{"id":33672,"date":"2019-07-17T11:27:54","date_gmt":"2019-07-17T10:27:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33672"},"modified":"2019-08-10T15:48:34","modified_gmt":"2019-08-10T13:48:34","slug":"ancora-una-volta-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2019\/07\/17\/ancora-una-volta-2\/","title":{"rendered":"Ancora una volta"},"content":{"rendered":"<p>Il muro d&#8217;acqua che nel fine settimana \u00e8 piombato su Torino, a uniformare il grigiore di questa citt\u00e0 tra cielo e asfalto, non ha spento i bollenti spiriti di chi \u00e8 rinchiuso nel <strong>Cpr<\/strong> di <strong>corso Brunelleschi <\/strong>e da giorni si sta battendo per mandare un segnale: non si \u00e8 disposti a soccombere senza colpo ferire. <strong>Sulla spinta delle rivolte che sono avvenute dopo la morte di Faisal, nella notte tra domenica e luned\u00ec i reclusi dell&#8217;area gialla hanno tentato in gruppo la fuga.<\/strong> <strong>Un ragazzo \u00e8 riuscito a conquistare la libert\u00e0<\/strong> senza essere ripreso, a lui va il nostro saluto con la speranza che possa continuare a lottare nel cammino tortuoso attraverso la fortezza europea, mentre tutti gli altri sono stati riacciuffati, pestati e riportati in sezione.<\/p>\n<p><!--more-->Purtroppo in questi giorni ci \u00e8 giunta anche l&#8217;amara notizia che Djallo, il ragazzo che aveva testimoniato in merito al decesso, \u00e8 stato trasferito a Roma nel Cpr di Ponte Galerie insieme ad altri 13 reclusi.<\/p>\n<p>Anche le proteste individuali non sono mancate in questi ultimi giorni. L&#8217;assenza di cure adeguate sbandierata oramai in lungo e in largo \u00e8 solo il picco pi\u00f9 alto di una serie di condizioni che stritolano l&#8217;esistenza dei reclusi. Gi\u00e0 alcune settimane fa ci era arrivata la notizia che ai reclusi veniva somministrato solo un litro di acqua potabile al giorno mentre dai rubinetti usciva solo acqua bollente. <strong>Non \u00e8 un caso infatti che da venerd\u00ec 12 luglio per tre giorni una buona parte dei detenuti del centro abbia portato avanti uno sciopero della fame, per protestare tra le altre cose contro il cibo immangiabile che gli viene distribuito.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\"><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em;\">La pioggia quindi \u00e8 piombata su Torino e l&#8217;acqua\u00a0<\/span>si \u00e8 insinuata attraverso le strutture fatiscenti del Cpr<span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em;\">\u00a0e ha allagato le stanze dell&#8217;area blu. A riportare la notizia anche alcuni rinomati\u00a0<\/span><a style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em;\" href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/torino\/2019\/07\/15\/news\/perdite-dai-tetti-e-infiltrazioni-nella-sala-da-pranzo-del-cpr-di-corso-brunelleschi-1.37026119\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">media locali<\/a><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em;\">, che per\u00f2 si guardano bene invece dal tuffarsi nel pantano delle contraddizioni, dal parlare di tentativi parzialmente riusciti di evasione, ovvero dal diffondere quelle notizie pericolose (per l&#8217;indicazione che danno) e politicamente poco spendibili, sopratutto in questa parentesi di ritorno sulle scene dell&#8217;<\/span><em style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em;\">affair<\/em><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em;\"> Cpr e il rinnovato interesse di alcuni &#8220;buoni&#8221; politici sensibili alla questione.<\/span><\/p>\n<p>Purtroppo per\u00f2 non si possono neanche chiudere gli occhi sulle difficolt\u00e0 che riscontrano tutti quei solidali disposti a saltare a pi\u00e9 pari il campo della mera rappresentazione (o dei tentativi di riformare queste strutture o dedicarsi alla cura di alcuni casi disperati), per provare piuttosto ad abbattere le mura o sostenere chi \u00e8 disposto, da dentro, a farlo.<span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em;\">\u00a0I presidi davanti al Cpr sono molto importanti, creano una continuit\u00e0 e sono forse anche ci\u00f2 che fa sentire dentro la possibilit\u00e0 di reagire ai soprusi senza che questi gesti cadano nel vuoto, ma da soli non bastano. <strong>La frustrazione nel vedere alcuni ragazzi arrampicati su un tetto a gridare aiuto mentre dentro la polizia reprime con le botte i tentativi di protesta, forse \u00e8 direttamente collegata non solo alla mancanza di idee e azioni da mettere in campo, ma anche alla mancanza di una prospettiva a medio termine nella quale inquadrare la costruzione di un rapporto di forza reale<\/strong>. Sapere che oggi non si \u00e8 in grado di fare granch\u00e9 per rintuzzare la violenza e l&#8217;arroganza della polizia \u00e8 un problema, ma ancora peggio \u00e8 il rischio di accorgersi che non si \u00e8 in grado di pensare e mettere in pratica i vari passi che portano al superamento di questa <em>impasse<\/em>. Non \u00e8 cosa facile, anche partendo dal livello di controllo e repressione che evidentemente si scatena non appena si provi ad agire concretamente in questa direzione. Un percorso che si compone di tanti aspetti, a volte anche noiosi e ripetitivi come informare le persone che abitano nei quartieri dove viviamo di quello che accade dentro, come portare avanti ostinatamente presidi, volantinaggi e saluti anche quando dentro non succede niente e vige la risacca, come provare a mantenere alta l&#8217;attenzione con iniziative di vario genere in grado di non far dimenticare a nessuno, a partire da noi stessi, chi sono i responsabili di questa guerra spietata. Un percorso il cui obiettivo minimo riemerge proprio dai fatti di questi giorni: come arrivare preparati alla prossima rivolta, piuttosto che rincorrerla con fatica?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: 1em; line-height: 1.3em;\">Eppure<strong> le rivolte dei reclusi<\/strong>, che riaffiorano attraverso qualsiasi bufera salviniana o di qualche altro boia di Stato, sono l\u00ec a ricordarci l&#8217;urgenza di questa sfida. Non solo perch\u00e9 l&#8217;apporto di chi lotta fuori potrebbe fare una piccola differenza, ma perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 da domandarsi se davanti alla nostra coscienza, alla nostra voglia di essere un pezzo effettivo di questo scontro di classe, vogliamo privarci di questa occasione.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il muro d&#8217;acqua che nel fine settimana \u00e8 piombato su Torino, a uniformare il grigiore<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":33674,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-33672","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33672","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33672"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33672\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":33760,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33672\/revisions\/33760"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/33674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33672"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33672"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33672"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}