{"id":33427,"date":"2019-02-26T17:35:26","date_gmt":"2019-02-26T16:35:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33427"},"modified":"2019-02-26T17:35:26","modified_gmt":"2019-02-26T16:35:26","slug":"bariccopoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2019\/02\/26\/bariccopoli\/","title":{"rendered":"Bariccopoli"},"content":{"rendered":"<p>\u00a0<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/app-caricatura.jpg\" title=\"app-caricatura.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/app-caricatura.jpg\" alt=\"app-caricatura.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>La celere carica un gruppo di studenti all&#8217;interno del Campus Einaudi, il plexiglass li spinge via per allontanarli dal banchetto dei fascisti del Fuan.<\/p>\n<p>Poche ore dopo nello stesso luogo attraverso alcuni interventi dell&#8217;incontro &#8220;Cosa succede in citt\u00e0?&#8221;, momento in cui l&#8217;Accademia ha concesso alla realt\u00e0 di esprimere qualche parola non autorevole su ci\u00f2 che accade tra le vie di Aurora, emerge qualche sprazzo in pi\u00f9 del ruolo della polizia in questi ultimi giorni e nella formazione dei rapporti sociali. Non \u00e8 un caso che Fabrizio Ricca, consigliere capogruppo della Lega, porti le sue rimostranze all&#8217;Universit\u00e0 e in varie testate locali contro quest&#8217;incontro, sostenendo:<\/p>\n<p><em>\u00abForse questi docenti che vogliono capire \u201ccosa succede in citt\u00e0\u201d dovrebbero invitare ai loro appuntamenti organizzati in ateneo anche i rappresentati dei sindacati di polizia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>Ebbene, a una prima lettura quest&#8217;affermazione suscita un naturale ghigno, ma se la si riguarda con riferimento a un&#8217;istituzione in cui per anni per laurearsi in Scienze Politiche o in Sociologia bisogna imparare come fosse una formula matematica che &#8220;la polizia \u00e8 il dispositivo statuale che deteniene il monopolio della violenza per il mantenimento dell&#8217;ordine interno e il rispetto della legge&#8221; si \u00e8 costretti a soffermarvisi un po&#8217; di pi\u00f9 perch\u00e9, checch\u00e9 ne dica la teoria democratica, il discorso di Ricca svela un&#8217;attuale quanto orrenda verit\u00e0: si scopre oggi che sempre pi\u00f9 la polizia, cio\u00e8 il braccio armato dello Stato, pu\u00f2 essere considerata come una forza politica, da inserire come le altre forze sociali all&#8217;interno di un dibatto. E si guardi bene che Ricca non parla di invitare il questore e la sua conseguente decisionalit\u00e0 ma proprio gli agenti della polizia, come fossero un organo dotato di una coscienza autonoma, per l&#8217;appunto politica, che va ben oltre quello che la filosofia del diritto per qualche decennio ha descritto. Fabrizio Ricca di certo esagera e pecca di idiozia a pensare che la polizia sia un attore sociale che vale uno come un individuo e possa essere inserito come il signor Mario Rossi in un fantomatico <em>parterre<\/em> pluralista, insomma stiamo pur sempre parlando dell&#8217;organo per eccellenza dello Stato!<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Eppure la sua arrogante richiesta dice molto su questi tempi: la ristrutturazione dello stato capitalista ha nell&#8217;ultimo decennio messo il piede sull&#8217;acceleratore, la sua economia che per pi\u00f9 di un secolo a queste latitudini e soprattutto in una <em>motorcity<\/em> come questa ha avuto una precisa normativit\u00e0 fatta di lavoro in fabbrica, casetta di propriet\u00e0, automobile e servizi sociali non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9. A quello sfruttamento ordinato, che formava un certo tipo di soggetto con una particolare coscienza del mondo, si \u00e8 sostituito uno sfruttamento caotico dove la fabbrica \u00e8 diventata una rinnovata schiavit\u00f9 in paesi lontani e un rovina spettrale nelle periferie occidentali, e qui in occidente il lavoro \u00e8 trasformato nella capacit\u00e0 imprenditoriale degli individui di mettere a valore ogni capacit\u00e0 personale, ogni relazione di conoscenza, ogni cosa financo l&#8217;anima. Questo \u00e8 ci\u00f2 che viene continuamente promosso dai discorsi dei politici, da progetti delle fondazioni, dalla psicologia motivazionale, dai finanziamenti europei, dalle onnipresenti pubblicit\u00e0 e ultima non ultima dall&#8217;Universit\u00e0. L&#8217;insieme degli uomini ora \u00e8 stato fatto coincidere con il mostro del mercato che ha divorato l&#8217;intero globo, distruggendolo, e all&#8217;interno di questo gli uomini si fanno la guerra per la sopravvivenza: non c&#8217;\u00e8 lavoro per tutti, non ci sono posti all&#8217;ospedale per tutti, non c&#8217;\u00e8 cibo per tutti, tra poco non ci sar\u00e0 pi\u00f9 spazio per tutti.<br \/>\nQuesta non \u00e8 una guerra metaforica ma reale, le persone non si tengono pi\u00f9 insieme da legami di solidariet\u00e0 in cui ci si guarda in faccia riconoscendo l&#8217;altrui umanit\u00e0, ma si odiano in una maniera terribile e inedita, non pi\u00f9 giustamente canalizzando questo odio contro i responsabili\u00a0 di questo mondo di miseria, troppo lontani fisicamente e dalla comprensione dei pi\u00f9, ma insultandosi per strada, augurandosi morte e stupri sui <em>social<\/em>. Tutto questo &#8211; manco a dirlo &#8211; \u00e8 pi\u00f9 percettibile nelle citt\u00e0 dove la popolazione si affolla, nei quartieri poveri dove la guerra diventa disperazione di perdere un tetto sopra la testa o contesa per una giornata di lavoro da badante. I vecchi paradigmi di liberazione o anche semplicemente di emancipazione non sono sentiti che da pochi e invece in questa guerra l&#8217;unico garante di mantenimento dell&#8217;ordine \u00e8 proprio la Polizia, metodo di <em>normalizzazione<\/em> preferito\u00a0 dai governi di tutto il mondo, ma pi\u00f9 che spudoratamente promosso dall&#8217;ultima reggenza di questo paese e dalla sindaca di questa citt\u00e0. L&#8217;individuo sfigurato da questo sistema di cose, che non ha pi\u00f9 nessun altrove in cui rifugiarsi, \u00e8 di per s\u00e9 un pericolo. Una societ\u00e0 di individui in guerra senza pi\u00f9 un orizzonte comune \u00e8 una societ\u00e0 che necessit\u00e0 di un dispositivo poliziesco sempre maggiore che si presenta come l&#8217;unico portatore di un&#8217;idea politica sintetica ma precisa: il mantenimento dell&#8217;ordine statuale nel caos di un&#8217;umanit\u00e0 che alcuni definiscono depoliticizzata, altri senza pi\u00f9 morale, insomma un&#8217;umanit\u00e0 che esprime cos\u00ec tante tendenze e soggettivit\u00e0 da non essere pi\u00f9 comprensibile, da creare misconoscimento tra gli individui.<br \/>\nEcco perch\u00e9 oggi a Torino si inizia a parlare pi\u00f9 concretamente di quello che \u00e8 accaduto, perch\u00e9\u00a0 alla fin fine sono avvenute due cose che hanno alzato il livello della riflessione sulla contemporaneit\u00e0. Il primo motivo \u00e8 che hanno arrestato e rinchiuso in alta sicurezza con lo spioncino del blindo saldato sei compagni e compagne accusandoli di associazione sovversiva, sei compagni che con tutto il loro grande cuore, sfidando questa realt\u00e0 sfigurata, hanno voluto credere ancora che l&#8217;uomo meriti un orizzonte di libert\u00e0 e uguaglianza. Questa sfida \u00e8 stata lanciata in maniera esplicita, mostrando tutta l&#8217;avversione che meritano posti come i Cpr, prigioni europee per chi non ha i documenti in regola, posti in cui chi vi \u00e8 rinchiuso ha gettato un grido di rabbia cos\u00ec grande che non poteva che essere accolto, un grido che rappresenta uno dei punti pi\u00f9 alti della lotta di classe in Italia, di tante e tanti migranti che hanno distrutto la gabbia in cui erano rinchiusi. Questa lotta contro quei luoghi, fortificati ancor di pi\u00f9 dall&#8217;ultima legge sulla sicurezza di Salvini e Di Maio, questi compagni l&#8217;hanno &#8211;\u00a0 e l&#8217;abbiamo &#8211;\u00a0 portata avanti chiaramente e mostrando inimicizia verso chi di quei posti infernali decide con burocraticismi che la nostra umanit\u00e0 non pu\u00f2 perdonare, dei burocraticismi che sono diventati anche minacce e sordide dichiarazioni con l&#8217;attuale governo di Lega e 5 Stelle che promettono un futuro in cui i centri di detenzione per migranti non potranno pi\u00f9 essere scambiati per un&#8217;eccezione al diritto, come sostiene qualche teorico, ma che si presenteranno esplicitamente per quello che sono: laboratori biopolitici in cui si testa la capacit\u00e0 a sopportare la disciplina e la reclusione future in base a un criterio di geografia, di produttivit\u00e0 e di sottomissione.<br \/>\nIl secondo motivo \u00e8 che lo sgombero dell&#8217;Asilo \u00e8 stato un segnale incontrovertibile di repressione nei confronti di qualsiasi spazio fisico o non in cui si provi a organizzarsi per qualcos&#8217;altro, qualcosa di totalmente diverso dall&#8217;uomo-impresa, da quella guerra endemica che si diceva, organizzarsi per una vita degna e solidale tra chi in questo mondo subisce le peggiori vessazioni e indirizzare la lotta comune contro chi decide in maniera sempre pi\u00f9 spudorata, contro un potere predatorio che tenta di arrivare alla <em>nuda vita<\/em>. Questo \u00e8 ci\u00f2 che spaventa le autorit\u00e0 perch\u00e9 tra qualche anno, quando le condizioni materiali e climatiche peggioreranno ulteriormente e segnaranno l&#8217;esclusione\u00a0 dalla possibilit\u00e0 stessa di vivere di una fascia ampissima di popolazione, non ci dovranno essere esempi di organizzazione sociale non solo anarchici ma nessuno che sia diverso da quelli dei potenti della terra che decideranno i sommersi e i salvati.<\/p>\n<p>Dal 7 febbraio, giorno in cui \u00e8 iniziata l&#8217;operazione di sgombero dell&#8217;Asilo occupato, tutto questo, declinato magari in maniere\u00a0 e sensibilit\u00e0 differenti, \u00e8 stato sentito da tanti, per cui si \u00e8 trovato un coraggio generoso in grado anche di fronteggiare proprio la polizia, come \u00e8 accaduto nel corteo di qualche sabato fa ma non solo, sfidando una forza immane che \u00e8 fisica e politica, riconoscendo che quella non pu\u00f2 essere n\u00e9 interfaccia dei quartieri dove viviamo, n\u00e9 di un mondo giusto.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che dopo l&#8217;incontro al Campus duecento persone dall&#8217;universit\u00e0 siano uscite per tornare al &#8220;fronte&#8221;, vicino al deserto della militarizzazione intorno a via Alessandria 12, per occupare un pezzo di questa citt\u00e0 con un presidio h24 di alcuni giorni in cui organizzare dibattiti e iniziative per resistere e iniziare a farlo da dove vorrebbero cacciare balonari indecorosi, occupanti di case e rivoltosi. Questo pezzo di citt\u00e0 guarda caso \u00e8 il piazzale davanti alla Scuola Holden, uno dei centri nevralgici della riqualificazione prezzolata del quartiere. I padroni della fabbrica di scribacchini hanno messo subito le mani avanti con un comunicato in cui alzano le mani: &#8220;<em>non abbiamo voluto noi lo sgombero dell&#8217;Asilo!<\/em>&#8220;. Del resto essere tacciati di farsela con la polizia non tira troppo nelle vendite dei romanzi postmoderni alla DeLillo, ma nelle retrovie Baricco da canonico imprenditore si intrattiene pi\u00f9 che volentieri con gli agenti della Digos che tengono sotto controllo la situazione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/baricco-digos.jpg\" title=\"baricco-digos.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/baricco-digos.jpg\" alt=\"baricco-digos.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ma per approfondire il discorso di come questi loschi figuri da pubblicit\u00e0 letteraria vedano l&#8217;abusata questione de &#8220;Il diritto alla citt\u00e0&#8221; avremo tempo, questo tardo pomeriggio insieme in piazza \u00e8 troppo piacevole per sprecarlo ulteriormente in ogni tipo di scrittura, anche la nostra.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/iniziative-bariccopoli.jpg\" title=\"iniziative-bariccopoli.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2019\/02\/iniziative-bariccopoli.jpg\" alt=\"iniziative-bariccopoli.jpg\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 La celere carica un gruppo di studenti all&#8217;interno del Campus Einaudi, il plexiglass li<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-33427","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33427","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33427"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33427\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33427"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33427"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}