{"id":34526,"date":"2020-04-01T11:12:55","date_gmt":"2020-04-01T09:12:55","guid":{"rendered":"https:\/\/macerie.org\/?p=34526"},"modified":"2021-07-12T17:06:15","modified_gmt":"2021-07-12T15:06:15","slug":"di-virus-contenimento-e-deportazioni-un-punto-sui-cpr","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/01\/di-virus-contenimento-e-deportazioni-un-punto-sui-cpr\/","title":{"rendered":"Di virus, contenimento e deportazioni. Un punto sui Cpr"},"content":{"rendered":"<p><em>Per le mille difficolt\u00e0 di questo periodo, che si aggiungono a quelle gi\u00e0 esistenti da tempo nel capire cosa accade all&#8217;interno del Cpr di corso Brunelleschi, da un po&#8217; di tempo non parlavamo della detenzione amministrativa e della macchina delle espulsioni. Ringraziamo quindi un compagno per il contributo che ci ha inviato, e che vi proponiamo, che tenta di fare il punto sui Cpr ai tempi del Covid-19.<\/em><\/p>\n<p>Ogni zona d\u2019Europa \u00e8 ormai interessata dall\u2019epidemia in corso.<br \/>\nUn\u2019emergenza di portata massiva, come \u00e8 successo spesso nella storia, offre delle enormi possibilit\u00e0 per ci\u00f2 che riguarda l\u2019inasprimento di misure repressive e lo sviluppo di tecnologie di controllo al cui utilizzo viene di fatto spianata la strada. Ogni emergenza \u00e8 per\u00f2 differente dall\u2019altra e le epidemie in particolare si portano con s\u00e9 alcune specificit\u00e0. In Italia, accanto a un repentino sviluppo giuridico e militare a sostegno delle nuove necessit\u00e0, la misura pi\u00f9 significativa per la risoluzione del problema \u00e8 stata individuata nell\u2019isolamento fisico, la sospensione delle relazioni<em> vis \u00e0 vis<\/em>.<br \/>\nEsso \u00e8 il paradigma centrale, il fulcro concettuale intorno al quale ruota l\u2019intera faccenda.<br \/>\nTutti a casa, tutti distanti gli uni dalle altre. La tragicit\u00e0 di un momento come quello attuale si scontra per\u00f2 con l\u2019ottusit\u00e0 del governo italiano, che, pensando di non dover applicare tale misura ad ogni ambito sociale, si dimentica volutamente di due tra i pilastri essenziali dell\u2019ordinamento nostrano: la produzione e la detenzione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Le fabbriche e cos\u00ec le carceri, i Cpr e gli Opg registrano di fatto &#8216;un\u2019eccezione allo stato d\u2019eccezione&#8217;, devono continuare a svolgere le proprie funzioni, con qualche aggiustamento e allentamento magari, ma devono comunque andare avanti. La pandemia, in questi luoghi che rappresentano la promiscuit\u00e0 per antonomasia, \u00e8 come se non esistesse.<\/p>\n<p>La situazione attuale in Italia della detenzione amministrativa degli immigrati ne \u00e8 un esempio lampante. Attualmente i <strong>Centri Per i Rimpatri<\/strong>, nel pieno sviluppo del contagio, si presentano praticamente identici a quelli di ieri, <strong>nessuna modifica \u00e8 stata fatta e nessun intervento \u00e8 all\u2019orizzonte<\/strong>. Un fatto in controtendenza\u00a0 rispetto persino al contesto europeo.<\/p>\n<p>Per affrontare il pericolo legato al contagio, paesi come la <a href=\"https:\/\/hurriya.noblogs.org\/post\/2020\/03\/18\/spagna-comunicato-dei-detenuti-del-cie-di-aluche-dopo-la-rivolta-del-17-marzo\/\">Spagna<\/a>, i Paesi Bassi, il Regno Unito, il <a href=\"https:\/\/hurriya.noblogs.org\/post\/2020\/03\/19\/belgio-centri-di-detenzione-la-minaccia-del-virus-la-violenza-dello-stato-e-delle-rivolte-come-risposta\/\">Belgio<\/a> e la <a href=\"https:\/\/hurriya.noblogs.org\/post\/2020\/03\/20\/la-situazione-in-diversi-cra-in-francia-allepoca-del-coronavirus\/\">Francia<\/a> hanno iniziato di fatto ad effettuare delle liberazioni di massa dalle strutture nazionali, alcuni Centri sono stati chiusi e le diatribe giuridiche inerenti espulsioni e trattenimenti di fatto bypassate. Misure adottate non certo per un&#8217;improvvisa magnanimit\u00e0 statale, ma in seguito a <strong>numerose rivolte<\/strong> che hanno acceso i riflettori su strutture altrimenti invisibili e soprattutto sul rischio di non spegnere la carica di queste bombe a orologeria. Il Portogallo ha inoltre congelato alcune pratiche riguardanti la questione migratoria, regolarizzando temporaneamente i richiedenti asilo. Quindi molti Centri per le espulsioni d\u2019oltralpe sono stati chiusi e sono state attuate misure di alleggerimento burocratico di vario tipo.<\/p>\n<p>In Italia la tendenza \u00e8 inesorabilmente un\u2019altra.<\/p>\n<p>L\u2019unico intervento operato dal Ministero dell\u2019Interno \u00e8 stata la proroga dei permessi di soggiorno pendenti o da rinnovare. Una decisione indirizzata pi\u00f9 a stornare gli agenti predisposti verso altre mansioni, come quelle di ordine pubblico, che a alleviare la situazione legale di tanti immigrati. Dai primi di marzo gli uffici immigrazione delle questure d\u2019Italia sono di fatto chiusi e il congelamento dei permessi di soggiorno conceder\u00e0 fortunatamente pi\u00f9 tempo, a richiedenti protezione o titolari di permessi in scadenza, prima della possibile caduta in clandestinit\u00e0.<br \/>\nPer ci\u00f2 che invece riguarda la questione detentiva, come dicevamo, l\u2019Italia non vuole assolutamente mollare la presa.<\/p>\n<p>I Cpr, malgrado in alcuni di essi siano stati interrotti i lavori di ristrutturazione, continuano ad essere attivi e a rinchiudere i senza documenti. Nel Cpr di Torino se ne ha la certezza, per gli altri Cpr, guardando alle notizie delle questure locali, anche. Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell\u20198 marzo si \u00e8 espresso chiaramente a riguardo: <strong>le espulsioni dei migranti<\/strong> sono considerate, al pari di altre tipologie di udienze in ambito penale, una <strong>priorit\u00e0<\/strong>.<a href=\"https:\/\/www.interno.gov.it\/sites\/default\/files\/allegati\/circolare_immigrazione_diffusione_del_virus_covid-19_26.3.2020.pdf.pdf\"> La circolare del 26 marzo del Ministero dell\u2019Interni<\/a> ne \u00e8 una conferma: dopo aver elencato tutta una serie di accortezze riguardo alla possibilit\u00e0 del contagio e la necessit\u00e0 di quarantene, isolamento e dispositivi individuali di protezione, dopo aver esteso a tutti i Cpr il <strong>divieto di avere con s\u00e9 i propri cellulari<\/strong> (cosa questa che d\u00e0 forma legale a una pratica gi\u00e0 attuata nel Cpr di Torino, un cambiamento da cui difficilmente si torner\u00e0 indietro), parla esplicitamente di nuovi arrivi.<br \/>\nNonostante alcuni giudici, a Potenza e Trieste ad esempio, non stiano convalidando le proroghe, in moltissimi casi i Cpr, e particolarmente quello di Torino, continuano a ricevere nuovi reclusi e i giudici locali prorogano o convalidano il trattenimento come se nulla fosse. <strong>Questo \u00e8 un primo dato di fatto, i Cpr sono aperti e funzionanti su tutto il territorio nazionale.<\/strong><\/p>\n<p>Un fatto che si potrebbe considerare banale, ma la questione prende una piega inaspettata se si va a osservare la macchina delle deportazioni.<br \/>\nGli spostamenti aerei e marittimi di persone dall\u2019Italia sono di fatto bloccati, ci\u00f2 chiaramente non \u00e8 avvenuto in modo immediato e molti paesi come il<strong> Marocco, la Tunisia, il Ghana e l\u2019Egitto<\/strong> hanno tardato nell\u2019attivare il blocco totale, ricevendo gli espulsi ad esempio, ma mettendoli in <strong>quarantena preventiv<\/strong>a. Al momento vi \u00e8, sembra, il blocco totale anche per quei famosi <strong>voli charter<\/strong> che ramazzano persone in giro per vari paesi per poi deportarli. Non vi \u00e8 di fatto nessuna comunicazione ufficiale sul blocco delle deportazioni, ma le notizie che emergono sulla questione lasciano pensare a quest\u2019ipotesi. <a href=\"https:\/\/www.estense.com\/?p=844346\">Ultima notizia di una deportazione <\/a>compiuta \u00e8 rintracciabile sul sito della questura di Ferrara, datata 25 marzo verso Islamabad (il Pakistan avrebbe attuato il blocco aereo quello stesso giorno). <strong>Deportazioni ferme dunque, seconda importante considerazione.<\/strong><\/p>\n<p>A cosa stanno servendo dunque i Centri per i rimpatri se i rimpatri sono sospesi o comunque impossibili da effettuare?<br \/>\nCrediamo che a questo punto, se la situazione dovesse rimanere tale nonostante la <a href=\"https:\/\/www.coe.int\/it\/web\/portal\/-\/commissioner-calls-for-release-of-immigration-detainees-during-covid-19-crisis\">richiesta di svuotamento anche da parte di figure istituzionali<\/a>, i Cpr, persi i fronzoli che ne giustificavano sulla carta l\u2019imprescindibilit\u00e0 istituzionale, stiano svelando finalmente il loro vero ruolo. I Centri non sono mai serviti realmente a espellere i migranti (le cifre negli anni sono sempre state irrisorie rispetto alla popolazione clandestina), ma a contenerne una piccola parte come monito per tutti gli altri. Insomma la vecchia storia dei Cpr come <strong>deterrente collettivo<\/strong> \u00e8 finalmente evidente e nuda di fronte a tutti.<br \/>\nSta insomma venendo meno l\u2019unico motivo per cui i governi europei giustificano i Centri: la deportazione.<br \/>\nI centri per i rimpatri non rimpatriano, proseguono comunque le loro attivit\u00e0. Quali attivit\u00e0?<br \/>\nCome stanno dunque funzionando attualmente i Cpr e perch\u00e9?<br \/>\nLa loro funzione contenitiva, esercitata nei confronti di chi esce dal carcere o da chi viene preso durante le retate, continua ad andare avanti, e al posto della\u00a0 deportazione rimarr\u00e0 unicamente l\u2019espulsione con il famoso foglio di via; provvedimento che verr\u00e0 inesorabilmente eluso, non potendo l\u2019espulso adempiere al proprio allontanamento. I<em> senza documenti<\/em> rimarranno quindi sul suolo nazionale e potranno essere nuovamente riacciuffati e reclusi. Insomma il famoso \u201cgioco dell\u2019oca\u201d \u00e8 quanto mai valido.<\/p>\n<p><strong>Perch\u00e9 l\u2019Italia non vuole chiudere i Cpr?<\/strong><br \/>\nCrediamo che molti dei ragionamenti che riguardano la reclusione dei migranti non possano essere scissi dalla situazione detentiva in generale; sarebbe un errore parlare, in tale situazione emergenziale, esclusivamente dei Cpr senza fare un ragionamento sul carcere. Sulla questione carceraria il Ministero della Giustizia sta agendo in modo <strong>ottuso e assassino<\/strong>, portando di fatto i detenuti verso una possibile contagio generalizzato. Ci\u00f2 sta accadendo anche per i Centri Per i Rimpatri, dove la liberazione, <strong>unica e vera sicurezza<\/strong>, sarebbe ancor pi\u00f9 semplice e banale dal punto di vista burocratico. Sembra che lo Stato italiano sia molto pi\u00f9 preoccupato di perdere credibilit\u00e0 repressiva che prevenire un\u2019ulteriore tragedia e mettersi al sicuro dalle possibili rivolte che, spinte dalla paura, potrebbero spazzare via le carceri. Ci\u00f2 non fa che evidenziare maggiormente quanto la detenzione amministrativa, al pari del carcere, sia un pilastro imprescindibile dell&#8217;ordinamento italiano. Un presupposto fondamentale che lo Stato non vuole minimamente mettere in dubbio. Insomma non \u00e8 solo la questione economica &#8211; il business dei Centri &#8211; a impedirne la chiusura temporanea, ma qualcosa che scava nelle radici del potere statale.<br \/>\nEd \u00e8 proprio alle basi dell\u2019ordinamento che vanno a colpire le rivolte dei reclusi, scardinando con forza le fondamenta della detenzione. La paura del contagio, la certezza che ci\u00f2 possa portare a delle vere e proprie stragi ha spinto molti a ribellarsi: nel mese di marzo nei <strong>Cpr di Gradisca, di Palazzo San Gervasio e di Ponte Galeria a Roma<\/strong> i reclusi hanno portato avanti numerose <strong>proteste e rivolte.<\/strong> L\u2019ultima, tra il 29 e il 30 marzo nel Centro friulano ha incendiato e distrutto parte della struttura.<\/p>\n<p>Tutto lascia pensare che altre rivolte esploderanno da qui a breve.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per le mille difficolt\u00e0 di questo periodo, che si aggiungono a quelle gi\u00e0 esistenti da<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34530,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,142],"tags":[],"class_list":["post-34526","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario","category-stato-di-pandemia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34526","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34526"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34526\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34542,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34526\/revisions\/34542"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34530"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34526"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34526"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34526"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}