{"id":32445,"date":"2017-01-28T14:48:40","date_gmt":"2017-01-28T13:48:40","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32445"},"modified":"2017-01-28T14:48:40","modified_gmt":"2017-01-28T13:48:40","slug":"round-table","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2017\/01\/28\/round-table\/","title":{"rendered":"Round table"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/a7d8950f1b.jpg\" title=\"a7d8950f1b.jpg\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/a7d8950f1b.jpg\" title=\"a7d8950f1b.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/a7d8950f1b.jpg\" alt=\"a7d8950f1b.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Sala gremita, visi attenti, sedie semplici e scomode, tutte uguali. Nessuna cravatta, nessun impomatato, l&#8217;aria \u00e8 apparentemente conviviale, anzi verrebbe da dire familiare. E come ogni buona famiglia, tra i festoni colorati ancora appesi al soffitto, ci si appresta ad abbandonare i lasciti delle feste natalizie per testare la saldezza di presunti legami in un sano litigio.<\/p>\n<p>L&#8217;assemblea pubblica dello scorso sabato in via Moretta ha visto dialogare tra loro consiglieri e vicesindaco 5 Stelle Guido Montanari con soggetti appartenenti ai pi\u00f9 svariati gruppi e collettivi: dall&#8217;associazionismo pi\u00f9 cittadinista che si \u00e8 spinto la propaganda elettorale pro Appendino, gi\u00f9 gi\u00f9 fino ai comitati di lotta dei quartieri popolari di Torino (acqua pubblica, No-Zoo Michelotti, sindacati di base, Notav Torino-Cintura, vari comitati di lotta per la casa tra Lucento-Vallette, Falchera e Borgo San Paolo, ecc&#8230; per citarne alcuni).\u00a0 Un&#8217;assemblea da tempo programmata, le cui parole d&#8217;ordine\u00a0 dell&#8217;appello parlavano gi\u00e0 chiaro: &#8220;<a href=\"http:\/\/piemonte.indymedia.org\/?post_type=indypress_event&amp;p=42604\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Per un bilancio senza vincoli<\/a>&#8220;. Un <em>bilancio<\/em>, prima di tutto, nel senso di un tavolo di discussione in cui i delusi dell&#8217;Appendino, come sono stati pi\u00f9 volte chiamati dalle testate locali, hanno potuto a turno lamentarsi delle promesse disattese in questo primo semestre di governo a cinque stelle.<\/p>\n<p><!--more--> Senza addentrarci nel merito delle noiose digressioni di via Moretta, vale la pena far notare come quest\u2019incontro \u201cdal basso\u201d non sia certo in controtendenza con i nuovi programmi di governance insidiosa che si stanno diffondendo in lungo e in largo, ne chiede anzi una pi\u00f9 veloce attuazione. Senza annoverare ci\u00f2 che ha realizzato il PD negli ultimi anni, basta guardare il progetto <a href=\"http:\/\/www.comune.torino.it\/sfogliato\/axto\/#\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">AxTo<\/a> della giunta Appendino che si \u00e8 da poco aggiudicato 18 milioni di euro del piano periferie del Governo per vedere come la partecipazione attiva dei cittadini sia un pilastro portante, attraverso la diffusione sul territorio di una serie di strutture (come le Case di Quartiere o l&#8217;Hub Cecchi Point, per fare solo degli esempi) che facciano da intermediari per discutere politiche da adottare, problemi e soluzioni. AxTo e la sua &#8220;partecipazione dal basso&#8221;, a ben spulciare, si pongono in <a href=\"http:\/\/www.macerie.org\/?p=32207\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">netta continuit\u00e0 con i processi di riqualificazione di certe zone<\/a>, con lo scopo di rendere pi\u00f9 gradevoli e vivibili le aree periferiche limitrofe e il contesto urbano. Processi che, come da tempo stiamo vedendo, colpiscono anche numerosi sfruttati, cacciati ed espulsi da determinati pezzi di citt\u00e0 e dal soddisfacimento di determinati bisogni. Processi che hanno il loro corrispettivo in trasformazioni economiche ben pi\u00f9 ampie, nel riassetto di un capitalismo che vede nella riqualificazione uno dei nuovi mercati per ampliare i propri profitti.<\/p>\n<p><strong>Quale funzione potrebbe assumere questo co-governo del territorio? <\/strong>Tanto per iniziare la possibilit\u00e0, per Appendino e compagnia, di avere in mano uno strumento con cui prevenire e pacificare qualsiasi forma di conflitto che potrebbe scatenarsi a partire da un malcontento diffuso o specifico di chi subisce queste macro e micro trasformazioni. Individuare, tra gli altri, dei referenti in un certo senso &#8216;interni&#8217; anche ai quartieri popolari, perch\u00e9  riconosciuti da una parte di quegli abitanti indesiderati,  che facciano da cuscinetto alla rabbia sociale.<\/p>\n<p>Cosa vogliono allora tutti questi comitati e associazioni alla corte dei cinque stelle? Un<em> bilancio senza vincoli<\/em>, ossia la possibilit\u00e0 di intervenire direttamente nelle decisioni di bilancio del Comune, nello specifico in merito alla ricontrattazione del debito con le grandi fondazioni bancarie. Mettere le mani sulla cassa da cui attinge qualsiasi manovra di governo del territorio. Pesare sulle scelte politiche come attore politico in campo. Il fatto che la signora Appendino a pochi giorni dalla suddetta assemblea si sia complimentata col presidente della Compagnia di San Paolo per il suo impegno nelle politiche sociali dovrebbe rendere l&#8217;idea di quale sia la <strong>dialettica tutta interna al potere<\/strong>, di un pendolo che oscilla da un polo all&#8217;altro.<\/p>\n<p>Detto ci\u00f2 non ci si attende nulla di diverso da quelle associazioni cittadiniste, gi\u00e0 da tempo base elettorale cinque stelle e su cui non vale  la pena dilungarsi. Merita invece maggiore attenzione la partecipazione in via Moretta di quei gruppi che di fatto, almeno nel recente passato e nei propri discorsi, hanno portato avanti pratiche di conflitto e resistenza, a volte anche pagandone le conseguenze in termini di repressione.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Sindaca, qual \u00e8 la Torino che si immagina?<\/em>&#8221; si pu\u00f2 leggere in   una <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ComitatoPopolareValletteLucento\/photos\/a.1046110578799337.1073741827.1046093232134405\/1207984989278561\/?type=3&amp;theater\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">lettera<\/a><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ComitatoPopolareValletteLucento\/photos\/a.1046110578799337.1073741827.1046093232134405\/1207984989278561\/?type=3&amp;theater\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> aperta<\/a>  in cui il Comitato Popolare Vallette-Lucento chiede   un tavolo di  dialogo permanente con le istituzioni. Alzando il culo   dalle scomode  sedie di via Moretta, la risposta si trova ogni giorno   nelle strade e  nelle case in cui viviamo e probabilmente anche i membri del comitato, come tanti  altri partecipanti all&#8217;incontro, se ne saranno resi conto. Da quando la Giunta   si \u00e8  insediata non si \u00e8 certo fermata la violenza con cui le persone    vengono sbattute fuori di casa, con cui vengono staccate luce, gas e acqua a chi non    pu\u00f2 permettersi di pagarle, con cui durante <a href=\"http:\/\/www.torinotoday.it\/cronaca\/perquisizioni-stabile-via-cecchi.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">questi<\/a> ed altri controlli vengono braccate per strada le persone senza documenti per poi espellerle o mandarle in un Cie.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 il senso allora di partecipare a un siffatto tavolo di discussione? Di primo acchito potrebbe sembrare che questi comitati di lotta vogliano attirare le simpatie e il riconoscimento degli esclusi intervenendo in siffatte assemblee in qualit\u00e0 di loro rappresentanti e portavoce. E questa \u00e8 una distinzione che va sottolineata bene, tra <strong>strutture politiche organizzate<\/strong> e <strong>sfera pi\u00f9 ampia di sfruttati<\/strong> che subiscono il governo di questa citt\u00e0. Che qualche padre e madre di famiglia angosciati da una vita traballante vogliano una soluzione, ricordando all&#8217;assessore di turno le sue promesse e i suoi &#8220;far\u00f2&#8221;, \u00e8 quantomeno comprensibile. Qualsiasi persona che non riesce a soddisfare i propri bisogni, costretta ai margini, vuole un dialogo con chi ci governa, con la speranza di vedere risolto il proprio problema. Ma quando dei gruppi strutturati si pongono come intermediari, sperano di uscire da cavalieri da questa tavola rotonda, legittimati per aver preso parola alla corte dei re e delle regine. Questo passa inevitabilmente anche attraverso il raggiungimento di alcuni risultati e concessioni della controparte, che per\u00f2 non fanno altro che  incrementare il peso e l&#8217;importanza, anche agli occhi degli stessi  sfruttati, della struttura specifica, di quel particolare comitato,  centro sociale o qualsivoglia sigla. Ogni vittoria, parziale o totale, deve essere riconosciuta in ultima istanza come vittoria dell&#8217;organizzazione con la &#8220;O&#8221; maiuscola, che guarda caso incentiva nelle forme organizzative con gli sfruttati i meccanismi di delega nei propri confronti. In tempi &#8220;normali&#8221; e meno  asfissianti questa forma di dialogo si accompagna anche a una forza  reale messa in campo, o quantomeno mimata, una spirale che per\u00f2 tende sempre al medesimo obiettivo.<\/p>\n<p>Il fatto che oggi la repressione sul campo e giudiziaria restringono  sempre pi\u00f9 i margini di azione, rende solo pi\u00f9 evidente una tendenza  costante che queste strutture hanno di imbastire tavoli istituzionali di  confronto e contrattazione. Tuttavia a volte si ha quasi la sensazione  che abbiano temporaneamente rinunciato a mettere sul piatto una forza  dovuta alla lotta, ai picchetti, alle occupazioni di uffici, all&#8217;attacco  nei confronti dei responsabili. Non pi\u00f9 i calli del ferro sfregato per  barricare le porte in vista di uno sfratto a sorpresa, ma quelli di chi  al massimo si impunta battendo i pugni sul tavolo.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 non potr\u00e0 fare altro che <strong>spuntare maggiormente le armi di chi \u00e8 disposto a lottare, a resistere, a organizzarsi<\/strong>  per non piegarsi alla cacciata da certi pezzi di citt\u00e0, perch\u00e9 l\u00ec non \u00e8  pi\u00f9 possibile esistere. \u00c8 un principio logico, se non fisico: la  possibilit\u00e0 di strappare qualcosa al nemico non esiste all&#8217;interno delle  sue regole del gioco. La  possibilit\u00e0 di difendere, consolidare e diffondere a macchia d&#8217;olio  queste &#8220;vittorie&#8221; parziali sta nell&#8217;<strong>autonomia e autorganizzazione<\/strong> che gli sfruttati e gli esclusi sono in grado di creare.\u00a0 <strong>Affinch\u00e9 le lotte progrediscano, si generalizzino e strappino sempre di pi\u00f9 alla controparte a nostro avviso occorre continuare a stare in strada, ad accumulare forza e spingere legami di solidariet\u00e0<\/strong> tra chi \u00e8 costretto alle medesime condizioni di miseria, diffondere le pratiche di resistenza, difendere ci\u00f2 che si \u00e8 preso.<\/p>\n<p>Ci sono dei padroni contro cui combattere e la Giunta a cinque stelle pu\u00f2 al massimo ritagliarsi un pizzico di potere in pi\u00f9 nella contrattazione e gestione dello spazio della citt\u00e0, che sia con la Compagnia di San Paolo o con la Fondazione CRT e affini. Per ora questi comitati e strutture (dato che tutto questo discorso vale, ad esempio, anche per i sindacati di base) non sembrano avere intenzione di attaccare questi padroni, se non a parole o nei termini di bilancio. Ma qualora accadesse siamo sicuri che ogni dichiarazione di guerra roboante sfocerebbe nel tentativo di intavolare nuovi momenti di dialogo e riconoscimento.<\/p>\n<p>Sorvoliamo poi sulle parole balorde di chi vorrebbe &#8220;rimettere i <em>cittadini<\/em> al centro delle decisioni&#8221;, che nulla ha a che vedere con un conflitto di classe tra padroni e sfruttati, le cui fila non sono in alcun modo circoscrivibili tra i confini della cittadinanza.<\/p>\n<p>Un consiglio allora a quella madre e quel padre di famiglia che hanno poggiato per un po&#8217; la loro scomodit\u00e0 di vivere su una sedia in via Moretta: farsi trovare pronti quando la bufera arriver\u00e0, quando al due di picche   della Giunta seguiranno sgomberi, sfratti a sorpresa o nella migliore   delle ipotesi una stanza d&#8217;albergo prima di tornare al gelo   dell&#8217;asfalto. Superare con indifferenza chi si arrovella sui dividendi della Smat ed essere pronti quando i tecnici arriveranno a staccare l&#8217;acqua per le morosit\u00e0 accumulate nell&#8217;impossibilit\u00e0 di pagare. Essere pronti e guardarsi attorno, perch\u00e9 <strong>il compagno di lotta non uscir\u00e0 da quella sala, ma dal loro stesso portone di casa o da quello accanto.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sala gremita, visi attenti, sedie semplici e scomode, tutte uguali. 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