{"id":33605,"date":"2019-06-08T14:14:01","date_gmt":"2019-06-08T12:14:01","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33605"},"modified":"2020-03-12T19:27:14","modified_gmt":"2020-03-12T18:27:14","slug":"inseguendo-la-chimera-pt3","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2019\/06\/08\/inseguendo-la-chimera-pt3\/","title":{"rendered":"Inseguendo la chimera pt.3"},"content":{"rendered":"<p><strong>NOTE A PARTIRE DALL&#8217;OPERAZIONE&nbsp;SCINTILLA<\/strong><\/p>\n<p><em>Dopo mesi concitati, nel tentativo di dare una degna risposta allo sgombero dell\u2019Asilo e all&#8217;arresto di sei compagni e compagne, nel tentativo di mantenere viva la voglia di lottare in questa citt\u00e0, ci prendiamo ora il tempo di fare alcuni ragionamenti su questo teorema inquisitorio partorito dalla Questura, fatto proprio dalla Procura e avvallato da una GIP. Un teorema che per il momento non ha retto il primo impatto con il Tribunale del Riesame, dopo tre mesi sono infatti usciti dal carcere cinque compagni, ma che costringe ancora Silvia tra quelle mura e in condizioni di detenzione particolarmente afflittive.<\/em><\/p>\n<p><em>A indagini ancora aperte vale la pena spendere sopra queste carte qualche parola, tra le altre cose perch\u00e9 contiene alcune indicazioni che sono il segno dei tempi su come costringere certi anarchici al silenzio, seppur non del tutto nuove. Gi\u00e0 quindici anni fa infatti si poteva leggere in un libretto, dal titolo \u2018L\u2019anarchismo al bando\u2019, di come le strategie repressive mirassero a \u201ctogliere agli anarchici ogni possibilit\u00e0 di agire in gruppi di pi\u00f9 persone articolando anche alla luce del sole il loro intervento, proprio in quanto finalizzato all&#8217;insurrezione generalizzata\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Questo lavoro di analisi uscir\u00e0 a puntate, una alla settimana, che si concentreranno su alcune specificit\u00e0 dell\u2019operazione Scintilla e della lotta contro i Centri di detenzione per immigrati. A scriverle sono alcuni compagni, alcuni imputati e indagati in quest\u2019inchiesta, altri no, che nel corso degli anni si sono battuti contro la detenzione amministrativa. <\/em><\/p>\n<p><strong>&nbsp;<\/strong><!--more--><\/p>\n<p><strong>Segugi e alchimisti<\/strong><\/p>\n<p>A voler sviscerare nel dettaglio le strategie repressive della controparte, capire cosa pensa ed entro quali confini tenta sempre pi\u00f9 di rinchiuderci, non possiamo esimerci dall&#8217;intraprendere una prima disamina del modo in cui queste strategie vengono poste in atto. Addentriamoci dunque nel tunnel della tecnica repressiva e degli strumenti pi\u00f9 o meno raffinati che porta con s\u00e9, dando un primo sguardo ai sessantasei gigabyte di faldoni che hanno accompagnato&nbsp;<span style=\"font-size: 1em;\">l\u2019ordinanza di custodia cautelare.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1em;\">A chi si \u00e8 trovato a spulciare questa mole di dati \u00e8 saltata subito all&#8217;occhio una prassi oramai consolidata da parte delle forze di polizia e gi\u00e0 vista in altre vicende processuali: <\/span><strong style=\"font-size: 1em;\">raccogliere migliaia e migliaia di pagine di intercettazioni<\/strong><span style=\"font-size: 1em;\">. Si parla di almeno quattro anni di intercettazioni, principalmente effettuate sulle utenze telefoniche di singole compagne e compagni, sul telefono delle espulsioni, oltre a <\/span><strong style=\"font-size: 1em;\">quelle ambientali<\/strong><span style=\"font-size: 1em;\"> dell&#8217;occupazione di c.so Giulio Cesare. Un orecchio indiscreto \u00e8 stato poi introdotto nell&#8217;abitazione privata di una ragazza in cui, secondo la Digos, avrebbe vissuto per un periodo uno dei compagni imputati, cosa che invece non \u00e8 mai successa, mostrando quindi quanto basti una semplice supposizione per autorizzare a ficcare il naso negli affari di persone non solo non indagate ma anche non cos\u00ec centrali nelle reti di relazioni e rapporti dei compagni e delle compagne imputate. Per l\u2019occasione \u00e8 stato persino scomodato un<\/span><strong style=\"font-size: 1em;\"> fabbro da Roma<\/strong><span style=\"font-size: 1em;\"> per scassinare e fare le copie delle chiavi dell&#8217;appartamento, senza contare che le microspie (per non sbagliare) sono state lasciate in casa pronte ad essere attivate all&#8217;occorrenza, anche se la Digos aveva espressamente richiesto all&#8217;epoca di stoppare l&#8217;intercettazione perch\u00e9 non era stato rilevato materiale utile in senso probatorio. Risultano infine registrati anche i <\/span><strong style=\"font-size: 1em;\">colloqui nel C.P.R.<\/strong><span style=\"font-size: 1em;\"> tra un recluso e una compagna.<\/span><\/p>\n<p>Sappiamo gi\u00e0 come le indagini per reati associativi o con finalit\u00e0 di terrorismo servano anche a garantire un monitoraggio costante su gruppi di compagni e su tutto ci\u00f2 che gli ruota attorno. Ma in questo caso spicca con particolare evidenza come il mezzo, per il semplice fatto di essere utilizzato, contribuisca alla costruzione di ci\u00f2 che dovrebbe <em>soltanto <\/em>monitorare.<span style=\"font-size: 1em;\">&nbsp;<\/span><span style=\"font-size: 1em;\">Non \u00e8 un caso quindi che le intercettazioni vengano usate non solo per tentar di scoprire la paternit\u00e0 di azioni notturne o anonime, ma sopratutto per ricostruire reti di relazioni, iniziative ed episodi che nessuno ha mai avuto particolare interesse a nascondere. \u201cI servizi tecnici hanno consentito di riscontare&#8230;\u201d, ricorre costantemente nelle pagine degli inquirenti in relazione alla paternit\u00e0 di opuscoli e articoli discussi nelle pi\u00f9 svariate situazioni pubbliche, a partire dal noto&nbsp;<\/span><strong style=\"font-size: 1em;\">I Cieli Bruciano.<\/strong><span style=\"font-size: 1em;\"> Origliare le conversazioni per scoprire chi amministrava la pagina Facebook No Cie, chi scriveva sul blog Macerie, chi comprava i fuochi artificiali per i saluti e le iniziative, ammantando di un&#8217;aurea di clandestinit\u00e0 tutta quella parte di lotta allargata e condivisa tra tante persone ostili alla macchina delle espulsioni. C<\/span><span style=\"font-size: 1em;\">ome se dicessero \u201cerano un&#8217;associazione sovversiva perch\u00e9 abbiamo dovuto spiarli per scoprirlo\u201d.<\/span><\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 da dire che la raccolta smodata di informazioni, di svariati tipi e formati digitali (testi, audio, video, foto) permea l&#8217;intera attivit\u00e0 di indagine e fa emergere pi\u00f9 di una questione. Toccher\u00e0 porsi ad esempio il problema di come gli agenti della digos riescano oramai ad infilarsi ovunque, fin dentro le aule universitarie durante le conferenze anti-gentrification di qualche professore, per contare le presenze e le assenze delle compagini militanti cittadine. Nel caso di quest\u2019inchiesta i faldoni pullulano di segnalazioni sulle pi\u00f9 minime iniziative, non solo su CPR e immigrazione, per individuare chi partecipava agli attacchinaggi o chi lanciava i cori durante presidi e cortei. Una mole di dati da cui pescare a piacimento per corroborare un&#8217;organigramma della supposta associazione sovversiva tramite fantasiose suddivisioni di ruoli, presenze e carisma dei vari appartenenti.<\/p>\n<p>Lo stesso meccanismo, in un certo qual modo, lo ritroviamo anche nelle comparazioni antropometriche legate ai tentativi di incendio dei Postamat attribuiti a due delle compagne indagate. Tutto verte sul delineare alcune caratteristiche fisiche generali, entro le quali iscrivere gli \u201celementi altamente caratterizzanti\u201d che nel nostro caso sarebbero <strong>il modo in cui una compagna appoggia il piede destro <\/strong>nella camminata, e <strong>la maniera in cui l&#8217;altra si sistema i capelli e muove il braccio mentre deambula<\/strong>. Le caratteristiche generali riguardano invece la stazza fisica, riportabile a tre macrocategorie: ectomorfa, mesomorfa ed endomorfa. Ad esempio una compagna corrispondente alla seconda categoria avrebbe un \u201ccorpo atletico, forte, con spalle piu\u0300 strette rispetto alla parte bassa del corpo (forma a triangolo)\u201d. Una descrizione a dir poco generica e vaga, considerando anche che la stima sull&#8217;altezza oscilla in un range di 5\/8 centimetri. Non \u00e8 un caso che nella comparazione dei due attacchi ai Postamat di via Ternengo e via Montebello, il perito della Procura abbia inizialmente espresso un giudizio di parziale compatibilit\u00e0 tra le due persone travisate, salvo poi ricredersi e individuare due compagne diverse. Come e quando sono quindi emersi questi elementi altamente caratterizzanti che hanno portato la polizia ad arrestare le due compagne?&nbsp; Nel primo caso, quello della camminata e dell&#8217;appoggio del piede destro, il paragone \u00e8 stato fatto a partire dalle riprese di quella notte, altamente pixelate, dove nel soggetto travisato a stento si capisce dove finisce il pantalone e inizia il piede. Nel secondo caso vien da pensare che a forza di accumulare video su video di qualsiasi iniziativa o dei pi\u00f9 svariati momenti nella quotidianit\u00e0 di una persona, \u00e8 facile che alla fine si riesca a trovare almeno una manciata di frame in cui qualcuno si sistemi i capelli in maniera simile. Anche qui sembra che il mezzo stesso vada a determinare, a priori, il risultato cercato.<\/p>\n<p>Dalla quantit\u00e0 di video prodotti in merito agli episodi notturni di cui abbiamo parlato, abbiamo poi l\u2019ennesima conferma del <strong>futuro distopico<\/strong> che ci attende nelle metropoli, e non solo. Un futuro che \u00e8 gi\u00e0 presente: le citt\u00e0 sono piene zeppe di occhi silenziosi e acuminati, che monitorano i grandi istituti come le Poste o i consolati cos\u00ec come le piccole attivit\u00e0, quali negozietti e farmacie. La rete capillare di telecamere pubbliche e private permette di seguire una persona per diverse decine di minuti cercando di cogliere il momento in cui, anche molto lontano dal luogo del misfatto, qualcuno pu\u00f2 scoprire il volto o salire su un auto cos\u00ec da poterne scoprire l\u2019identit\u00e0. Nell&#8217;inchiesta Scintilla non sono servite a molto, ma dall&#8217;analisi dei filmati si capisce quanto questi occhi, anche quando sono nascosti dentro involucri di modeste dimensioni quasi a sembrare dei giocattolini, in realt\u00e0 ci vedono lungo e ad ampio raggio, fino a raggiungere incroci e marciapiedi opposti.<\/p>\n<p>Continuando questo cammino attraverso gli strumenti del nemico arriviamo a un&#8217;altra tecnologia, che sebbene non abbia fornito importanti elementi indiziari nell&#8217;inchiesta Scintilla \u00e8 stata usata in modo creativo: il <strong>real-time&nbsp;positioning<\/strong>, un servizio di rilevamento e segnalazione in tempo reale della posizione esatta <span style=\"font-size: 1em;\">dei dispositivi abbinati ad utenze telefoniche<\/span><span style=\"font-size: 1em;\">. In questo caso il servizio \u00e8 stato richiesto anche per rilevare l&#8217;avvicinamento o la presenza di determinate utenze e di ogni altro dispositivo a certi luoghi ritenuti sensibili quali: Asilo Occupato (con tanto di differenza tra perimetro e cortile interno), C.P.R., Rifugio autogestito Chez Jesus e la residenza di un compagno indagato. Sar\u00e0 per questo, tra le altre cose, che spesso e volentieri quando dei solidali si recavano sotto le mura del lager di corso Brunelleschi per salutare i reclusi senza averlo annunciato, trovavano la digos ad aspettarli? Non \u00e8 dato saperlo, ma nel dubbio\u2026 anche per un saluto pu\u00f2 essere meglio lasciare il telefono a casa.<\/span><\/p>\n<p>Dulcis in fundo non manca l&#8217;ormai arcinota analisi biomolecolare, o per noi profani<strong> test del DNA<\/strong>. Gli inquirenti avrebbero trovato <strong>tracce biologiche<\/strong> e <strong>impronte digitali<\/strong> in alcuni plichi esplosivi, come quelli diretti alla ditte Morello, Manital Idea, Igeam e Cerma, nonch\u00e9 sugli ordigni attribuiti alle nostre due compagne inquisite. Nessun confronto ha tuttavia dato riscontro positivo con gli attuali indagati.<\/p>\n<p>Un&#8217;ultima nota di colore: a un primo e sommario conto, solo di bollette pagate alla Tim per trasmettere i&nbsp; dati delle intercettazioni ambientali e video e per le varie perizie, si raggiunge la cifra di 181.000 euro. Una cifra considerevole, tanto pi\u00f9 se si pensa alle altre spese sostenute dagli inquirenti durante l&#8217;inchiesta che la renderanno senz&#8217;altro ben pi\u00f9 cospicua. Nulla in confronto, in ogni caso, rispetto al milione di euro abbondante che, sempre stando alle carte, si \u00e8 speso dal 2015 al 2017 nelle ristrutturazioni straordinarie del CPR di corso Brunelleschi distrutto dalle rivolte.<\/p>\n<p>Se vi siete persi le prime puntate di <strong>Inseguendo la chimera<\/strong> potete leggerle cliccando sotto.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33570\">Attorno a un perch\u00e9<br \/>\n<\/a><\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33581\">Silenzi <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>NOTE A PARTIRE DALL&#8217;OPERAZIONE&nbsp;SCINTILLA Dopo mesi concitati, nel tentativo di dare una degna risposta allo<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":33617,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,136],"tags":[],"class_list":["post-33605","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario","category-inseguendo-la-bufera"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33605","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33605"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33605\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34380,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33605\/revisions\/34380"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33617"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33605"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33605"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33605"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}