{"id":32774,"date":"2017-08-19T09:22:50","date_gmt":"2017-08-19T08:22:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=32774"},"modified":"2017-08-19T09:22:50","modified_gmt":"2017-08-19T08:22:50","slug":"avremmo-voluto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2017\/08\/19\/avremmo-voluto\/","title":{"rendered":"Avremmo voluto"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/9c9eb89889f03b3c4f50b95f652375f9.jpeg\" title=\"9c9eb89889f03b3c4f50b95f652375f9.jpeg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2017\/08\/9c9eb89889f03b3c4f50b95f652375f9.jpeg\" alt=\"9c9eb89889f03b3c4f50b95f652375f9.jpeg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Di seguito le parole di una persona imputata dei fatti avvenuti la sera del 6 aprile.<\/p>\n<p><em>&#8220;Avremmo voluto scacciare la polizia dal quartiere con bottiglie e blocchi stradali. Avremmo voluto impedire una delle sempre pi\u00f9 frequenti retate contro i \u201csans papiers\u201d a Torino. Saremmo stati felici di sabotare un controllo di documenti (sempre mascherato e venduto come azione antidroga) con lanci di pietre. Non ci sarebbe dispiaciuto che due poliziotti si ferissero davvero: avrebbero capito, forse, che la loro violenza continua ogni tanto trova la risposta rabbiosa di chi \u00e8 stanco di questa militarizzazione.<\/em><\/p>\n<p><em><!--more-->Ci accusano di \u201caver aggredito un gruppo di agenti impegnati in un servizio antispaccio\u201d. Ci accusano di avergli lanciato contro pietre, bottiglie e \u201ctutto ci\u00f2 che gli capitava sotto mano\u201d. Ci accusano di danneggiamento, resistenza aggravata in concorso, di essere arrivati in massa e aver aggredito gli sbirri mentre tranquillamente identificavano dei ragazzi nigeriani.<br \/>\nOra cinque persone sono state messe agli arresti domiciliari dal Tribunale del Riesame, non senza essere passate prima dalle patrie galere. Su altre due grava ancora un divieto di dimora. \u201cMisure cautelari\u201d. Siamo \u201cpersone pericolose\u201d.  <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Queste parole non sono per difendersi dalle accuse false dei PM, della Digos e dei giornali. \u00c8 normale che la Magistratura e i Tribunali lavorino a pieno ritmo per reprimere ogni forma di dissenso che cerchi di ostacolare le loro forme di potere e di controllo. \u00c8 normale che i giornali riportino ci\u00f2 che PM e Digos di turno hanno inventato, anche se si tratta di diffamazione pura in quanto primo le cose non sono andate cos\u00ec, e secondo nessuna sentenza n\u00e9 giudizio \u00e8 ancora stata emessa. Ma per mostrare una volta di pi\u00f9 le assurdit\u00e0 e le contraddizioni evidenti di questo sistema che chiamano Giustizia.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0I FATTI<\/em><\/p>\n<p><em>Due parole su quel giorno.  <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Era il 6 Aprile, io sono in un bar a fare aperitivo con amici, vicino a Corso Giulio. Sentiamo un po\u2019 di casino, qualcuno dice che c\u2019\u00e8 una retata in corso ai giardini ex-GFT,  decidiamo cos\u00ec di andare a vedere cosa sta succedendo. Le retate sono sempre pi\u00f9 frequenti a Torino, e non solo. Qui le giustificano come \u201cazioni antidroga\u201d, \u201coperazione per la sicurezza\u201d e cose simili. Bloccano le strade, la polizia ferma tutti i neri e gli arabi che incontra e gli chiede i documenti. Chi non li ha, o li ha scaduti, viene portato via. E poi, chi sa. Decreti di espulsione dal paese, minacce, CIE\/CPR. Con il nuovo decreto Minniti-Orlando si accosta il \u201cproblema immigrazione\u201d a quello sicurezza. L\u2019obiettivo \u00e8 semplice: \u201cgestire\u201d il migrante, l\u2019immigrato, come un problema di sicurezza interna, con determinati metodi repressivi. Renderlo ancora pi\u00f9 vulnerabile, quindi pi\u00f9 controllabile e sfruttabile. I controlli per le strade, le retate nei quartieri, rientrano perfettamente in questa ottica di \u201cgestione\u201d economica e repressiva. Per prima cosa gli sbirri vogliono far vedere il loro \u201cpotere\u201d in determinati quartieri e in certe strade della citt\u00e0. Imporsi dove si sentono pi\u00f9 deboli. Con la scusa della \u201csicurezza\u201d attuano un vero e proprio metodo repressivo e, in pi\u00f9, razziale. Se sei bianco non hai problemi in queste retate, solo chi ha la pelle scura o tendente al mulatto.<br \/>\nA Milano, a Ventimiglia, in ogni citt\u00e0 di frontiera, nelle stazioni, nei quartieri in via di riqualificazione, queste retate sono diventate la normalit\u00e0. Controlli specifici per allontanare gli \u201cindesiderati\u201d, per nasconderli o per deportarli. Con il nuovo Decreto Sicurezza ci faremo l\u2019abitudine.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Comunque. Arrivo con amici davanti ai giardini ex-GFT. Si forma in modo spontaneo un gruppetto di persone che cerca di capire che sta succedendo. Nel vedere che la polizia sta fermando e identificando delle persone, dopo aver bloccato entrambi gli accessi dei giardini, nascono dei cori e qualche grido contro le retate sempre pi\u00f9 frequenti e contro la militarizzazione del quartiere.  <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Passano tra i due e i quattro minuti circa. Chi \u00e8 l\u00ec sul marciapiede, dall\u2019altra parte di Corso Giulio e quindi con quella ventina di metri che dividono il gruppetto di persone che si \u00e8 radunato e la polizia, senza contare tutte le macchine che passano in mezzo, non ha fatto nient\u2019altro che guardare la retata in corso e fare qualche coro. D\u2019altronde no avrebbe avuto il tempo di fare altro. Dopo questa manciata di minuti due camionette dei carabinieri in antisommossa si precipitano a soccorrere i loro camerati dai pericolosi slogan. Scendono vestiti di tutto punto &#8211; scudi, manganelli etc- e immediatamente effettuano una carica. Completamente presi alla sprovvista- chi mai si aspetterebbe che essere su un marciapiede a guardare e a dire ci\u00f2 che si pensa sulle retate e sulla militarizzazione comporta essere caricati da trenta carabinieri che ti insultano con manganelli alla mano ?- tutti iniziano a correre. I carabinieri invadono entrambe le corsie di corso Giulio e ci rincorrono per i vicoli.  Ci insultano: \u201czecche\u201d, \u201cfermatevi e vedrete\u201d, \u201ccagasotto\u201d e un sacco di stronzate. Ma dato che nessuno ha molta voglia di essere manganellato senza un senso, continuiamo a correre. Poi sbucano altre camionette.  <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Alla fine ci portano via in 5. Circondati dai carabinieri nelle camionette, ci scortano fino alla questura di Porta Palazzo. Due persone vengono picchiate. Prima cercavano di farci reagire, con insulti e accuse verbali, sperando in una nostra reazione. Poi, hanno fatto a meno anche di quello. A un ragazzo si sono visti i lividi sul corpo per una settimana. <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Alla domanda di quali accuse ci sono mosse e \u201cperch\u00e9 siamo qui\u201d, rispondono: \u201csemplice controllo di polizia\u201d. In pratica ci fanno restare in due questure per un totale di circa 4-5 ore, prendendoci le impronte digitali e foto-segnalandoci, dicendo che potevano farlo quando e come volevano con tutti. In pratica possono fermare chiunque per strada e portarlo in questura e identificarlo in questo modo.<br \/>\nVeniamo rilasciati senza nessuna denuncia. Anche perch\u00e9 l\u2019unica \u201ccolpa\u201d \u00e8 quella di esserci fermati su un marciapiede ed essere scappati mentre trenta carabinieri ci rincorrevano incazzati.  <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>CONCLUSIONE DELLA STORIA <\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em> Il 4 agosto cinque persone sono finite in carcere e a due sono stati notificati dei divieti di dimora da Torino e Provincia. Le accuse? Sempre difficili da capire dati i codici inintellegibili con cui la magistratura si esprime. Dovrebbero essere: resistenza a pubblico ufficiale in concorso (pi\u00f9 di dieci persone) e lancio di \u201ccorpi contundenti\u201d (pietre e bottiglie), danneggiamento (di una macchina?) sempre aggravato dal concorso.<br \/>\nNoi facciamo cori su un marciapiede e loro ci caricano con i manganelli e gli aggressori siamo noi. Loro ci insultano e ci rincorrono per mezzo quartiere e i violenti siamo noi. Loro ci sbattono a terra poi ci accusano di \u201cresistenza aggravata\u201d. Non gli servono prove, \u00e8 la loro parola contro la tua. Ma noi siamo i \u201csoggetti pericolosi\u201d, e loro \u201cle forze dell\u2019ordine\u201d.<br \/>\nAvremmo voluto, non l\u2019abbiamo fatto. Ma ti accusano di tutto comunque. L\u2019unica cosa che si rimpiange \u00e8 di non avere fatto tutto ci\u00f2 di cui ci accusano.&#8221;<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito le parole di una persona imputata dei fatti avvenuti la sera del 6<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-32774","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32774","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32774"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32774\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32774"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32774"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32774"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}