{"id":33764,"date":"2020-02-16T19:05:11","date_gmt":"2020-02-16T18:05:11","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33764"},"modified":"2021-07-12T17:06:15","modified_gmt":"2021-07-12T15:06:15","slug":"cpr-e-questioni-dirimenti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/02\/16\/cpr-e-questioni-dirimenti\/","title":{"rendered":"Cpr e questioni dirimenti"},"content":{"rendered":"<p>Era il 1998 quando la detenzione amministrativa \u00e8 stata istituita in Italia con gli allora Cpt, nati dopo le forme di campo concentrazionario improvvisate in Puglia per i massici sbarchi dai balcani, in particolar modo dall\u2019Albania. Allora le immagini dei Tg nazionali sconvolsero buona parte del paese, svegliato bruscamente alle porte del nuovo millenio con la minaccia proclamata a reti unificate di un\u2019invasione barbarica. Un paese, se \u00e8 permesso qui usare una simile astrazione, con una coscienza ancora incuneata nell\u2019idea di un provincialismo sentito come protettivo, in qualche modo ancora largamente ignaro di essere invece uno degli ingressi geografici dell\u2019UE, di essere uno dei prodotti di uno Stato avanzato e ininterrotamente colonizzatore, di essere inserito con buona posizione in un\u2019economia globale che di l\u00ec a poco avrebbe mostrato la sua faccia pi\u00f9 truce anche nell\u2019ultima landa del meridione.<!--more--> Che non si fraintenda: non si vuole qui affermare che fosse assente l\u2019idea di uno sfruttamento massiccio e crudele, ancora troppo vicini la fame della guerra e i sopprusi nei campi o in fabbrica, ma dopo la grande sconfitta degli anni \u201970 il sentire della classe povera nei decenni successivi \u00e8 stato assestativo, rinchiuso in una miseria percepita nelle citt\u00e0 principali cos\u00ec come nelle campagne con consapevole ma rassegnata pacatezza attraverso la lente della disoccupazione strutturale, delle bricciole dello stato sociale, con una rete di relazioni ancora fittamente familiare e di conseguenza nel bene o nel male paracadute della disgrazia.<span id=\"more-57461\"><\/span><\/p>\n<p>Erano gli anni \u201990 e le immagini pubblicitarie delle Ong che intervallavano sulla RAI le proiezioni di Luned\u00ec Cinema parlavano ormai da tempo di piccoli sforzi come l\u2019equivalente di un caff\u00e8 al giorno per salvare i bambini africani immancabilmente rappresentati in lacrime, col ventre gonfio e tra le baracche d\u2019una terra rossa. L\u2019elemento pietistico ed esotico che caratterizzava questi spot ne svelava l\u2019arcano: un mondo ancora peggiore esisteva ma lontano, le migrazioni verso l\u2019Italia c\u2019erano ma come fenomeno verso le metropoli.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/cdn.radioblackout.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG-20180808-WA0034.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-57464 lazyloaded\" src=\"https:\/\/cdn.radioblackout.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG-20180808-WA0034.jpg\" width=\"960\" height=\"641\" data-was-processed=\"true\" data-lazy-src=\"https:\/\/cdn.radioblackout.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG-20180808-WA0034.jpg\" data-lazy-sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" data-lazy-srcset=\"https:\/\/cdn.radioblackout.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG-20180808-WA0034.jpg 960w, https:\/\/cdn.radioblackout.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG-20180808-WA0034-300x200.jpg 300w, https:\/\/cdn.radioblackout.org\/wp-content\/uploads\/2020\/02\/IMG-20180808-WA0034-768x513.jpg 768w\" \/><\/a><\/p>\n<p>L\u2019immagine della nave Vlora che approda a Bari fu uno dei simboli di un cambiamento epocale in quella mentalit\u00e0 da rifugio provinciale di cui si scriveva: quei mondi percepiti come terribili non erano pi\u00f9 cos\u00ec lontani e l\u2019economia globale avrebbe presto posto individui nati in diversi punti del pianeta in competizione per un tozzo di pane e la stessa commessa.<\/p>\n<p>L\u2019istituzione dei Cpt da parte del governo Prodi I segu\u00ec il decorso canonico, non si parla di quello legislativo ma quello della creazione di un discorso specifico sull\u2019immigrazione, va da s\u00e9 che non potesse che essere quello che oscillava tra l\u2019emergenza e il pericolo di cui\u00a0 naturalmente \u201cl\u2019extracomunitario\u201d era portatore. La legge Turco-Napolitano cre\u00f2 tuttavia da subito frizioni interne ai partiti della maggioranza come anche polemiche pi\u00f9 o meno accese da parte del mondo associazionistico delle anime belle che la contornavano. Tutto scontato, tutto fisiologico. Non \u00e8 un caso difatti che in questo periodo si sviluppano tutta una serie di analisi giuridiche, teorie e critiche filosofiche che si chiedevano (e perseverano tuttora) come la detenzione amministrativa potesse essere giustificata o meno in uno Stato di diritto liberale, la pi\u00f9 famosa delle quali \u00e8 quella sullo Stato d\u2019eccezione riformulata da Giorgio Agamben, divenuta un classico per rimanere nel seminato della razionalit\u00e0 del dominio. Insomma un certo vociare, accademico o comunque sovvenzionato nei tavoli dei circoli della sinistra, per cercare di capire se fosse giusto, sbagliato, eccezionale o \u201cnormalmente eccezionale\u201d l\u2019internamento senza reato alcuno, la prigione per mancanza di documenti. Dimentiche del \u201ccampo\u201d come uno dei dispositivi principali dell\u2019economia di guerra in tutto il \u2018900, queste affabulazioni teoriche rimanevano e rimangono nel quadro della ricerca della legittimit\u00e0 giuridica, vedendo lo Stato solo nella sua veste corta del diritto e non nell\u2019insieme di rapporti di guerra che lo costituiscono sostanzialmente e con soluzione di continuit\u00e0 dal carroarmato, passando dall\u2019anagrafe e dal lavoro, fino all\u2019ultimo manganello.<\/p>\n<p>Nei Centri da subito le rivolte dei reclusi, la resistenza alle deportazioni, gli scioperi collettivi e i danneggiamenti hanno distrutto pi\u00f9 volte le strutture e di conseguenza indicato la strada per la loro scomparsa, coerentemente sempre la stessa. Molti compagni e compagne hanno in tutt\u2019Italia colto l\u2019afflato di libert\u00e0 e il significato generale che ne usciva contribuendo a quella lotta su diversi piani fino ad arrivare al 2013, in cui buona parte delle strutture erano inagibili e impossibilitate a svolgere il ruolo detentivo.<\/p>\n<p>Ebbene s\u00ec, perch\u00e9 la strada indicata incessantemente dalle rivolte ha bisogno di sostegno e di voler vedere quei luoghi distrutti perch\u00e9 nessuno dovrebbe essere imprigionato e perch\u00e9 si riconosce che non sono eccezione ma\u00a0 dispositivi che svolgono un determinato ruolo deterrente, intimidatorio e persino economico necessario a questa societ\u00e0 e in questa societ\u00e0, non al di fuori. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 possibile se non tenendo insieme capre e cavoli, non si pu\u00f2 voler far sparire i Cpr se non si capisce quali sono i rapporti sociali che lo necessitano e provare avversit\u00e0 anche per questi. Se non si capisce il Cpr come paradigma sociale, il rischio \u00e8 quello di finire per supportare forme di controllo ed espulsione pi\u00f9 \u201cumane\u201d, collaborare per ottenerle, fare proposte che facciano chiudere \u201cil centro di detenzione\u201d, ma che veicolino le stesse necessit\u00e0 repressive in altra maniera.<\/p>\n<p>Ecco perch\u00e9 le critiche democratiche sui Cpt-Cie-Cpr basate sull\u2019illegittimit\u00e0 della forma giuridica o sulle condizioni disumane di reclusione hanno invece negli anni assunto varie forme, fino ad arrivare alla proposta da parte di alcuni enti \u201csensibili\u201d di co-gestione dei problemi migratori. <span class=\"st\">\u00c8<\/span> questo il caso di LasciateCIEntrare, Campagna fondata nel 2011 con lo scopo di testimoniare ci\u00f2 che accadeva negli allora Cie e la cui collaborazione con i partiti di governo che la detenzione amministrativa l\u2019hanno istituita e rinnovata non \u00e8 mai stato nascosto, i suoi membri hanno persino stilato un documento politico dell\u2019ottobre 2013 e pubblicato nell\u2019opuscolo \u201c<a href=\"https:\/\/www.migreurop.org\/IMG\/pdf\/maipiucie.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">Mai pi\u00f9 CIE<\/a>\u201d in cui la classica critica democratica alla detenzione amministrativa perch\u00e9 non abbastanza umana viene accompagnata da un intero capitolo di proposte, intitolato \u201cPer una diversa disciplina delle espulsioni\u201d, in cui si dice che \u201c<em>non \u00e8 sufficiente smantellare il sistema degli attuali CIE n\u00e9 la questione si pu\u00f2 ridurre ad un loro miglioramento<\/em>\u201c. Proprio per questo la Campagna propone tra le altre cose di \u201c<em>razionalizzare le tipologie espulsive<\/em>\u201c, \u201ci<em>ncentivare forme di rimpatrio\/rientro volontario<\/em>\u201c, prevedere \u201c<em>identificazione e allontanamento delle persone pericolose<\/em>\u201d studiando \u201c<em>modalit\u00e0 di identificazione e predisposizione dei documenti necessari all\u2019accompagnamento durante l\u2019esecuzione della pena (in carcere o nelle differenti forme di espiazione)<\/em>\u201c.<\/p>\n<p>La strada per un mondo senza Cpr non \u00e8 una strada di espiazione o di gironi infernali alternativi, non \u00e8 una campagna culturale che utilizza delegazioni di politici come strumento di conoscenza di ci\u00f2 che accade dentro, interviste giornalistiche come mezzo di diffusione, ma soprattutto non \u00e8 una strada che ha come obiettivo il riconoscimento da parte dell\u2019autorit\u00e0 della disumanit\u00e0 di certi luoghi. La strada per un mondo senza Cpr \u00e8 quella in grado di sostenere realmente il \u201cfuoco al Cpr\u201d.<\/p>\n<p>A Macerie su Macerie una compagna romana ci racconta come in contesti di lotta si insinuano e agiscono enti istituzionali come LasciateCIEntrare, <a href=\"https:\/\/radioblackout.org\/podcast\/macerie-su-macerie-10-febbraio-2020-cpr-e-questioni-dirimenti\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">ASCOLTA QUI<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Era il 1998 quando la detenzione amministrativa \u00e8 stata istituita in Italia con gli allora<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34308,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-33764","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33764","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=33764"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33764\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34319,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/33764\/revisions\/34319"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34308"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=33764"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=33764"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=33764"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}