{"id":34856,"date":"2020-05-07T09:43:42","date_gmt":"2020-05-07T07:43:42","guid":{"rendered":"https:\/\/macerie.org\/?p=34856"},"modified":"2020-05-10T20:07:12","modified_gmt":"2020-05-10T18:07:12","slug":"dietro-langolo-pt-5-il-mondo-inabitabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/05\/07\/dietro-langolo-pt-5-il-mondo-inabitabile\/","title":{"rendered":"Dietro l&#8217;angolo pt.5 &#8211; Il mondo inabitabile"},"content":{"rendered":"\n<p> QUALCHE IPOTESI SU COVID 19 e SUL MONDO IN CUI VIVREMO <\/p>\n\n\n\n<p>Le epidemie convivono da sempre con la storia dell\u2019umanit\u00e0, sono legate indissolubilmente alle attivit\u00e0 umane e sono apparse pi\u00f9 volte come <em>sintomo<\/em> dei profondi cambiamenti sociali della specie umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Se dovessimo individuare in questo fenomeno una certa sintomatologia del nostro presente, che in qualche modo segna la discontinuit\u00e0 e la continuit\u00e0 con il nostro passato prossimo, e con un incerto futuro, potrebbe essere quella dell\u2019impossibilit\u00e0 di un <em>altrove<\/em>.  <\/p>\n\n\n<p><!--more--><\/p>\n\n\n<p>Ci\u00f2\nche accadeva pi\u00f9 frequentemente durante le epidemie storiche era la\nfuga repentina, di chi se lo poteva permettere, dai focolai di\ncontagio. In questo caso, invece, la diffusione globale\ndell\u2019infezione si \u00e8 prodotta in un tempo brevissimo, al punto che\nanche gli Stati che ostentavano sicumera, e si pensavano in qualche\nmodo al riparo, si sono dovuti nella quasi interezza sottomettere\nalle necessit\u00e0 proprie di una malattia che intasa gli ospedali, si\nappiccica ai luoghi chiusi ed affollati e di cui si conosce ancora\ntroppo poco.<\/p>\n\n\n\n<p>Al\nnetto delle caratteristiche proprie di un virus piuttosto che di un\naltro, la velocit\u00e0 e l\u2019ubiquit\u00e0 della diffusione \u00e8 sicuramente\nun segno dei nostri tempi. Una velocit\u00e0 figlia delle infrastrutture\ndei trasporti mondiali, della gestione centripeta dei servizi, della\nconcentrazione urbana, dell\u2019industria turistica e della\ncolonizzazione delle campagne.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuit\u00e0\ne discontinuit\u00e0, dicevamo, certamente gli aspetti sopra descritti\ndel capitalismo attuale erano tra quelli pi\u00f9 studiati e analizzati\ne, d\u2019altra parte, l\u2019aria <em>soffocante <\/em>di un mondo\nultraconnesso, in cui il concetto di responsabilit\u00e0 diventava troppo\nvago &#8211; a causa dell\u2019impossibilit\u00e0 di prevedere l\u2019esito delle\nproprie azioni in questa catena inconoscibile di relazioni \u2013 s\u2019era\ngi\u00e0 fatta stantia in parecchie parti del mondo. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma\nera un po\u2019 sulla bocca di tutti l\u2019idea che in questa\ninterconnessione frenetica di relazioni prima o poi si sarebbe\nprodotto un <em>patatrac.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>All\u2019inizio\ndi questo processo, che in molti chiamano globalizzazione, vi era un\npreciso pensiero della classe dominante da loro definito come\n<em>esternalizzazione, <\/em>un mantra che pare oramai antico, l\u2019idea\ncio\u00e8 di scaricare altrove i costi sociali, sanitari e ambientali\ndella produzione e degli imperativi produttivi del capitalismo\navanzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Esternalizzazione\nche per molto tempo ha funzionato proprio come una forma di\n<em>distanziamento sociale <\/em>rispetto alle conseguenze del progresso\ntecnologico e industriale, un progresso che via via impoveriva di\nrisorse i luoghi in cui si insediava, costringeva gli abitanti a\nmigrare e rendeva man mano l\u2019ambiente inabitabile.<\/p>\n\n\n\n<p>La\nconvinzione ultima dei dominanti su questo aspetto era, e per certi\naspetti \u00e8, quella che non sarebbero mai stati loro a pagarne il\n<em>prezzo<\/em>. \n<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019irreversibilit\u00e0\ndi parecchi processi, dalla produzione nucleare al cambiamento\nclimatico, stavano gi\u00e0 facendo arrivare alcuni nodi al pettine. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Esternalizzare\nnon basta pi\u00f9, il mondo pervaso, oramai, dal modello capitalista di\nsviluppo porta ovunque le sue nocivit\u00e0. \n<\/p>\n\n\n\n<p>II<\/p>\n\n\n\n<p>Per quel poco che si conosce di questo virus, una delle descrizioni che abbiamo trovato pi\u00f9 pertinenti \u00e8 quella rilasciata da 13 medici dell\u2019ospedale Papa giovanni XXIII di Bergamo, il Covid-19 \u00e8 :<a href=\"https:\/\/www.startmag.it\/mondo\/a-bergamo-lepidemia-covid-19-e-fuori-controllo-la-lettera-di-13-medici-dellospedale-papa-giovanni-xxiii\/\">\u201cL\u2019Ebola dei ricchi\u201d(&#8230;)\u201c<strong>richiede uno sforzo coordinato e transnazionale<\/strong>. Non \u00e8 particolarmente letale, ma \u00e8 molto contagioso. Pi\u00f9 la societ\u00e0 \u00e8 medicalizzata e centralizzata, pi\u00f9 si diffonde il virus. La catastrofe che sta travolgendo la ricca Lombardia potrebbe verificarsi ovunque\u201d<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0\nda tempo parecchi ecologisti e nemici del progresso ci avevano\navvisato che l\u2019urbanizzazione estrema, l\u2019estrazione predatoria\ndelle risorse e la produttivit\u00e0 ad ogni costo stavano compromettendo\nfortemente le capacit\u00e0 riproduttive di determinati ambienti e\npopolazioni, una compromissione che spesso si autoalimentava\ngenerando processi a catena.<\/p>\n\n\n\n<p>Era\nalmeno da un decennio che in Cina la minaccia di una pandemia era\npercepito come un problema verosimile: ci\u00f2 in virt\u00f9 del repentino\ncambio di vita di milioni di persone, dell\u2019intensificarsi a\ndismisura dell\u2019allevamento intensivo e della mancanza di spazi\nintermedi tra la profonda campagna e la citt\u00e0 che rendono sempre pi\u00f9\nfragili le barriere immunitarie tra la popolazione umana e l\u2019ambiente\nin cui vivono.<\/p>\n\n\n\n<p>\nI\ncapitalisti gi\u00e0 sapevano di dover fare i conti con questi problemi\nin un futuro non troppo remoto, e probabilmente pensavano di poter\ncircoscriverne i danni.<\/p>\n\n\n\n<p>\nMa\nl\u2019intelligenza biologica di ogni nuova forma di vita, compresi i\nvirus, cerca costantemente la via pi\u00f9 veloce e sicura per\nriprodursi.<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\ngeografia della diffusione ha cos\u00ec seguito le vie principali degli\nscambi mondiali e nazionali andando a insediarsi nei poli produttivi\npi\u00f9 fortemente legati alla complessa catena di messa a valore\nplanetaria.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019\u201dEbola dei ricchi\u201d, definizione calzante di una consapevolezza che si \u00e8 imposta gradualmente nei principali Stati come minaccia alla riproduzione dei rapporti capitalistici.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\nquesto sicuramente un altro aspetto, se non proprio inedito, almeno\ndegno di nota.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nblocco della vita sociale e di parte delle attivit\u00e0 produttive \u00e8\nstata una decisione presa certamente a malincuore dai governanti, i\ncui costi e le cui conseguenze sono ancora tutti da quantificare, una\ndecisione che, per quanto abbiano cercato di posticipare, si \u00e8 resa\nindifferibile davanti alla possibilit\u00e0 che il sistema sanitario\ncollassasse, scalfendo inoltre quel poco di fiducia che i governati\nhanno ancora nelle istituzioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Da\nun po\u2019 di tempo a questa parte, la vita delle popolazioni urbane\nstava iniziando a subire limitazioni; le mascherine in molti centri\nurbani asiatici erano <em>gi\u00e0<\/em>\nun armamentario necessario per uscire di casa a causa dello smog;\nl\u2019anno scorso, per esempio, Nuova Delhi ha subito un lockdown del\ntraffico aereo e di quello automobilistico, le autorit\u00e0 invitavano\nla popolazione a non uscire di casa perch\u00e9 l\u2019aria era velenosa.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nproduttivismo capitalista dava segni di cedimento ben prima di questa\nepidemia e oramai  non solo gli ecologisti <em>\n<\/em>sapevano\nche il livello dei ritmi di produzione e di scambi avevano raggiunto\nil limite rischiando di far collassare il sistema.<\/p>\n\n\n\n<p>\nUn\nproblema sicuramente pieno di sfaccettature e complesso quello di un\nsistema giunto ad un livello di saturazione tale che necessita, per\nsopravvivere, di essere bloccato.<\/p>\n\n\n\n<p>In\nprima battuta si pu\u00f2 affermare che un problema sistemico non sia per\nforza un problema avvertito da <em>tutti\n<\/em>gli\nattori, per esempio a riguardo delle emissioni di gas serra, la\nprecaria soluzione \u00e8 quella  di una competizione molto feroce tra\ngli stati e le grandi multinazionali sulle quote di emissione.<\/p>\n\n\n\n<p>Da\nquesta piccola considerazione si possono intravedere alcuni scenari\nper il nostro presente pandemico rispetto a improbabili parametri\ncomuni sui futuri blocchi della produzione e alla corsa forsennata\nper accaparrarsi soluzioni mediche all\u2019avanguardia per competere\nnei mercati internazionali.La\nsalvaguardia della salute della popolazione produttiva\npare\nora diventare un parametro necessario alla conservazione del proprio\nruolo all\u2019interno del sistema, cessando di essere solo un\u2019istanza\ndi magnati illuminati e <em>green<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>A\nscanso di equivoci, non si vuole qui affermare che si andr\u00e0\nimponendo una versione paternalistica del capitalismo attuale, dove i\npadroni si prodigheranno a far crescere il benessere nella\npopolazione oppure che gli Stati riformeranno su parametri\nuniversalistici i sistemi sanitari nazionali. Piuttosto si vuole\nrimarcare l\u2019idea che la salute e l\u2019ambiente <em>necessariamente<\/em>\ndiventeranno centrali nel decidere le sorti della concorrenza\nintercapitalistica e, quindi, si imporranno come parole d\u2019ordine a\ncui a tutti verr\u00e0 ordinato di sottostare.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIII<\/p>\n\n\n\n<p>Se\nla velocit\u00e0 e l\u2019ubiquit\u00e0 sono ci\u00f2 che hanno reso questo fenomeno\nuna brutta gatta da pelare per gli Stati, d\u2019altra parte ci\u00f2 che\naffligge soprattutto gli sfruttati che occupano il mondo \u00e8 il suo\ncarattere di massa. Milioni di persone hanno esperito, e stanno\nfacendo esperienza, di cosa significhi vivere in un ambiente\nantropico ostile alla vita umana, un tipo di esperienza che fino a\npoco tempo fa era circoscritta ad ambiti di realt\u00e0 gravemente\ncompromessi.<\/p>\n\n\n\n<p>La\npossibilit\u00e0 di questa esperienza comune potrebbe dare una\nmaterialit\u00e0 a tutta una serie di discorsi prima citati.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nmaterialit\u00e0 che \u00e8 prima di tutto biologica ma che potrebbe\nsostanziarsi in un atteggiamento di classe. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nc\u2019\u00e8 nessun automatismo che lo garantisca, come gli esempi che ci\narrivano dai tanti luoghi contaminati di questo mondo ci insegnano.\nDi certo per molti sfruttati l\u2019obiettivo di riempirsi la pancia\noggi potrebbe rendere un po\u2019 pi\u00f9 dolce la consapevolezza di\nprodurre la propria morte dopodomani. Ma davanti a un\u2019esperienza di\nmassa potrebbero saltare tutti quegli <em>escamotage\n<\/em>individuali\nper indorarsi la pillola: e l\u2019imporsi dell\u2019idea che non c\u2019\u00e8\nuna via d\u2019uscita.<\/p>\n\n\n\n<p>\nPerch\u00e8,\nin fin dei conti, l\u2019esposizione al rischio sta gi\u00e0 svelando\nl\u2019arcano del cosiddetto distanziamento sociale che non \u00e8 altro che\nuna rimodulazione della separazione tra le classi.<\/p>\n\n\n\n<p>Se\nne sono accorti bene i detenuti di tutto il mondo e i lavoratori\ncostretti a continuare produrre, se ne accorgeranno a breve anche\ntutti gli altri che saranno costretti a tornare a lavorare e quelli\nche dovranno affrontare le conseguenze della nuova normalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E\nse la situazione non muta in poco tempo, i ricchi troveranno\nsicuramente un modo per allontanarsi dalle conseguenze del mondo\nnocivo su cui basano i loro privilegi.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019\nnecessario comprendere come a livello ideologico sia veramente\npericoloso l\u2019imporsi di discorsi dall\u2019impronta <em>biologista<\/em>\nsull\u2019esposizione e l\u2019allocazione del rischio infettivo. Quei\ndiscorsi che tracciano delle linee su parametri biologici, come\nl\u2019et\u00e0, per dare o togliere libert\u00e0 o restrizioni, oppure tutti\nquelli che lamentano l\u2019eccessivo sovraffollamento o la carenza di\nnorme igieniche come un dato naturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questi\ndiscorsi ci spogliano di qualsiasi capacit\u00e0 etica di fronte al\nproblema, poich\u00e9 riconoscono come <em>sacrificabili<\/em>\nalcuni individui. In questo modo tracciano delle separazioni tra\ncoloro che potrebbero almeno desiderare, se non provare, a rovesciare\nquesta societ\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre,\nin questo modo, scompare la sola e gracile idea emancipatrice di\nquesta malattia: il fatto che l\u2019essere umano riconosca di\ncondividere il medesimo ambiente e che se qualcuno potr\u00e0 permettersi\ndi salvarsi, per  tutti gli altri, ogni giorno di pi\u00f9, anche quando\nl\u2019epidemia sar\u00e0 finita, non rester\u00e0 che respirare la medesima\naria.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche\nin questo caso si tratta di intravedere un ambito di intervento, un\npossibile orizzonte comune e non certo di una formula magica. Difatti\npotrebbero essere numerosissimi gli esempi di come questa situazione\nproduca anche processi opposti di isolamento, diffidenza reciproca\noppure di come in molti permanga l\u2019illusione che questi sacrifici\nservano a riottenere una vita nuovamente all\u2019altezza dei propri\n<em>standard<\/em>\ndi comfort e consumi.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019altra\nparte, per\u00f2, non si tratta di una semplice alternativa tra <em>libert\u00e0\n<\/em>e\n<em>paura\n<\/em>quanto\npiuttosto tra <em>libert\u00e0\ndi esporsi o meno a un rischio <\/em>e\n<em>trovarsi\ncostretti a doverlo fare <\/em>per\nsopravvivere.<\/p>\n\n\n\n<p>\nNon\ncrediamo che svilire le altrui fobie serva a molto in questa\nsituazione quanto piuttosto sarebbe pi\u00f9 utile smontare la percezione\ndel rischio che ci viene propinata, totalmente schiacciata  sulle\nresponsabilit\u00e0 individuali e sulla paura del corpo dell\u2019altro.\nAnche perch\u00e9 i tempi che verranno, ci insegneranno che ci sono cose\npi\u00f9 terribili di cui avere paura.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIV<\/p>\n\n\n\n<p>\nLa\nversione ufficiale di come affrontare queste problematiche \u00e8 farcita\nda una buona dose d\u2019ottimismo.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\nottimismo di certo propagandato, ma anche condiviso in buona fede da\nuna ampia parte degli sfruttati.<\/p>\n\n\n\n<p>Pare\n<em>ci\nsia ancora tempo<\/em>,\ntempo per convertire la produzione, per mitigare le conseguenze\ndell\u2019inquinamento, per trovare cure a chi ne \u00e8 vittima.<\/p>\n\n\n\n<p>E\ninsomma, proprio perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tempo, l\u2019innovazione tecnologica\nspinta nella giusta direzione risolver\u00e0 i problemi mantenendo gli\nadeguati livelli di produzione, consumo e  profitto.<\/p>\n\n\n\n<p>\nDel\nresto anche ora in questa pandemia ci somministrano le stesse\nricette: attraverso la quarantena cercano di guadagnare il tempo\nnecessario a sviluppare le tecnologie adeguate, non certo per mettere\nin sicurezza la popolazione, ma per far ripartire il sistema.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel\ngrande palcoscenico attuale le posizioni sul cambiamento climatico e\nsulla pandemia sono quasi simmetriche: da una parte ci sono i\nnegazionisti &#8211; ultimamente un po\u2019 in difficolt\u00e0 poich\u00e9 si trovano\nad affrontare, nello stesso tempo, il crollo del prezzo del petrolio\ne a dover, a malincuore, bloccare la produzione industriale a causa\ndell\u2019emergenza sanitaria &#8211; dall\u2019altra i cosiddetti sostenitori\ndel Green New Deal che a tutt\u2019oggi sbandierano la possibilit\u00e0\nalquanto\nfantasiosa secondo cui il salvataggio del pianeta e dell\u2019umanit\u00e0 \npotrebbero convivere benissimo con la ripresa economica capitalista.<\/p>\n\n\n\n<p>Sono\neffettivamente questi ultimi che da anni cercano di convincerci\ndell\u2019alto valore dei buoni comportamenti individuali, spacciandoci\nl\u2019apertura di nuove fette di mercato (dalle borracce, alle auto\nelettriche passando per le mascherine e il tracciamento dei\ncontatti), come l\u2019unica soluzione a dei problemi sistemici che loro\nstessi hanno generato.<\/p>\n\n\n\n<p>\nIl\nproblema non \u00e8 soltanto quello del recupero delle istanze radicali.<\/p>\n\n\n\n<p>Da\nscalfire, davanti a questa pandemia, \u00e8 la speranza che il peggio\npossa essere posticipato, perch\u00e9 \u00e8 una speranza che ci toglie il\ntempo di agire.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nsi daranno soluzioni morbide davanti alle emergenze e, come si vede\nbene di questi tempi, non c\u2019\u00e8, davanti alla paura di morire,\nnessuna rimostranza che tenga.<\/p>\n\n\n\n<p>La\ncosiddetta <em>transizione\necologica<\/em>\nnon sar\u00e0 di certo un passaggio felice e si manifester\u00e0 sempre pi\u00f9\ncome un passaggio necessario alla conservazione stessa dell\u2019apparato\nproduttivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Da una parte c\u2019\u00e8 la portentosa capacit\u00e0 di convincimento di misure che vengono adottate per la sopravvivenza, aventi quindi carattere di necessit\u00e0, che investono gli Stati di un enorme potere materiale e simbolico &#8211; di cui questa crisi sanitaria ci ha dato un buon esempio -; dall\u2019altra ci sono le istanze degli ultimi su cui verranno sempre di pi\u00f9 scaricate le conseguenze di questo mondo marcio, <em>ultimi<\/em> che si troveranno sempre di pi\u00f9 a scegliere tra la mera sopravvivenza dettata da un ambiente antropico ostile e le condizioni possibili per vivere una vita che valga la pena di essere vissuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Da tempo si sapeva che l\u2019inabitabilit\u00e0 del pianeta era uno degli scenari pi\u00f9 probabili nel quale ci saremmo trovati ben presto, quest\u2019emergenza ne sta dando un assaggio a tutti.<\/p>\n\n\n\n<p> <em>La retorica di un crescente benessere che il capitalismo avrebbe\n   pian piano assicurato un po\u2019 a tutti, \u00e8 ormai morta e sepolta da  \ntempo.<\/em><br><em>L\u2019immagine  con cui le autorit\u00e0 hanno tentato di  \nrappresentare il mondo riservato  alla gran parte degli uomini e delle  \ndonne, \u00e8 diventata pi\u00f9 simile a una  scala a pioli, cui bisogna tentar  \ndi restare aggrappati con le unghie e  coi denti, per evitare di cadere \n gi\u00f9 ai tanti scossoni che le vengono  dati.<\/em><br><em>Una scala cui  \ncontinuano a togliere punti d\u2019appoggio,  mentre aumenta il numero di  \nuomini e donne in cerca di un appiglio. La  prepotente entrata in scena \n del Covid19 minaccia di renderla ancor pi\u00f9  carica e traballante.<\/em><br><em>Tenteremo\n  di approfondire la questione  in un testo che uscir\u00e0 a puntate, una a \n settimana, in cui se ne  affronteranno di volta in volta alcuni  \nspecifici aspetti. Un testo  redatto a pi\u00f9 mani, da alcuni compagni che \n partecipano alla redazione di  questo blog e da altri che invece non ne\n  fanno parte. I singoli  capitoletti potranno quindi avere uno stile e \n magari dei punti di vista  diversi o contenere delle ripetizioni.<\/em><br><em>Del\n  resto le  possibilit\u00e0 di confrontarsi collettivamente in questi giorni\n  sono  notevolmente ridotte e discutere attraverso piattaforme online \nnon  \u00e8  certo la stessa cosa che farlo vis a vis.<\/em>  <\/p>\n\n\n\n<p>Se vi siete persi le altre puntate di<em> Dietro l\u2019angolo<\/em> potete leggerle cliccando qui sotto.<\/p>\n\n\n\n<p> <em><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/07\/dietro-langolo-pt-1\/\">Tra salti e accellerazioni. A mo\u2019 d\u2019introduzione.<\/a><\/em> <\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/16\/dietro-langolo-pt-2-qualche-ipotesi-su-covid-19-e-sul-mondo-in-cui-vivremo\/\">Cablaggi di Stato<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><em><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/21\/dietro-langolo-pt-3-nord-sud-ovest-est\/\">Nord sud ovest est<\/a><\/em><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/28\/dietro-langolo-pt-4-taglio-netto\/\">Taglio netto<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUALCHE IPOTESI SU COVID 19 e SUL MONDO IN CUI VIVREMO Le epidemie convivono da<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34858,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,143,142],"tags":[],"class_list":["post-34856","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario","category-dietro-langolo","category-stato-di-pandemia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34856","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34856"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34856\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34867,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34856\/revisions\/34867"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34858"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34856"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34856"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34856"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}