{"id":34951,"date":"2020-06-14T14:39:35","date_gmt":"2020-06-14T12:39:35","guid":{"rendered":"https:\/\/macerie.org\/?p=34951"},"modified":"2020-06-25T16:03:22","modified_gmt":"2020-06-25T14:03:22","slug":"dietro-langolo-pt-9-movimento-disordinato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/06\/14\/dietro-langolo-pt-9-movimento-disordinato\/","title":{"rendered":"DIETRO L&#8217;ANGOLO PT.9 &#8211; MOVIMENTO DISORDINATO"},"content":{"rendered":"\n<p>QUALCHE IPOTESI SU COVID 19 e SUL MONDO IN CUI VIVREMO.                  La diffusione globale del Covid-19 ha salutato l\u2019inizio degli anni \u201920 del Duemila.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla Cina, ma si pu\u00f2\nmettere in discussione l\u2019epicentro unico senza che il risultato\ncambi, la portata del virus \u00e8 diventata rapidamente omogenea alle\ntraiettorie mercantili e sociali che sono di fatto le moderne\ncondizioni di vita della stragrande maggioranza di persone sulla\nTerra.<\/p>\n\n\n\n<p>Scrivevamo all&#8217;inizio di queste riflessioni che la vita di una buona parte degli uomini e delle donne si sostanzia da tempo nel tentar di rimanere aggrappati ai pioli di una scala, senza pi\u00f9 nemmeno la speranza di poterla risalire. Un&#8217;impresa particolarmente difficoltosa che rischia di diventare proibitiva a causa di questa pandemia che ha reso questa scala ancor pi\u00f9 carica e traballante, togliendole al contempo punti d&#8217;appoggio. Se \u00e8 lecito attendersi che, per evitare di scendere sempre pi\u00f9 in basso o caderne, aumenteranno numero e ferocia di calci e gomitate contro i propri compagni di sventura, tenderanno altres\u00ec a moltiplicarsi quelle strategie di resistenza, individuali e collettive, volte invece a prendersela con chi ne \u00e8 responsabile.<\/p>\n\n\n<p><!--more--><\/p>\n\n\n<p> La retorica sulla colpevolizzazione dei poveri, secondo la quale determinati problemi sociali non sono dovuti a cause strutturali ma sono piuttosto da ricercare nella biografia di chi li subisce, far\u00e0 sicuramente pi\u00f9 fatica ad attecchire in un momento come questo in cui le ragioni delle difficolt\u00e0 di arrivare a fine mese sono chiare quanto non mai.<\/p>\n\n\n\n<p>Abbiamo infatti scritto e\nsostenuto che questa pandemia ha avuto le caratteristiche di\nun\u2019<em>esperienza<\/em> <em>di massa<\/em>, contingenza che nella storia\nrecente, ha come precedente pi\u00f9 prossimo l&#8217;ultima guerra mondiale. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Chiaramente non tutti ne\navranno avuto la stessa percezione, e non tutti ne pagheranno le\nconseguenze in egual misura, ma\nil carattere sismico di questa pandemia, in grado di peggiorare\ncontemporaneamente le condizioni di vita di tanti, potrebbe favorire\nlo svilupparsi di una rinnovata capacit\u00e0 di leggere le\niniquit\u00e0 che potremmo definire <em>di classe<\/em>. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Una situazione simile,\nseppur di portata ben minore, ci sembra essere quella seguita alla\ncrisi del 2008 in cui le responsabilit\u00e0 delle banche\nnell&#8217;impoverimento generale erano talmente evidenti e  note che\nrisultavano estremamente comprensibili le ragioni di chi ad esempio\nlottava contro gli sfratti o occupava delle case, verso cui c&#8217;era una\ncerta empatia anche in molti di coloro che non si trovavano con\n<em>l&#8217;acqua alla gola<\/em>. Una finestra che non \u00e8 rimasta aperta\ntroppo a lungo e, alla luce del fatto che il conflitto sociale,\nalmeno a queste latitudini, non \u00e8 riuscito a produrre significative\nrotture della normalit\u00e0, il sentimento di indifferenza e la guerra\ntra poveri, potenziati anche dal vecchio caro razzismo, hanno ripreso\nprepotentemente terreno. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Ci sembra quindi\ntutt&#8217;altro che remota la possibilit\u00e0 che questa pandemia crei un\nqualche cortocircuito alla retorica che vuole i poveri responsabili\ndella loro sorte e a quell&#8217;atomizzazione sociale cos\u00ec feroce vissuta\nnegli ultimi anni. Un cortocircuito la cui durata e profondit\u00e0 sar\u00e0\ninevitabilmente legata non solo allo spazio che determinate lotte e\nil conflitto sociale in generale riusciranno ad allargare, ma anche a\nquali dinamiche di esclusione riusciranno a contrastare o invertire\ne a quanto riusciranno a far retrocedere quella normalit\u00e0 statale di\ncui abbiamo provato nel corso di questo testo a delineare degli\naspetti. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Se il peso e l&#8217;importanza\ndi tutta quella sfera di problemi legati ai bisogni pi\u00f9 basilari \u00e8\ndestinata ad aumentare e con questo i conflitti e la tensione sociale\nche ruoteranno attorno ad essi, la <em>forma<\/em> che queste lotte\nprenderanno tanto nel breve quanto in un periodo pi\u00f9 ampio\nrisulteranno con ogni probabilit\u00e0 almeno in parte diverse da quelle\nche abbiamo avuto modo di conoscere finora. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Un impoverimento generale\ne rapido, le cui conseguenze devono ancora iniziare a manifestarsi,\nnon ha precedenti recenti in questa porzione di mondo e le dinamiche\nin Paesi pi\u00f9 o meno lontani, piombati altrettanto velocemente in una\nrecessione economica di tali proporzioni, potrebbe fornire pi\u00f9 di\nuna suggestione riguardo ad alcuni degli scenari che potrebbero\ndelinearsi. Ben difficilmente conflitti di tipo rivendicativo o\nvertenziale attorno a questioni come quella lavorativa, abitativa o\nsanitaria si limiteranno a muoversi lungo quei binari che solitamente\nconducono a trattative di tipo sindacale, pur particolarmente\naccese. \u00c8 facile prevedere che possano invece dare il <em>la<\/em>\no intrecciarsi a esplosioni di rabbia e malcontento diffusi se non a\nvere e proprie sommosse popolari. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Di\nquesti tempi pi\u00f9 che mai l&#8217;importanza di questi conflitti specifici\nattorno alla sfera dei bisogni non sar\u00e0 allora soltanto legata a ci\u00f2\nche queste singole lotte saranno in grado di produrre nel tentare di\n\u2018risolvere\u2019 i problemi che le hanno causate, ma anche al loro\ncarattere in qualche modo propedeutico a sommovimenti pi\u00f9 ampi,\neterogenei e anche contraddittori.  \n<\/p>\n\n\n\n<p>La\ncontraddittoriet\u00e0 non \u00e8 solo quella che potrebbe manifestarsi in un\nterreno di contestazione, o anche di lotta ampia, in cui alcune\npropaggini sono strumentalizzate da partitucoli, associazioni o\naffini. Il recupero di istanze sociali nell\u2019alveo di riforme\npolitiche che in qualche modo le pacifichino \u00e8 un nodo storico a cui\nahinoi\nsi arriva quasi sempre e su cui le teorie dei sovversivi da tempo\nimmemore si interrogano. La contraddittoriet\u00e0 in tempi di crisi\nacuta all\u2019interno di un campo sociale di complessit\u00e0 caotica come\nquella contemporanea, emerge spesso in quella che si \u00e8 definita\nguerra civile. Una nozione identificabile non solo nei grandi scontri\nintranazionali degli ultimi secoli, ma il cui germe serpeggia\nsottotraccia e viene puntualmente rinvigorito dalle politiche di\nimpoverimento e infinita differenziazione. Nelle periferie la guerra\nper la sopravvivenza prende spesso forme di conflitto acuto,\ntracciate sotto etichette diverse che non restituiscono l\u2019essenza\ndel problema: dai benpensanti di sinistra certi conflitti vengono\ndefiniti semplicemente come la conseguenza del razzismo innato a una\ncerta componente autoctona e ignorante; da una certa popolazione\nradicata nelle citt\u00e0 e impoverita la delinquenza di strada viene\npercepita come il maggior problema da affrontare quotidianamente; per\nalcuni individui in forte deprivazione l\u2019arrangiarsi a danno dei\npropri vicini di casa non \u00e8 che l\u2019unica maniera per campare. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Ma\nqueste non sono solo percezioni da correggere con una sana educazione\nalla realt\u00e0 sociale, come si usa dire ora dei <em>bias<\/em>\nfrutto di una distorsione cognitiva, ma la materia viva di cui \u00e8\nfatta l\u2019esistenza delle persone e che prende spesso il nome imposto\ne propagato dai media e dall\u2019organizzazione della societ\u00e0. I fatti\ne le divisioni sono dunque reali e quasi sempre gravosi,\nl\u2019intelligibilit\u00e0 \u00e8 invece falsata dal discorso pubblico. Come\nfare a scardinare le frizioni tra parti di popolazione in forte\ndifficolt\u00e0 e farne emergere conflitti che non siano orizzontali ma\ncontro padroni e governanti? Questo \u00e8 da tempo un interrogativo\npressante a cui ora pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario guardare con\nattenzione perch\u00e9 l\u2019acuirsi di quel germe di cui parlavamo non \u00e8\nuna previsione pessimistica del futuro delle citt\u00e0, ma un fatto che\nsi sta sviluppando esponenzialmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Ecco,\na nostro parere, l&#8217;importanza\ndei momenti di lotta specifica: la loro esistenza e crescita potrebbe\nessere uno dei pochi antidoti che abbiamo a questa guerra anomica e\nstrisciante.<\/p>\n\n\n\n<p>Le relazioni che in\nquesti conflitti specifici riusciranno a crearsi saranno un pezzo\nimportante di questi percorsi: la solidariet\u00e0 che nasce nel lottare\nfianco a fianco, accomunati dagli stessi problemi, \u00e8 un obiettivo\nimportante almeno quanto il far fronte ai problemi che generano quei\nconflitti. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Sappiamo bene come la\nsolidariet\u00e0 non sia un sentimento\naprioristico, qualcosa di religioso o culturale, ma come scaturisca\ndal vivere un esperienza di lotta comune, la comunanza del conflitto.\n\n<\/p>\n\n\n\n<p>Inedite tanto quanto le\n<em>forme<\/em> saranno le <em>problematiche<\/em> con cui i conflitti si\ntroveranno a dover fare i conti e da cui nasceranno.<\/p>\n\n\n\n<p>Si pensi <em>in primis<\/em>\nalla possibilit\u00e0 di spostarsi senza vincoli e restrizioni. Al di l\u00e0\ndegli aspetti pi\u00f9 strettamente economici relativi all&#8217;aumento dei\nprezzi e alla riduzione selettiva dell&#8217;accesso al trasporto pubblico,\naspetti che assumeranno una sempre maggior importanza specie nelle\ngrandi citt\u00e0 \u2013 il lusso di poter prendere la metropolitana di cui\nparlavano ad esempio i rivoltosi cileni \u2013, qui ci preme\nconcentrarci brevemente sul coprifuoco con cui ci siamo\nimprovvisamente trovati a convivere. Un fatto del tutto nuovo che non\npoteva che trovare tutti impreparati; un&#8217;impreparazione inevitabile\nche riguarda tanto la sfera della vita in senso stretto, con le sue\nabitudini e relazioni, come quella della possibilit\u00e0 di lottare,\nesprimere la propria rabbia e insofferenza senza introiettare\nsoltanto frustrazione e senso di impotenza. \n<\/p>\n\n\n\n<p>In una citt\u00e0\nparzialmente o totalmente deserta, <em>organizzarsi con<\/em> e\nconoscere altri possibili compagni di lotta presenta indubbiamente\ndifficolt\u00e0 inedite, cos\u00ec come prendere l&#8217;iniziativa in pochi, pur\navendo gi\u00e0 conoscenze e affinit\u00e0. Ragionare su un simile coprifuoco\nappare ancor pi\u00f9 complesso anche a causa della legittimit\u00e0 che in\nparte ha avuto per le innegabili ragioni sanitarie che ne hanno\ncausato l\u2019imposizione. Far tesoro dell&#8217;esperienza appena conclusa,\ncon l&#8217;idea di capire cosa fare, quali accorgimenti prendere, quali\ndiscorsi elaborare e come eventualmente diffonderli non pu\u00f2 che\npartire dal riconoscimento di tali ragioni sanitarie. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Il rischio altrimenti \u00e8\ndi suffragare una lettura di questo fenomeno alquanto distorta. Da\nquesto punto di vista gli strali sul <em>popolo-gregge<\/em> quanto mai\nubbidiente e servile nell\u2019accettare tali misure risultano a dir\npoco semplicistiche, dato che restare dentro casa e limitare\nspostamenti e assembramenti non era una scelta figlia soltanto e\nprincipalmente della paura o del non voler rischiare conseguenze\npenali o amministrative. Ma questo \u00e8 un discorso da approfondire\naltrove.  \n<\/p>\n\n\n\n<p>Si deve far tesoro di\nquest&#8217;esperienza a partire dal fatto che non \u00e8 dato sapere che\nnatura potranno avere eventuali futuri <em>lockdown<\/em> per ragioni di\nordine sanitario, n\u00e9 \u00e8 dato sapere se la popolazione reagir\u00e0 <em>in\ntoto<\/em> allo stesso modo in presenza di nuovi focolai: \u00e8 innegabile\nche a causa di questa sorta di domiciliari di massa si sia accumulato\nun senso d&#8217;insofferenza generale. Ma a monte, probabilmente la forza\ndelle ragioni sanitarie ci sembra essere inversamente proporzionale\nalla gravit\u00e0 delle altre problematiche da cui si \u00e8 assillati.  Un\nesempio significativo, che grider\u00e0 ancora a lungo vendetta, ce lo\nhanno fornito i familiari dei detenuti di molte carceri italiane, i\nquali sono stati non a caso tra i primi a esporsi in prima persona in\nmomenti in cui il problema epidemiologico era pi\u00f9 acuto e le misure\ndi <em>lockdown<\/em> pi\u00f9 rigide; altrettanto significative, anche se\nmosse naturalmente da altri assilli, le pressioni contro misure di\ndistanziamento sociale e affini provenienti dai settori del commercio\nal dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma la misura di <em>lockdown<\/em>,\nmagari con una diversa gradazione a livello spaziale, potr\u00e0\nripresentarsi nei prossimi tempi pur a pandemia finita per ragioni\nesclusivamente di ordine pubblico, vista l&#8217;aria che minaccia di\ntirare tra le strade dei quartieri di tante citt\u00e0. Una differenza\nche modificherebbe in maniera sostanziale il quadro nelle possibili\nresistenze dal basso, che non dovrebbero pi\u00f9 fare i conti con\npreoccupazioni di ordine sanitario ma si troverebbero ad avere a che\nfare con una gestione dall&#8217;alto probabilmente ben diversa da quella\nattuale. Davanti a un siffatto coprifuoco a uscir di casa o\nassembrarsi non si rischierebbe infatti solo una multa o una denuncia\nper l&#8217;art.650 c.p.<\/p>\n\n\n\n<p>Torniamo\nalle accennate proteste di ambulanti, del commercio al dettaglio e\ndei vari rami della ristorazione. Tra chi non riaprir\u00e0 e chi\nrialzer\u00e0 la serranda per breve tempo per poi seguire l&#8217;esempio dei\nprimi, saranno con ogni probabilit\u00e0 in tanti a ritrovarsi in breve\ntempo senza una fonte di reddito e senza grandi risparmi per tirare\navanti. Se molti non versavano gi\u00e0 da tempo in floride condizioni,\nben difficilmente avrebbero immaginato di dover chiudere bottega cos\u00ec\nall&#8217;improvviso e in cos\u00ec gran numero. I miseri fondi stanziati e\npromessi dallo Stato italiano funzioneranno da frangiflutti fino ad\nun certo punto.<\/p>\n\n\n\n<p>Difficile prevedere quali\nforme assumer\u00e0 l&#8217;inevitabile tensione prodotta da questo improvviso,\ngenerale e, almeno per queste caratteristiche, inaspettato\nimpoverimento. Se hanno certamente le loro valide ragioni le\nprevisioni pi\u00f9 pessimiste che prevedono la crescita soltanto di un\nblocco reazionario, non meno sensate appaiono quei paralleli con il\nrecente movimento francese dei <em>Gilets<\/em> <em>Jaunes<\/em> non tanto\nda un lato sociologico, piuttosto per il senso di ingiustizia subita.\n<\/p>\n\n\n\n<p>Pur coscienti che il\nconflitto di classe serpeggi in ogni societ\u00e0 secondo modalit\u00e0\nminute, continue, irregolari e individuali, se dovessimo ricapitolare\nle sollevazioni pi\u00f9 imprevedibili che hanno movimentato il corso del\ntempo <em>prima<\/em> del Coronavirus, potremmo definire il 2019 come\nl\u2019anno dei <em>Gilet Jaunes<\/em>, dei disordini in Ecuador, in\nCatalogna, in Cile, a Hong Kong, per citare solo quelle con una\ncopertura mediatica imponente. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Rivolte la cui dinamica,\npur alimentata da cause diverse, persone diverse, diverse \u2018parole\nd\u2019ordine\u2019, diversi mezzi e diversi fini, ci risulta combaciare in\nalcuni punti. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Il primo aspetto, pur\nconosciuto dalla letteratura rivoluzionaria ma sempre troppo\nsottovalutato, potrebbe essere definito come la banalit\u00e0\ndell\u2019innesco delle sollevazioni, l\u2019insignificanza\ndelle cause scatenanti di molte rivolte, se non insurrezioni e\nperfino rivoluzioni o guerre. Difficilmente la rabbia esplode a\nlivello collettivo per ragioni ideali \u2013 o peggio, ideologiche \u2013\nrispetto a quelle pi\u00f9 minute e insignificanti.<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro aspetto,\ncollegato al precedente, \u00e8 l\u2019immediato e contagioso sentimento di\nlegittimit\u00e0 del protestare e lottare contro misure imposte,\npercepite come ingiuste. Un sentimento che qualcuno in passato ha\ndefinito <em>economia morale<\/em> in riferimento a dei conflitti contro\nl&#8217;innalzamento dei prezzi del pane nel XVIII sec. in Inghilterra,\nmoti, seconda questa lettura, alimentati non solo da un fattore\nstrettamente economico ma anche da quanto tale peggioramento venisse\nvissuto e interpretato come particolarmente ingiusto rispetto alle\ncondizioni precedenti. \n<\/p>\n\n\n\n<p>Un simile <em>sentimento<\/em>,\ndi questi tempi di misure e contromisure, licenziamenti e cassa\nintegrazione forzosi, potrebbe certo accomunare e far da collante ai\ntanti uomini e donne messi all&#8217;angolo dalla pandemia.<\/p>\n\n\n\n<p>Prevedere fin da ora che\nla retorica che accompagner\u00e0 eventuali mobilitazioni di questo tipo\ncon tutto il suo portato populista potr\u00e0 contenere numerose\nambiguit\u00e0 e criticit\u00e0 \u00e8 fin troppo facile; val la pena anticipare\nche sarebbe assai miope per\u00f2 la critica di chi si limitasse a tentar\ndi capire cosa bolle in pentola guardando solo alle rivendicazioni\nscritte o verbali di simili situazioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ben pi\u00f9 difficile\nimmaginare che piega potrebbero\nprendere questi conflitti sulla spinta di questo pezzo di\nmondo, soprattutto se riuscisse ad attrarre quel malcontento e quella\nrabbia generati da questa emergenza che faranno fatica a trovare\naltre occasioni per esprimersi. \n<\/p>\n\n\n\n<p> Una suggestione di una qualche utilit\u00e0 potrebbe forse venire dall&#8217;esperienza \u201cnostrana\u201d che maggiormente sembra alludere al quadro appena tratteggiato, quella dei Forconi del dicembre 2013, in grado di sorprendere un po&#8217; tutti e, a Torino, di bloccare all&#8217;improvviso buona parte della citt\u00e0 richiamando una parte significativa di chi viveva nei suoi quartieri.  <\/p>\n\n\n\n<p> <em>La retorica di un crescente benessere che il capitalismo avrebbe\n   pian piano assicurato un po\u2019 a tutti, \u00e8 ormai morta e sepolta da  \ntempo.<\/em><br><em>L\u2019immagine  con cui le autorit\u00e0 hanno tentato di  \nrappresentare il mondo riservato  alla gran parte degli uomini e delle  \ndonne, \u00e8 diventata pi\u00f9 simile a una  scala a pioli, cui bisogna tentar  \ndi restare aggrappati con le unghie e  coi denti, per evitare di cadere \n gi\u00f9 ai tanti scossoni che le vengono  dati.<\/em><br><em>Una scala cui  \ncontinuano a togliere punti d\u2019appoggio,  mentre aumenta il numero di  \nuomini e donne in cerca di un appiglio. La  prepotente entrata in scena \n del Covid19 minaccia di renderla ancor pi\u00f9  carica e traballante.<\/em><br><em>Tenteremo\n  di approfondire la questione  in un testo che uscir\u00e0 a puntate, una a \n settimana, in cui se ne  affronteranno di volta in volta alcuni  \nspecifici aspetti. Un testo  redatto a pi\u00f9 mani, da alcuni compagni che \n partecipano alla redazione di  questo blog e da altri che invece non ne\n  fanno parte. I singoli  capitoletti potranno quindi avere uno stile e \n magari dei punti di vista  diversi o contenere delle ripetizioni.<\/em><br><em>Del\n  resto le  possibilit\u00e0 di confrontarsi collettivamente in questi giorni\n  sono  notevolmente ridotte e discutere attraverso piattaforme online \nnon  \u00e8  certo la stessa cosa che farlo vis a vis.<\/em>  <\/p>\n\n\n\n<p>Se vi siete persi le altre puntate di<em> Dietro l\u2019angolo<\/em> potete leggerle cliccando qui sotto.<\/p>\n\n\n\n<p> <a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/07\/dietro-langolo-pt-1\/\">Tra salti e accellerazioni. A mo\u2019 d\u2019introduzione.<\/a> <\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/16\/dietro-langolo-pt-2-qualche-ipotesi-su-covid-19-e-sul-mondo-in-cui-vivremo\/\">Cablaggi di Stato<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/21\/dietro-langolo-pt-3-nord-sud-ovest-est\/\">Nord sud ovest est<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/28\/dietro-langolo-pt-4-taglio-netto\/\">Taglio netto<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/05\/07\/dietro-langolo-pt-5-il-mondo-inabitabile\/\">Il mondo inabitabile<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a rel=\"noreferrer noopener\" href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/05\/15\/dietro-langolo-pt-6-macchine-sensi-e-realta\/\" target=\"_blank\">Macchine, sensi e realt\u00e0<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/05\/29\/dietro-langolo-pt-7-lockdown-quarantena-e-zone-rosse\/\">Lockdown, quarantene e zone rosse<\/a><\/p>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/06\/03\/dietro-langolo-pt-8-un-lato-oscuro-ancora-su-guerra-civile-e-insurrezione\/\">Un lato oscuro. Ancora su guerra civile e insurrezione<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>QUALCHE IPOTESI SU COVID 19 e SUL MONDO IN CUI VIVREMO. 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