{"id":34676,"date":"2020-04-16T11:40:16","date_gmt":"2020-04-16T09:40:16","guid":{"rendered":"https:\/\/macerie.org\/?p=34676"},"modified":"2020-04-17T21:20:59","modified_gmt":"2020-04-17T19:20:59","slug":"dietro-langolo-pt-2-qualche-ipotesi-su-covid-19-e-sul-mondo-in-cui-vivremo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/16\/dietro-langolo-pt-2-qualche-ipotesi-su-covid-19-e-sul-mondo-in-cui-vivremo\/","title":{"rendered":"Dietro l&#8217;angolo Pt.2 &#8211; Cablaggi di Stato"},"content":{"rendered":"\n<h3 class=\"wp-block-heading\">QUALCHE IPOTESI SU COVID 19 e SUL MONDO IN CUI VIVREMO<\/h3>\n\n\n<p><!--more--><\/p>\n\n\n<p> <em>La retorica di un crescente benessere che il capitalismo avrebbe  pian piano assicurato un po\u2019 a tutti, \u00e8 ormai morta e sepolta da tempo.<\/em><br><em>L\u2019immagine  con cui le autorit\u00e0 hanno tentato di rappresentare il mondo riservato  alla gran parte degli uomini e delle donne, \u00e8 diventata pi\u00f9 simile a una  scala a pioli, cui bisogna tentar di restare aggrappati con le unghie e  coi denti, per evitare di cadere gi\u00f9 ai tanti scossoni che le vengono  dati.<\/em><br><em>Una scala cui continuano a togliere punti d\u2019appoggio,  mentre aumenta il numero di uomini e donne in cerca di un appiglio. La  prepotente entrata in scena del Covid19 minaccia di renderla ancor pi\u00f9  carica e traballante.<\/em><br><em>Tenteremo di approfondire la questione  in un testo che uscir\u00e0 a puntate, una a settimana, in cui se ne  affronteranno di volta in volta alcuni specifici aspetti. Un testo  redatto a pi\u00f9 mani, da alcuni compagni che partecipano alla redazione di  questo blog e da altri che invece non ne fanno parte. I singoli  capitoletti potranno quindi avere uno stile e magari dei punti di vista  diversi o contenere delle ripetizioni.<\/em><br><em>Del resto le  possibilit\u00e0 di confrontarsi collettivamente in questi giorni sono  notevolmente ridotte e discutere attraverso piattaforme online non \u00e8  certo la stessa cosa che farlo vis a vis.<\/em>  <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cablaggi di Stato<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella crisi sociale attuale la domanda che maggiormente sembra assediare milioni di individui asserragliati \u00e8 quella su cosa accadr\u00e0 dopo che la fase pi\u00f9 acuta di emergenza sanitaria sar\u00e0 finita. Il talismano <em>na\u00eff<\/em> dell\u2019<em>andr\u00e0 tutto bene<\/em> non convinceva neppure all\u2019inizio del domiciliamento, figurarsi dopo settimane in cui alla vecchia e nota miseria si sono aggiunte in un sol colpo le esistenze precarie di coloro che non hanno risparmi e le incertezze sul futuro dei \u201cgarantiti\u201d, certamente ammaccati da anni di stagnazione ma finora mai privati del fine settimana in centro e delle ferie.  <\/p>\n\n\n\n<p>Un\npensiero insidioso si \u00e8 palesato sin da subito: l\u2019<em>affaire<\/em>\ncoronavirus non prevede un ritorno alla \u2018normalit\u00e0\u2019 che lo ha\npreceduto. Se questa constatazione ormai radicata non pu\u00f2 che essere\nforiera di una serie di inquietudini comprensibili e umane, non fosse\naltro per i piccoli sprazzi di bellezza che ciascuno tratteneva nella\npropria mesta quotidianit\u00e0 o per le rodate tattiche di\nsopravvivenza, i sovversivi non possono che tentare di vedere delle\npossibilit\u00e0 nella breccia inferta al Moloch che fino qualche mese fa\nsembrava non poter essere scalfito. Del resto la consapevolezza che\nla normalit\u00e0 pre-pandemia sia stata il problema primario non \u00e8 pi\u00f9\nappannaggio di sparuti gruppi di sognatori. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nfar s\u00ec che non ci si fermi alle consapevolezze sar\u00e0 per\u00f2\nnecessario fare i conti con la velocit\u00e0 con cui lo Stato potrebbe\nriorganizzare la sua riproduzione o di alcune sue propaggini\n\u201cstrategiche\u201d, adattarsi ai nuovi scenari e affinare i propri\nstrumenti. In questo senso, per rispondere alla domanda su cosa\navverr\u00e0 dopo, gi\u00e0 si sono tenute numerose tavole rotonde tra\ngoverno e amministrazioni locali per la concessione di poteri\nextra-ordinari e la ridiscussione degli ambiti politici.\nContrattazioni politiche, negoziazioni e redistribuzioni di potere,\nelementi complessi gi\u00e0 da tempo sul piatto del federalismo fiscale,\nora assumono la dimensione di vera e propria frizione tra alcuni\npresidenti di regione e il governo centrale. In una disputa su chi\napplica misure maggiormente adeguate, molti amministratori locali\nhanno imposto per il contenimento del virus pi\u00f9 restrizioni o\npersino dettami diversi rispetto a quelli dei decreti-Conte, basti\npensare alle zone rosse comunali o sistemi di <em>lockdown<\/em> pi\u00f9\nferrei in alcuni territori. Se questo <em>modus operandi<\/em> si\npresenta a un primo livello come mossa di <em>governance <\/em>necessaria\nnell\u2019emergenza che ha coinvolto in misura differenziata il paese,\nnon si pu\u00f2 pensare che non avr\u00e0 ripercussioni politiche durature e\ndi vasto campo. La richiesta di \u201cpieni poteri\u201d fatta dal\npiemontese Alberto Cirio, esautorata in lungo e in largo come\nun\u2019esagerazione, \u00e8 sicuramente pi\u00f9 di un\u2019esternazione mal\nriuscita. La forte rilocalizzazione politica avvenuta negli ultimi\nanni, specie per quanto riguarda le principali citt\u00e0, \u00e8 stata gi\u00e0\nnormata dagli ultimi decreti legge sulla sicurezza. Al ruolo dei\nsindaci-sceriffo o ai poteri aggiuntivi dati ai prefetti potrebbero\npresto aggiungersi quelli alle Regioni per far fronte alle varie\n\u201ccalamit\u00e0 naturali\u201d. Poteri che, come ci insegna questo virus,\nsaranno sempre meno basati sulla prevenzione generale per volgersi\nverso il <em>governo del rischio. <\/em>In\nun mondo di incertezza fisica ed economica, il contenimento e lo\nspostamento straordinario di masse umane per ragioni non pi\u00f9\npresentate come politiche e con cause rintracciabili, ma di forza\nmaggiore e con un certo fatalismo (malattie, terremoti, crolli,\nvalanghe, innalzamento dei mari), potrebbero entrare come strumento\nindispensabile nella cassetta degli attrezzi degli amministratori dei\nterritori considerati particolarmente a rischio. \n<\/p>\n\n\n\n<p>La\nridefinizione degli ambiti di governo si inserisce in\nristrutturazioni di altro livello in nuce gi\u00e0 da tempo. I\ncambiamenti nel campo della cittadinanza e missione etica\ndello Stato non tarderanno a evidenziarsi infatti come il pi\u00f9 grande\nsconvolgimento sul lungo periodo e la definitiva fine della\nmodernit\u00e0. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Negli\nultimi anni abbiamo gi\u00e0 intravisto un riposizionamento dei confini\ndell\u2019universalit\u00e0 della tutela dello Stato rispetto a qualche\ndecennio fa. Sappiamo bene come l\u2019accessibilit\u00e0 ai diritti ha\nsempre risposto a criteri immanenti al ruolo che gli individui\nsvolgono nella valorizzazione del capitale e all\u2019esigenza che ne\nconsegue di interiorizzazione di un sistema di norme basato sulla\ndicotomia inclusione\/esclusione, tuttavia non si pu\u00f2 negare come in\nbuona parte del\u2018900 lo stato sociale sia stato una coperta ampia.\nDa l\u00ec tutta la retorica sull\u2019universalit\u00e0 del diritto al\nbenessere e alle pari opportunit\u00e0 di riuscita sociale garantite da\nuno Stato finalmente nel suo ruolo di padre di famiglia. Retorica\nquesta che nello stesso momento in cui veniva sbandierata dalla\nsinistra, era gi\u00e0 in procinto di essere spaccata pezzo a pezzo\nattraverso riforme, riformine e riformette.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019apoteosi\ndi questa sottrazione inesorabile si \u00e8 avuta nel passato recente\nquando i vari diritti raccontati come conquiste si sono trasformati\nin ambiti di sempre maggior esclusivit\u00e0 il cui ingresso, che sia in\nun\u2019universit\u00e0, in una clinica o in una casa di propriet\u00e0, non \u00e8\nche la soglia che divide i cittadini che contano qualcosa, perch\u00e9\nprofittevoli o particolarmente devoti, dalle masse di individui che\naccedono ai servizi di <em>welfare<\/em>\normai solo occasionalmente. L\u2019esempio pi\u00f9 lampante \u00e8 giustappunto\nquello della sanit\u00e0 pubblica, in cui la possibilit\u00e0 di riuscire a\nprenotare visite specialistiche \u00e8 cos\u00ec ridotta da costringere le\npersone a utilizzare, in caso di aggravamento, i servizi d\u2019emergenza\ndel pronto soccorso. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Questo\ndimostra che lo Stato nelle sue compagini non \u00e8 un risultato\ndefinitivo, come l\u2019immaginario da fine della storia ha imposto a\nlungo, ma un continuo scontro di forze reali di cui la democrazia\nliberale degli ultimi quarant\u2019anni \u00e8 solo <em>un<\/em>\nrisultato che ha incluso anche il contentino modestamente generoso\ndato ai vinti dell\u2019assalto al cielo. Generoso proporzionalmente al\nrischio sventato di un sovvertimento generale. Non ci porterebbe\nmolto lontano farci cullare dalla retorica dei diritti sociali\nnegati. Non \u00e8 che una preghiera lamentosa recitata a un dio che ha\nconcesso la manna dal cielo solo quando il rapporto di forza\nstrappato coi denti dagli sfruttati rischiava di mordergli anche il\nculo. Non essendosi riproposto per decenni quel pericolo alle\ncalcagna, sventato lo scontro sovversivo, lo Stato ha semplicemente\nriposizionato le sue risorse tra le componenti padronali che gli\nesercitano maggior pressione, lasciando echeggiare nell\u2019aria solo\nun piagnisteo socialdemocratico che implora per un diritto ormai solo\nnominale.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\ndifficolt\u00e0 crescenti nel mondo degli esclusi e di coloro che si\ntrovano nella zona grigia del rischio di povert\u00e0 non sono tuttavia\nper le istituzioni un problema di poco conto. La realt\u00e0 materiale\ndella societ\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 a cui guarda l\u2019ordine prettamente repressivo\nattraverso la sfera penale. Il nemico per lo Stato ha acquisito nella\nconfusione sociale e nell\u2019indeterminatezza economica del nuovo\nmillennio dei tratti meno identificabili, non pi\u00f9 solo quelli del\nsovversivo, dello sfaccendato o del vagabondo. La ricerca dello\nsfuggente fattore criminogeno, lungi dall\u2019essere una procedura\nspeciale di polizia, \u00e8 la stessa che blinda con <em>checkpoint<\/em>\ngli eventi urbani, controlla scrupolosamente ogni angolo con la\nvideosorveglianza, presidia permanentemente determinate zone con\nforze di polizia: \u00e8 la societ\u00e0 stessa ad apparire come pericolosa\nperch\u00e9 per di pi\u00f9 composta da individui non pi\u00f9 normati da un\nlavoro stabile, da una fede partitica o dalla morale del vangelo, non\npi\u00f9 accompagnati con attenzione da strutture socio-sanitarie o dagli\naltri sistemi di <em>welfare<\/em> che ne consentivano la riproduzione\nin quanto lavoratori e il ricatto in quanto esistenze senza pi\u00f9\nautonomia.<\/p>\n\n\n\n<p>I\nsistemi forti di <em>welfare<\/em> sono quelli che in passato hanno\navuto il ruolo di accompagnamento pi\u00f9 significativo alla sicurezza\nsociale, come controllo ramificato della popolazione che agiva ben\nprima della galera. Lavorare per pagare mutuo e macchina, la certezza\ndi cure serie e costanti, il sogno dell\u2019ascensore sociale per la\nprole e di una vecchiaia retribuita sono parti di un percorso preciso\ne ordinato che pi\u00f9 generazioni hanno attraversato. \n<\/p>\n\n\n\n<p>A\nquesto paradigma preciso si \u00e8 contrapposto quello delle ultime\ngenerazioni, non pi\u00f9 irregimentate da una promessa di vita stabile e\nsenza mappa per il futuro. L\u2019indeterminatezza sociale \u00e8 del resto\nci\u00f2 che ha alimentato negli ultimi anni il crescente ruolo della\npolizia e le legislazioni sulla sicurezza, atte a proteggere dal\npericolo rappresentato dagli impoveriti e dagli sfiniti le zone\nritenute strategiche per l\u2019economia e per il suo ambiente (centri\ncitt\u00e0, dipartimenti infrastrutturali o industriali, quartieri dei\nricchi, parchi naturali protetti). \n<\/p>\n\n\n\n<p>Da\ntutto ci\u00f2 si evince che lo spazio di cittadinanza in cui \u00e8 piombato\nil Covid-19 era nella sua sostanza gi\u00e0 notevolmente riconfigurato.\nL\u2019epidemia sembra imponga un momentaneo cortocircuito, e ci\u00f2 che\npare importi generalmente a tutti \u00e8 la sua fine. Se in questo\nmomento lo Stato si propone nuovamente come il soggetto impegnato a\nfronteggiare una minaccia universale, si pu\u00f2 immaginare che fra poco\npotr\u00e0 apparire come colui che ha fatto il necessario o, ancora\npeggio, l\u2019<em>inevitabile<\/em>. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Come\nscrivevamo il cosiddetto governo del rischio, con il suo portato di\nfatalismo e il suo giustificarsi attraverso forze di causa maggiore,\nriammanta la legittimit\u00e0 statuale dei suoi significati pi\u00f9 antichi\nper quanto riconfigurati.<\/p>\n\n\n\n<p>E\ngli esempi ungheresi e sloveni sbiadirebbero,&nbsp;nella loro\npiccolezza, di fronte ad uno Stato che esercita i suoi poteri non pi\u00f9\ncamuffato dietro il consenso o la rappresentanza democratica ma\nnuovamente votato alla missione etica della sopravvivenza. \n<\/p>\n\n\n\n<p>In\nquest\u2019ottica l\u2019ordine sovrano, in linea con la tendenza degli\nultimi anni, si potrebbe applicare come il riconoscimento di\ncittadini ai soli occupati, per tracciare una linea di inimicizia\nformalizzata, militare, spaziale e di controllo per tutti gli altri.<\/p>\n\n\n\n<p>Per chi ancora si ricorda dell\u2019assalto al cielo sarebbe la conferma di un fronte di guerra che prima sembrava pi\u00f9 rarefatto e che ora si far\u00e0 pi\u00f9 netto e preciso.<\/p>\n\n\n\n<p> <\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Se vi siete persi la prima puntata di <em>Dietro l&#8217;angolo<\/em> potete leggerla cliccando sotto.<\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/07\/dietro-langolo-pt-1\/\">Tra salti e accellerazioni. A mo&#8217; d&#8217;introduzione.<\/a><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUALCHE IPOTESI SU COVID 19 e SUL MONDO IN CUI VIVREMO<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34677,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,143,142],"tags":[],"class_list":["post-34676","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario","category-dietro-langolo","category-stato-di-pandemia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34676","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34676"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34676\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34715,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34676\/revisions\/34715"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34676"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34676"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34676"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}