{"id":32311,"date":"2017-01-05T14:11:09","date_gmt":"2017-01-05T13:11:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32311"},"modified":"2020-03-12T19:45:02","modified_gmt":"2020-03-12T18:45:02","slug":"aurora-quartiere-smart-vol3-nuvole-tetre","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2017\/01\/05\/aurora-quartiere-smart-vol3-nuvole-tetre\/","title":{"rendered":"Aurora quartiere smart vol.3 &#8211; nuvole tetre"},"content":{"rendered":"<p>I luoghi di produzione costituiscono la citt\u00e0, il loro profitto \u00e8 ci\u00f2 che determina l&#8217;andamento dei flussi, e al giorno d&#8217;oggi, in maniera sempre pi\u00f9 pervasiva, impongono forme di razionalizzazione delle relazioni sociali in cui l&#8217;immagine e il marketing del paesaggio della citt\u00e0 risultano fondamentali per la sua stessa messa a valore. Nell&#8217;odierno panorama torinese due sono gli edifici particolarmente pregni di significato in questo senso: <a href=\"http:\/\/www.grattacielointesasanpaolo.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il grattacielo di Intesa Sanpaolo<\/a> e la<a href=\"http:\/\/nuvola.lavazza.it\/il-centro-direzionale-lavazza\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> Nuvola Lavazza<\/a>, luoghi che plasmano la materia urbana contemporanea cos\u00ec come la fabbrica forgi\u00f2 quella del XIX secolo.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>\u00c8 duecento anni prima, nell&#8217;Inghilterra del &#8216;600, che si pu\u00f2 riscontrare simbolicamente, ma soprattutto dalla prospettiva dell&#8217;organizzazione materiale del primo capitalismo industriale, l&#8217;invenzione di uno spazio nuovo, destinato a forgiare le citt\u00e0. Divenuta oramai limitata rispetto all&#8217;esigenza di moltiplicazione delle merci la produzione al telaio domestico, la quale scandiva la quotidianit\u00e0 anche nel periodo transitorio delle <em>working houses<\/em>, viene trovata per la produzione<strong> l&#8217;inedita locazione della fabbrica<\/strong>; luogo questo in cui si sostanzializza la concezione del lavoro e, non meno importante, si mette in atto la sua separazione dal resto dell&#8217;attivit\u00e0 umana. Ampiamente \u00e8 risaputo che il frutto di questo divorzio non si riduce solamente all&#8217;inserimento del lavoro nel mercato in quanto nuova tipologia di merce, ma soprattutto alla costruzione di una nuova rappresentazione dell&#8217;umano, scisso in due spazi ben distinti: lo spazio-fabbrica e lo spazio-casa, la produzione economica e la riproduzione sociale. La divisione del tempo tra vita e lavoro, a partire da queste basi, non \u00e8 che una netta conseguenza, un&#8217;invenzione corollaria figlia dell&#8217;edificazione delle strutture industriali nella citt\u00e0 moderna e cristalizzata nello sviluppo complessivo in et\u00e0 contemporanea della <em>ville industrielle<\/em>. La ricreativit\u00e0 dei luoghi dopo-lavoro e dopo-scuola, gli spazi dediti all&#8217;intrattenimento culturale e all&#8217;esercizio sportivo, la funzionalizzazione degli spostamenti tra un luogo e l&#8217;altro con le nascenti infrastrutture della mobilit\u00e0 pubblica sono stati dei perni indispensabili in questo processo. Tuttavia nessuno di questi elementi architettonici e materiali \u00e8 rimasto legato all&#8217;immaginario diffuso della produzione industriale, da inizio novecento in poi, quanto l&#8217;aspetto prettamente previdenziale del <em>welfare state <\/em>e le sue strutture d&#8217;accompagnamento, dall&#8217;ambulatorio di zona all&#8217;edilizia per la manodopera meno abbiente. Nato come sottrazione di una parte del salario reale e dunque corrispondente al ruolo immanente degli individui nella valorizzazione del capitale, ha per quasi un secolo avuto il compito di trasferire una parte di valore economico dalla sfera della produzione a quella complementare della riproduzione sociale. Un organo necessario nel corpus dell&#8217;economia industriale, un sostegno specifico alla produzione, ma sempre accompagnato dal vezzo retorico dell&#8217;universalit\u00e0 tanto caro allo spirito del tempo del XX secolo, quello in pratica che raccontava di un diritto sociale emanato per tutti.<\/p>\n<p>Nonostante sia passata molta acqua sotto i ponti dai fantomatici &#8220;trent&#8217;anni d&#8217;oro&#8221; del <em>welfare state<\/em>&nbsp; occidentale, solo a partire dal nuovo millennio \u00e8 risultato chiaro a tutti che alla ristrutturazione dei modelli lavorativi si sarebbe accompagnata indissolubilmente quella dello stato sociale, una nuova rimodulazione di quella spazio-temporalit\u00e0 color fumo di Londra.<br \/>\nE cos\u00ec, come accadde durante la funzionalizzazione della citt\u00e0 industriale, sono le forme architettoniche a costruire il substrato necessario a ogni cambiamento strutturale dell&#8217;economia. Su questa scia, l&#8217;esempio massimo nel panorama torinese della rifunzionalizzazione urbana \u00e8 <strong>il grattacielo della Sanpaolo<\/strong>, non solo un elemento fisico marchiano nella quasi omogeneit\u00e0 urbanistica del centro sabaudo, barocco su matrice regolare di campo romano. Infatti nella sua progettazione interna rappresenta una nuova forma di narrazione degli intenti del gigante finanziario per il futuro di Torino. Se l&#8217;idea di uffici hi-tech presentati con l&#8217;etichetta <em>smart<\/em> non stupisce per lo pi\u00f9 nessuno, a destare l&#8217;attenzione sono gli spazi in prossimit\u00e0 delle aree di lavoro, primo fra tutti l&#8217;asilo nido, che dovrebbe essere gestito a turno dai genitori impiegati Sanpaolo. L&#8217;inserimento di un servizio per l&#8217;infanzia a qualche metro dalla scrivania del genitore bancario o web designer, \u00e8 di fatto la riunificazione di quella dimensionalit\u00e0 separata della riproduzione sociale novecentesca. Lungi dal pensiero che ci\u00f2 sia un ritorno al tempo unico pre-industriale delle case di lavoro, questo &#8220;ricongiungimento&#8221; \u00e8 la sperimentazione di un <em>welfare<\/em> nuovo, non pi\u00f9 appartenente alla sfera della riproduzione ma a quella della produzione stessa, tenendo solo retoricamente per buono che ci sia mai stata una divisione sostanziale tra le due.<\/p>\n<p>L&#8217;esempio del grattacielo di Renzo Piano parla di una nuova modulazione della concezione dello spazio, al suo interno per la sopracitata rielaborazione dei luoghi del lavoro aziendale, nel suo posizionamento esterno soprattutto per l&#8217;importanza come centro degli assi (o Spine, cos\u00ec come vengono chiamate) di sviluppo urbanistico della citt\u00e0. Tuttavia per la sua poca permeabilit\u00e0 ai non addetti ai lavori, tranne per alcuni eventi sporadici, e per il fatto che sia incuneato in una zona amministrativa, quell&#8217;edificio preso a s\u00e9 stante risulta per l&#8217;analisi dei processi di riqualificazione meno interessante delle altre strutture in citt\u00e0 destinate all&#8217;investimento sociale del gigante sabaudo, quelle del <em>welfare<\/em> privatistico, dai servizi alla persona, a quelli dell&#8217;abitare, passando per i progetti di reinserimento sociale.<\/p>\n<p>Come si diceva all&#8217;inizio, un altro recente progetto torinese ci suggerisce invece ulteriori spunti su spazi della citt\u00e0 investiti nuovamente da massicci interessi: <strong>il centro direzionale Lavazza quasi in ultimazione in via Bologna, ovvero la cosiddetta &#8220;Nuvola&#8221; che incombe sul quartiere di Aurora.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"nuvola-lavazzak.jpg\" href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/nuvola-lavazzak.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/nuvola-lavazzak.jpg\" alt=\"nuvola-lavazzak.jpg\"><\/a><\/p>\n<p>Perch\u00e9 se \u00e8 vero, come abbiamo sempre sostenuto, che i segni architettonici che la Compagnia San Paolo lascia su Torino sono corrispondenti ai luoghi del comando (come il grattacielo) ma anche alle ramificazioni esplicite del profitto sociale del colosso bancario (dai<a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31002\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> Social Housing <\/a>di Porta Palazzo ai servizi diffusi della cultura o <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=31581\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">del terzo settore<\/a>), la nuova sede dirigenziale Lavazza d\u00e0 spunti pi\u00f9 chiari invece sulla concezione dello <strong>spazio pubblico<\/strong>. Se la San Paolo avendo dunque le mani in pasta <a href=\"http:\/\/www.compagniadisanpaolo.it\/ita\/Aree-operative\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">in tutte le aree delle politiche sociali o della sanit\u00e0<\/a> ci dice quali siano le evoluzioni del <em>welfare<\/em> dopo il periodo della citt\u00e0-fabbrica, la Lavazza invece palesa la differenziazione delle funzioni che un edificio di lavoro pu\u00f2 espletare oggi attraverso la modulazione dello spazio interno, di quello dei suoi cortili e, per &#8220;emanazione&#8221;, di quello circostante.<\/p>\n<p>Il progetto che ha modificato l&#8217;area dell&#8217;ex centrale Enel nel quartiere di Aurora, a firma del milanese Cino Zucchi, ridefinisce la forma dell&#8217;isolato che si affaccia su Largo Brescia; un edificio di vetro nero &#8211; una nuvola poco promettente, senza ironia &#8211; il cui basamento forma una figura fluttuante in cui saranno ricavati due giardini, uno verso via Bologna, l&#8217;altro, una pi\u00f9 vasta corte interna, che avr\u00e0 un varco d&#8217;ingresso in via Parma. <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=Yr0CPaqzhPE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">L&#8217;architetto sostiene che saranno due nuovi spazi pubblici aperti sulla citt\u00e0 insieme a un passaggio attraversabile del piano terra dell&#8217;edificio<\/a>.<\/p>\n<p>Non volendo dare nessuna valenza positiva agli spazi pubblici, che sappiamo benissimo essere lo spazio dello Stato, ci interessa tuttavia vedere i cambiamenti di paradigma di questa concezione e sottolineare come i cortili di propriet\u00e0 di un&#8217;azienda possano essere considerati tali. Progettisti e signori del Comune che hanno stipulato il patto per la riqualificazione attraverso La Nuvola fanno passare uno <strong>spazio all&#8217;aperto<\/strong>, legato a funzioni specifiche degli interessi aziendali e di riqualificazione di un pezzo di citt\u00e0, come fosse un semplice giardinetto rionale. La concezione di spazio pubblico intesa da Cino Zucchi si configura come un&#8217;area permeabile ma non sicuramente accessibile a tutti, non contrattabile nelle modalit\u00e0 del suo utilizzo e sotto il controllo delle forme anguste ricavate sotto allo sguardo di chi sta negli uffici e della sorveglianza vera e propria. Come reagirebbero delle guardie del posto all&#8217;ingresso in uno di questi giardini di un gruppetto di ragazzini palla al piede? Spingendoci ancor oltre con l&#8217;immaginazione, cosa farebbero se qualcuno decidesse di passare la notte dormendoci dentro?<\/p>\n<p>Non ci vuole altrettanta fantasia per avere una risposta. Certi luoghi, di nuova edificazione o &#8220;rigenerati&#8221; che siano, sono elementi necessari alla costruzione di una forte tensione simbolica e figurativa delle nuove politiche urbane: legano e connettono <span class=\"s1\">fattori strategici della vita sociale in corrispondenza di &#8220;fratture&#8221;, cio\u00e8 pezzi di citt\u00e0 o quartieri critici in cui si devono ricompattare funzioni di produzione economica e aggregazione di persone che possano con i propri stili di vita (non solo quelli inerenti al consumo) promuoverli, trasformarli, cancellare il ricordo di come venivano vissuti precedentemente. <\/span><\/p>\n<p><span class=\"s1\">E cos\u00ec la retorica su quegli spazi aperti, se si tiene ben a mente come oggi \u00e8 il quartiere di Aurora, non sono che la rappresentazione fisica di una minaccia, indiretta ma perfettamente esplicita: indiretta perch\u00e9 sono destinati a una popolazione diversa da quella che attualmente ancora vive in quartiere, esplicita perch\u00e9 sono l&#8217;ennesimo avviso che in questa zona si cercano nuovi abitanti e che quelli meno profittevoli non sono pi\u00f9 desiderati. I senza reddito, o quelli che ce l&#8217;hanno basso, gli occupanti di case e chi si arrangia per campare, non sono coloro che corrispondono alle esigenze del mercato urbano in questa zona<\/span>. Magari i diseredati saranno utili in piccoli numeri, come vuole il discorso del mix sociale, per lo svolgimento dei lavori di manutenzione o di cura, ma la maggior parte \u00e8 gi\u00e0 un&#8217;eccedenza di cui si stanno sbarazzando soprattutto attraverso l&#8217;aumento del costo della vita e nello specifico degli alloggi. Se si prova a cercar casa in affitto in questa lingua di citt\u00e0 che a nord costeggia il centro, \u00e8 quasi impossibile trovarla perch\u00e9 tutte le case vuote sono in vendita: tutti i piccoli proprietari vendono a prezzi stracciati e la flessione del costo di questa offerta porter\u00e0 a breve a nuove propriet\u00e0 in grado di permettersi una ristrutturazione generale dei palazzi oggi fatiscenti. Nei prossimi anni ci\u00f2 segner\u00e0 una forte rivalutazione immobiliare e una <strong>deperiferizzazione del quartiere<\/strong>. I primi segnali di questo fenomeno si sono gi\u00e0 dati e alcuni loft di fresca ristrutturazione sono stati venduti o vengono affittati a prezzi molto alti a giovani professionisti, molti legati alla Lavazza o al suo indotto.<\/p>\n<p>Non sono del resto destinati proprio a loro i fantomatici spazi pubblici dentro alla Nuvola?<\/p>\n<p>Non \u00e8 per loro <a href=\"http:\/\/torino.repubblica.it\/cronaca\/2015\/11\/21\/news\/ferran_adria_apre_un_ristorante_a_torino_il_primo_fuori_dai_confini_spagnoli-127852873\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">il ristorante che trover\u00e0 spazio proprio dentro Nuvola gestito da un cuoco stellato Michelin<\/a>?<\/p>\n<p>Non sono per loro, o per gli studenti dell&#8217;adiacente ed esosissima scuola <a href=\"http:\/\/www.iaad.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">IAAD, <\/a><span class=\"s1\"> le nuove panchine a forma di chicco di caff\u00e8 di Largo Brescia da poco trasformato da incrocio ad ambientazione urbana?<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"corso-brescia-nordovest_web.jpg\" href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/corso-brescia-nordovest_web.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/corso-brescia-nordovest_web.jpg\" alt=\"corso-brescia-nordovest_web.jpg\"><\/a><\/p>\n<p>Un ulteriore spunto sullo spazio pubblico, all&#8217;aperto, condiviso, o come chiamar lo vogliano, riguarda giustappunto il Largo Brescia dirimpetto alla nuova sede. La primavera scorsa sono stati ultimati i lavori di ripavimentazione dello slargo e sono comparse delle grosse sedute, fatto che va in contrasto con le tendenze dell&#8217;arredo urbano che cercano in tutti i modi di evitare lo stazionamento. Le panchine delle citt\u00e0 negli ultimi anni vengono tolte, ridimensionate o divise da braccioli, ma non in questo caso proprio perch\u00e9 chi usufruir\u00e0 di certi luoghi non saranno certo senzatetto o perdigiorno. Il rapporto coercitivo che stanno costruendo attorno a questo spazio \u00e8 forse abbastanza sofisticato da permettere anche questo.<span class=\"s1\"> Le nuove progettualit\u00e0 come questa organizzano nello spazio gli elementi chiave dello sviluppo, innanzitutto oggi un certo tipo di aggregazione. Da una fase precedente della citt\u00e0 che aveva l&#8217;obiettivo di dare ordine a un quadro economico basato sullo sfruttamento generalizzato della catena di montaggio, sulla propriet\u00e0 di una casa e di un autoveicolo privato, la pianificazione territoriale ha ora come l&#8217;obiettivo di rimettere in moto lo sviluppo in maniera diffusa, di ricrearne le basi urbane in un quadro economico basato sulle idee, sulle reti e sulla possibilit\u00e0 che le classi medie abbiano spazi per incontrarsi; questi possono essere uffici di co-working ma anche giardinetti <em>smart<\/em>, piazzette vicino alle aziende hi-tech o una galleria d&#8217;arte.&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>Per quelli che sbracciano per vivere c&#8217;\u00e8 invece la guerra che si fa sempre pi\u00f9 sfacciata, e ci\u00f2 che accade in Aurora ne \u00e8 solo un piccolissimo esempio.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.lastampa.it\/2016\/10\/16\/cronaca\/dentro-la-nuvola-jsVZBmAH2UIVFoaFpAOT8K\/pagina.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Ma come direbbe il fulgido Giuseppe Culicchia riferendosi al nuovo palazzo Lavazza, poco importa perch\u00e9 &#8220;i cantieri sono sogni&#8221;.<\/a><\/p>\n<p>Per lui e per molti altri a noi piace immaginare un giorno la sveglia di soprassalto a irrompere nell&#8217;onirico.<\/p>\n<p class=\"western\" style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 150%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"text-align: center;\">\n<p style=\"text-align: center;\"><a title=\"sanpaolo-e-lavazza-torri-di-vittorio.jpg\" href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/sanpaolo-e-lavazza-torri-di-vittorio-1.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/sanpaolo-e-lavazza-torri-di-vittorio-1.jpg\" alt=\"sanpaolo-e-lavazza-torri-di-vittorio.jpg\"><\/a><\/p>\n<p align=\"center\"><em>&#8220;Dall\u2019altra parte havvi due scogli: l\u2019un<br \/>\nVa sino agli astri, e fosca nube il cinge<br \/>\nN\u00e8 su l\u2019acuto vertice, l\u2019estate<br \/>\nCorra, o l\u2019autunno, un puro ciel mai ride.<br \/>\nMontarvi non potrebbe altri, o calarne,<br \/>\nVenti mani movesse, e venti piedi:<br \/>\nS\u00ec liscio \u00e8 il sasso, e la costa superba.<br \/>\nNel mezzo volta all\u2019Occidente, e all\u2019Orco<br \/>\nS\u2019apre oscura caverna, a cui davanti<br \/>\nDovrai ratto passar: giovane arciero,<br \/>\nChe dalla nave disfrenasse il dardo,<br \/>\nNon toccherebbe l\u2019incavato speco.<br \/>\n<strong>Scilla <\/strong>ivi alberga, che moleste grida<br \/>\nDi mandar non rist\u00e0. La costei voce<br \/>\nAltro non par, che un guajolar perenne<br \/>\nDi lattante cagnuol: ma Scilla \u00e8 atroce<br \/>\nMostro, e sino ad un Dio, che a lei si fesse,<br \/>\nNon mirerebbe in lei senza ribrezzo.<br \/>\nDodici ha piedi, anter\u00efori tutti,<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>Sei lunghissimi colli, e su ciascuno<br \/>\nSpaventosa una testa, e nelle bocche<br \/>\nDi spessi denti un triplicato giro,<br \/>\nE la morte pi\u00f9 amara in ogni dente.<br \/>\nCon la met\u00e0 di s\u00e9 nell\u2019incavato<br \/>\nSpeco profondo ella s\u2019attuffa, e fuori<br \/>\nSporge le teste, riguardando intorno,<br \/>\nSe delfini pescar, lupi, o alcun puote<br \/>\nDi que\u2019 mostri maggior, che a mille a mille<br \/>\nChiude Anfitrite ne\u2019 suoi gorghi, e nutre.<br \/>\nN\u00e8 mai nocchieri oltrepassaro illesi:<br \/>\nPoich\u00e8 quante apre disoneste bocche,<br \/>\nTanti dal cavo legno uomini invola.<br \/>\nMen l\u2019altro s\u2019alza contrapposto scoglio,<br \/>\nE il dardo tuo ne colpiria la cima.<br \/>\nGrande verdeggia in questo, e d\u2019ampie foglie<br \/>\nSelvaggio fico; e alle sue falde assorbe<br \/>\nLa temuta<strong> Cariddi <\/strong>il negro mare.&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I luoghi di produzione costituiscono la citt\u00e0, il loro profitto \u00e8 ci\u00f2 che determina l&#8217;andamento<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,140],"tags":[23],"class_list":["post-32311","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario","category-passeggiando-per-aurora-smart","tag-aurora-smart"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32311","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32311"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32311\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34402,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32311\/revisions\/34402"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}