{"id":34419,"date":"2020-03-12T20:39:00","date_gmt":"2020-03-12T19:39:00","guid":{"rendered":"https:\/\/macerie.org\/?p=34419"},"modified":"2020-03-27T15:47:17","modified_gmt":"2020-03-27T14:47:17","slug":"naufragio-senza-spettatori-della-crisi-o-della-possibilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/03\/12\/naufragio-senza-spettatori-della-crisi-o-della-possibilita\/","title":{"rendered":"Naufragio senza spettatori: della crisi o della possibilit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: right;\"><em>\u201cLa tradizione degli oppressi ci insegna<br \/>\nche lo \u00abstato di emergenza\u00bb in cui viviamo \u00e8 la regola. Dobbiamo<br \/>\ngiungere a un concetto di storia<br \/>\nche corrisponda a questo fatto. Avremo allora di fronte, come nostro<br \/>\ncompito, la creazione del vero<br \/>\nstato di emergenza; e ci\u00f2 migliorer\u00e0 la nostra posizione nella lotta<br \/>\ncontro il fascismo\u201d<\/em><\/p>\n<p>Iniziare mettendo le mani avanti non \u00e8 certo mossa di gran stile, ma non si pu\u00f2 tenere il timone del ragionamento tra gli imperiosi flutti di queste settimane in altro modo. Ecco perch\u00e9 mettere nero su bianco alcune considerazioni su ci\u00f2 che sta accadendo negli ultimi giorni dopo la proclamazione della zona rossa in tutt\u2019Italia e della pandemia da parte dell\u2019Oms richiede una certa cautela e la possibilit\u00e0 di tornare sui propri passi e ragionarvi ancora. <!--more-->Le rifessioni da aggiustare non mancheranno man mano che la situazione muter\u00e0, e la mutazione in un tempo dell\u2019ultravelocit\u00e0 e dell\u2019iperstoria non \u00e8 una componente secondaria \u2013 basterebbe anche solo vedere i cambiamenti degli atteggiamenti di milioni di \u201citaliani\u201d a seconda degli input informazionali dati loro di minuto in minuto, da quelli dei politici ai pi\u00f9 banali articolini dei media che passano da suggerire aperitivi spensierati a far affollare con disperazione i supermercati notturni. Tuttavia si oscillerebbe tra l\u2019insensato e l\u2019improvvisato se ci si lasciasse andare a questo flusso e se non si ripescassero per la giusta occasione degli strumenti meno contestuali, <strong>magari proprio le vecchie lezioni impolverate sulla rivoluzione per darle finalmente una possibilit\u00e0 consistente. <\/strong><\/p>\n<p>La situazione del momento non necessita di grosse descrizioni gi\u00e0 pienamente note e vissute sulla pelle: un\u2019epidemia virulenta (generata dal nuovo virus Covid-19) si sta estendendo a livello globale e crea in una fetta consistente di popolazione che la contrae una malattia respiratoria acuta. La linea di contagio esponenziale sin dall\u2019inizio indica con assoluta certezza l\u2019insufficienza delle strutture ospedaliere per i tanti individui che svilupperanno complicazioni. Le specifiche della gestione sanitaria pubblica le lasceremo per\u00f2 ai feticisti dei conti delle ultime <em>spending review<\/em>, mentre pare necessario perlomeno partire da una considerazione semplice: la diffusione non si sarebbe potuta bloccare con nessuna risorsa statuale, n\u00e9 con la faccia malevola dell\u2019estrema territorializzazione militare, n\u00e9 con quella pi\u00f9 bonaria di un sistema sanitario pubblico in forma smagliante. O per meglio dire, il sistema capitalistico nella sua forma di sfruttamento uomo\/natura e uomo\/uomo, con le sue caratteristiche predatorie nei confronti di ambiente e classi sfruttate al fine di produrre profitto e riprodurre s\u00e9 stesso, non pu\u00f2 garantire nessuna reale lotta al contagio.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio questa ovviet\u00e0 svelata nella sua terribile concretezza a smontare il pi\u00f9 forte mito del progresso di questo secolo. <strong><em>Le magnifiche sorti e progressive<\/em> presentate ormai come illimitate nulla possono al banco di prova della realt\u00e0 contro gli effetti della devastazione del capitalismo nella sua interconnessione globale<\/strong>; a ogni effetto di questo sfacelo, che sia un virus o l\u2019innalzamento dei mari, non c\u2019\u00e8 soluzione immediata o che possa rispondere alla forma del discorso pubblico dello stato nazionale, ancora ancorato alla retorica dell\u2019universalit\u00e0 novecentesca. In questo senso ci troviamo di fronte a un inedito, non perch\u00e9 virus e catastrofi naturali siano solo effetto della devastazione capitalistica di cui sopra, come insegnano le vicende della Terra, ma perch\u00e9 in questo caso \u00e8 stato imposto un limite secco alla fiducia del discorso imperante sulla tecnologia. Ebbene s\u00ec, perch\u00e9 una soluzione medica non c\u2019\u00e8 e non si trova in pochi mesi nonostante i pi\u00f9 avanzati studi internazionali e la corsa delle case farmaceutiche ad arrivare per prime al vaccino, perch\u00e9 non basta un atto di limitazione dei flussi da parte di uno o pi\u00f9 stati a fronte della complessit\u00e0 dell\u2019organizzazione umana oggi, perch\u00e9 il mondo lasciato a specchiarsi in una superfice virtuale, in cui \u00e8 talvolta difficile distinguere il possibile dall\u2019impossibile, \u00e8 in realt\u00e0 cos\u00ec fragile.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio lo svelamento scenico di questa fragilit\u00e0 a solleticare i sogni un po\u2019 sopiti di noi sovversivi. Fino a qualche settimana fa sembrava non muoversi foglia senza previsione statistica, la normalit\u00e0 dello sfruttamento capitalista sembrava irremovibile a fronte di una diminuzione costante e senza opposizione delle tutele sociali, la repressione carceraria schiacciante. Di certo non si vuole sostenere che tutto ci\u00f2 sia finito e che la pandemia del coronavirus sia una ventata d\u2019aria fresca, tuttavia non si pu\u00f2 ignorare l\u2019energia che potrebbe scaturire da questo momento di crisi gestionaria, basterebbe anche solo quell\u2019assaggio scaturito dalle rivolte in quasi tutte le carceri italiane di qualche giorno fa a farne sentire il gusto dolce.<\/p>\n<p>In cinese crisi si dice \u201cweiji\u201d e il suo ideogramma \u00e8 formato da \u201crischio\u201d e \u201copportunit\u00e0\u201d. In realt\u00e0 anche in italiano il termine \u201ccrisi\u201d ha lo stesso significato ed \u00e8 una cosa nota e banale che in medicina, ad esempio, la fase critica \u00e8 quella in cui il paziente o guarisce, o muore. La storia rivoluzionaria insegna che i momenti critici non sono mai rosei, se non lo \u00e8 certamente questo virus, tantomeno lo sono state le epidemie della Parigi ottocentesca o l\u2019enorme tragedia umana lasciata dalla Grande Guerra. Proprio quest\u2019ultimo esempio dovrebbe suggerire quanto l\u2019afflato rivoluzionario non potesse rimpiangere la normalit\u00e0 dello stato liberale pre-bellico. Fu catastrofe immane, preceduta da altri conflitti locali mai dilagati su larga scala, ma anche l\u2019opportunit\u00e0, finita presto e come ahinoi sappiamo, di far scoppiare una rivoluzione.<\/p>\n<p>Del resto non sono queste le occasioni in cui \u201cquelli di sotto\u201d non possono pi\u00f9 sopravvivere come prima e \u201cquelli di sopra\u201d non riescono pi\u00f9 a governare come prima? Invece di lamentarsi del governo che chiude le scuole, della perturbazione dello status quo, un movimento rivoluzionario (la cui esistenza \u00e8 un\u2019ipotesi di fantapolitica, quindi se ne pu\u00f2 parlare liberamente e senza timore) dovrebbe proclamare immediatamente lo sciopero generale a tempo indeterminato e promuovere l\u2019auto-organizzazione per garantire beni e servizi indispensabili.<strong> Il tutto non per tornare nei ranghi della normalit\u00e0 del diritto di assembramento o di sciopero, ma per trasformare la crisi in spaccatura definitiva.<\/strong> Piuttosto ingenuo, se non conservatore, il giudizio sofisticato di chi pensa che non si debba trasformare quest\u2019emergenza sanitaria in crisi sociale: o non vede che la crisi \u00e8 gi\u00e0 in atto, o \u00e8 spaventato di perdere le condizioni di vita a cui era affezionato, seppur aspramente criticate. L\u2019idea che tornare alla normalit\u00e0 del diritto sia cosa buona e che il terreno della normalit\u00e0 sia il meno scivoloso in cui muoversi per intaccare il reale \u00e8 smontato dalla mestizia degli ultimi decenni di deserto. I dati della miseria sociale li lasceremo ai sociologi se riusciranno a tornare al loro agognato luogo di lavoro, ci permettiamo di continuare a diffidare degli amanti della gradualit\u00e0 con cui si accompagnano fino alla pensione.<\/p>\n<p>Per ora non c\u2019\u00e8 nessun movimento rivoluzionario ma la crisi s\u00ec, con un governo che nonostante la quarantena nazionale non pu\u00f2 impedire la circolazione dei lavoratori per non intaccare ulteriormente produzione, PIL e titoli di borsa, con un isolamento domiciliare di cui non si vede la fine, con un reddito incerto o persino gi\u00e0 perso dall\u2019inizio.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte dopo lunghissimi anni ci sono, oltre che le patrie galere a ferro e fuoco, pi\u00f9 scioperi che si stanno diffondendo velocemente, dalla Fiat di Pomigliano, alla Bartolini di Caorso, agli stabilimenti Ikea, ai portuali di Genova, alla Wirhlpool di Cassinetta, gli operai incrociano le braccia organizzandosi spontaneamente in tutto il paese. Le forme del lavoro e la faglia di conflitto tra chi dovr\u00e0 per forza uscire a lavorare, tra chi non avr\u00e0 un soldo stando a casa, chi una casa neanche ce l\u2019ha da una parte, e i ceti tutelati dall\u2019altra, di certo scompaginer\u00e0, ancor pi\u00f9 dei modelli organizzativi delle aziende, le divisioni sociali.<\/p>\n<p><strong>E quindi, come la facciamo diventare un\u2019opportunit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa tradizione degli oppressi ci insegna che lo \u00abstato di emergenza\u00bb in cui viviamo \u00e8<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34420,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,142],"tags":[],"class_list":["post-34419","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario","category-stato-di-pandemia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34419","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34419"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34419\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34422,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34419\/revisions\/34422"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34420"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}