il sistema di subappalto fa s\u00ec che Adb Elsalam non fosse assunto da Gls ma da un&#8217; altra ditta che per Gls lavora. Ditta di cui probabilmente i facchini torinesi non sanno nemmeno l\u2019esistenza perch\u00e9 legati invece ad altre sigle, ad altri capi e ad altri caporali.<\/p>\n<p>\u00c8 probabilmente per la centralit\u00e0 e la strategicit\u00e0 di quel particolare comparto produttivo e per le condizioni di ipersfruttamento e precariet\u00e0 che <strong>le lotte dei lavoratori della logistica sono state tra le poche degne di nota nel panorama del centro-nord italiano degli ultimi anni<\/strong>, per pratiche e determinazione, e a tratti sono riuscite a strappare delle piccole migliorie alla controparte. Di queste lotte, della pratica del blocco, della composizione e dei metodi rivendicativi si \u00e8 detto e scritto in passato e si continua a farlo. Non scendiamo quindi qui nel merito delle sue caratteristiche sperando di non sbagliare nel darle per conosciute.<\/p>\n<p>Quello che ci preme sottolineare \u00e8 invece una peculiarit\u00e0 comune a tutte: la presenza di sindacati di base che si pongono come intermediari e rappresentanti dei facchini, figura lavorativa che non \u00e8 rientrata nelle categorie sindacalizzate tra i confederali e di cui gli stessi grandi tre si sono disinteressati coscienziosamente lasciando lo spazio ai sindacati cosiddetti conflittuali.<\/p>\n<p>A Piacenza davanti a quella ditta teatro della morte di Abd Elsalam insieme e portavoce dei facchini in sciopero c\u2019era l\u2019 Usb. Al di l\u00e0 della nostra opinione sui sindacati \u201cconflittuali\u201d e sulla loro funzionalit\u00e0 in tempi il cui la rivendicazione di un miglioramento delle condizioni lavorative, soprattutto in certi settori, pare impossibile oltre ogni buona intenzione, non possiamo ignorare il fatto che obiettivo primario di un sindacato sia quello di restare in vita e il secondario sia quello di ingrandirsi e radicarsi. E le strategie di lotta che spesso abbiamo visto messe in campo dalle varie sigle sindacali di base vanno nella\u00a0 direzione di acquisire sempre un maggior numero di tesserati per essere indispensabili nelle trattative come rappresentanti dei lavoratori. Niente di nuovo sotto il sole anche se ricordarselo aiuta a illuminare il presidio torinese di significato, d\u00e0 spiegazione alla presenza di un sindacato senza tesserati e ai toni gloriosi della narrazione che ne fanno. Ed \u00e8 questo a non poter essere digerito, il racconto di una storia che non c\u2019\u00e8 ma che viene raccontata lo stesso perch\u00e9 utile alla riproduzione della struttura e alla sua pubblicit\u00e0. Mentre il corpo ancora caldo di Abd Elsalam giaceva in qualche sala di obitorio e ancora non si poteva immaginare che tipo di reazione questa ripugnante morte poteva scatenare, scorrevano gi\u00e0 le immagini dei delegati Usb al tavolo con il Ministro del lavoro Poletti. Questa tristissima vicenda fa cos\u00ec notizia che Usb pu\u00f2 persino chiedere al ministro l\u2019apertura di un tavolo per ridiscutere tutta la legislazione sul lavoro, richiesta ambiziosissima, seppur utopica; ma questo sindacato al momento pu\u00f2 pensare di volare alto e di raccontare con toni vittoriosi di una forza organizzata, in lotta, che si esprime in pi\u00f9 parti d\u2019Italia e che ha nel portafoglio la tessera dell\u2019Usb.<\/p>\n<p>Alla fine della fiera, al di l\u00e0 delle vicende delle ultime settimane intorno ai fatti della Gls e all&#8217;agire dei mediatori dei lavoratori, il palato continua a essere bagnato da punti interrogativi.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 pensare a un percorso conflittuale\u00a0 considerando che le trasformazioni del lavoro degli ultimi decenni hanno reso le condizioni e gli strumenti di lotta sempre pi\u00f9 fuori dalla portata dei lavoratori? E come pensare che si possa trascendere il sindacato che \u00e8 una delle cause di questo processo?<br \/>\nD&#8217;altra parte non \u00e8 forse giusto pensare anche a delle azioni autonome e conflittuali che parlino direttamente ai lavoratori allorquando non ci sia altro modo per comunicarci?<br \/>\nPerch\u00e9, se non s&#8217;intravede molto altro, non c\u2019\u00e8 niente di male nell\u2019organizzarsi autonomamente per rispondere a un\u2019impellenza etica anche se non c&#8217;\u00e8 la spinta dei diretti interessati.<\/p>\n<p>Domande a cui non abbiamo ancora risposta ma non manca la consapevolezza che le lotte nel campo della logistica possano avere un\u2019importanza centrale perch\u00e9 centrale \u00e8 il ruolo di questo settore nell\u2019economia globale.<br \/>\nDi certo \u00e8 utile iniziare a comprenderne i meccanismi e conoscerne il funzionamento per lottarci contro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Qualche sera fa una trentina di persone hanno fatto capolino tra le vie semideserte<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-32231","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32231"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32231\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}