{"id":345,"date":"2007-11-05T15:54:15","date_gmt":"2007-11-05T14:54:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=345"},"modified":"2007-11-05T15:54:15","modified_gmt":"2007-11-05T14:54:15","slug":"agli-anarchici-ai-libertari-agli-antimilitaristi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2007\/11\/05\/agli-anarchici-ai-libertari-agli-antimilitaristi\/","title":{"rendered":"Agli anarchici, ai libertari, agli antimilitaristi"},"content":{"rendered":"<p>Con queste note vorremmo sollecitare l&#8217;attenzione dei compagni rispetto ad alcune possibilit\u00e0 che si stanno aprendo in Italia per la lotta antimilitarista.<br \/>\nLa protesta a Vicenza contro la nuova base USA e per la chiusura della caserma Ederle, quella a Novara contro la costruzione dei cacciabombardieri F-35 ed altre che nasceranno stanno ridando concretezza all&#8217;antimilitarismo. Non si tratta pi\u00f9, infatti, di prendere posizione genericamente per la &#8220;pace&#8221;, ma di impedire la costruzione di alcuni strumenti necessari alla prosecuzione e all&#8217;ampliamento della guerra. Se queste lotte non hanno ancora raggiunto l&#8217;estensione delle mobilitazioni precedenti contro la guerra (pensiamo alle oceaniche manifestazioni del 2003 contro il conflitto in Iraq), esse hanno degli obiettivi ben pi\u00f9 concreti.<\/p>\n<p><!--more-->Non sar\u00e0 sfuggita, in particolare, la posta in gioco nella situazione vicentina: si tratta di impedire la costruzione della pi\u00f9 grande base militare USA fuori dai confini statunitensi, nodo centrale per la futura &#8220;esportazione della democrazia&#8221; in Africa e, se del caso, in Europa. Fermare la costruzione della nuova base vicentina non significa solo mettere direttamente i bastoni fra le ruote della pi\u00f9 grande potenza militare mondiale, ma anche, indirettamente, trovare un punto di contatto \u2013 pretendendo il ritiro delle &#8220;nostre&#8221; truppe da tutti i fronti di guerra \u2013 con le varie forme di resistenza che nel mondo si oppongono agli interventi neocoloniali europei e statunitensi. Se la lotta contro la nuova base sapr\u00e0 rafforzare anche quella per la chiusura della caserma Ederle \u2013 base logistica per i massacri in Iraq e in Afghanistan \u2013, la prospettiva antimilitarista raggiungerebbe dei livelli assai notevoli.<br \/>\nNon ci facciamo illusioni circa l&#8217;attuale autonomia reale di questa lotta rispetto ai gruppi riformisti che la dirigono, ma pensiamo che siano riunite alcune condizioni significative per un intervento antimilitarista conseguente nella scelta degli obiettivi e dei mezzi. In particolare, grazie alla strenue lotta valsusina contro il TAV, sempre pi\u00f9 persone sono convinte che bloccare i lavori della base sia possibile. Inoltre le varie esperienze contro le nocivit\u00e0 nate in Italia (si tratti di inceneritori, rigassificatori, centrali a turbogas o altre linee ad Alta Velocit\u00e0) stanno opponendo dei NO precisi a precisi progetti del capitale e dello Stato. Non avendo, cio\u00e8, una base rivendicativa di tipo sindacale, queste lotte sono meno aperte al recupero politico e istituzionale. Non esiste, infatti, terreno per la mediazione n\u00e9 per la creazione di strutture permanenti facilmente integrabili: o vincono governo e industriali, o vincono le lotte. Non solo. La resistenza valsusina ha riattualizzato con forza la pratica del blocco e della barricata. Infatti, subito dopo il &#8220;S\u00ec&#8221; di Prodi alla nuova base vicentina, la stazione ferroviaria \u00e8 stata bloccata nella citt\u00e0 palladiana come in altre. Persino le componenti pacifiste e nonviolente (al momento maggioritarie) sono portate, dalla logica stessa delle cose, ad accettare forme di azione illegali (pena il loro trovarsi immediatamente <em>al di qua<\/em> delle pratiche valsusine). In varie assemblee nazionali numerosi interventi hanno ribadito che la migliore solidariet\u00e0 con i vicentini in lotta \u00e8 quella di bloccare, quando dovranno cominciare i lavori della base, l&#8217;intero paese (ferrovie, autostrade, statali, ecc.). Se pensiamo alle potenzialit\u00e0 di una tale paralisi generalizzata della <em>normalit\u00e0<\/em> capitalista (e in tal senso \u00e8 sufficiente riflettere sul caso del recente movimento francese contro il CPE), la posta in gioco risulter\u00e0 ancora pi\u00f9 chiara. Si parte da un buon livello. Pi\u00f9 la lotta si generalizzer\u00e0 e pi\u00f9 sar\u00e0 difficile il suo controllo riformista (non scordiamoci che l\u2019obiettivo della lotta non \u00e8 raggiungibile parzialmente, pena un palese tradimento di quanto dichiarato fin dall&#8217;inizio). Pi\u00f9 si indebolir\u00e0 la cappa del controllo e pi\u00f9 l&#8217;intervento stesso a Vicenza diventer\u00e0 libero e autorganizzato. Altra caratteristica importante \u00e8 la voglia di coordinarsi dal basso (come ben dimostrano la nascita e le caratteristiche del Patto di solidariet\u00e0 e di mutuo soccorso contro le nocivit\u00e0), la quale ha messo in contatto tra loro individui autonomi dai vari circuiti &#8220;militanti&#8221;. Una simile composizione rende assai difficile l&#8217;estromissione dei compagni dalle assemblee e da altre situazione di lotta, dal momento che l&#8217;incontro avviene su basi sociali e non politiche.<\/p>\n<p>Aggiungiamo che, se ogni lotta \u00e8 spesso pi\u00f9 importante per i rapporti che sa creare che per gli obiettivi che si prefigge, l&#8217;antimilitarismo pu\u00f2 infondere al movimento uno slancio tutto particolare. E questo non solo perch\u00e9 la controparte \u00e8 immediatamente il governo, ma anche per il forte contenuto ideale di una mobilitazione contro la guerra e <em>ci\u00f2 che la produce<\/em>.<br \/>\nUn&#8217;attenzione particolare merita anche il fatto che l&#8217;attuale compagine governativa rende pi\u00f9 difficile il recupero dei conflitti, dal momento che partiti e sindacati di sinistra vengono sempre pi\u00f9 smascherati come complici e collaborazionisti. <\/p>\n<p>Alla luce di queste rapide considerazioni ci sembra davvero importante che i compagni che si richiamano all&#8217;antimilitarismo rivoluzionario si organizzino e si impegnino al massimo per dare il proprio contenuto d&#8217;idee e di azione.<br \/>\nL&#8217;antimilitarismo in Italia, dopo le importanti lotte di inizio anni Ottanta e la mobilitazione a sostegno dei non sottomessi agli obblighi di leva, \u00e8 entrato in una lunga fase di riflusso, sia per la professionalizzazione delle forze armate sia per un atteggiamento codino e compromissorio nei confronti della galassia pacifista. Oggi qualcosa sta cambiando. Si pu\u00f2 uscire dall&#8217;imbroglio e dall&#8217;isolamento con una presenza qualitativa costante, caparbia, audace.<br \/>\nSta ai compagni ragionare su come legare la questione di Vicenza o di Cameri a lotte locali in grado di dare al militarismo nome e indirizzo (fabbriche di armi, basi, centri universitari di ricerca bellica, ecc.). Se le forze lo consentono, proponendo assemblee orizzontali su obiettivi specifici, altrimenti tenendosi pronti per allargare la pratica del blocco ovunque possibile.<br \/>\nTanto pi\u00f9 che la questione della guerra si intreccia sempre di pi\u00f9 con quella del razzismo e dei vari piani securitari contro i poveri, nonch\u00e9 con il deterioramento delle condizioni di vita (pensiamo al raddoppio delle spese militari previsto dalla nuova finanziaria). Insomma, la guerra \u00e8 ormai al centro dei progetti statali, come dimostra il fatto che il governo italiano non \u00e8 mai stato cos\u00ec presente sui fronti bellici. Per noi, al contrario, si tratta di rendere effettivi valori come l&#8217;internazionalismo, la solidariet\u00e0 dal basso, la rivolta comune contro gli Stati e il loro braccio armato: l&#8217;esercito. <\/p>\n<p>La ricca tradizione dell&#8217;antimilitarismo sovversivo (dal blocco allo sciopero, dal sabotaggio all&#8217;occupazione insurrezionale dei luoghi deputati alla guerra e al genocidio) va tolta dalle soffitte della Storia e ritrasformata in armamentario teorico e pratico.<br \/>\nSiamo convinti che nei momenti di risacca nascono polemiche e contrapposizioni sterili. Rimboccandosi le maniche e contribuendo, senza spocchia n\u00e9 ansia di risultati immediati, ad un vasto movimento antimilitarista, si vedr\u00e0 in modo pi\u00f9 chiaro chi \u00e8 davvero disponibile al conflitto, e su che basi. Poi, come si dice, &#8220;da cosa nasce cosa&#8221;.<br \/>\nAbbiamo dalla nostra una qualit\u00e0 fondamentale: solo chi non insegue logiche di adesione politica potr\u00e0 assumersi fino in fondo rischi e responsabilit\u00e0. Non possiamo rifiutare la nostra parte.<\/p>\n<p><em>compagne e compagni di Torino, Bologna, Lecce, Rovereto, La Spezia, Varese, Milano<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con queste note vorremmo sollecitare l&#8217;attenzione dei compagni rispetto ad alcune possibilit\u00e0 che si stanno<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[18,128],"class_list":["post-345","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-panni-sporchi","tag-antimilitarismo","tag-vicenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/345","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=345"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/345\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=345"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=345"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=345"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}