{"id":34788,"date":"2020-04-23T22:17:19","date_gmt":"2020-04-23T20:17:19","guid":{"rendered":"https:\/\/macerie.org\/?p=34788"},"modified":"2020-04-23T22:17:20","modified_gmt":"2020-04-23T20:17:20","slug":"prove-di-lotta-ai-tempi-del-corona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/23\/prove-di-lotta-ai-tempi-del-corona\/","title":{"rendered":"Prove di lotta ai tempi del corona"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>Imparare a lottare ai tempi del Coronavirus. <\/strong>Questa l&#8217;esigenza al centro del corteo che questa mattina \u00e8 partito da corso Giulio Cesare 45. Un&#8217;esigenza quanto mai impellente viste le crescenti difficolt\u00e0 economiche che attanagliano tanti e tante, in una spirale che neanche i pi\u00f9 ingenui e ottimisti ritengono possa essere fermata dalle iniziative messe in campo dal governo. <\/p>\n\n\n<p><!--more--><\/p>\n\n\n<p>Iniziare ad impare a lottare ai tempi del Coronavirus, a partire dal trovare un modo per stare in strada,<strong> sentendosi al sicuro da un punto di vista sanitario<\/strong>, e facendo sentire al sicuro chi volesse avvicinarsi. Tutti i manifestanti indossano quindi una mascherina e mantegnono una certa distanza l&#8217;uno dall&#8217;altro. Chi distribuisce volantini indossa i guanti, e dei pezzi di stoffa usa-e-getta vengono utilizzati per coprire il microfono quando qualcuno vi parla. Attenzioni che accompagnano anche gran parte degli interventi in cui si descrive come comprensibile la paura nello scendere in strada per il timore di contagiare o essere contagiati, ma si ripete con altrettanta insistenza l&#8217;importanza di trovare i modi per affrontarla. <\/p>\n\n\n\n<p>Se non ci sono ricette pronte su come fare, per l&#8217;assoluta novit\u00e0 di questi problemi epidemiologici, possiamo per\u00f2 esser certi che restare in casa non pu\u00f2 essere la soluzione. <\/p>\n\n\n\n<p>Alla lunga, e si tratta di una lunghezza difficilmente misurabile visto che il rischio contagio non sparir\u00e0 certo con l&#8217;inizio della <em>Fase 2<\/em> e potrebbero ripresentarsi misure antiassembramento dure a morire,  alla lunga, dicevamo,  rinchiudersi in questo isolamento e trovarsi da  soli a cercar di capire come pagare l&#8217;affitto e le bollette, come  mettere assieme i soldi per fare la spesa e per tutte le altre esigenze  che abbiamo,<strong> non far\u00e0 che aumentare la disperazione e il senso di  impotenza.  <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Rimandare il problema a un futuro quanto mai indefinito non potr\u00e0 esserci d&#8217;alcun aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p>Una notevole attenzione e diversi segnali di condivisione e incoraggiamento hanno accompagnato la prima parte del corteo su corso Giulio Cesare fino all&#8217;incorocio con corso Palermo. Non appena la manifestazione si \u00e8 diretta verso corso Vercelli si \u00e8 trovata alle calcagna alcune camionette della polizia. Allo stesso tempo, alla testa del corteo, \u00e8 stato sbarrato il passo da un numero ancor pi\u00f9 ingente di blindati: alcuni manifestanti sono riusciti a sfuggire alla morsa della polizia e una trentina sono invece rimasti intrappolati. Una trappola che ha fatto saltare tutte quelle misure di distanziamento messe in campo fino ad allora e che ha attirato l&#8217;attenzione di numerosi uomini e donne affacciatisi ai balconi e alle finestre per vedere cosa stava accadendo. Dopo un tentativo tanto goffo quanto inutile di portar via microfono e impianto, la polizia si \u00e8 limitata ad accerchiare i manifestanti mentre altri celerini davano intanto la caccia alle persone sfuggite al fermo. Una situazione di stasi, durata un paio d&#8217;ore, che \u00e8 stata l&#8217;occasione per parlare della situazione che stiamo vivendo con i tanti rimasti affacciati ai balconi e con quelli scesi in strada. <\/p>\n\n\n\n<p>Le sensazioni avute in precedenza si sono ulteriormente consolidate in questo imprevisto presidio in corso Vercelli. Dai pollici in alto mostrati da chi non si sentiva di fare di pi\u00f9, agli espliciti applausi provenienti da diverse finestre e balconi, a quanti in strada hanno sfidato il fare minaccioso dei celerini per lanciare delle bottiglie d&#8217;acqua o delle merendine o si sono uniti ai tanti cori che intramezzavano gli interventi al microfono. <strong>Una solidariet\u00e0 palpabile che ha permesso di comprendere un po&#8217; meglio l&#8217;aria che tira in quartiere, <a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/19\/in-c-so-giulio-cesare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\" aria-label=\"di cui si era gi\u00e0 avuto un assaggio domenica scorsa. (apre in una nuova scheda)\">di cui si era gi\u00e0 avuto un assaggio domenica scorsa.<\/a><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un&#8217;aria di cui devono essersi rese conto anche le forze dell&#8217;ordine che dopo un primo approccio muscolare hanno optato per una linea pi\u00f9<em> soft<\/em>, anche se i continui battibecchi tra i dirigenti di piazza mostrano che evidentemente non tutti erano d&#8217;accordo. Non <em>accollandosi<\/em> di caricare tutti di forza sui furgoni e non sapendo bene che pesci pigliare, i questurini hanno alla fine proposto ai manifestanti di lasciarli andar via a gruppi di cinque, distanziati gli uni dagli altri di qualche metro. Le persone bloccate hanno rilanciato chiedendo il rilascio delle due persone fermate nel trambusto e durante le cariche, condizione accettata. Avuta la sicurezza che i due fermati erano liberi, il presidio \u00e8 tornato ad essere un lungo serpentone, che si \u00e8 diretto verso corso Giulio Cesare 45, non prima di aver salutato gli uomini e le donne solidali con cui per qualche ora si \u00e8 condivisa quest&#8217;inaspettata esperienza.<\/p>\n\n\n\n<p>Occorrer\u00e0 continuare a parlarsi e sperimentare forme di lotta in grado di contrastare la miseria che ci si para davanti senza per\u00f2 incrementare il rischio contagio. La manifestazione di oggi \u00e8 stato un primo tentativo, di certo non esauriente. <strong>Una cosa per\u00f2 si respira nell&#8217;aria&#8230;il coraggio e la voglia di lottare potrebbero diventare contagiose.<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Imparare a lottare ai tempi del Coronavirus. 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