{"id":32661,"date":"2018-02-03T09:51:34","date_gmt":"2018-02-03T08:51:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=32661"},"modified":"2018-02-03T09:51:34","modified_gmt":"2018-02-03T08:51:34","slug":"limportante-e-partecipare","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2018\/02\/03\/limportante-e-partecipare\/","title":{"rendered":"L&#8217;importante \u00e8 partecipare"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/3423450419_4356aaeff7_b.jpg\" title=\"3423450419_4356aaeff7_b.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2018\/02\/3423450419_4356aaeff7_b.jpg\" alt=\"3423450419_4356aaeff7_b.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p><em>Uso civico dei beni comuni.<\/em> Questo il titolo tutt&#8217;altro che accattivante di un dibattito che si terr\u00e0\u00a0luned\u00ec 5 febbraio a Torino in via Verdi 9, e che con ogni probabilit\u00e0 non avrebbe attirato granch\u00e9 la nostra attenzione se la<em> location <\/em>non fosse quella della Cavallerizza Reale e le <em>guest stars<\/em> invitate all&#8217;evento non fossero la sindaca torinese<strong> Chiara Appendino<\/strong> e il suo collega partenopeo<strong> Luigi de Magistris<\/strong>. Al centro della discussione le regole da rispettare nell&#8217;utilizzo di spazi come quello di via Verdi 9 cos\u00ec che possano essere vissuti come beni comuni e, visti gli ospiti della serata, come un <strong>bene per i Comuni<\/strong>. Sotto questo punto di vista l&#8217;esperienza sicuramente pi\u00f9 significativa \u00e8 quella napoletana, e non a caso<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/cavallerizzairreale\/photos\/a.696778063675143.1073741827.696775003675449\/1801675913185347\/?type=1&amp;theater\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">, domenica pomeriggio,<\/a> \u00e8 previsto un incontro in cui i <em>cavallerizzi<\/em>\u00a0 chiederanno qualche consiglio utile sul <em>che fare? <\/em>ai loro colleghi partenopei. Il felice connubio tra <a href=\"http:\/\/consiglioaperto.blogspot.it\/2011\/05\/arriva-giggino-manetta.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><em>Giggino &#8216;a manetta <\/em><\/a>e una parte consistente dei centri sociali napoletani ha fatto scuola: il primo ha fornito garanzie contro lo sgombero e i secondi si sono adoperati per sostenere l&#8217;ex magistrato alle elezioni.<\/p>\n<p>Nell&#8217;aiutare <em>Giggino <\/em>a far campagna elettorale, molti centri sociali napoletani hanno contribuito a diffondere l&#8217;immagine dell&#8217;<strong>Anomalia-Napoli citt\u00e0 accogliente verso tutti<\/strong>, a dispetto del pugno di ferro mostrato dall&#8217;amministrazione partenopea contro venditori abusivi, rom e altre categorie inadatte a comparire in primo piano su una cartolina turistica. Fornire qualche voto e tentar di soffocare qualsiasi critica teorica e pratica \u00e8 sicuramente un&#8217;attivit\u00e0 gi\u00e0 degna di nota, ma la loro riconoscenza per la Giunta non si \u00e8 fermata al piano dell&#8217;immaginario e hanno quindi tentato di confrontarsi anche con quei problemi materiali che, specie in tempi\u00a0<span style=\"font-size: 1em\">come questi,\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1em\">\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1em\">un Comune si trova\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1em\">a dover affrontare. Abbandonando il terreno ormai antiquato<\/span><em style=\"font-size: 1em\">\u00a0<\/em><span style=\"font-size: 1em\">del conflitto, il carrozzone pro-de Magistris ha deciso di rinunciare a qualsiasi contrapposizione e lavorare in sinergia con il Comune, destinando una parte degli spazi da questo garantiti, alla fornitura di qualche servizio e prestazione &#8211; come l&#8217;accoglienza, la formazione linguistica, l&#8217;assistenza sanitaria e l&#8217;attivit\u00e0 culturale &#8211; che oggi il pubblico non riesce pi\u00f9 a fornire con l&#8217;ampiezza di un tempo. Nessuna velleit\u00e0 di farla finita con il capitalismo o per lo meno di contrastarne l&#8217;avanzata, ma l&#8217;idea di poter partecipare al suo sviluppo, fornendo un&#8217;assistenza <\/span><em style=\"font-size: 1em\">tout-court<\/em><span style=\"font-size: 1em\"> ad alcune categorie svantaggiate di persone e contribuendo in questo modo a definire i contorni dell&#8217;esclusione sociale. Nessuna <\/span><strong style=\"font-size: 1em\">lotta<\/strong><span style=\"font-size: 1em\">, nessuna <\/span><strong style=\"font-size: 1em\">crepa<\/strong><span style=\"font-size: 1em\"> nell&#8217;attivit\u00e0 di chi governa. Solo <\/span><strong style=\"font-size: 1em\">partecipazione.<\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Vien da chiedersi se non sia stata proprio tutta questa partecipazione a solleticare quelli di <em>Je so&#8217; pazzo<\/em> a intraprendere la via che porta ai Palazzi tirando su l&#8217;ennesimo, noioso carrozzone chiamato <strong>&#8220;Potere al Popolo&#8221;<\/strong>. L&#8217;importante \u00e8 partecipare, dai beni comuni alle poltrone da spartirsi. <span style=\"font-size: 1em\">\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Molto pi\u00f9 indietro, come dicevamo, si trovano i loro colleghi torinesi. Un po&#8217; perch\u00e9 incamminatisi pi\u00f9 tardi lungo il sentiero battuto nel capoluogo campano, un po&#8217; anche per vocazione e retroterra culturale. L&#8217;unica competenza che oggi la Cavallerizza potrebbe sbandierare, per svolgere un <strong>lavoro socialmente utile<\/strong>\u00a0al Comune, \u00e8 difatti la produzione artistica e culturale. Un ventaglio d&#8217;attivit\u00e0 pi\u00f9 ristretto rispetto a Napoli, ma in un settore comunque importante, visti i processi di riconversione produttiva in atto ormai da tempo sotto la Mole. E poi chiss\u00e0 che domani altre realt\u00e0 politiche cittadine non si uniscano anche loro a questo percorso fornendo i loro servigi in altri ambiti, come ad esempio quello della <strong>seconda accoglienza<\/strong>, molto ambito di questi tempi.<\/p>\n<p>Interessanti sotto questo aspetto le <strong>regole abitative<\/strong> che, non senza attriti\u00a0 e forti contrasti interni, la Cavallerizza sta cercando di darsi<em> nell&#8217;utilizzo civico <\/em>dei suoi spazi: la possibilit\u00e0 di vivere negli appartamenti presenti al numero 9 di via Verdi dovrebbe diventare a tempo determinato e a rotazione. Un modello molto pi\u00f9 in linea con le soluzioni abitative del &#8220;nuovo&#8221; Welfare, come i Social Housing, che non con le occupazioni tradizionali.<\/p>\n<p>Quali che siano le regole d&#8217;ingaggio che gli abitanti e i fruitori della Cavallerizza riusciranno a darsi nel tempo, e indipendentemente dai settori di cui riusciranno ad occuparsi<span style=\"font-size: 1em\">\u00a0insieme ad altre realt\u00e0 cittadine,<\/span><span style=\"font-size: 1em\"> affiancando le istituzioni nel loro lavoro, ci sembra che il termine etimologicamente pi\u00f9 preciso per definire il loro ruolo, sia quello con cui normalmente si apostrofa chi presta la propria opera in favore dei governanti.<\/span><strong style=\"font-size: 1em\"> Servi.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Novit\u00e0 dell&#8217;ultima ora<\/strong>, proprio mentre stavamo per pubblicare quest&#8217;articolo i sindaci di Torino e Napoli hanno dato buca e saranno sostituiti da qualche personaggio minore delle loro amministrazioni. Non ci \u00e8 dato conoscere il motivo di questo cambio di programma. Sar\u00e0 il timore di possibili contestazioni o lo scarso peso politico dei <em>cavallerizzi, <\/em>chiss\u00e0. Sia come sia, non cambiano le brevi riflessioni che abbiamo approntato, n\u00e9 la definizione che chi gestisce lo stabile di via Verdi 9 si merita.<em>\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Uso civico dei beni comuni. 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