{"id":33601,"date":"2019-06-10T17:20:51","date_gmt":"2019-06-10T16:20:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33601"},"modified":"2020-02-20T19:11:55","modified_gmt":"2020-02-20T18:11:55","slug":"contro-correnti-avverse","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2019\/06\/10\/contro-correnti-avverse\/","title":{"rendered":"Contro correnti avverse"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: left;\">Sono passati <strong>tredici giorni<\/strong> dall&#8217;annuncio dell&#8217;inizio dello sciopero della fame di Silvia e Anna, parecchie cose sono successe. A proprio modo ognuno ha fatto il suo, altri compagni detenuti si sono aggiunti al digiuno di protesta e la maggior parte di loro sta continuando al fianco di Silvia e Anna.<\/p>\n<p>Nel carcere de L&#8217;Aquila le ragazze sono state convocate dall&#8217;ispettrice che ha consigliato loro vivamente di smettere lo sciopero, perch\u00e9 cos\u00ec si sarebbero arrecate danno alla salute. Questo tentativo di persuasione ha fortificato la tenacia e la determinazione nel continuare. L&#8217;amministrazione carceraria ha, inoltre, risposto picche alla richiesta di Silvia e Anna di usufruire dell&#8217;ora di socialit\u00e0 prandiale nonostante il digiuno.<\/p>\n<p>Fuori i messaggi di solidariet\u00e0 continuano ad apparire giorno dopo giorno. La giornata di venerd\u00ec ha disseminato presidi davanti agli uffici del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione Penitenziaria in giro per l&#8217;Italia, presidi che hanno avuto il merito di <strong>indicare i responsabili dell&#8217;organizzazione della sofferenza dei detenuti<\/strong>. A Bologna un gruppo di compagni e compagne ha interrotto il silenzio della biblioteca &#8220;Sala Borsa&#8221; dove era esposta una mostra dal titolo Ri#Belle sul tema donne e carcere. Nei giorni prima altri interventi hanno dato utili indicazioni, ci sono state scritte e imbrattamenti su negozi delle compagnie telefoniche che hanno in appalto la gestione del sistema di videoconferenza che &#8220;porta&#8221; i detenuti a processo, a Trento c&#8217;\u00e8 stato un\u00a0<a href=\"https:\/\/roundrobin.info\/2019\/06\/trento-blocco-stradale-in-solidarieta-con-silvia-e-anna-in-sciopero-della-fame\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">b<\/a><a href=\"https:\/\/roundrobin.info\/2019\/06\/trento-blocco-stradale-in-solidarieta-con-silvia-e-anna-in-sciopero-della-fame\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">locco stradale<\/a>\u00a0alla faccia di questi tempi bui in cui si rischia di essere accusati per aver buttato una cartaccia per terra. Si \u00e8 preso di mira chi porta il lavoro dentro le mura del carcere pagando due spicci i detenuti, differenziandoli e mettendoli in concorrenza l&#8217;uno tra l&#8217;altro.<\/p>\n<p><!--more-->In questa battaglia la posta in gioco non \u00e8 solo la situazione contingente in cui Anna e Silvia sono recluse. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno le operazioni giudiziarie, per una ragione o per un&#8217;altra, costruite mangiando codici penali, guardando poliziotteschi scadenti e cagando inchieste con accuse roboanti e prove posticce si sono susseguite senza interruzione, senza lasciar tirare il fiato. Con le accuse utilizzate dai procuratori e dai giudici <strong>il Dap si adopera a rispettare quell&#8217;incasellamento che ha creato per smaltire qualsiasi pericolo di rivolta<\/strong>, per evitare qualsiasi contagio di saperi e volont\u00e0 tra i sommersi di questo mondo e chi lotta per distruggere i sistemi autoritari e di sfruttamento presenti, qualsiasi complicit\u00e0 tra chi ha voglia e bisogno di libert\u00e0, di lottare, di evadere.<br \/>\n<strong>La costante ricerca di un magma in cui tuffarsi<\/strong>, dove cercare compagnia e complicit\u00e0 nell&#8217;affrontare questi tempi tetri e i problemi quotidiani che ci attanagliano, in cui lanciare degli stimoli per provare a incontrare chi sente la necessit\u00e0 di scuotersi, ha caratterizzato la maggior parte dei percorsi di lotta intrapresi negli anni a Torino. Un cammino tramite cui si \u00e8 riusciti a cogliere indizi per sondare e capire meglio il mondo, legati dalla solidariet\u00e0 e nel tentativo, a volte quasi disperato e altre volte spregiudicato, di librarsi in tumulto.<\/p>\n<p>Un compagno o una compagna che potrebbe riconoscersi in questa tensione, forse \u00e8 proprio l\u00e0 in mezzo che dovrebbe\u00a0trovarsi: <strong>nella bolgia dei detenuti comuni<\/strong>, dove spesso prendono vita episodi di estemporanea sommossa (e gli ultimi anni in Italia mostrano uno scenario tutt&#8217;altro che pacificato), dove i detenuti diventano d&#8217;un tratto un minaccia reale per la gabbia e i carcerieri che li rinchiudono.<\/p>\n<p>La popolazione detenuta dagli anni &#8217;90 ha visto gonfiare i propri numeri e la propria densit\u00e0, non tanto per l&#8217;aumento dei reati commessi fuori ma per colpa di un insieme di leggi che hanno forgiato e introdotto nuovi reati, aggravato le pene e tolto la possibilit\u00e0 di accedere alle misure alternative a recidivi e insolventi.\u00a0L&#8217;incarcerazione sempre pi\u00f9 frequente di chi fuori lotta oppure \u00e8 identificato come nemico dello Stato fa il paio\u00a0con la persecuzione dei pi\u00f9 poveri. La reclusione differenziata, nelle sue mille sfaccettature, colpisce entrambe anche perch\u00e9 annichilisce la forza che si potrebbe esprimere per migliorare le proprie condizioni di vita dentro.<\/p>\n<p>Nel momento in cui sono elargiti solo miseria e terrore e in tanti hanno necessit\u00e0 di alzare la testa per non soffocare, ci\u00f2 che cogliamo della posta in gioco \u00e8 <strong>l&#8217;urgenza di tenersi stretti gli strumenti per lottare e non retrocedere<\/strong>. Non far mettere sotto paraffina i propri corpi, estinguere gli incendi che a colpi di lanciafiamme mirano a fare terra bruciata attorno a chi si espone di pi\u00f9, non rinunciare a usare gli strumenti sempre pi\u00f9 penalizzati e criminalizzati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono passati tredici giorni dall&#8217;annuncio dell&#8217;inizio dello sciopero della fame di Silvia e Anna, parecchie<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":33622,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-33601","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33601","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33601"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33601\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34053,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33601\/revisions\/34053"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33622"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33601"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33601"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33601"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}