{"id":34193,"date":"2019-12-29T10:46:55","date_gmt":"2019-12-29T09:46:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.macerie.org\/?p=33731"},"modified":"2020-03-12T13:24:13","modified_gmt":"2020-03-12T12:24:13","slug":"come-amazon-il-modello-logistico-su-chi-immigra-in-europa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2019\/12\/29\/come-amazon-il-modello-logistico-su-chi-immigra-in-europa\/","title":{"rendered":"Come Amazon: il modello logistico su chi immigra in Europa"},"content":{"rendered":"<p><em>Di seguito riportiamo un\u2019interessante descrizione e analisi di un compagno che nei tempi di repressione ha studiato gli apparati che si occupano di gestire i flussi migratori, dove tratta della gestione \u201clogistica\u201d che si sta cercando di imprimire agli uomini e alle donne che intraprendono il viaggio della fortuna verso l\u2019Europa. Sar\u00e0 uno dei due contributi di sua penna che pubblicheremo nei prossimi giorni, scritti nati dall\u2019esigenza di comprendere quali livelli burocratici e operativi si concretizzino in strutture come il Cpr e di come vengano da una governance internazionale che si avvale delle nuove tecnologie cos\u00ec come delle retoriche politiche, che siano queste palesemente repressive o con sfumature pi\u00f9 umanitarie.<\/em><!--more--><\/p>\n<p>Ogni giorno le frontiere esterne dell\u2019Unione Europea sono interessate da flussi e movimenti: i porti, gli aeroporti e i valichi terrestri sono i luoghi fisici del passaggio di merci e ogni anno di milioni e milioni di persone. Lo spazio Schengen, infatti, \u00e8 un forte polo d\u2019attrattiva per gli scambi e per il transito di numerose categorie di soggetti portatori ognuno di valori, investimenti e consumi differenti.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">I turisti, i manager, gli studenti, i trasportatori, i lavoratori a termine rappresentano un\u2019immagine dominante, quella del cuore di questo movimento e, nello stesso momento, una parte del carburante necessario al sostentamento del sistema economico nostrano. Per questo genere di persone le frontiere sono tutt\u2019altro che chiuse e l\u2019immagine della Fortezza Europa un problema assai remoto. Accompagnata a questa vi \u00e8 poi un\u2019altra immagine mendace, prodotta soprattutto dal discorso mediatico e politico, che vedrebbe nell\u2019Europa un territorio assaltato da orde di barconi. In realt\u00e0 la quasi totalit\u00e0 del flusso migratorio in ent<span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">rata, <\/span>composto da chi diventer\u00e0 presto irregolare, \u00e8 rappresentato da un attraversamento di persone provviste di un visto d\u2019ingresso. Un panorama, quindi, assai pi\u00f9 sereno, meno caotico e minaccioso per l\u2019attrativit\u00e0 bulimica di televisioni e social. In modo speculare ai profili sopracitati, emerge, principalmente come target di una sovraesposizione mediatica in termini allarmistici, la massa degli escludibili, di chi preme alle frontiere e attraversa il mediterraneo rischiando la propria vita, di chi per status, spendibilit\u00e0 sul mercato o presunta pericolosit\u00e0 sociale, vede costruirsi attorno a s\u00e9 l\u2019abito dell\u2019indesiderabile.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Di fronte a questo gruppo umano, prende consistenza il muro, la divisa, l\u2019ostacolo insomma.<\/p>\n<p>Approcciarsi alla questione migratoria, attraverso il netto e rigido schema interpretativo dell\u2019aperto\\chiuso, dal quale deriva la seducente, ma errata immagine della Fortezza, non aiuta a comprendere in pieno i meccanismi, le modalit\u00e0 e gli scopi attuali della frontiera europea. La <em>Forteresse, <\/em>insomma, non esiste in modo continuativo, pi\u00f9 precisamente si palesa e opera a seconda del profilo economico e sociale della persona che sta tentando di eludere o varcare il confine.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"left\">Un tentativo descrittivo adeguato dovrebbe piuttosto esprimersi in termini di selettivit\u00e0, filtraggio e, in fin dei conti, di <em>governance<\/em> dei flussi. Attraverso questo <em>frame<\/em> emergono alcune nuove rappresentazioni come quella dello <em>smart border<\/em> e all\u2019orizzonte, con un minimo di azzardo, la metafora della logistica. Questi concetti offrono un panorama molto diverso da ci\u00f2 che si \u00e8 spinti ad osservare, <span style=\"color: #000000;\">permettondo di cogliere <\/span>dinamiche e meccanismi di selezione e management, messa a valore e sfruttamento della massa migrante, categorizzazione e concentramento fisico che non sono di immediata percezione.<span style=\"color: #000000;\"> Si pu\u00f2 delineare cos\u00ec<\/span> una logica che lega tra loro i differenti luoghi del mondo migrante sparsi sul territorio europeo, siano essi gli snodi di transito del traffico, i centri d\u2019accoglienza, i campi di lavoro, i centri per la detenzione amministrativa dei migranti o semplicemente le strade delle grandi citt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"left\">\n<p><strong>Lo smart border<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-weight: normal;\">Le frontiere, <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">malgrado una sempre pi\u00f9 crescente invasivit\u00e0 di istituzioni e agenzie, presentano <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">alti <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">gradi di <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">porosit\u00e0, <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">l<\/span>\u2019intero sistema di controllo dei transiti non \u00e8 privo di criticit\u00e0 per gli addetti ai lavori. Vi sono, infatti, alcuni gravi difetti che minano alla base l\u2019infallibilit\u00e0 del controllo e l\u2019impermeabilit\u00e0 del confine stesso al flusso irregolare.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Le criticit\u00e0 fondamentali non si concentrano, come si vorrebbe credere, sui \u201cviaggi della speranza\u201d e sulla tragica situazione del Mediterraneo. Il fulcro della questione concerne, invece, gli snodi del traffico internazionale.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Il passaggio delle frontiere esterne attraverso procedure legali, in particolare permessi turistici di 90 giorni, \u00e8 uno dei modi principali di entrata all\u2019interno dello spazio Schengen da parte dei futuri irregolari. In rapporto a ci\u00f2, e quindi alla nodosa problematica dei cosiddetti <em>overstayer<\/em>, cio\u00e8 dei migranti che permangono sul territorio irregolarmente allo scadere del loro visto, si \u00e8 iniziata a sviluppare una metodologia di gestione particolare. Tale prassi \u00e8 rivelatrice di un approccio che tende ad estendersi a tutta la questione migratoria, una cornice concettuale e operativa capace di intrecciare ragioni economiche e necessit\u00e0 repressive: <span style=\"color: #000000;\">da un lato <\/span>permettere il passaggio di merci e persone, <span style=\"color: #000000;\">dall\u2019altro<\/span> tenere a bada o controllare i flussi irregolari. Il concetto di \u201cSmart\u201d, termine ormai di uso comune in vari settori del sociale, \u00e8 venuto immediatamente in aiuto ai tecnici dell\u2019Unione Europea. Esso indica l\u2019intelligenza dei sistemi complessi nella selezione dei dati, la loro possibile autonomia decisionale, la loro articolazione e l\u2019integrazione con l\u2019ambiente umano. Nel caso delle frontiere, tale concetto assume una sua declinazione precisa, nata intorno alle problematiche dei valichi terrestri, ma forse, come gi\u00e0 detto, generalizzabile a tutto l\u2019approccio attuale di gestione del flusso migratorio.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">L\u2019idea dello \u201cSmart Border\u201d ha visto la luce nel 2008 all\u2019interno di alcuni settori dell\u2019Ue. Nel febbraio 2013 la Commissione europea present\u00f2 il primo gruppo di misure legislative volte a modificare la gestione delle frontiere esterne allo spazio Schengen. Successivamente sono stati apportati alcuni cambiamenti al testo iniziale, ma le varie discussioni tecniche, le analisi d\u2019impatto e persino un progetto pilota hanno espresso, in ogni caso, parere positivo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Il regolamento prodotto, chiamato anche \u201cSmart Border Package\u201d, trover\u00e0 attuazione entro e non oltre il 2020. Il programma si compone di due pilastri fondamentali, ovvero due sistemi di registrazione e controllo complementari tra loro: l\u2019RTP e l\u2019EES. Entrambi saranno gestiti e supervisionati da un\u2019agenzia dell\u2019Ue chiamata Ue-LISA che si occupa della gestione dei tre principali <span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">sistemi I<\/span>T su larga scala che trattano le richieste di visti, di asilo e lo scambio di informazioni nell\u2019Unione, pi\u00f9 precisamente: il sistema di informazione sui visti (VIS), il sistema di informazione Schengen (SISII) e Eurodac.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net\/v\/t1.0-9\/s960x960\/81450813_1483533925129734_5308426539581308928_o.jpg?_nc_cat=101&amp;_nc_ohc=sgFE9iURAUkAQkMIkt9go06pJ2NgsADdV3k_hTBcjeGRZev8KfHW2aJhg&amp;_nc_ht=scontent-mxp1-1.xx&amp;oh=c293b5b9f1671ffaf075b211e75a2762&amp;oe=5E660AAA\" \/><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0<!--more--><\/p>\n<p>L\u2019idea sottostante il concetto di \u201cSmart Border\u201d \u00e8 quella di confine selettivo e intelligente, in quanto, <span style=\"color: #000000;\">attraverso la<\/span> trattazione dei dati, opera una cernita rapida delle categorie di soggetti economicamente rilevanti a cui spetta il diritto di muoversi velocemente attraverso un corridoio preferenziale e al contempo amplifica la raccolta di informazioni e di controllo sui possibili irregolari. Gli elementi che strutturano lo \u201cSmart Border\u201d sono elementi fluidi di apertura e di chiusura, di sviluppo delle transazioni e rapidit\u00e0 degli scambi da un lato e amplificazione securitaria dall\u2019altro; in due parole una \u201cselettivit\u00e0 interessata\u201d che tenta di coniugare profitto e sicurezza. La chiusura di molti confini interni in Europa, allo scopo di bloccare il passaggio di centinaia di profughi provenienti dalle zone di guerra e non solo, \u00e8 stata vista da pochi come un\u2019aberrazione dal punto di vista etico e dai pi\u00f9 come una scelta antieconomica. Un gesto, quello di riprendere i controlli doganali interni e di erigere muri e reticolati, che apporterebbe gravi danni al capitalismo nostrano ed estero e si spiegherebbe solo in una pura provocazione politica di alcuni stati. Quanto detto \u00e8 senza dubbio vero e l\u2019atteggiamento di alcuni governi contrasta nettamente con i diktat del mercato.<span style=\"color: #000000;\"> Infatti, anche un solo secondo d\u2019attesa al confine \u00e8 monetizzabile,<\/span> la merce e gli individui assumono valore nella loro rapidit\u00e0 di movimento; l\u2019attesa ai varchi \u00e8 cos\u00ec sempre e solo una perdita. <span style=\"color: #000000;\">Infatti, anche un solo secondo d\u2019attesa al confine \u00e8 monetizzabile.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Ma siamo proprio sicuri che i muri e le reti non possano coniugarsi bene con il profitto?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">La risposta a tale quesito si trova, probabilmente, proprio nel concetto di \u201cfrontiera intelligente\u201d che nella selettivit\u00e0 dei flussi, passino essi da porti, aeroporti o valichi terrestri, e nel loro controllo tecnologico, trova la sua ragion d\u2019essere. I nuovi sistemi citati, l\u2019RTP e l\u2019EES, vanno indubbiamente in tale direzione. La prospettiva \u00e8 quella di un \u201cmuro intelligente\u201d che si apra solo davanti a qualcuno, gestendo a seconda dei momenti e delle necessit\u00e0 economiche, l\u2019entrata e l\u2019uscita di chi bussa alle frontiere ed evitando, idealmente senza intoppi, il rallentamento delle merci.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Questo scenario non si \u00e8 ancora svelato del tutto, ma alcune sue forme iniziano a configurarsi.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0<strong>I migranti in fuga<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Selettivit\u00e0 dunque, capacit\u00e0 di filtraggio. Questo \u00e8 uno dei cardini su cui si sviluppa l\u2019approccio nei confronti dei flussi migratori, una base metodologica adatta agli scopi della frontiera odierna. L\u2019Europa, a supporto della produzione e del sistema pensionistico, necessita di migranti, ma evidentemente deve mettere in moto alcuni meccanismi che permettano di sviluppare un controllo sugli stessi; invero non pu\u00f2 esimersi dal tentativo di razionalizzare il flusso e operare distinzioni che mirino ad una gestione pi\u00f9 sicura dell\u2019intera massa migrante. Deve strutturarsi, cio\u00e8, un <em>management<\/em> capace di compiere diverse azioni. Selezionare e arginare, come evidenziato, sono i presupposti, ma \u00e8 anche necessario far convogliare il capitale umano a disposizione in determinati navigl<span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">i <\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">allo<\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> scopo \u00e8 un tentativo di messa a valore, in differenti modi, del flusso stesso.<\/span> A ragion di ci\u00f2 \u00e8 necessario approdare a considerazioni di pi\u00f9 ampio respiro, spostandosi idealmente su un piano pi\u00f9 esteso, allontanandosi dai valichi e assumendo, cio\u00e8, una prospettiva \u201csatellitare\u201d, un\u2019immedesimazione dello sguardo solo per necessit\u00e0 esplicative. S<span style=\"color: #000000;\">i chercher\u00e0 <\/span>per questo di \u201cfotografare\u201d il flusso dall\u2019alto, di tracciare idealmente un organigramma che permetta di <span style=\"color: #000000;\">orientarsi<\/span> in un insieme complesso.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Il percorso di molti migranti, specie della massa pi\u00f9 povera, \u00e8 duro e travagliato. Il passaggio per il deserto e attraverso il mare, per zone instabili e tormentate \u00e8 per mesi il paesaggio che si prospetta davanti agli occhi di uomini e donne in cerca di un\u2019altra vita.Come \u00e8 oramai ovvio, intorno a questo percorso, sin dalle sue prime fasi, si \u00e8 sviluppato un ingente gestione da parte di differenti attori che sovraintendono, con scopi differenti, le varie tappe di questa rotta. I trafficanti sono solo uno dei tanti elementi di una congerie eterogenea che mette mano alla questione.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Chi sono gli amministratori istituzionali che operano sulla rotta dei migranti?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Il sistema di controllo interno ed esterno delle frontiere europee coinvolge di fatto molteplici attori eterogenei: agenzie, terzo settore, militari e polizie di stati UE e stati terzi. Questi soggetti sistematizzano relazioni di cooperazione reciproca, fissando per ognuno ruoli e funzioni particolari. Gli accordi bilaterali e multilaterali tra Paese e Paese o tra i diversi attori e istituzioni rappresentano lo scheletro di questo apparato.<span class=\"st\"> \u00c8<\/span> un processo, come definito dai suoi teorici e propugnatori, che mira quindi alla \u201cintegrazione\u201d, alla multilateralit\u00e0, al coinvolgimento di diversi settori governativi e non, su un livello nazionale, sovranazionale ed extracomunitario. Ci\u00f2 che questa pluralit\u00e0 d\u2019intervento crea \u00e8, come detto, un management integrato che giustifica, d\u2019altronde, la penetrazione militare degli Stati occidentali in altri continenti. Parallelamente, nel tentativo di esternalizzare una parte della gestione del flusso, come presupposto di tale sistema, prende forma l\u2019inquietante rete dei campi di concentramento nelle zone extraeuropee, teatro di torture e violenze, sequestri e schiavismo. Rete detentiva che coinvolge nell\u2019organizzazione trafficanti riciclati e Ong occidentali appositamente cooptate. Ed \u00e8 proprio qui che inizia a posarsi idealmente il nostro sguardo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Le carceri per migranti della Libia o del Sudan, gli enormi campi profughi del Nord Africa e del Medio Oriente sono i primi luoghi fisici, le prime strutture indicative di una messa a sistema pi\u00f9 ampia. Un complesso che, man mano che si espande, conduce fino alle porte dell\u2019Europa.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0<strong>L\u2019impatto con l\u2019Europa <\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Quando i migranti in fuga entrano in contatto con il contesto europeo, molti concetti sopracitati diventano ulteriormente concreti e palpabili. Il metodo dello \u201cSmart Border\u201d, in uso come visto nei confronti del flusso dei valichi, si sposta idealmente altrove e si proietta, inesorabilmente, sulla massa di chi viene intercettato e recuperato nelle acque del Mediterraneo o preme con forza alla frontiera greca o spagnola. Un ingente apparato, composto a vario titolo da istituzioni e associazioni, nasce e si sviluppa allo scopo di circoscrivere e, in fin dei conti, dominare questo insieme di uomini e donne.<span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> Le diverse istituzioni che entrano in contatto con il migrante sin dal momento dello sbarco, nella pratica utilizzata, <\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">nelle interviste, nelle dichiarazioni richieste, nei fogli consegnati e fatti firmare, nelle analisi effettuate perseguono uno scopo ben preciso. Il fine \u00e8 l\u2019identificazione e la categorizzazione delle singole persone per il raggiungimento di un controllo pi\u00f9 efficace sulla vita delle stesse. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Il risultato \u00e8 una <\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">prod<\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">uzione di <\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">etichette e comparti, <\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">lo <\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">svilupp<\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">o<\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">, dal nulla o quasi, <\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">di<\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> categorie, percorsi e profili attraverso una prassi di vero e proprio contrassegno e marchiatura.<\/span> Le forze di polizia operanti nei porti o nelle questure, le agenzie UE come Frontex o Easo, una volta <span style=\"color: #000000;\">reperite<\/span> le informazioni individuali di ogni singola persona sbarcata, iniziano un\u2019attivit\u00e0 di ricerca e di confronto dei dati, di risk analysis e profiling sulla base di indicatori dei pi\u00f9 disparati: il racconto personale, il paese d\u2019origine, l\u2019et\u00e0, i rapporti familiari, i precedenti penali e di polizia, lo scopo della migrazione, la volont\u00e0 o meno di lavorare. Attraverso queste coordinate, con decisioni che in pi\u00f9 occasioni hanno rasentato la pura arbitrariet\u00e0, e attraverso l\u2019utilizzo di trabocchetti, vengono costruite le categorie a cui ogni migrante dovr\u00e0 far riferimento e da cui difficilmente riuscir\u00e0 a staccarsi. La condensazione di tali operazioni ha prodotto, nella sua forma pi\u00f9 istituzionale, i nuovi <em>Hotspot <\/em>in Italia e Grecia, strutture che svolgono anche funzioni detentive e che non hanno precedenti nella storia giuridica europea. Gli Hotspot sono i luoghi della cernita e dell\u2019etichettamento, i siti dello smistamento delle categorie prodotte, le fucine delle nuove identit\u00e0 del migrante: richiedente asilo o migrante economico. La categoria del richiedente asilo, con le sue varie accezioni (ricollocabile, vittima di tratta, MSNA \u2026), \u00e8 il contraltare di quella del migrante economico, concetto privo di ogni tipo di giuridicit\u00e0, inutile alla produzione e facilmente scartabile, espellibile.Gli Hotspot, similmente ad un centro Amazon, confezionano i migranti impacchettandoli e dotandoli dell\u2019adeguata etichetta, pronti per il proseguo del proprio iter. Da queste strutture, una volta conclusa la prassi utilizzata e compresa la destinazione della persona, si apre una doppia strada che porter\u00e0 verso due differenti mondi: il Cpr o l\u2019espulsione per il migrante economico e l\u2019arcipelago della Seconda accoglienza per il passibile di richiesta d\u2019asilo.<\/p>\n<p>La selezione e la differenziazione sono, dunque, servite.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0<strong>La logistica<\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"><span style=\"font-weight: normal;\">Precedentemente, <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">in riferimento agli Hotspot, si alludeva ad un sistema di smistamento-pacchi <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">caratteristico<\/span><span style=\"font-weight: normal;\"> di un centro Amazon. <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">Il rimando alla metodologia logistica, <\/span><span style=\"font-weight: normal;\">pur se a forti tinte retoriche,<\/span><span style=\"font-weight: normal;\"> non \u00e8 forse solo una fascinosa metafora priva di fondamento.<\/span><\/span><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"> Un sistema di logistica \u00e8 considerabile come un modello organizzativo, un processo applicabile, su scala globale e locale, alla gestione delle merci in movimento. Nella definizione dell\u2019Associazione italiana di logistica (AILOG) esso prevede la pianificazione, l\u2019organizzazione e la gestione del flusso e dello stoccaggio delle merci, siano esse prodotti finiti, semilavorati o materie prime. La merce appena prodotta o estratta, nel momento in cui viene trasferita, accede ad un sistema di trasporto, d\u2019infrastrutture e di strutture che caratterizzano lo scheletro del sistema stesso.<\/span><span style=\"font-family: Liberation Serif, serif;\"> Le similitudini che accomunano questo modello a quello del <em>management<\/em> del flusso migrante si spingono oltre l\u2019ambito puramente descrittivo e risultano utili a chiarire concetti e funzioni che l\u2019intero sistema migratorio europeo sviluppa.<\/span> L\u2019utilizzo di termini quali Hub, Hotspot, lo stesso concetto di esternalizzazione (<em>outsourcing<\/em>) o la pretesa di costruire i nuovi Cpr negli snodi periferici urbani, tradiscono di fatto gli intenti gestionali della controparte, andando a pescare le parole appropriate direttamente nel vocabolario aziendale ed economico. <span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Non \u00e8 certamente per\u00f2 il lessico utilizzato a esaurire una possibile pretesa descrittiva.<\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0<span style=\"background: transparent none repeat scroll 0% 0%;\">R<\/span><span style=\"background: transparent none repeat scroll 0% 0%;\">is<\/span>ulta evidente, <span style=\"color: #000000;\">p<\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"background: transparent none repeat scroll 0% 0%;\">assando ai raggi-x la logistica<\/span><\/span><span style=\"background: transparent none repeat scroll 0% 0%;\">, <\/span>che la forma che assume \u00e8 quella di una rete.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Il <em>N<\/em><em>etwork<\/em> <span style=\"color: #000000;\">che si crea<\/span> \u00e8 composto da differenti nodi, diversi gangli che cambiano, certamente, a seconda del tipo di merce trattata, ma che hanno in comune, comunque, una serie di raccordi speciali o snodi, quali ad esempio gli inter <span style=\"color: #000000;\">che si crea <\/span>porti, le strutture di stoccaggio e di smistamento, luoghi fondamentali nella gestione di un movimento di elementi. Il disegno del \u201c<em>Network<\/em>\u201d \u00e8 ci\u00f2 che vincola il passaggio e, nel caso dei migranti, prende le forme di un vero e proprio arcipelago di strutture, punti d\u2019approdo e smistamento. Si <span style=\"color: #000000;\">deline<\/span><span style=\"color: #000000;\">a<\/span> cos\u00ec un circuito che nasce con le strutture dell\u2019Africa settentrionale e inerpicandosi nel Mediterraneo, prosegue negli Hotspot del sud Europa proiettandosi inesorabilmente nei Centri d\u2019accoglienza e in quelli detentivi di tutti gli Stati europei. In Italia questa <span style=\"color: #000000;\">rete<\/span> procede nell\u2019entroterra attraverso la cosiddetta Prima e Seconda accoglienza, dando forma all\u2019ambiguo mondo dei Cas e dei Cda\\ Cpsa, degli ex-Sprar (ora chiamati Siproimi) e dei pachidermici Cara. Un\u2019ulteriore sviluppo del <em>Network<\/em> \u00e8 ravvisabile attraverso i cosiddetti centri della \u201cTerza accoglienza\u201d, quelle strutture adibite al contenimento della massa di lavoratori stranieri operanti soprattutto nel settore agroalimentare.<\/p>\n<p><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">La selettivit\u00e0, metodo che trova negli Hotspot e nei valichi i suoi luoghi privilegiati, non \u00e8 atto privo di conseguenze, bens\u00ec rappresenta un\u2019azione che carica di semanticit\u00e0 e contenuto l\u2019oggetto cernito. Selezionare, infatti, significa certamente distinguere, raffinare da un una massa grossolana, ma anche, principalmente, \u201cdare un nome\u201d ai prodotti del <em>triage<\/em> secondo dei presupposti e un\u2019ideologia che sono propri ed esclusivi del selezionatore.<\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> In questo caso chi seleziona \u00e8 un\u2019istituzione, un\u2019agenzia europea e le ragioni che fondano tale azione vanno ricercate nel tentativo di estrarre un qualche profitto dal discernimento, cercare, cio\u00e8, un utile che sia vantaggioso per l\u2019esistenza dell\u2019apparato stesso nel suo complesso e parallelamente, a protezione di quest\u2019ultimo, arginare possibili rischi e problematiche. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\"><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">Nel caso dei migranti le etichette prodotte, oltre ad avere un chiaro peso esistenziale sul futuro degli individui, caratterizzeranno anche la loro spendibilit\u00e0 sul mercato, ponendo loro limiti e condizionamenti, costruendo intorno alla persona un\u2019identit\u00e0 non solo burocratica, ma anche specificatamente economica.<\/span><span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> \u00c8 per questo che, restando nel quadro nella nostra metafora, \u00e8 necessario parlare di valorizzazione, epicentro concettuale della gestione del flusso migratorio. <\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0<strong>La messa a valore <\/strong><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Nella rete della logistica quando la merce si mette in movimento, a seconda delle sue qualit\u00e0, delle sue caratteristiche, della sua velocit\u00e0 e del suo ulteriore trattamento, a seconda dei luoghi, delle strutture, degli internodi a cui accede, produce un valore; un valore duplice. Da un lato mette banalmente in moto tutta un\u2019economia che \u00e8 l\u2019economia della logistica tout court. Dall\u2019altro cambia il proprio valore, accumula qualit\u00e0 intrinseca e sviluppa un\u2019ulteriore spendibilit\u00e0 sul mercato. Nella gestione del flusso migratorio accade qualcosa di molto simile e le ripercussioni sul mondo del lavoro non possono essere poste in secondo piano, alla luce dei modelli di nuovo Welfare nati in paesi come Inghilterra e Germania e estendibili anche all\u2019Italia. La penetrazione del migrante-merce attraverso i diversi snodi di gestione del flusso produce come visto diversi profili, diverse categorie, la cui \u201clavorazione\u201d porter\u00e0, in modi diversi, ad una produzione di valore. Ogni categoria costruita sulla persona migrante porta con s\u00e9 un processo di valorizzazione, sia essa da intendersi come valorizzazione dell\u2019inclusione o dell\u2019esclusione.<span style=\"color: #000000;\"> <span style=\"font-weight: normal;\">L<\/span><\/span><span style=\"color: #000000;\"><span style=\"font-weight: normal;\">e strutture citate poc\u2019anzi<\/span><\/span> entrano in scena, questa volta, come luoghi economicamente rilevanti. Non solo; infatti il processo di messa a valore riguarda inevitabilmente tutta la popolazione migrante, sia essa regolare o irregolare, proprio perch\u00e9 \u00e8 sul possesso di un documento e sulle caratteristiche di quest\u2019ultimo che ruota l\u2019intera faccenda. Richiedente asilo, diniegato, ricollocato, irregolare con foglio di via, minore non accompagnato, persona dotata di un permesso di soggiorno di due, tre, cinque anni sono solo alcuni dei possibili profili a cui corrisponde una differente messa a valore e una diversa spendibilit\u00e0 sul mercato.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Per questo motivo i piani su cui \u00e8 necessario ragionare sono molteplici, proviamo solo a considerarne alcuni.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<ul>\n<li>\u00a0<u>La rete produce profitto<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Il giro d\u2019affari che il contenimento dei migranti mette in moto \u00e8 stato negli anni uno degli elementi pi\u00f9 visibili e pi\u00f9 discussi nel contesto italiano. Le critiche, lungi dall\u2019essere collegate ad una qualche reale eticit\u00e0, si sono concentrate su aspetti banali della questione, esplodendo successivamente con lo scandalo della famosa inchiesta \u201cMafia capitale\u201d. Sia essa completamente legale e limpida oppure viziata da infiltrazioni e malaffare, la gestione dei migranti \u00e8 attualmente uno degli affari pi\u00f9 fiorenti a disposizione. Associazioni, cooperative bianche e rosse, multinazionali come Gepsa si sono lanciate da tempo in questo mercato,accumulando ingenti capitali e riuscendo difficilmente a nascondersi dietro velleit\u00e0 umanitarie. I 35 euro al giorno forniti dallo Stato per ogni migrante, sia esso un recluso dei Cpr o un \u201cabitante\u201d della Seconda accoglienza, rappresentano l\u2019essenza di questa gestione.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\"><span style=\"color: #000000;\">L<\/span><span style=\"color: #000000;\">o sviluppo<\/span> di affari non si ferma all\u2019azione di contenimento di persone e, come avviene per tutte le strutture concentrazionarie, <span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\">produce una serie di affari collaterali,<\/span><span style=\"background: transparent none repeat scroll 0% 0%;\"> l<\/span>egati alla manutenzione e alle forniture di cui questi luoghi necessitano; <span style=\"color: #000000;\">diverse e numerose<\/span> aziende raccolgono a larghe mani i proventi di questa macchina. La rete logistica delle strutture, insomma, crea valore e profitto in quanto tale, sviluppando un economia che coinvolge a vario titolo attori grandi e piccoli, locali e stranieri, costruendo un business senza precedenti.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<ul>\n<li>\u00a0<u>Intorno ai Centri<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Un rapido passaggio nelle zone limitrofe dei grandi Cara italiani offre un\u2019immagine assai esplicativa del ruolo che queste strutture hanno assunto per l\u2019economia locale. Come \u00e8 evidente, moltissimi Centri sono stati posizionati lontano dagli occhi indiscreti della popolazione urbana e trovano proprio nelle campagne il loro sito di riferimento. L\u2019ora d\u2019apertura mattutina del Centro di Mineo, di quello di Bari o di Brindisi, giusto per fare qualche esempio, \u00e8 il momento del loro parziale svuotamento, il tempo del riversarsi nei campi, a seconda delle stagioni, di una parte della manodopera necessaria al settore agroalimentare locale. Da questo punto di vista i Centri, non solo i grandi campi sovrappopolati, ma anche i piccoli luoghi della Seconda accoglienza, rappresentano, in tutto e per tutto, un vero e proprio bacino di manodopera a basso costo, molto spesso si tratta di lavoro in nero per i produttori locali.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<ul>\n<li>\u00a0<u>I tirocini e le borse lavoro<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Il 30 giugno del 2016 l\u2019ex Ministro Alfano e il presidente di Confindustria Boccia hanno firmato un protocollo d\u2019intesse senza precedenti. Esso prevede che Confindustria, per mezzo delle sue aziende associate, s\u2019impegner\u00e0 a offrire ai richiedenti asilo e titolari di protezione dei centri Sprar\\Siproimi un\u2019opportunit\u00e0 lavorativa attraverso la promozione di tirocini formativi e borse lavoro. In Italia i tirocini formativi non sono una novit\u00e0, ma anzi, introdotti nel 1997, hanno coinvolto migliaia di persone, in particolare i giovani, in un baratro di flessibilit\u00e0 e assenze di tutela. Solo da pochi anni, invece, hanno iniziato a farsi largo anche nell\u2019ambito della Seconda accoglienza. La maggior parte dei tirocini attivati nei centri Sprar, in questi ultimi anni, hanno riguardato tre settori particolari dell\u2019economia: il turismo-ristorazione, l\u2019agricoltura-pesca e l\u2019artigianato, nonch\u00e9 con percentuali pi\u00f9 basse commercio, edilizia e industria. Poich\u00e9 i richiedenti asilo vengono considerati \u201cpersone svantaggiate\u201d, la durata dell\u2019esperienza lavorativa va da un minimo di 3 mesi ad un massimo di 12, momento in cui dovrebbe subentrare obbligatoriamente un dispositivo contrattuale o cessare la mansione. Il pagamento della prestazione, mai associabile ad una retribuzione, viene chiamato indennizzo e viene garantito per 3\\4 dalla Regione e per 1\\4 dall\u2019azienda, in totale assenza di contributi e coperture, salvo l\u2019Inail e l\u2019RC.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<ul>\n<li><u>Il lavoro gratuito<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Nel dicembre 2014, il Dipartimento Libert\u00e0 Civili e Immigrazione emise una circolare molto significativa. Il documento \u00e8 un invito a Prefetture ed Enti locali a \u201cfavorire lo svolgimento di attivit\u00e0 volontarie di pubblica utilit\u00e0 da parte degli immigrati in attesa della protezione internazionale\u201d, il cosiddetto lavoro gratis. Gli ospiti della Seconda accoglienza si impegnano volontariamente nei lavori pi\u00f9 disparati, dalla manutenzione cittadina alla pulizia delle spiagge, dalla cura di strade e spazi verdi alla partecipazione ai grandi eventi, dai turni sulle ambulanze alle mansioni di assistenza, il tutto ovviamente a titolo completamente gratuito. Lo scopo dichiarato \u00e8 quello di rendere utile una popolazione altrimenti inattiva e favorire cos\u00ec lungimiranti percorsi integrativi. Nel corso degli ultimi anni, molteplici progetti di questo tipo sono stati messi in campo in numerosissime citt\u00e0 e paesi sparsi per lo stivale. Dalle grandi metropoli ai pi\u00f9 microscopici borghi italiani, un esercito di profughi e richiedenti protezione si sono messi a lavorare volontariamente. \u00c8 evidente quanto questa proclamata volontariet\u00e0 assuma un volto paradossale poich\u00e9 inserita in quel contesto di dipendenza psicologica, fisica e burocratica che caratterizza l\u2019essenza di tutto il mondo della Seconda accoglienza. Detto ci\u00f2, il fenomeno, bench\u00e9 molto diffuso, non \u00e8 ancora di facile quantificazione.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<ul>\n<li><u>Modelli sperimentali di controllo e sfruttamento<\/u><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Questi fatti sociali sono espressione del metodo logistico di organizzazione del flusso e rappresentano il prodotto finito di tutta una lavorazione che nelle strutture di contenimento, i Centri, trova una sorta di atelier di riferimento. Davanti a ci\u00f2 \u00e8 necessaria, evidentemente, una piccola riflessione attraverso una comprensione reale della portata di alcuni aspetti del fenomeno.<\/p>\n<p>Il sistema di sfruttamento lavorativo messo in piedi dai progetti istituzionali e associativi, che sia esso il sistema dei tirocini o del lavoro gratis, bench\u00e9 manchino alcuni dati riferiti al mondo Sprar o in generale sulla Seconda accoglienza, per il<span style=\"background: #ffffff none repeat scroll 0% 0%;\"> momento, riguarda una porzione molto esigua di individui<\/span>. \u00c8 difficile pensare perci\u00f2 che il fenomeno abbia un qualche peso rilevante nella gestione della popolazione totale di rifugiati e richiedenti e, ancor meno, rispetto alla massa migrante che ha attraversato frontiere marittime e terrestri. Pensare ad una macchinazione tattica su larga scala da parte dei Governi europei a salvaguardia dell\u2019equilibrio demografico e della produttivit\u00e0 sembra quanto meno esagerato. Tenendo alla larga le teorie complottiste di alcune fazioni politiche, \u00e8 necessario, per\u00f2, comprendere la natura di tali strumenti e cercare di scorgere in essi delle formule, degli esempi applicativi, dei modelli. La popolazione dei richiedenti asilo ha delle caratteristiche peculiari e specifiche rispetto alla popolazione pi\u00f9 ampia degli stranieri presenti sul territorio, Essi si trovano in un limbo caratterizzato dall\u2019estenuante attesa della risposta delle Commissioni, da una quotidianit\u00e0 di subordinazione totalizzante alle attivit\u00e0 dei gestori dei Centri e da una dipendenza burocratica dalle carte del Ministero che ha come effetto una soggezione psicologica all\u2019universo concentrazionario che \u201caccoglie\u201d.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">L\u2019elemento che pi\u00f9 di tutti, per\u00f2, caratterizza questa massa d\u2019individui \u00e8 la temporaneit\u00e0. Ogni anno in Europa un numero enorme di richiedenti asilo, dopo anni di attesa, riceve una risposta di diniego alla propria domanda di protezione.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Nel corso del tempo migliaia di persone si sono ritrovate a fare i conti con la propria disillusione e, in seguito, con una nuova posizione d\u2019irregolarit\u00e0 sul territorio. Anche se i dati sono differenti da paese a paese, cos\u00ec come anche i numeri dei richiedenti presenti, non \u00e8 azzardato parlare dei luoghi della Seconda accoglienza come una fabbrica d\u2019irregolarit\u00e0. Tale concetto, gi\u00e0 utilizzato per i Cpr e per gli Hotspot, sembra essere l\u2019essenza della gestione degli immigrati in Europa, qualsiasi categoria venga loro cucita addosso.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Che rilevanza ha l\u2019applicazione dei modelli lavorativi sopracitati su questo gruppo-campione con tali caratteristiche?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0La novit\u00e0 nel contesto europeo, non risiede tanto nei tipi di modelli d\u2019ottimizzazione strutturati, ma nella loro applicazione su un gruppo sociale per certi versi nuovo e sperimentabile. Un vero e proprio laboratorio, quello dei richiedenti asilo, che presenta caratteri ottimali, quali la temporaneit\u00e0 e la ricattabilit\u00e0, su cui \u00e8 pi\u00f9 efficace e efficiente l\u2019applicazione di modelli di valorizzazione e sfruttamento. In Italia \u00e8 il caso del sistema dei tirocini e delle borse lavoro; un sistema trainante la retorica integrativa dei centri ex-Sprar e che trova a disposizione centinaia di persone malleabili, fragili a livello sindacale e perfette per le mansioni \u201cusa e getta\u201d proposte. Una possibile futura obbligatoriet\u00e0 di tali percorsi, come accade in altri contesti e come viene attualmente paventato, non pu\u00f2 non destare delle necessarie riflessioni.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; font-style: normal; font-weight: normal; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p>Con altre modalit\u00e0, ma orientato verso una stessa direzione, il fenomeno della \u201cmansione volontaria\u201d risulta essere ancora pi\u00f9 significativo. Il gruppo dei richiedenti assume, in tal caso, il ruolo di vero e proprio banco di prova su cui applicare determinate misure, introducendole per poi estenderle a tutta la cosiddetta popolazione inattiva. Il concetto secondo cui gli inattivi debbano produrre profitto a costo zero ha gi\u00e0 trovato modo di essere sperimentato in altri contesti europei, dove da decenni il lavoro gratuito, definito non a caso \u201c<em>slave labor<\/em>\u201d, partendo dalla popolazione dipendente appigliata allo Stato sociale, si \u00e8 esteso ulteriormente ai richiedenti asilo. La Gran Bretagna storicamente ha fatto da apripista in Europa. L\u2019Italia, a modo suo, comincia a muovere i primi passi in questa direzione; partendo cio\u00e8 dai richiedenti, ma estendono il dispositivo ad una parte pi\u00f9 ampia della popolazione. Non a caso nel febbraio del 2015 Ministero del lavoro, Anci e Forum del Terzo settore firmavano un protocollo d\u2019intesa dedicato ai cassaintegrati e ai lavoratori in mobilit\u00e0 con l\u2019obbiettivo di creare \u201cuno scambio tra il sostegno in forma di ammortizzatore sociale e un servizio utile alla collettivit\u00e0, con il fine di coinvolgere i lavoratori in difficolt\u00e0 in attivit\u00e0 di volontariato\u201d.<\/p>\n<p>La normalizzazione e l\u2019estensione di tali dispositivi, prima sperimentati su un gruppo ristretto, insomma, si avvicina sempre di pi\u00f9.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n<p><strong>Oltre i valichi, oltre i campi<\/strong><\/p>\n<p>Smart Border, selettivit\u00e0, metodo logistico, contenimento, messa a valore; questi sono i concetti che hanno attraversato questo capitolo e che, tra gli altri, stanno caratterizzando l\u2019organizzazione della frontiera e l\u2019intera gestione della massa migrante in Italia.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario a livello europeo un metodo; un insieme di prassi e di tecniche utili a razionalizzare il movimento dei migranti, riguardi esso i valichi di frontiera o una massa disordinata in fuga attraverso il Mediterraneo. Lo scopo da raggiungere non riguarda prettamente pratiche di respingimento o di chiusura, ma piuttosto l\u2019applicazione di un approccio gestionale che le contenga, garantendo per\u00f2 il proseguo dei movimenti: n\u00e9 aprire e n\u00e9 chiudere le frontiere, insomma, ma governarle. Trovandosi di fronte ad un flusso le tecniche a disposizione per il suo management sono saltate fuori direttamente dalla scienza economica, aziendale e militare: la logistica, come base metodologica, e la \u201cfrontiera intelligente\u201d, suo intimo presupposto, sono i fondamenti di tale sistema organizzato. Le vere funzioni dei muri vanno ben al di l\u00e0 del loro banale effetto contenitivo. Com\u2019\u00e8 evidente il risultato di tali operazioni non si esaurisce certo nella strutturazione di un <em><span style=\"font-weight: normal;\">N<\/span><\/em><em><span style=\"font-weight: normal;\">etwork<\/span><\/em>, nel dare cio\u00e8 una forma e una direzione al flusso; ci\u00f2 che viene a crearsi \u00e8 anzitutto un effetto dirompente sull\u2019intera vita della persona migrante, un processo che ha conseguenze evidenti su diversi settori del sociale e sul mondo del lavoro.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">I richiedenti asilo, nello specifico, presentano una situazione emblematica. Accolti in strutture differenti e cucito loro addosso un particolare profilo, essendo essi, come visto, portatori di una condizione di precariet\u00e0 esistenziale che permette una loro amministrazione pi\u00f9 agevole, vengono concentrati, controllati e gestiti in Centri grandi e piccoli. Essi diventano nella pratica un laboratorio sperimentale su cui provare e riprovare in vitro modelli di controllo, governo e sfruttamento.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">La logistica del flusso migratorio si spinge oltre e ci\u00f2 che produce, come visto, si proietta al di l\u00e0 dell\u2019arcipelago concentrazionario. L\u2019intero sistema di gestione del flusso in Italia \u00e8 definibile, infatti, come una fabbrica d\u2019irregolarit\u00e0; un\u2019enorme fetta delle persone che transitano dal sistema detentivo per migranti, i Cpr e gli Hotspot, cos\u00ec come dalla Seconda accoglienza, ne fuoriescono con un foglio di via obbligatorio o come diniegati; vengono invitati di fatto a lasciare entro qualche giorno il territorio europeo, cosa evidentemente impossibile.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Dove vanno a finire tutte queste persone?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Molti di loro, i meno fortunati, periodicamente rientreranno nei Cpr poich\u00e9 irregolari, in un ciclo che non avr\u00e0 mai termine fino a quando non avverr\u00e0 una vera e propria deportazione, gli altri vivranno costantemente nascosti cercando in ogni modo di non apparire e finire nelle mani delle forze dell\u2019ordine. Negli irregolari e nei diniegati si compie la massima espressione della precariet\u00e0 esistenziale e per questo una perfetta sfruttabilit\u00e0 sul mercato del lavoro in nero, come \u00e8, dovunque, evidente sul territorio italiano.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Ricattabilit\u00e0 e silenzio sono le qualit\u00e0 a disposizione di tanti datori di lavoro in cerca di manodopera illegale a basso costo.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\u00a0Ma se facessimo una riflessione sull\u2019intera massa immigrata, se portassimo i nostri ragionamenti al di fuori delle categorie fino ad ora osservate e andassimo a guardare alla stragrande maggioranza degli stranieri presenti sul territorio, approcciandoci cio\u00e8 al mondo dei regolari, cosa troveremo?<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">L\u2019ultimo step del nostro organigramma logistico ci porta direttamente nelle strade, nei mercati, nelle fabbriche, nei cantieri, nella quotidianit\u00e0 di migliaia e migliaia di individui e famiglie regolari. \u00c8 su questi soggetti, uomini e donne in possesso di un documento, di un lavoro, di un affitto che il processo di valorizzazione si compie con maggiore efficacia. L\u2019esistenza di questi individui \u00e8 strettamente legata ad un permesso di soggiorno il cui rinnovo dipende da regole ben precise, standard di vita da rispettare, precise norme comportamentali da cui il migrante non pu\u00f2 sottrarsi a costo di ripiombare nel pantano della clandestinit\u00e0, dell\u2019irregolarit\u00e0. Questa condizione funambolica di precariet\u00e0, d\u2019instabilit\u00e0, nonostante il possesso dei documenti, fanno del migrante regolare un attore particolare e per questo basilare del nostro sistema economico.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Per una grossa fetta dei lavoratori stranieri la paura del licenziamento, della perdita del permesso che ad esso \u00e8 intimamente legato, crea ricattabilit\u00e0, timore di rivendicazioni e, quindi, l\u2019accettazione di condizioni lavorative al di sotto degli standard; <span style=\"color: #000000;\">questi <\/span>sono i presupposti della loro peculiarit\u00e0 e ci\u00f2 che caratterizza la loro spendibilit\u00e0 in termini economici.<\/p>\n<p>Su di loro, una volta perse banalmente le proprie garanzie giuridiche, aleggia il pericolo di essere rinchiusi in un Cpr, lo spauracchio della deportazione, la possibilit\u00e0 di incappare in una retata per le strade delle citt\u00e0, sui campi, nelle stazioni. Elementi che hanno un profondo effetto sulla vita politica, lavorativa e relazionale, della persona migrante. Elementi che fondano la gestione, il controllo e la messa a valore dell\u2019intera massa migratoria, perlomeno della sua componente maggioritaria e, cio\u00e8, la massa povera.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">Su questo, e non solo, si sta giocando l\u2019intera partita.<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; line-height: 100%;\" align=\"justify\">\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di seguito riportiamo un\u2019interessante descrizione e analisi di un compagno che nei tempi di repressione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34345,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-34193","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34193","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34193"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34193\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34346,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34193\/revisions\/34346"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34345"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34193"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34193"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34193"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}