{"id":33715,"date":"2019-12-04T13:13:27","date_gmt":"2019-12-04T12:13:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33715"},"modified":"2019-12-04T13:13:27","modified_gmt":"2019-12-04T12:13:27","slug":"effetto-dominos-ci-risiamo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2019\/12\/04\/effetto-dominos-ci-risiamo\/","title":{"rendered":"Effetto Domino&#8217;s &#8230; ci risiamo!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"498\" width=\"406\" src=\"https:\/\/scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net\/v\/t1.0-9\/65627779_373027556898533_5024209398050848768_n.jpg?_nc_cat=102&amp;_nc_ohc=3dhVfFFhqVcAQkTjWYWhjm86un-MRYAj3KEwUV7CCJWLh5LvSIgTadqBg&amp;_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&amp;oh=fcdca49f80c34c11effe119e517eb145&amp;oe=5E439D4A\" \/><\/p>\n<p>Era evidente che l&#8217;epopea dei lavoratori di<strong> Domino&#8217;s Pizza Torino<\/strong> non sarebbe finita con quel <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/permalink.php?story_fbid=381759772691978&amp;id=373026890231933&amp;__tn__=K-R\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">29 giugno<\/a>. Era evidente che quanto strappato quest&#8217;estate con la lotta sarebbe stato ben presto rimesso in discussione. La <em>deadline<\/em> dei contratti stipulati post-sciopero incombeva minacciosa gi\u00e0 da diverse settimane, i rintocchi alla mezzanotte del 30 novembre non potevano risparmiare qualche testa saltata a mo&#8217; di rappresaglia.<!--more--><\/p>\n<p>Ma tutto questo non stupisce, normale routine nella lotta di classe dall&#8217;alto portata avanti anche dal pi\u00f9 docile e accomodante padrone. Eppure anche questa volta la \u201cmanovra correttiva\u201d della direzione non \u00e8 stata accettata senza colpo ferire da quei lavoratori scontenti e incazzati. I contratti in scadenza di chi aveva scioperato a giugno hanno incontrato il malcontento di alcuni nuovi colleghi che hanno scoperto in fretta l&#8217;armadio a sei ante dentro a cui il <strong>signor Lazzaroni<\/strong> ha nascosto i suoi scheletri: ferie e permessi consumati senza l&#8217;accordo dei lavoratori, inquadramenti contrattuali inadeguati alle mansioni svolte, pericolosit\u00e0 dei mezzi di lavoro, ecc.<\/p>\n<p>Lo sciopero di qualche giorno fa sembra essere andato molto diversamente dal primo, causa forse la differenza nel numero di lavoratori coinvolti, di solidali accorsi in sostegno, di disservizio effettivo sulle pizze sfornate nella serata di sabato. Concorrono anche cause oggettive, non direttamente dovute alla forza dei lavoratori, dalle quali forse si possono trarre possibili insegnamenti. \u00c8 oramai evidente che l&#8217;apprensione della direzione nel concedere senza troppe storie quanto richiesto dai lavoratori <em>Domino&#8217;s<\/em> nello sciopero di giugno fosse anche legato all&#8217;imminente transizione di vendita del franchising. <strong>Poche beghe davanti ai nuovi compratori!<\/strong> Ora che la transazione \u00e8 praticamente compiuta (ufficialmente mercoled\u00ec 4 dicembre) i signori di Epizza S.p.A., non hanno pi\u00f9 alcunch\u00e9 da temere ossia non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 nessuna faccia da preservare. A meno che i lavoratori e le lavoratrici non siano in grado di bloccare effettivamente tutto e creare un disservizio di portata consistente, la bega di un pugno di scontenti facinorosi passa al nuovo capitano della squadra:<strong> signor Davide Canavesio<\/strong>.<\/p>\n<p>Un piccolo e parziale insegnamento che dei lavoratori, anche minoritari in una azienda ma vogliosi di farsi valere, possono trarre \u00e8:<strong> finch\u00e9 hai il coltello dalla parte del manico affonda a pi\u00f9 non posso.<\/strong> O se si preferisce, parafrasato nella circostanza specifica: finch\u00e9 hai coglioni di Lazzaroni in mano \u2026 stringi forte!!! Questo ovviamente non vuol dire mandare a ramengo le prospettive di allargamento della lotta a tutti gli altri lavoratori sfruttati, ma creare un precedente in cui si sia sperimentata la maggiore forza e incisivit\u00e0 possibile. Perch\u00e9 infondo questi signori il manico se lo riprendono in fretta e col coltello fanno saltare teste. L&#8217;esperienza ha spesso dimostrato che quella vocina che ti fa dire \u201cun passo alla volta e non tiriamo troppo la corda, se no si spezza!\u201d non sempre costituisce la via pi\u00f9 efficace per portare avanti delle rivendicazioni e vincere delle vertenze. Allora essere pi\u00f9 incisivi possibile pu\u00f2 voler dire non cedere a quella dialettica basata sul bisogno di farsi riconoscere dalla controparte come un Soggetto (in questo caso il gruppo di lavoratori in lotta) degno di essere preso in considerazione \u2026  ma a patto che i lavoratori nel ricevere delle concessioni ritornino indietro anche qualcosa ai propri padroni: dedizione sul lavoro, promozione del marchio, o anche solamente smettere di rompere le scatole. Per spezzare questo rapporto occorre <strong>non provare alcuna forma di rispetto per l&#8217;azienda perch\u00e9 lei non ne prova per chi sceglie di lottare<\/strong>, non pensare che con qualche concessione i dirigenti diventino pi\u00f9 accettabili \u2026 no. Cosa succederebbe se si provasse ad affondare e stringere, affinch\u00e9 tutto quello che si pu\u00f2 prendere nel momento di maggiore debolezza della controparte possa essere preso? Questo potrebbe spaventare altri colleghi simpatizzanti? Potrebbe rischiare di irrigidire troppo la controparte col rischio di non ottenere niente? Certo, ma il punto \u00e8 provare a discutere di questa possibilit\u00e0 e capire come potrebbe dispiegarsi e intrecciarsi con le altre esigenze di una lotta.<\/p>\n<p>Intanto il signor Lazzaroni ha imparato bene la lezione di giugno e a presidiare lo <em>store <\/em>di via Nizza era presente <strong>una buona dose di digossini e una camionetta fissa<\/strong>. La punta del ridicolo si \u00e8 raggiunta poi nello<em> store<\/em> di via Nallino, dove il responsabile dei negozi di Torino <strong>Davide Papini<\/strong>, occasionalmente dietro al bancone, assediato dalle richieste e rimostranze dei lavoratori,<a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/373026890231933\/videos\/2552571644821836\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"> \u00e8 stato scortato via dalla polizia<\/a> in assetto antisommossa. Che la rabbia degli sfruttati possa esprimersi anche con qualche sonoro ceffone o con una veemenza in grado di costringere chi prende le decisioni a retrocedere \u00e8 cosa auspicabile; che la polizia e il suo \u201ccordone sanitario\u201d, dispiegato oramai davanti ad ogni tenue barlume di conflitto, costruisca un siparietto per prevenire una realt\u00e0 purtroppo aldil\u00e0 da venire, \u00e8 emblematico dell&#8217;aria che tira.<\/p>\n<p>Intanto ci pare importante evidenziare come allo sciopero dell&#8217;altro giorno abbiano partecipato alcuni lavoratori che a giugno, invece, si erano schierati tra i crumiri. Di questi ultimi, tuttavia, ce ne sono stati in abbondanza e se tra loro si celano diversi simpatizzanti, forse ancora troppo intimoriti dallo schierarsi contro un colosso del <em>food &amp; beverage<\/em>, vi \u00e8 anche una vasta categoria in cui sguazza la maggior parte del popolo dei finti silenti \u2026 quelli che in fondo in fondo, tra gli spogliatoio a inizio e fine turno, tra una pausa sigaretta e l&#8217;altra, bofonchiano sempre. \u00c8 infatti tendenza comune ai lavoratori e alle lavoratrici del terzo millennio quella di percepirsi come delle <em>monadi<\/em>, singoli e solitari individui. Il mondo del lavoro, quella rete complessa di rapporti di potere e sfruttamento, da loro non \u00e8 percepita come costruita, imposta, con nomi e cognomi di responsabili e scagnozzi esecutori \u2026 no.<strong> La vivono piuttosto come una giungla, severa e tremenda ma neutrale<\/strong>. Soffocare strozzato da qualche liana nel tentativo di spiccare il salto verso una qualche forma di sistemazione, sopravvivenza o carriera \u00e8 un rischio comune a tutti, democratico come la livella. Se non ce la fai, in fondo, \u00e8 colpa tua. Se accetti di firmare un contratto del cavolo, insicuro e precario come un co.co.co \u2026 beh&#8230; lo sapevi a cosa andavi incontro no? Ora non ti puoi lamentare.<\/p>\n<p><strong>Ecco, la lotta ha anche il compito di spezzare questa forma di ideologia dei padroni introiettata da  lavoratrici e lavoratori sfruttati. In questo i lavoratori di Domino&#8217;s hanno dato un buon esempio.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era evidente che l&#8217;epopea dei lavoratori di Domino&#8217;s Pizza Torino non sarebbe finita con quel<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-33715","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33715","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33715"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33715\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33715"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33715"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33715"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}