{"id":33534,"date":"2019-04-17T17:30:29","date_gmt":"2019-04-17T16:30:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33534"},"modified":"2019-04-17T17:30:29","modified_gmt":"2019-04-17T16:30:29","slug":"ultime-da-carceri-e-tribunali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2019\/04\/17\/ultime-da-carceri-e-tribunali\/","title":{"rendered":"Ultime da carceri e tribunali"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\">\u00a0<a href=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/alessandro-gottardo-shout-illustrazioni-cattedrali-carver.jpg\" style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\" title=\"alessandro-gottardo-shout-illustrazioni-cattedrali-carver.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/macerie.org\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/alessandro-gottardo-shout-illustrazioni-cattedrali-carver.jpg\" alt=\"alessandro-gottardo-shout-illustrazioni-cattedrali-carver.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da ormai pi\u00f9 di una settimana<strong> Silvia, Agnese e Anna<\/strong>, sono state trasferite dalla sezione AS2 (Alta Sicurezza) del carcere di Rebibbia a quella dell&#8217;<strong>Aquila. <\/strong>Un carcere, quello del capoluogo abruzzese, in cui la quasi totalit\u00e0 della popolazione carceraria \u00e8 sottoposta al <strong>41 bis. <\/strong>Un regime di carcere duro che prevede l&#8217;isolamento 23 ore al giorno, la riduzione delle ore d&#8217;aria, l&#8217;impossibilit\u00e0 di cucinare in cella, dove l&#8217;ingresso della luce \u00e8 limitato dalla presenza di pannelli opachi di plexiglass, dove c&#8217;\u00e8 una sola ora di<span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\"> colloquio con i familiari che per di pi\u00f9 avviene attraverso vetri divisori senza la possibilit\u00e0 di alcun contatto. Non si ha inoltre la possibilit\u00e0 di tenere pi\u00f9 di <\/span><em style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">quattro<\/em><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">\u00a0libri in cella, la corrispondenza \u00e8 sempre sottoposta a censura, \u00e8 impossibile partecipare ai processi se non attr<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">averso la videoconferenza. Nelle carceri dove \u00e8 presente il<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">\u00a041 bis, l&#8217;ombra di questo regime si estende ben al di l\u00e0 di queste sezioni andando a modificare le condizioni di detenzione del resto dei prigionieri. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">Silvia, Agnese e Anna si trovano quindi in celle singole, con i blindi chiusi, nello spazio che era la vecchia sezione 41bis femminile. La loro giornata \u00e8 scandita da una sveglia alle 7 con l&#8217;apertura dello spioncino, alle 8 le guardie passano a battere le sbarre delle finestre per testarne la resistenza, hanno due ore d&#8217;aria al mattino e due al pomeriggio<strong>. Ogni spostamento da fuori a dentro la cella \u00e8 cadenzato da un controllo con il metal detector, vengono scansionate in media 12 volte al d\u00ec<\/strong>, inoltre ogni giorno subiscono una perquisizione generale personale. Hanno una sola ora di socialit\u00e0 in una stanzetta angusta.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">Le loro celle sono attrezzate con televisione e bagno, ma non hanno un armadio per riporre vestiti, cibo, libri e oggetti. Hanno in dotazione un armadietto fuori dalla cella in cui possono <strong>riporre al massimo 7 capi di ogni tipo di vestiario<\/strong>, quando rimuovono o posano qualcosa viene controllato e ricontato ci\u00f2 che rimane.\u00a0<strong>In cella possono tenere solo tre libri<\/strong>.\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">Le loro radio sono state piombate, nella televisioni presenti nelle celle \u00e8 stata oscurato l&#8217;orario dal monitor della tv. <strong>E&#8217; praticamente impossibile avere cognizione di che ora sia.<\/strong>\u00a0<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">Le secondine che le sorvegliano sono del corpo dei Gom, donne abbruttite dell&#8217;organo speciale di picchiatori della penitenziaria.<strong>\u00a0<\/strong><\/span><span style=\"font-weight: bold; font-size: 1em; line-height: 1.3em\">Le compagne in poco pi\u00f9 di una settimana hanno preso nove richiami disciplinari.<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\"> Una di loro ha appoggiato un piede sul muro della saletta della socialit\u00e0, un&#8217;altra \u00e8 uscita all&#8217;aria con una penna.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\"><\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">Il carcere ha disposto sin da subito il<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\"> blocco della posta per tutte e tre in entrata e in uscita<\/span><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">. Ad oggi rimane in vigore solo per Silvia, dal giorno del loro trasferimento, sabato 6 aprile, si \u00e8 vista recidere quel filo &#8211; gi\u00e0 fino per colpa della censura &#8211; di comunicazioni fatto di lettere, telegrammi e pieghi libri con fuori. Legame che \u00e8 fondamentale per infrangere l&#8217;isolamento a cui il carcere costringe, ancor pi\u00f9 in una sezione di AS2 in cui ci sono quattro prigioniere.\u00a0<\/span><\/p>\n<p>Qualche giorno fa Agnese, in <strong>videoconferenza<\/strong> dal carcere aquilano durante un&#8217;udienza del processo per la manifestazione al Brennero, ha descritto le condizioni a cui sono sottoposte definendo la sezione As2 come una <strong>tomba. <\/strong><\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Anche lo strumento della videoconferenza si sta sempre pi\u00f9 estendendo a diverse tipologie di prigionieri. Inizialmente riservata solo ai detenuti in 41 bis, per cui \u00e8 automatica, \u00e8 stata poi applicata a quelli accusati di terrorismo e quindi a tutti quelli considerati pericolosi, indipendentemente dai reati contestati durante i processi. Uno strumento particolarmente pesante, quello della videoconferenza, che oltre a rendere pi\u00f9 difficoltosa la difesa legale e limitare la possibilit\u00e0 di fare dichiarazioni in aula, toglie a chi \u00e8 detenuto la possibilit\u00e0 di incontrare, seppur in un&#8217;aula di tribunale, qualche faccia amica e rompere la routine carceraria.<\/p>\n<p>Passando a faccende pi\u00f9 strettamente giudiziarie, ci sembra importante sottolineare le ragioni per cui i compagni arrestati nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Scintilla rimangono ancora in carcere. Caduta l&#8217;associazione sovversiva, <strong>Beppe e Antonio<\/strong> restano in carcere per la pubblicazione dell&#8217;opuscolo <strong>&#8220;I cieli bruciano&#8221;. <\/strong>Trattandosi di un elenco di soggetti, responsabili a vario titolo dell&#8217;esistenza degli allora Cie, rivolto a un&#8217;area come quella anarchica che \u00e8 lecito attendersi ne faccia <em>cattivo uso<\/em>, il solo fatto di pubblicarlo giustifica per il giudice del Riesame questo capo d&#8217;imputazione. A questo si aggiunge il diniego degli arresti domiciliari perch\u00e9 il curriculum dei due compagni rende molto probabile il rischio di una recidiva. <strong>Silvia<\/strong> resta invece in carcere perch\u00e9 il suo <strong>profilo antropometrico<\/strong>, rispetto andatura, statura e corporatura, risulta <strong>compatibile<\/strong> con quello della persona ripresa dalle telecamere mentre deposita una tanica di liquido infiammabile davanti a una sede delle Poste Italiane. Una disciplina, quella antropometrica, destinata a diventare una stampella sempre pi\u00f9 importante nei prossimi tempi per il lavoro investigativo e su cui sar\u00e0 certamente il caso di tornare, con riflessioni e approfondimenti pi\u00f9 precisi. Concludiamo questo aggiornamento di novelle tribunalizie ricordando che ai tre compagni \u00e8 stata confermata la censura sulla corrispondenza, le ragioni per il giudice sono da attribuire all&#8217;ampia e duratura solidariet\u00e0 sviluppatasi a partire dai loro arresti e dalla sgombero dell&#8217;Asilo.<\/p>\n<p>Intanto \u00e8 urgente trovare il modo per spezzare l&#8217;isolamento, a cui soprattutto Silvia \u00e8 sottoposta, un modo per scalfire la brutalit\u00e0 del carcere.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em\">Per scrivere alle compagne detenute nel carcere dell&#8217;Aquila:<\/span><\/p>\n<p><strong>Silvia Ruggeri<br \/>\nAnna Beniamino<br \/>\nAgnese Trentin<\/strong><\/p>\n<p><strong>Via Amiternina 3<br \/>\nLocalit\u00e0 Costarelle di Preturo<br \/>\n67100<br \/>\nL&#8217;Aquila<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Da ormai pi\u00f9 di una settimana Silvia, Agnese e Anna, sono state trasferite dalla<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-33534","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33534","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33534"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33534\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33534"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33534"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33534"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}