{"id":35041,"date":"2020-08-20T17:02:33","date_gmt":"2020-08-20T15:02:33","guid":{"rendered":"https:\/\/macerie.org\/?p=35041"},"modified":"2020-08-20T17:02:35","modified_gmt":"2020-08-20T15:02:35","slug":"tra-contenimento-e-fughe-alcune-riflessioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/08\/20\/tra-contenimento-e-fughe-alcune-riflessioni\/","title":{"rendered":"Tra contenimento e fughe, alcune riflessioni"},"content":{"rendered":"\n<p><strong>AGGIORNAMENTI DAL CPR DI TORINO<\/strong><br>due settimane fa un gruppo di circa una ventina di ragazzi provenienti dalla Sicilia \u00e8 stato trasferito in corso Brunelleschi. La maggior parte, principalmente di nazionalit\u00e0 tunisina e marocchina, \u00e8 stata inserita nell\u2019area blu.\u00a0La rabbia e la disperazione\u00a0di alcuni di loro ha avuto espressioni di autolesionismo, ci hanno raccontato di esser\u00a0ricorsi a gesti estremi tentando di impiccarsi attraverso l&#8217;utilizzo di corde improvvisate e provocando l&#8217;intervento della celere all&#8217;interno dell&#8217;area. La settimana scorsa invece i giornali locali hanno riportato la notizia di disordini e di un tentativo di rivolta, la versione che promuovono le autorit\u00e0 racconta di un agente delle forze dell&#8217;ordine sia rimasto ferito &#8220;nel tentativo di riportare la calma e sedare gli animi&#8221;. Abbiamo invece saputo tramite i contatti con alcuni di loro che, neanche a dirlo, non \u00e8 andata proprio cos\u00ec; un ragazzo tunisino, arrivato da pochi giorni allinterno del cpr torinese, \u00e8 stato provocato e umiliato da una delle guardie di turno mentre utilizzava la cabina telefonica e provava a contattare la sua famiglia, di fatto impedendoglielo. Dopo vari tentativi la reazione del ragazzo non si \u00e8 fatta attendere e ha dato alle fiamme un materasso. Come spesso accade, soprattutto in momenti come quelli estivi gonfi di tensione, anche la reazione della controparte\u00a0 non si \u00e8 fatta attendere e i suoi carcerieri sono intervenuti per bloccarlo e arrestarlo. <\/p>\n\n\n<p><!--more--><\/p>\n\n\n<p>Se un solo tentativo non basta per urlare alla rivolta \u00e8 anche vero che le piccole proteste, seppur individuali, sono un chiaro segno della forza che insieme i reclusi potrebbero avere, diventa chiaro come la strategia sia quella di impaurire e spaventare i nuovi arrivati e reprimere qualsiasi tentativo di rivolta. La stessa sera infatti una ventina di carabinieri con scudi e manganelli sono entrati nell&#8217;area in questione con la motivazione di effettuare perquisizioni nelle stanze, in realt\u00e0 la loro funzione era intimidatoria, hanno colpito\u00a0a discrezione\u00a0alcuni reclusi\u00a0senza motivo e ne hanno poi arrestato uno accusandolo di lesioni a un agente. La storia che i pennivendoli riportano \u00e8 per\u00f2 una storia diversa, sostengono che due ragazzi provenienti uno dall&#8217;Egitto e l&#8217;altro dalla Tunisia siano stati tratti in arresto, il primo con l&#8217;accusa di lesioni all&#8217;agente, l&#8217;altro per aver tentato di provocare la rivolta. <br>Purtroppo non abbiamo al momento contatti diretti con loro in quanto l&#8217;unico mezzo per comunicare con l&#8217;esterno \u00e8 tramite la cabina telefonica il cui numero fisso risulta sempre disattivato. Ci hanno comunicato che attualmente i reclusi dovrebbero essere in totale 112 rispetto ai sessanta circa di fine giugno. In seguito ai recenti inserimenti si sono verificati numerosi trasferimenti interni e alcune aree, precedentemente chiuse, come la rossa e la bianca, sono state riaperte. Solo l&#8217;area verde risulta ancora chiusa. L&#8217;elevata presenza di reclusi all&#8217;interno dello stesso spazio abitativo e il caldo estivo provocano inevitabilmente problematiche di convivenza conseguentemente represse dalle guardie con la violenza e con l&#8217;accusa che i detenuti non collaborano con le autorit\u00e0 durante la permanenza. Da dentro ci confermano che l\u2019assistenza sanitaria continua a essere assente e che, sebbene\u00a0abbiano il diritto a cure mediche, queste non gli vengono concesse.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>DI RAGIONEVOLI DUBBI<\/strong><br>\u00a0Quest&#8217;anno la questione legata alla gestione e al controllo del flusso migratorio \u00e8 stata resa ancora pi\u00f9 &#8220;emergenziale&#8221; alla luce della crisi sanitaria legata alla pandemia del Covid-19. L&#8217;immagine dei migranti appena sbarcati se opportunamente manipolata ha da sempre rappresentato una grande occasione per il legislatore. In questo contesto vengono creati nuovi modelli di controllo e carcerazione per la popolazione straniera come \u00e8 accaduto pochi giorni fa con la\u00a0<strong>prima attivazione degli hotspot galleggianti<\/strong>, navi preposte al contenimento di migranti, che diventano di fatto una realt\u00e0 istituzionale concretizzando un orizzonte di\u00a0<strong>sviluppo delladetenzione amministrativa<\/strong>\u00a0che poteva sembrare azzardato fino a poco tempo fa, ma che qualcuno aveva gi\u00e0 ipotizzato (qui l&#8217;articolo in questione:<a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/02\/23\/il-sistema-dei-punti-di-crisi-gli-hotspot\/)\">https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/02\/23\/il-sistema-dei-punti-di-crisi-gli-hotspot\/<\/a>). Le strutture di prima e di seconda accoglienza predisposte a ospitare un numero di migranti sono sovraffollate tanto da costringere le istituzioni locali &#8211; siano esse poteri amministrativi o esecutivi &#8211; a ordinarne la chiusura richiedendo al governo la proclamazione dello stato di emergenza. Esemplare il caso di Messina, in cui il sindaco ha firmato un\u2019ordinanza nella quale ordina la chiusura dell\u2019hotspot cittadino dopo la notizia della fuga di 24 migranti affermando inoltre che la struttura risultava abusiva e causa di problemi di ordine pubblico e sanitario. Per tutta risposta, il prefetto di Messina si \u00e8 subito affrettato ad annullare l&#8217;ordinanza, in quanto non rientrava nei poteri del sindaco essendo di competenza esclusiva dello stato.Insomma\u00a0<strong>un braccio di ferro tra poteri statali e sfere di competenza giuridica giocato tutto sulla pelle delle persone rinchiuse nella gabbia chiamata accoglienza<\/strong>.<br>La\u00a0 situazione \u00e8 molto tesa anche nell&#8217;Hotspot di Lampedusa. Stando alle parole del sindaco, la struttura che dovrebbe ospitare\u00a095\u00a0persone, ne ospita in realt\u00e0\u00a0un migliaio. Una situazione tragicomica, se si pensa a tutte le norme anti diffusione del contagio di cui Conte e la sua equipe di esperti si sono riempiti la bocca per mesi a reti unificate. Risulta qui lampante\u00a0<strong>quante sfumature pu\u00f2 avere la parola sicurezza<\/strong>per chi siede ai piani alti: primo tra tutti il farne uno strumento di propaganda. Propaganda volta da un lato a mantenere l&#8217;ordine sociale costituito e rassicurare dal punto di vista della facciata pubblica e costituzionale i cittadini; dall&#8217;altro alimentare la criminalizzazione e la paura verso lo straniero.\u00a0Gli ultimi ingredienti di questa ricetta tipicamente italiana includono una buona dose di deresponsabilizzazione nella gestione della malasanit\u00e0 in un periodo in cui il discorso del Covid-19 \u00e8 tutt&#8217;altro che chiuso.\u00a0<br>La strategia difensiva adottata dal potere istituzionale sembra essere la solita: approfittare di una situazione intollerabile per poi raccogliere i frutti propagandistici di un inevitabile malessere che non pu\u00f2 non sfociare in rivolte o, nel migliore dei casi, nella fuga. In questa cornice di\u00a0<strong>malagestione e sovraffollamento<\/strong>, indotta dall&#8217;incapacit\u00e0 sistemica con cui lo stato affronta l&#8217;argomento migrazioni, gli svariati<strong>\u00a0tentativi di fuga<\/strong>rappresentano il terreno di scontro di questa partita. Da un lato \u00e8 evidente che essi siano l&#8217;unico modo per sottrarsi a questo sistema, dall&#8217;altro \u00e8 proprio su di essi che si alimenta la narrazione statuale per cui tali persone sarebbero i veicoli principali del contagio sul territorio nazionale e di conseguenza tra i principali problemi da gestire. Sistemica \u00e8 anche la risposta di facciata da parte delle istituzioni, preoccupate pi\u00f9 di dare una risposta dettata dall&#8217;imminenza della situazione e che riesca a risultare convincente per i cittadini. Come a dire: ci stiamo lavorando!<br>Se nel momento apicale della crisi sanitaria Covid-19 le istituzioni navigavano a vista e le prigioni per senza documenti mostravano il loro reale ruolo all&#8217;interno di questa societ\u00e0 (come analizzato in precedenza qui<a href=\"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/01\/di-virus-contenimento-e-deportazioni-un-punto-sui-cpr\/)\">https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/04\/01\/di-virus-contenimento-e-deportazioni-un-punto-sui-cpr\/)<\/a>,\u00a0ad oggi le politiche di stato, rafforzate dalla riapertura delle frontiere, vanno nella direzione di\u00a0<strong>rendere pi\u00f9 efficaci e fluidi i meccanismi di rimpatrio<\/strong>. La politica discriminatoria che lo stato sta portando avanti in termini di sicurezza e contenimento del contagio rivela la necessit\u00e0 di rafforzare gli spostamenti di persone dalle coste meridionali dell&#8217;Italia al fine di diminuire le tensioni e l&#8217;attenzione che stanno investendo gli hotspot di quei territori: finalit\u00e0 che ha portato in poco pi\u00f9 di un mese a raddoppiare la capienza dei CPR.\u00a0Tale situazione rende necessaria una parziale virata rispetto alle politiche della lega, quest&#8217;ultime si basavano infatti sulla continua tensione dialettica tra la negazione degli sbarchi, dichiarandone pubblicamente l&#8217;imminente blocco, e l&#8217;iper visibilizzazione degli stessi nei momenti pi\u00f9 critici, in una propaganda tutta strumentale.Ma la realt\u00e0 \u00e8 ben pi\u00f9 complessa: se tale dialettica \u00e8 stata lo strumento principale della strategia salviniana, attualmente mantiene il suo ruolo centrale fintantoch\u00e8 la realt\u00e0 non tracima. Si prova infatti a diminuire la percezione degli sbarchi creando\u00a0nuove strutture di contenimento quali hotspot galleggianti e tendopoli improvvisate. Ma le notizie delle prigioni per senza documenti sovraffollati smascherano tala retorica di banalizzazione e invisibilizzazione. Non bastano pi\u00f9 gli slogan a guadagnarsi l&#8217;elettorato. Guardando al futuro pi\u00f9 prossimo, il governo si sta preparando alla gestione di possibili tensioni sociali.<br>In questa direzione la notizia della settimana scorsa dell\u2019intesa raggiunta tra la ministra dell\u2019Interno e gli esponenti della maggioranza sulla<strong>riforma dei decreti sicurezza Salvini.<\/strong>Si prevede un ripristino dei programmi di assistenza e integrazione per i richiedenti asilo, l&#8217;abolizione delle maxi multe per le ong che soccorrono i migranti in mare e il dimezzamento del tempo massimo di reclusione nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio. Il decreto verr\u00e0 emanato a settembre, le camere avranno poi 60 giorni per convertirlo in legge.La visita della ministra Lamorgese in Tunisia \u00e8 la chiara volont\u00e0 politica di rafforzare i legami bilaterali sul tema espulsioni e respingimenti tra i due paesi. Se nel 2018 su 77 voli charter 66 erano diretti in Tunisia, per quest&#8217;estate il Viminale ha reso noto che ci sar\u00e0 un&#8217;incremento dei voli sulla stessa tratta anche per supplire ai mancati rimpatri interrotti durante il lockdown. Annunciano infatti due aerei a settimana, ognuno con un massimo di 40 persone a bordo, per un totale di 80 persone a settimana. Come a dire: ci stiamo lavorando, ma molto molto intensamente!\u00a0Non solo la Tunisia ha riaperto le proprie frontiere, varie deportazioni sono state gi\u00e0 effettuate verso paesi come l&#8217;Albania, Marocco, Egitto. Gi\u00e0 a partire da met\u00e0 luglio \u00e8 stata consentita l&#8217;operativit\u00e0 delle tratte marittime e dei voli. Per quanto riguarda questi ultimi si trattava di linee di voli privati ai quali \u00e8 stato consentito l&#8217;utilizzo di aereoporti pubblici, cos\u00ec come per le tratte marittime \u00e8 stato consentito a navi private l&#8217;utilizzo di porti pubblici.\u00a0L&#8217;importante \u00e8 far funzionare la macchina delle espulsioni, velocizzandone i ritmi, come \u00e8 capitato a due ragazzi tunisini prima tratti in arresto per questioni di spaccio poi deportati da Bologna a Tunisi\u00a0<strong>senzapassare dal Cpr<\/strong>.<br>Un ulteriore tassello di questo mosaico a fosche tinte, che si inserisce in una situazione sociale e politica gi\u00e0 esacerbata dalle conseguenze gestionali della pandemia, riguarda\u00a0<strong>la questione delle proroghe<\/strong>, legate al prolungamento dello stato di emergenza chiesto ed ottenuto dal governo Conte: i permessi di soggiorno in scadenza la cui validit\u00e0 \u00e8 prorogata fino al 31 agosto; i contratti con le cooperative che gestiscono i progetti di accoglienza (di prima e di seconda) prorogati fino al 31 dicembre. A pensar male, viene da credere che tutte queste proroghe non facciano che consolidare\u00a0<strong>il business dell&#8217;accoglienza<\/strong>\u00a0e in seconda battuta alimentare il bacino di irregolari che possono cadere nelle maglie del sistema di detenzione amministrativa.\u00a0<br>In questo clima di generale insicurezza, a farla da padrone \u00e8 la funzione di deterrenza e repressione che lo stato esercita nei momenti e nei luoghi pi\u00f9 sensibili: non \u00e8 difficile scorgere camionette e caschi blu davanti agli uffici dell&#8217;immigrazione o vederli arrivare in fretta e furia durante un saluto sotto le mura del Cpr.\u00a0<strong>E&#8217; ipotizzabile che tali zone grigie e sensibili, prodotte da legiferazioni confuse e proroghe a far da tappabuchi, possano diventare lo scenario adatto ad una possibile\u00a0<em>rottura.<\/em><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGGIORNAMENTI DAL CPR DI TORINOdue settimane fa un gruppo di circa una ventina di ragazzi<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":35049,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-35041","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35041","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35041"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35041\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35048,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35041\/revisions\/35048"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/35049"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35041"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35041"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35041"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}