{"id":33109,"date":"2018-04-18T10:15:19","date_gmt":"2018-04-18T09:15:19","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33109"},"modified":"2018-04-18T10:15:19","modified_gmt":"2018-04-18T09:15:19","slug":"frocie-contro-il-lovers-film-festival","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2018\/04\/18\/frocie-contro-il-lovers-film-festival\/","title":{"rendered":"Frocie contro il Lovers Film Festival&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/pezzibambola.jpg\" title=\"pezzibambola.jpg\"><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center\"><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1477584_600690913329774_544275698_n.jpg\" title=\"1477584_600690913329774_544275698_n.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/1477584_600690913329774_544275698_n.jpg\" alt=\"1477584_600690913329774_544275698_n.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Riceviamo e pubblichiamo quest&#8217;interessante rivendicazione. Si riferisce ad alcune scritte apparse la notte scorsa in via Verdi contro il Lovers Film Festival e l&#8217;ideologia che si portano dietro alcuni processi di costruzione di nuove identit\u00e0 sessuali e della loro conseguente mercificazione neoliberale.<\/p>\n<p>Qualcuno ha deciso di opporre la propria &#8220;voce&#8221; alla miriade di eventicoli, festival cinematografici, workshop e pubblicit\u00e0 che vendono come sovversivi corpi invece sottoposti a nuove norme di esposizione commerciale e disciplinamento.<\/p>\n<p><em>&#8220;Stanotte delle scritte sono apparse sulle pareti del Cinema Massimo di Torino: \u00abFrocie in lotta\u00bb &#8211; \u00abFrocie contro il Lovers\u00bb &#8211; \u00abFrocie incivili\u00bb. D&#8217;altronde la primavera \u00e8 arrivata. Anche quest&#8217;anno. E con essa il Lovers Film Festival. E con esso \u2013 anche questa volta &#8211; le contestazioni. Diciamocelo: siete pi\u00f9 criticati del Festival di San Remo. Non a caso per la serata di apertura \u00e8 proprio da San Remo che avete pescato una delle vostre perle artistiche, supposta icona gay: Francesco Gabbani.<\/em><\/p>\n<p><em><!--more--><\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>L&#8217;anno scorso il festival si era mostrato a inizio estate, a braccetto con la parata dei diritti del Coordinamento Piemonte Pride usando i confini come elemento di marketing e pinkwashing. Oggi invece ci propongono questa nuova descrizione tutta da gustare: \u00abL&#8217;edizione 2018 sar\u00e0 all&#8217;insegna di uno spirito cinefilo, militante e pop\u00bb. Mass\u00ec, non ci stupisce trovare un certo uso linguistico per descrivere questo festival, le sue attivit\u00e0 e le sue master class. Qui concetti presi in prestito dalle lotte frocie vengono depoliticizzati, essenzializzati e strumentalizzati per creare una narrazione fittizia di una presunta &#8220;societ\u00e0&#8221; anticonformista (?), fluida nel genere (?), LGBTIQ+ (?), autentica (?), visibile (out!?). Non possiamo che sottolineare la costruzione ormai dilagante &#8211; fuori e dentro questo festival &#8211; di un supposto &#8220;mondo culturale&#8221; queer, un po&#8217; artistoide, un po&#8217; (s)vendibile nonch\u00e9 perfettamente aderente alle logiche di marketing neo-liberale. Mentre il queer diventa l&#8217;ultimo termine &#8220;sexy&#8221;, il transfemminismo l&#8217;ennesima etichetta &#8220;cool&#8221;, l&#8217;omosessualit\u00e0 il colorato arcobaleno della &#8220;diversit\u00e0&#8221; nel capitalismo, noi frocie incivili e arrabbiate continueremo a ribadire che i nostri corpi e le nostre vite non sono un nuovo colorato prodotto di mercato.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>In effetti cosa ci si pu\u00f2 aspettare da un festival che propone in anteprima nazionale un film come \u00abPuoi baciare lo sposo\u00bb? Versione gay di una tipica commedia italiana. E su questo urge essere chiari: i nostri corpi froci non saranno funzionali a una retorica normativizzante. Rivendicare spazi di vivibilit\u00e0, contro l&#8217;omotransfobia, contro la violenza sistemica verso i corpi non normati, non vuol dire necessariamente prestarsi ai meccanismi fagocitanti del capitalismo neo-liberale. Il quale ci rende fetta di marketing, integrati, desiderabili, accettabili purch\u00e9 disciplinati e innocui. Noi siamo corpi indocili, che sovvertono e che lottano per spazi di esistenza e di vita. Il margine che noi abitiamo non ci rende avvicinabili. La nostra vivibilit\u00e0 dell&#8217;esistenza non \u00e8 inquadrabile nelle nuove norme gay-queer-friendly, che ogni anno tentano di assimilare soggettivit\u00e0 alla moda mentre riconfermano le loro dinamiche escludenti basate su privilegio di classe, bianchezza, nazionalismo. Il tentativo di zittirci costruendo gabbie identitarie un po&#8217; pi\u00f9 ampie non sta funzionando, non con noi. Noi ci riprendiamo la parola e non permettiamo ad altr* di farlo al nostro posto.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>D&#8217;altronde \u00e8 la stessa Francesca Vecchioni \u2013 presidentessa di Diversity, associazione che ha promosso la proiezione di \u00abPuoi baciare lo sposo\u00bb &#8211; a sostenere che \u00abper combattere i pregiudizi \u00e8 fondamentale che i temi dell&#8217;inclusione e della diversit\u00e0 diventino mainstream\u00bb. Forse \u00e8 questo che si intende come &#8220;militanza-pop&#8221;? Esiste un&#8217;idea diffusa che per vivere la nostra vita frocia abbiamo bisogno di inquadrarci dentro una nuova categoria identitaria?<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>In questa raffigurazione dell&#8217;omosessualit\u00e0 come un &#8220;nuovo&#8221; prodotto &#8220;tipico italiano&#8221; non pu\u00f2 che trovare il suo spazio la figura di Gi\u00f2 Stajano, a cui \u00e8 stato, negli ultimi due anni, dedicato un premio del Lovers Film Festival. Nacque nipote di gerarca fascista, visse la sua vita tra i privilegi dell&#8217;alta borghesia, divenne primo gay dichiarato pubblicamente, nonch\u00e9 prima trans italiana, per poi concludere la sua vita come suora laica, rinnegando la sua &#8220;scandalosa&#8221; ed eccentrica esistenza. Non possiamo dimenticare la stretta di mano e i complimenti ad Andreotti. Certo una figura del genere non pu\u00f2 che essere definita dal Lovers Film Festival: \u00abuna delle figure pi\u00f9 importanti e significative della cultura LGBTQI italiana, per troppo tempo passata in secondo piano\u00bb. Dobbiamo dunque proprio ringraziare il festival per la rivalutazione di questo &#8220;prodotto tipico&#8221; italiano, ce n&#8217;era davvero bisogno. C&#8217;\u00e8 chi ricorda Sylvia Rivera e i moti di Stonewall, chi rilegge Mario Mieli&#8230;e poi c&#8217;\u00e8 chi ricorda Gi\u00f2 Stajano.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Sempre su questa onda &#8220;militant-pop&#8221; non possiamo esimerci dal notare che la serata di apertura vedr\u00e0 la proiezione del corto &#8220;Xavier&#8221; di Jo Coda. Omaggio a Xavier &#8211; membro di un&#8217;associazione di sbirri gay francesi &#8211; morto in un attentato dell&#8217;ISIS a Parigi. Inutile dire che tra le tante storie di resistenza e lotta frocia che si possono narrare l&#8217;apertura di questo festival \u00e8 riservata proprio a un&#8217;esistenza facile da svendere e idolatrare attraverso la retorica islamofobica e omonazionalista. Puntare i fari sulla questione degli attentati terroristici accostandoli alla tematica gay, in pi\u00f9 con un protagonista sbirro, non fa altro che creare un immaginario riguardo una fantomatica civilt\u00e0 occidentale barricata nella paura di un terrorismo &#8220;islamico&#8221; che uccide in nome dei suoi &#8220;falsi&#8221; valori, e, guarda caso, uccide proprio un gay. L&#8217;ennesima storia per dirsi civili nella sedicente protezione dei diritti LGBTI e in opposizione a una presunta alterit\u00e0 barbarica e omofoba.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Perfino la Cirinn\u00e0 sar\u00e0 ospite di questo festival e pare sar\u00e0 anche premiata. Probabilmente per il suo &#8220;eroico&#8221; atto di aver inventato il matrimonio gay. Si pu\u00f2 notare come questa sia l&#8217;immagine della &#8220;militanza&#8221; tanto rivendicata da questo festival. Etichetta da spendere come titolo accattivante, svilita a corsa per i diritti, nonch\u00e9 basata sulla visibilit\u00e0 e la forzatura simbolica sul coming out. A questo proposito gli organizzatori del festival si autoproclamano narcisisticamente artisti-interpreti e plasmatori della (nostra quotidiana) realt\u00e0. Proclamano che la (loro) arte sia veicolo per il (nostro) enpowerment. Scusa becera per predare le soggettivit\u00e0 marginali e spenderle &#8211; depotenziandole nonch\u00e9 depoliticizzandole &#8211; nel mercato vuoto della loro mancata immaginazione artistica.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><em>Esempio clamoroso \u00e8 la futura edizione di \u00abProibitissimo\u00bb, progetto &#8220;artistico&#8221;(?) della direttrice del festival il quale si appoggia al Lovers come trampolino di lancio pubblicitario nonch\u00e9 spazio di contatto con narrazioni di persone LGBTIQ. La call del progetto chiede a gran voce storie di censura e autocensura per farne bacino \u2013 gratuito &#8211; di racconti che possano essere messi a valore per la carriera artistica degli organizzatori. E&#8217; importante riportare le loro stesse parole; essi si ergono a salvatori di coloro che, in quanto soggetti LGBTIQ, si sentirebbero costretti \u00aba mostrare solo una parte di s\u00e9, privandosi della libert\u00e0 di rendere visibile la propria identit\u00e0 in ogni sfaccettatura\u00bb. A quanto pare grazie a questo &#8220;progetto artistico&#8221; si riveler\u00e0 \u00abun&#8217;immagine autentica e inalterata della vita di una persona LGBTQI+, uno spaccato lontano dagli stereotipi e, per una volta, libero\u00bb. Per grazia ricevuta noi frocie veniamo dunque investite dalla benevole possibilit\u00e0 di esistere autenticamente nella libert\u00e0 (sovradeterminata) e rigidamente identitaria, degli spazi &#8220;liberati&#8221; creati dai giovani hipster della Torino artistica.<\/em><\/p>\n<p><em> <\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em><strong>Stanotte ci rivendichiamo le scritte, la rabbia, l&#8217;incivilt\u00e0, la lotta contro questo prodotto di marketing: festival del nazionalismo gay, dell&#8217;islamofobia, dell&#8217;omonormativit\u00e0 e della facile retorica suppostamente queer.&#8221;<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"right\">frocie incivili<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Riceviamo e pubblichiamo quest&#8217;interessante rivendicazione. 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