{"id":34936,"date":"2020-06-03T13:15:33","date_gmt":"2020-06-03T11:15:33","guid":{"rendered":"https:\/\/macerie.org\/?p=34936"},"modified":"2020-06-10T09:05:35","modified_gmt":"2020-06-10T07:05:35","slug":"dietro-langolo-pt-8-un-lato-oscuro-ancora-su-guerra-civile-e-insurrezione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/06\/03\/dietro-langolo-pt-8-un-lato-oscuro-ancora-su-guerra-civile-e-insurrezione\/","title":{"rendered":"DIETRO L&#8217;ANGOLO PT.8 &#8211; UN LATO OSCURO. ANCORA SU GUERRA CIVILE E INSURREZIONE"},"content":{"rendered":"\n<p>QUALCHE IPOTESI SU COVID-19 e SUL MONDO IN CUI VIVREMO.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel\ncorso dell\u2019attuale epidemia di Covid-19, e soprattutto nel suo\nportato di misure di contenimento sanitarie e sociali sono apparse\nblande seppur allusive manifestazioni di una questione inquietante.\nUna questione complessa che, a memoria, \u00e8 emersa all\u2019interno della\nteoria e analisi anarchiche con tremenda urgenza durante uno degli\navvenimenti che pi\u00f9 hanno ecceduto gli schemi logici con cui sino ad\nallora si affrontavano gli scenari bellici: il massacro jugoslavo. Ci\nsembra che il libretto <em>Guerra\ncivile<\/em>\ndi Alfredo M. Bonanno<a href=\"#sdfootnote1sym\"><sup>1<\/sup><\/a>\nsia un contributo inaggirabile per l\u2019elaborazione rivoluzionaria,\nnon solo per l\u2019originalissima prospettiva analitica, ma soprattutto\nper le questioni etiche che tale tema pone, non l\u00ec esplicitamente\naffrontate e per questo tutte da svolgere.<\/p>\n\n\n\n<p>Le\nrighe che seguono riprenderanno la tematica non solo per affrontare\nquesto imperativo, ma anche perch\u00e9 non ci sembra peregrino\nriproporre e riprendere l\u2019analisi di questo complesso teorico (e\npratico) proprio in un momento che, come allora, ci costringe a fare\ni conti con una eccezionalit\u00e0 che ha stravolto, stravolge e\nstravolger\u00e0 il modo di vivere a cui tutti, con pi\u00f9 o meno agio,\neravamo abituati.<\/p>\n\n\n<p><!--more--><\/p>\n<p><\/p>\n\n\n<p>Lungo\nil corso del testo apparir\u00e0 euristicamente quella che probabilmente\n\u00e8 una definizione minimale e scolastica di <em>guerra\ncivile come conflitto anomico, diffuso e infra-nazionale<\/em>,\n<em>caratterizzato\nda violenza indiscriminata potenzialmente senza limiti<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\npremessa doverosa: faremo di certo torto all\u2019intelligenza di tante\nlettrici e lettori, ma vorremmo sottolineare a priori come per chi\nscrive lo scenario di \u2018guerra civile\u2019, per quanto a noi\nsconosciuto, disgusti profondamente.<\/p>\n\n\n\n<p>\nTuttavia, ad essere\nonesti, non pare sufficiente contrapporvi il concetto di \u2018guerra\nsociale\u2019, ovvero non sia sufficiente indirizzare programmaticamente\ni nostri sforzi pratici e analitici verso momenti di lotta in cui si\ncontrappongono chiaramente (interessi di) sfruttati e sfruttatori.\nNon \u00e8 sufficiente sostenere la necessit\u00e0 della guerra sociale\ncontro la mostruosit\u00e0 della guerra civile. Siamo certi che questo in\nnessun modo potrebbe metterci al riparo, facendoci imboccare i retti\nbinari della rivoluzione emancipatrice.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\n\u00e8 difficile sostenere che le dinamiche insurrezionali, necessarie\nper aprire possibilit\u00e0 di liberazione collettiva, non hanno mai uno\nsvolgimento lineare, animate come sono da tensioni variegate e\ncontraddittorie, di cui spesso \u00e8 difficile dare un significato etico\nunivoco. La \u2018guerra civile\u2019 ci pare non certo il contesto\nauspicabile in cui agire (lo ripetiamo ancora una volta), ma di certo\nuno tra i probabili esiti di certe rotture o svolte improvvise nella\nquotidianit\u00e0 alle nostre latitudini.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\nconcludere. Il tema \u2018guerra civile\u2019 ha peso e sembra ancora una\nvolta inaggirabile perch\u00e9 ha tutte le carte in regola per essere\nl\u2019<em>impensato<\/em>\ndell\u2019insurrezione, il suo lato oscuro. Da una parte, abbiamo a che\nfare con un campo teorico e pratico in cui ci si \u00e8 mossi \u2013\nperlomeno dal punto di vista teorico \u2013 in lungo e in largo, con\nindubbia originalit\u00e0 e elaborazioni concettuali tuttora preziose e\nvalide. Dall\u2019altra, abbiamo una certezza: chiunque pensi e agisca\ncon la pretesa di scatenare o partecipare a lotte con sbocchi\ninsurrezionali non pu\u00f2 non avere ben chiaro che il loro probabile\nsvolgimento avr\u00e0 di certo a che fare con quella che pu\u00f2 essere\ndefinita \u2018guerra civile\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>La\npresente pandemia di Covid-19 ha causato e causer\u00e0 imponenti\nfratture nella quotidianit\u00e0 di praticamente tutti gli abitanti del\npianeta. In questo luogo non verr\u00e0 affrontata la cosiddetta\n<em>narrazione\ndominante<\/em>\nsul Covid-19, piuttosto la pandemia verr\u00e0 considerata da un unico e\npur complesso lato: come un momento di rottura, di profonda crisi del\nsistema capitalistico nazionale e trans-nazionale.<\/p>\n\n\n\n<p>Come\ntale, come improvviso e imprevisto avvenimento critico chiama in\ncausa, seppur da un\u2019angolazione inedita, la teoria e la pratica\nrivoluzionaria: molteplici strutture del potere, a pi\u00f9 livelli,\nvengono intaccate e messe parzialmente o totalmente fuori uso. Una\ncrisi del genere, a nostro parere ha pi\u00f9 differenze che analogie con\nle crisi economiche che, anche di recente, minano il funzionamento\ndel sistema capitalistico avanzato: le sue ripercussioni sono molto\npi\u00f9 immediate sulla vita delle persone e probabilmente questa ha\nricevuto molta meno attenzione in termini di previsioni e relative\ncontromosse economiche e politiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Una\nspaccatura di tale portata ridisegner\u00e0, tra le altre mille cose, gli\nequilibri nello scontro tra sfruttati e sfruttatori. Se da una parte\nle misure antiepidemiche si innestano organicamente su efficienti per\nquanto inedite modalit\u00e0 di produzione, distribuzione e consumo (e\ndella loro difesa), dall\u2019altra costringono e costringeranno\naltissimi numeri di sfruttati in spazi angusti di vivibilit\u00e0 e di\naccesso ai beni primari.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nrisulta quindi peregrino un tentativo ulteriore di analisi della\n<em>guerra\ncivile<\/em>,\nnelle sue intensit\u00e0 pi\u00f9 variabili, nelle sue forme oscure che\npaiono potersi\nripresentare ed acuire perfino\nin latitudini che si reputavano al sicuro da bubboni di brutalit\u00e0 e\ndi scontro anomico.<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche\nanno fa, un brillante articolo<a href=\"#sdfootnote2sym\"><sup>2<\/sup><\/a>\npubblicato da un mensile anarchico, si inseriva nel minuscolo\ndibattito sull\u2019analisi del concetto di \u2018guerra civile\u2019,\napportando preziose critiche ad un precedente scritto sul tema<a href=\"#sdfootnote3sym\"><sup>3<\/sup><\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>Schematicamente\nlo scritto sosteneva che:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>la\n\tguerra civile, perlomeno nella presente epoca, non si manifesta come\n\tun conflitto capace di eccedere <em>ogni\n\t<\/em>limite;\n\tun tale conflitto, pur iscritto nel profondo di ogni organismo\n\tsociale, non \u00e8 mai scollegato dal contesto principale in cui\n\tavviene, anche nei casi di crisi irreparabile;\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>non\n\t\u00e8 possibile immaginare il retrocedere di uno Stato-nazione con i\n\tsuoi apparati sullo stesso piano di azione di emergenti formazioni\n\torganizzate, eventualmente partecipanti al conflitto;\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>lo\n\tStato \u00e8 infatti \u2018ci\u00f2 che, in ultima istanza, decide delle sorti\n\tdella guerra civile\u2019, ovvero ha una funzione che nel corso della\n\tsua durata (ma che perdura anche nel caso di sua dissoluzione) si\n\tarticola come <em>sapere\n\tdi Stato<\/em>\n\t= capacit\u00e0 di dare forma ad un conflitto e <em>potere\n\tdi Stato <\/em>=\n\tcapacit\u00e0 di esercitare il monopolio della forza;\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>questo\n\tsignifica che lo Stato esiste, quando \u00e8 in salute, come agente di\n\tsospensione della guerra civile, non del suo annullamento: sulla\n\tminaccia sempre presente di esplosione di suoi focolai costruisce il\n\tsuo consenso;\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>ma\n\tquesto significa infine che la guerra civile gode di un\u2019esistenza\n\tstrisciante, sotterranea all\u2019interno delle societ\u00e0 organizzate in\n\tStato e che perci\u00f2 segue e si sviluppa su assi e traiettorie\n\tisomorfe ai rapporti di forza consolidatisi in esso;\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Terremo\na mente questi punti per sviluppare il presente elaborato, il cui\npunto di osservazione \u00e8 il suolo italico, nello specifico un\ncontesto urbano semimetropolitano. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Ancor\nprima dello sconvolgimento della quotidianit\u00e0 cittadina via decreto,\na fare data dal 9 di marzo, le caratteristiche proprie della epidemia\nhanno dispiegato una dinamica antica, la caccia all\u2019untore, che,\ncome proveremo ad argomentare non pu\u00f2 fare a meno di richiamare la\nfigura pi\u00f9 arcaica e fondamentale del capro espiatorio.<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0\ndagli inizi di febbraio possiamo reperire notizie grottesche e\nrealissime di fobia isterica, spesso incarnata in attacchi fisici,\nverso persone fisiognomicamente asiatiche, e cinesi nello specifico.\nPresunti veicoli del virus, i e le cinesi, i negozi e i ristoranti da\nessi gestiti son stati individuati da ampie porzioni di popolazione\ncome \u2018il\u2019 problema, come luoghi e corpi di cui sospettare, da\ntenere a distanza, da evitare quando non da attaccare.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nrapido evolvere della situazione, le successive e sempre pi\u00f9\nstringenti misure di contenimento hanno fatto scivolare la psicosi\nverso il Celeste Impero in secondo o terzo piano (non volendo entrare\nnel grottesco dibattito sulle presunte colpe <em>ab\norigine<\/em>\ndi diffusione epidemica, come se il virus fosse un gattino scappato\nsui tetti del vicinato).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo\nla Cina altre figure hanno rapidamente occupato la casella funzionale\ndel capro espiatorio, in una sequela di ruoli sempre pi\u00f9 improbabili\ne, fattore non di secondaria importanza, vaghi, cio\u00e8 non\nimmediatamente riconoscibili \u2013 senza pi\u00f9 gli occhi a mandorla, o\nmeglio, non solo \u2013.<\/p>\n\n\n\n<p>A\nquesto punto del discorso \u00e8 utile presupporre la funzione\nfondamentale e fondativa che il capro espiatorio svolge all\u2019interno\ndelle comunit\u00e0, macro o micro che siano. Seppur sia stato molto\nimportante il ruolo dello Stato nell\u2019individuazione del colpevole\ndello spargimento del virus \u2013 chi non sta a casa, chi corre, i\nfurbetti, chi non rispetta il distanziamento sociale \u2013, ci pare\ntuttavia che in frangenti di crisi generale, di difficile\ncomprensione, di incertezza, il colpevole, la <em>funzione\ndi colpevole<\/em>\nsvolga una cruciale importanza sia su un livello individuale sia su\nuno collettivo.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nsi pu\u00f2 non collocare il concetto di capro espiatorio all\u2019interno\ndi una costellazione di altri concetti: danno, colpa, violenza,\nsacrificio\/sanzione, obliterazione\/soluzione del danno.<\/p>\n\n\n\n<p>Per\ntrivializzare: di fronte ad un <em>danno<\/em>\nse ne cerca la causa, che \u00e8 immediatamente <em>colpa<\/em>;\nattraverso la <em>violenza<\/em>\n(con le sue forme pi\u00f9 raffinate e accettabili fino alle pi\u00f9\nbrutali) si persegue la <em>soluzione<\/em>\ndel danno, la sua riparazione; tale processo ha come passaggio\nobbligato, come punto d\u2019equilibrio, il capro espiatorio, la\n<em>sanzione<\/em>\ndel colpevole (tale o presunto).<\/p>\n\n\n\n<p>A\nben vedere, da questo schema non eccedono neanche modelli alternativi\ndi capro espiatorio: si pensi semplicemente al \u2013 sacrosanto e pi\u00f9\npreciso \u2013 modello teorico e pratico proposto dalla \u2018nostra\u2019\nparte, laddove il \u2018colpevole\u2019 \u00e8 individuato tra le file del\nnemico di classe. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Non\n\u00e8 questo il luogo per provare a sondare la validit\u00e0 di questo\nschema, n\u00e9 tantomeno\timmaginare soluzioni alternative. Ci\naccontenteremo di dimostrare che proprio perch\u00e9, volenti o nolenti,\nci si trova a muoverci in un contesto di questo tipo, le conseguenze\nsaranno pi\u00f9 buie e drammatiche di quanto ci si possa aspettare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricapitoliamo\nquanto esposto finora:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>lo\n\tStato versa in un momento di crisi di cui esso stesso non conosce la\n\tfine n\u00e9 gli effetti che avr\u00e0 nella vita del corpo sociale (ovvero\n\tnon conosce a priori gli effetti che le misure post-crisi potranno\n\tdispiegare nella societ\u00e0);\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>ogni\n\tcomunit\u00e0 non si pu\u00f2 sottrarre alla dinamica del capro espiatorio\n\tdi fronte a quelli che vengono interpretati come danni o torti, ed \u00e8\n\tpronta, al di l\u00e0 dei limiti democratici, progressisti, umanitari,\n\trazionali, ad agire in modo violento verso il colpevole supposto;\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>la\n\tguerra civile non \u00e8 uno scenario che sostituisce il presente stato\n\tdi cose in determinati momenti di anomia, ma esiste in maniera\n\tstrisciante, in qualche modo controllata, nel ventre della cosa\n\tpubblica; e che i suoi rapporti di forza dormienti seguano le linee\n\ttracciate dalla strategia gestionale di controllo e repressione\n\tstatali;\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>la\n\tpresente pandemia di Covid-19 avr\u00e0 ripercussioni imponderabili non\n\tsolo sulle economie globali, ma immediati riverberi sull\u2019esistenza\n\tdi gran parte della popolazione: dal punto di vista occupazionale,\n\tdei consumi, dei costumi;\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>Tutto\nci\u00f2 pu\u00f2 fare legittimamente presagire una serie di turbolenze\nsociali. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Da\nqualche parte sono gi\u00e0 iniziate. Da qualche altra esistono\nstrutturalmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Se\nsi guarda con attenzione ai periodi di crisi in cui non appaiono fasi\ndi sovversione diffusa sufficientemente incisive, non si pu\u00f2 che\nnotare l\u2019acuirsi della ferocia con cui i <em>poveri<\/em>\norganizzano la propria sopravvivenza. Non ci si riferisce qui a\nun\u2019antropologia negativa del tipo <em>homo\nhominis lupus<\/em>:non\ndobbiamo pensare ad una natura\numana \u2013 concetto molto problematico \u2013  <em>cattiva<\/em>,\nquanto piuttosto a dinamiche dalle coordinate precise, spesso\npianificate e ampiamente previste da analisti e governanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Finito\nil sogno illuminista e novecentesco di un\u2019emancipazione comune,\nquando l\u2019esistenza materiale pone alle strette, il risultato quasi\ndeterministico \u00e8 quello dell\u2019accaparramento di ci\u00f2 che \u00e8\nnecessario, con mezzi e fini a tratti insostenibili. L\u2019esistenza di\nmolti, al netto del niente in cui si riproduce, si arrabatta <em>gi\u00e0<\/em>\n<em>ora<\/em>\ntra l\u2019affitto di un posto da dormire su un marciapiede, tra i\nfurgoncini in cui il caporalato organizza il lavoro tra i campi,\nstrappando elemosine dal collo di un\u2019anziana, in una busta di <em>roba\n<\/em>all\u2019angolo.\nTra le spire di un mercato sommerso, con prezzi esosi, capace di\ndistribuire beni a cui ai pi\u00f9 \u00e8 negato un accesso formale, il cui\ncontrollo \u00e8 spesso appannaggio di soggetti parastatali capillari,\nautodifesi e abili nella riscossione di crediti.<\/p>\n\n\n\n<p>Fenomeni\nche individualmente possono essere ascritti a dinamiche di un\nultra-sfruttamento ferocissimo e cannibale, ma che, moltiplicate e\ncomplicate nei sistemi complessi che sono le citt\u00e0 e le metropoli,\nsi traducono in dinamiche che afferiscono a ci\u00f2 che definiamo guerra\ncivile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nconflitto endemico all\u2019interno della classe sociale degli esclusi\npotrebbe dunque con la crisi economica della pandemia portare\nall\u2019inasprimento ulteriore delle dinamiche di cui sopra. Guerra che\nnon solo vedrebbe i sovversivi in difficolt\u00e0 rispetto alla sua\nintellegibilit\u00e0, ma che li costringerebbe a far fronte a tensioni\nche spostano inevitabilmente il punto dalla lotta contro padroni e\ngovernanti a quello di doversi guardare le spalle da pericoli\nmoltiplicati e su fronti inediti. Non si descrive qui uno scenario da\ntetra fantapolitica, ma quello che accade conseguentemente alla\ntrasformazione di ogni pezzo di questa Terra in spazio di mercato\ndalle risorse limitate e dalla repressione spudorata. Un conflitto\nacuto e diffuso che rende poco vivibili per tutti le strade dovrebbe\nessere affrontato con rigore ideale e cautela ferrea. Per non subire\no ignorare da una parte le angherie e le violenze di cui \u00e8 composto,\ndall\u2019altra per non finire nel derubricarlo come inevitabile\n\u201cdelinquenza\u201d, dimenticando di fatto la questione sociale e\nabbandonandosi alla guerra tra bande.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad\nogni modo. siamo convinti che nei momenti di crisi reale e vissuta\nmolti nodi vengano al pettine, a discapito dei diversi piani di\nretorica, naif, caramellosi, ecumenici che l\u2019inesauribile macchina\nideologica che \u00e8 lo Stato ha per questi frangenti: abbiamo letto del\nmalcontento montato nel settore sanitario e produttivo in generale;\npossiamo immaginare che le dinamiche di potere, nella loro\nintollerabilit\u00e0, emergano con pi\u00f9 chiarezza rispetto ai periodi di\n\u2018normalit\u00e0\u2019.<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nsiamo tuttavia sicuri che, all\u2019acuirsi della tensione, ci si\n<em>ricordi<\/em>\ndelle responsabilit\u00e0 precise. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Che\ntipo di scontro potr\u00e0 mai esplicarsi in societ\u00e0 che non solo non\nesprimono da decenni capacit\u00e0 di analisi e organizzazione di classe\nma soprattutto che non hanno pi\u00f9 dinamiche interne capaci di\ndimostrarne chiaramente la struttura di classe? Chi sono oggi gli\nsfruttatori? Chi \u00e8 oggi, o meglio ancora, domani, il nemico?<\/p>\n\n\n\n<p>Temiamo\nche per distribuire e sanzionare le colpe sia sempre pi\u00f9 facile\nimboccare le strade gi\u00e0 battute: gli <em>altri<\/em>\nin generali, poveri, stranieri, marginali, furbetti di turno, non\nallineati, avversari corporativi e via elencando. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Qualche\nanno fa un compagno scriveva<em>l\u2019insurrezione\nfa splendere il sole a mezzanotte perch\u00e9 in essa gli individui\nsentono, avvertono, evocano e vedono la potenza che hanno sempre\navuto: quella di negare la propria condizione. <\/em>\n<\/p>\n\n\n\n<p>Non\nsappiamo se ci saranno insurrezioni. Sappiamo che ci saranno\nmalcontento, rabbia, paura, incertezza, e sappiamo che queste cose\nsono il combustibile delle insurrezioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\nulteriore punto sarebbe capire cosa significhi <em>negare\nla<\/em>\n<em>propria\ncondizione<\/em>:\na noi piacerebbe che si negasse la condizione di sfruttati,\nsubalterni, oppressi. Che ci si batta per negare la propria\ncondizione e quella degli altri in cui ci si possa riconoscere.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece\n\u00e8 probabile che nel presente stato di cose e soprattutto\nnell\u2019immediato futuro, l\u2019esigenza prioritaria di ogni sfruttato\nsar\u00e0 quella di riappropriarsi di quanto appena perso, a discapito\nsoprattutto dei pi\u00f9 prossimi, di tutti quelli che versano in\nfrangenti simili. Probabilmente con modalit\u00e0 e strumenti\ninimmaginabili, propri di una crisi inaudita. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Non\npotremo per\u00f2 girarci per non vedere. In primo luogo perch\u00e9, come\nsfruttati, la questione ci riguarder\u00e0 da molto vicino. In secondo\nluogo perch\u00e9 se \u00e8 vero che le insurrezioni non sono mai pure, sono\nimpure in entrambi i sensi. Mai solo rivoluzione, mai solo reazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche\nnei contesti di pi\u00f9 difficile lettura e intervento, ci sono sempre\nstati momenti di rottura che, pur frammisti ed intrecciati ad altri\ndi segno opposto, hanno alluso o costituito passaggi di\nemancipazione.<\/p>\n\n\n\n<p><em>Postilla\ndi fine maggio \u201920<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Questo\ntesto \u00e8 stato redatto intorno alla met\u00e0 di marzo, nell\u2019ottica\ndella collazione di testi in uscita sul blog <em>Macerie\ne storie di Torino<\/em>.\nAd una rilettura due o tre punti che sarebbero inevitabilmente\nsuonato come superati dagli eventi son stati aggiustati, altri li\nabbiamo lasciati volutamente come erano. Indubbiamente molti punti\ntrattati, nonostante le aggiunte continue, hanno necessit\u00e0 di\napprofondimento ulteriore. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Il\nbacino di esempi e fatti di cronaca da pandemia, allo stesso tempo\nagrodolci, grotteschi, inaccettabili e catartici, che potrebbero\nsupportare quanto scritto sopra \u00e8 vastissimo.<\/p>\n\n\n\n<p>Se\ndovessimo circoscrivere qui dei campi di forze \u2013 si badi, non dei\n<em>soggetti<\/em>\n\u2013  particolarmente fecondi per innescare o alimentare dinamiche da\nguerra civile, potremmo eleggere:<\/p>\n\n\n\n<ul class=\"wp-block-list\"><li>gli\n\teffetti selettivi e distributivi della previdenza sociale,\n\triscopertasi fondamentale ai tempi del Covid-19, che, con i suoi\n\tbizantinismi creer\u00e0 diverse categorie di persone dipendenti dal\n\tsostegno al reddito. Come ogni differenziazione anche questa sar\u00e0\n\tfacilmente radice di cannibalismo sociale e scontro indiscriminato;\n\t<\/li><li>quel\n\tmagma eterogeneo e confuso, distillato di differenti tensioni che si\n\tpotrebbero definire complottiste, populiste, sovraniste,\n\tcorporativiste, che ha dimostrato insofferenza palese alle varie\n\tmisure di ministri e governatori soprattutto sui social network (un\n\tesempio locale, il cosiddetto <em>Movimento\n\tdei Forconi<\/em>\n\ta Torino); ad ora un popolo da tastiera, ma uno spettro\n\tsignificativo di cosa ribolla nello stomaco di quello che fino a\n\tieri l\u2019altro si chiamava proletariato;\n\t<\/li><li>la\n\tmeta-distinzione tra salute e malattia, tra chi pu\u00f2 e deve essere\n\tsano e chi invece rimane o pu\u00f2 rimanere o deve nella casella del\n\tmalato, del non salvabile, del sacrificabile; un taglio che si va ad\n\taggiungere tra le innumerevoli linee di esclusione, inclusione e\n\tinclusione forzata che attraversano le societ\u00e0 contemporanee, e i\n\tcui effetti, soprattutto in quelle sotto capitalismo avanzato,\n\tpotrebbero scompaginarne le strutture;\n\t<\/li><li>non\n\tultimo le vecchissime e nuovissime identit\u00e0 regionali, se non\n\tetniche, riemerse in un contesto dove la diffusione a macchia di\n\tleopardo del virus ha reso diversamente efficaci (o gradite) le\n\tmisure del Governo centrale, emesse su una dimensione nazionale; per\n\tora lo scontro \u00e8 soprattutto politico istituzionale, ma scriviamo\n\tche ancora gli spostamenti tra Regioni sono vietati.\n<\/li><\/ul>\n\n\n\n<p>\n\t<a href=\"#sdfootnote1anc\">1<\/a><sup>\u0002<\/sup>\n\tA. M. Bonanno, <em>Guerra\n\tcivile<\/em>, Edizioni\n\tAnarchismo, Catania, 1995.<\/p>\n\n\n\n<p>\n\t<a href=\"#sdfootnote2anc\">2<\/a><sup>\u0002<\/sup>\n\tInvece n\u00b0 22, <em>Combattere\n\tla guerra civile<\/em>,\n\tmarzo 2013.<\/p>\n\n\n\n<p> <a href=\"#sdfootnote3anc\">3<\/a><sup>\u0002<\/sup> Invece n\u00b0 18, <em>Campo di battaglia<\/em>, novembre 2012.<\/p>\n\n\n\n<p> <em>La retorica di un crescente benessere che il capitalismo avrebbe\n   pian piano assicurato un po\u2019 a tutti, \u00e8 ormai morta e sepolta da  \ntempo.<\/em><br><em>L\u2019immagine  con cui le autorit\u00e0 hanno tentato di  \nrappresentare il mondo riservato  alla gran parte degli uomini e delle  \ndonne, \u00e8 diventata pi\u00f9 simile a una  scala a pioli, cui bisogna tentar  \ndi restare aggrappati con le unghie e  coi denti, per evitare di cadere \n gi\u00f9 ai tanti scossoni che le vengono  dati.<\/em><br><em>Una scala cui  \ncontinuano a togliere punti d\u2019appoggio,  mentre aumenta il numero di  \nuomini e donne in cerca di un appiglio. La  prepotente entrata in scena \n del Covid19 minaccia di renderla ancor pi\u00f9  carica e traballante.<\/em><br><em>Tenteremo\n  di approfondire la questione  in un testo che uscir\u00e0 a puntate, una a \n settimana, in cui se ne  affronteranno di volta in volta alcuni  \nspecifici aspetti. Un testo  redatto a pi\u00f9 mani, da alcuni compagni che \n partecipano alla redazione di  questo blog e da altri che invece non ne\n  fanno parte. I singoli  capitoletti potranno quindi avere uno stile e \n magari dei punti di vista  diversi o contenere delle ripetizioni.<\/em><br><em>Del\n  resto le  possibilit\u00e0 di confrontarsi collettivamente in questi giorni\n  sono  notevolmente ridotte e discutere attraverso piattaforme online \nnon  \u00e8  certo la stessa cosa che farlo vis a vis.<\/em>  <\/p>\n\n\n\n<p>Se vi siete persi le altre puntate di<em> Dietro l\u2019angolo<\/em> potete leggerle cliccando qui sotto.<\/p>\n\n\n\n<p> <a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/07\/dietro-langolo-pt-1\/\">Tra salti e accellerazioni. A mo\u2019 d\u2019introduzione.<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/16\/dietro-langolo-pt-2-qualche-ipotesi-su-covid-19-e-sul-mondo-in-cui-vivremo\/\">Cablaggi di Stato<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/21\/dietro-langolo-pt-3-nord-sud-ovest-est\/\">Nord sud ovest est<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/28\/dietro-langolo-pt-4-taglio-netto\/\">Taglio netto<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/05\/07\/dietro-langolo-pt-5-il-mondo-inabitabile\/\">Il mondo inabitabile<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/05\/15\/dietro-langolo-pt-6-macchine-sensi-e-realta\/\" target=\"_blank\">Macchine, sensi e realt\u00e0<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/05\/29\/dietro-langolo-pt-7-lockdown-quarantena-e-zone-rosse\/\">Lockdown, quarantene e zone rosse<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUALCHE IPOTESI SU COVID-19 e SUL MONDO IN CUI VIVREMO. Nel corso dell\u2019attuale epidemia di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":34937,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,143,142],"tags":[],"class_list":["post-34936","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario","category-dietro-langolo","category-stato-di-pandemia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34936","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=34936"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34936\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":34948,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/34936\/revisions\/34948"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/34937"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=34936"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=34936"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=34936"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}