{"id":35098,"date":"2020-10-22T19:03:53","date_gmt":"2020-10-22T17:03:53","guid":{"rendered":"https:\/\/macerie.org\/?p=35098"},"modified":"2020-10-22T19:05:19","modified_gmt":"2020-10-22T17:05:19","slug":"le-navi-quarantena-e-lo-sviluppo-di-un-nuovo-dispositivo-detentivo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2020\/10\/22\/le-navi-quarantena-e-lo-sviluppo-di-un-nuovo-dispositivo-detentivo\/","title":{"rendered":"Le navi-quarantena e lo sviluppo di un nuovo dispositivo detentivo"},"content":{"rendered":"<p>Tutti i dispositivi repressivi hanno una storia; cos\u00ec ogni tecnica, ogni metodo, ogni modalit\u00e0 di contenimento o limitazione del corpo ha una sua evoluzione, quindi un\u2019origine, rintracciabile, con pi\u00f9 o meno difficolt\u00e0, nello spazio e nel tempo. Il carcere, ad esempio, ha una sua genesi(1), come tutti ben sappiamo, piuttosto recente. \u00c8 meno noto tuttavia che molti dei modi per imprigionare e contenere gli esseri umani nascano e si sviluppino fondamentalmente come pratiche emergenziali, pratiche di polizia sopratutto. Sono le forze dell\u2019ordine, su impulso delle decisioni di questure e prefetture o a volte per semplice decisione dei singoli sottoposti, a provare direttamente sul campo i nuovi dispositivi.<\/p>\n<p>Come nascono tecniche e modalit\u00e0 d\u2019imprigionamento? A volte quasi per caso oppure perch\u00e9 ci\u00f2, in quel preciso momento, garantisce una maggiore funzionalit\u00e0, perch\u00e9 sembra impossibile fare altrimenti, perch\u00e9, per raggiungere quello scopo specifico, non c\u2019\u00e8 un altro modo\u2026 quindi nascono, diciamo cos\u00ec, \u201cnaturalmente\u201d e le mani \u201cartigiane\u201d che le hanno prodotte hanno sempre i guanti di pelle dei funzionari in divisa. Ci\u00f2 che accade successivamente \u00e8 storia nota. Una pratica, un nuovo dispositivo, la cui origine \u00e8 sempre riconducibile alla prassi poliziesca, alle decisioni dei poteri atti alla repressione, diventa legge: si avvia un processo di normalizzazione, di cristallizzazione e dalla pratica, dall\u2019uso, si passa alla norma e all\u2019istituzione.<\/p>\n<p><!--more--><\/p>\n<p>Sono tanti gli esempi che si possono tirare in ballo, uno fra tutti, lo sviluppo della detenzione amministrativa per senza documenti in Europa; bench\u00e9 le sue origini siano rintracciabili nella Francia post rivoluzionaria e napoleonica, \u00e8 fuori da ogni dubbio che parte della preistoria dei Cra francesi e degli attuali Cpr italiani, siano rispettivamente le pratiche di polizia nel porto di Arenc negli anni 70 e nello stadio di Bari nel 1992. I container del porto di Marsiglia e il perimetro sportivo barese, dove in centinaia d\u2019individui furono rinchiusi, sono stati, per cos\u00ec dire, giganteschi centri di contenimento per migranti e gli attuali lager europei, per la legge che ne \u00e8 scaturita (sic!), sono i loro epigoni. La detenzione amministrativa ha subito negli anni numerose trasformazioni, le sue tecniche d\u2019imprigionamento si sono affinate, per esperienza e a suon di legislazioni emergenziali o meno, i centri di contenimento per senza documenti hanno piano piano assunto forme sempre pi\u00f9 complesse. Le rivolte e l\u2019ingestibilit\u00e0 fattuale di questi luoghi hanno di fatto convinto le istituzioni a evolvere sempre di pi\u00f9 la loro giurisdizione, a trovarne nuove norme, a stabilire nuovi orizzonti repressivi. Sono nati gli Hotspot al sud d\u2019Italia e sulle coste greche, sono vertiginosamente aumentati i casi in cui un richiedente asilo potrebbe essere \u201ctrattenuto\u201d in un Cpr, si \u00e8 sviluppato l\u2019enorme arcipelago di piccoli e grandi centri della Seconda accoglienza, parte basilare dell\u2019intera logistica migrante e forma edulcorata di controllo e contenimento di parte del flusso migratorio. Insomma i dispositivi repressivi e contenitivi dedicati alle persone migranti continuano inesorabilmente a evolversi, a trovare configurazioni e prospettive sempre pi\u00f9 nuove, sempre pi\u00f9 articolate. Negli ultimi tempi, queste complessit\u00e0 si stanno evolvendo per le decisioni delle autorit\u00e0 locali e per i famosi decreti emergenziali che hanno posto nelle mani della Protezione Civile ampi poteri. L\u2019emergenza Covid ha di fatto da un lato accelerato dinamiche gi\u00e0 in atto e dall\u2019altro innescato processi senza precedenti.<\/p>\n<p><strong>Nell&#8217;emergenza<\/strong><\/p>\n<p>Dall\u2019aprile 2020, nei porti della Sicilia, della Puglia e della Calabria numerose navi di linea, traghetti e navi da crociera, sono rimaste ormeggiate in mare. La Rubattino(2) della Tirennia, la Moby Zaza(3),la Costa Allegra di Costa Crociere, le navi GNV(4) Azzurra, Rhapsody(5), Aurelia(6), Snav Adriatico(7) hanno attraccato in molte localit\u00e0 del sud. Sono le cosiddette \u201cnavi quarantena\u201d, requisite dallo Stato italiano dietro un lauto pagamento alle compagnie marittime(8). Difficile al momento capire precisamente a cosa servano e in che modo vengano utilizzate: in generale al loro interno vengono rinchiuse centinaia di persone migranti per effetto della situazione emergenziale legata al Covid19. Nel capire come si siano evolute e come si siano sviluppate delle navi-carcere sul territorio europeo e precisamente, a come si sia arrivati alla sviluppo di un dispositivo cos\u00ec aberrante in Europa, una modalit\u00e0 contenitiva che chiameremo \u201cdetenzione amministrativa off-shore\u201d, \u00e8 fondamentale operare una ricostruzione che sia relativa alla cronaca specifica da un lato, ma che riesca a comprendere l\u2019evoluzione dell\u2019idea stessa di \u201cprigione galleggiante\u201d; rintracciarne cio\u00e8 le origini e la famigliarit\u00e0 con altri eventi, diremo banalmente scovarne una genealogia.<\/p>\n<p>All\u2019esplodere della pandemia in Italia, svariati decreti hanno iniziato a legiferare sulla vita di tutti e tutte. Le emergenze, si sa, permettono grosse in\\evoluzioni per ci\u00f2 che riguarda il diritto e le libert\u00e0 personali. La questione migrante, considerata gi\u00e0 di per s\u00e9 un\u2019emergenza (nonostante essa non sia mai stata tale), \u00e8 stata anch\u2019essa coinvolta sotto differenti punti di vista. Varie questioni sono state toccate, ma pi\u00f9 di tutte, l\u2019argomento degli sbarchi e la possibilit\u00e0 dell\u2019arrivo di contagiati dai barconi. Ben inteso, una problematizzazione da applicare solo a chi arrivasse in barca e non, come sappiamo, su aerei di linea. Ci\u00f2 che si \u00e8 deciso, facendo storcere il naso anche ai pi\u00f9 democratici, \u00e8 stata di fatto un\u2019ulteriore giurisdizione su base etnica, valida per i migranti sbarcati, nulla per i turisti a cui si chiedeva semplicemente misurazione della temperatura e isolamento fiduciario.<\/p>\n<p>Tutto \u00e8 iniziato con il Decreto Interministeriale n\u00b0150 del 7 aprile 2020 che ha disposto che i porti italiani non potessero essere considerati luoghi sicuri, in gergo \u201cplace of safety\u201d, per le procedure d\u2019arrivo dei migranti. Solo qualche giorno dopo, il 12 aprile, con il decreto n\u00b01287\/20209, il Capo della Protezione civile ha deciso sulla possibilit\u00e0 dell\u2019utilizzo delle navi in funzione contenitiva. Il 19 aprile il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ha avviato una procedura per il noleggio di unit\u00e0 navali per l\u2019assistenza e la sorveglianza sanitaria. Secondo i decreti il contenimento sarebbe dovuto avvenire esclusivamente per i migranti appena sbarcati. I migranti recuperati in mare e catturati immediatamente dalle forze dell\u2019ordine verrebbero, dunque, inviati sulle navi quarantena, sottoposti a tampone per chiarire la loro positivit\u00e0 al virus; un contenimento quindi prettamente sanitario. Successivamente per\u00f2 il dispositivo ha subito un\u2019ulteriore evoluzione. \u00c8 sulle navi che, ottenuto o meno il responso dal tampone, viene avviato il procedimento d\u2019identificazione che di norma dovrebbe avvenire nelle strutture Hotspot. Di fatto le attivit\u00e0 di riconoscimento e l\u2019iter relativo alle richieste d\u2019asilo e all\u2019espulsione, sono stati di fatto trasferiti completamente sulle navi. Non \u00e8 la prima volta che ci\u00f2 accade, gi\u00e0 nel 2009, operando un respingimento collettivo, poi giudicato illegale(10), le autorit\u00e0 italiane avevano identificato sulle navi e successivamente deportato, senza approdare in Italia, centinaia di migranti verso la Libia. Erano tempi tuttavia diversi da quelli attuali e le procedure Hotspot. non esistevano ancora. Alla luce di quanto \u00e8 accaduto e testimoniato dalla cronaca, \u00e8 lecito dire che le navi quarantena siano di fatto diventate Hotspot galleggianti per migranti appena sbarcati.<\/p>\n<p>Non solo per\u00f2.<\/p>\n<p>\u00c8 accaduto poi qualcos\u2019altro. In piena estate 2020 sono iniziati i trasferimenti di migranti dall&#8217;Hotspot di Lampedusa(11) alle navi quarantena. Allo scopo di decongestionare il Centro detentivo dell\u2019isola, su spinta del presidente della regione, del sindaco e della prefettura locale, centinaia di persone, positive o meno al virus, sono state trasportate su un peschereccio-ponte e rinchiuse sulle navi Adriatica e Rhapsody. La funzione iniziale di navi quarantena viene gi\u00e0 superata, al loro interno, bench\u00e9 in parti separate, vengono trasferiti, in barba ad ogni protocollo sanitario, migranti sani, sintomatici e asintomatici. Direttamente dalle \u201cnavi quarantena\u201d partono i procedimenti d\u2019identificazione e quindi anche le deportazioni (accade che la nave Rhapsody lascia le acque siciliane e arriva al porto di Bari e dall\u2019aeroporto del capoluogo pugliese parte un volo charter(12) per la Tunisia). La funzione Hotspot., anche per i migranti gi\u00e0 presenti sul territorio italiano da tempo, viene de facto trasferita sulle navi. \u00c8 nato l&#8217;Hotspot galleggiante.<\/p>\n<p>Le modalit\u00e0 con cui si viene rinchiusi su una nave quarantena, per\u00f2, si evolvono ancora. Nei primi giorni di ottobre dal Cas \u201cNinfa Marina\u201d di Amantea in Calabria(13) e da alcuni Cas in provincia di Roma (emblematico il racconto di un ragazzo del Centro Porrino(14) all\u2019Infernetto) alcuni migranti risultati positivi al Covid sono stati deportati con i mezzi della Croce Rossa e scortati dalle forze dell\u2019ordine verso le navi quarantena in Puglia e Sicilia. Per giorni \u00e8 stato messo in atto un vero e proprio schema di deportazione sul territorio nazionale che ha previsto il contenimento sulle navi di richiedenti asilo positivi al Covid presenti nelle strutture della Seconda Accoglienza. In netta contraddizione con qualsiasi logica sanitaria, al di l\u00e0 di qualsiasi legittimit\u00e0 giuridica, le forze dell\u2019ordine, aiutati dalla Croce Rossa, hanno sequestrato persone migranti in giro per l\u2019Italia e le hanno rinchiuse su delle navi. Tale procedura, forse per il momento ancora un po&#8217; troppo anche per la democrazia italiana, si \u00e8 interrotta per l\u2019intervento indignato delle organizzazioni del di parte del mondo delle associazioni(15).<\/p>\n<p>Da nave quarantena a nave contenitiva per migranti il passo \u00e8 stato breve, un Hotspot. galleggiante e una struttura off-shore per il contenimento di richiedenti asilo positivi al Covid. Un\u2019evoluzione rapidissima e agghiacciante. A cosa stiamo andando incontro?<\/p>\n<p><strong>Detenzione amministrativa off-shore <\/strong><\/p>\n<p>La storia del trattenimento di persone sulle navi \u00e8 di lunga data. Parlare di detenzione amministrativa off-shore necessita di un piccolo salto nel passato che ci aiuta di fatto per\u00f2 a comprendere come questo dispositivo si sia evoluto nel tempo e nello spazio. Molti sono gli esempi che ne hanno decretato la forma e, almeno lo scorso secolo ne offre vari casi: la detenzione dei migranti sulle navi a Ellis island nei primi del \u2018900, le deportazioni successive al terremoto di Messina del 1908, il trattamento dei pirati somali nel golfo di Aden negli ultimi vent\u2019anni, le piattaforme detentive per migranti in Olanda del 2004\u2026<\/p>\n<p>Quelle stesse pratiche, che in alcuni casi sono diventate leggi negli ordinamenti degli stati, sono riemerse, percorrendo chilometri e anni, dalle acque del Mediterraneo centrale. E ci\u00f2 non \u00e8 avvenuto ora, ma qualche anno fa. Gi\u00e0 nel 2015, a seguito di una delle pi\u00f9 gravi tragedie che la storia dell\u2019emigrazione abbia affrontato, pi\u00f9 di 800 morti nel Canale di Sicilia, alcuni leader politici iniziarono a parlare di strutture in mare, piattaforme petrolifere in disuso oppure navi che alla bisogna avrebbero avuto il ruolo di contenimento e identificazione dei migranti. Gli Hotspot. galleggianti, nelle parole dei Salvini, Renzi o dell\u2019ex ministro Alfano, bench\u00e9 sin dal 2010 Fincantieri avesse dei progetti pronti per la detenzione off-shore(16), rimasero solo parole di semplice propaganda politica. Ma avvenne per\u00f2 qualcosa in pi\u00f9 negli anni successivi. Nel 2017 la propaganda contro le navi delle 0ng raggiunse livelli parossistici, la teoria del pull-factor, gi\u00e0 utilizzata per l\u2019operazione Mare Nostrum, e le inchieste che presumevano il contatto con i trafficanti, vennero perentoriamente tirate fuori. Le prime navi, su ordine del Ministero dell\u2019Interni, iniziarono ad essere bloccate in mare aperto, in piena contraddizione con le regole del diritto ordinario italiano e internazionale. I migranti bloccati e impediti in mare si trovavano di fatto in una condizione giuridica prima non esistente, un limbo su cui la legge italiana non aveva mai normato ( proprio per questo l\u2019ex ministro Salvini \u00e8 sotto inchiesta per sequestro di persona). \u00c8 per dovere di cronaca che raccontiamo ci\u00f2 e non per indignazione sull\u2019assenza dello Stato. La Sea watch, la Gregoretti, la Diciotti e le altre navi bloccate al largo delle coste siciliane in quel momento sono diventate di fatto esempi di detenzione amministrativa off-shore, illegale certo, ma funzionale alle necessit\u00e0 di polizia. Cosa era accaduto? Quello stesso dispositivo apparso a Ellis Island, Messina, nel Golfo di Aden, nelle acque olandesi \u00e8 riemerso al sud di Lampedusa e, assumendo una nuova forma, ha rappresentato un precedente abbastanza importante per ci\u00f2 che sarebbe accaduto nell\u2019estate 2020.<\/p>\n<p>Se attualmente esistono navi carcere per migranti in Italia, Grecia e Malta \u00e8 perch\u00e9 queste modalit\u00e0 sono state precedentemente sperimentate nella pratica e forzando il diritto. La genesi delle navi quarantena \u00e8 rintracciabile nel passato e, tra gli esempi citati precedentemente, nelle prassi ministeriali nei confronti delle navi Ong che, nonostante le difficolt\u00e0 giuridiche, hanno rappresentato una sorta di laboratorio di reclusione off-shore per migranti. La comprensione della nascita e dell\u2019evolversi di un tale dispositivo ci avrebbe condotto ad analisi pi\u00f9 mirate su quale sarebbe stato il futuro e, invece di rimanere attoniti, sconfortati o indignati per Karola Rackete, avremmo potuto intervenire nel tentativo di bloccare tale processo.<\/p>\n<p>Tra qualche anno, o forse solo qualche mese, le sperimentazioni contenitive sulle navi quarantena, alla luce di quanto detto, diventeranno legge e le galere per migranti o per detenute saranno la normalit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Note del testo<\/strong>:<\/p>\n<p><em>1 Le origini del carcere moderno sono differenti e vanno rintracciate in un insieme di pratiche, discipline e saperi correlati allo sviluppo della societ\u00e0 borghese-capitalistica e al contenimento cellulare di ospedali, ospizi, alberghi per poveri e case di correzione.<\/em><\/p>\n<p><em>2 Ha trattenuto 183 persone dal 17 aprile e il 5 maggio<\/em><\/p>\n<p><em>3 Ha trattenuto 160 persone dal 20 aprile al 30 maggio<\/em><\/p>\n<p><em>4 https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Grandi_Navi_Veloci<\/em><\/p>\n<p><em>5 Ormeggiata prima di fronte a Palermo, ora nel porto di Bari. Ha capienza di 804 posti no-Covid e 156 per i contagiati<\/em><\/p>\n<p><em>6 Ormeggiata nel porto di Corigliano Calabro &#8211; https:\/\/www.articolo21.org\/2020\/08\/seconda-nave-quarantena-sbarcata-in-calabria-ospitera-i-migranti-positivi-al-virus\/ 7Ormeggiata di fronte a Lampedusa 8https:\/\/www.shipmag.it\/gnv-si-aggiudica-il-bando-per-4-navi-quarantena-e-lancia-le-nuove-linee-per-la-sicilia-con-le-ro-pax-tenacia-e-forza\/ 9\u201cIl Soggetto attuatore, nel rispetto dei protocolli condivisi con il Ministero della salute, pu\u00f2 utilizzare navi per lo svolgimento del periodo di sorveglianza sanitaria\u201d &#8211; http:\/\/www.protezionecivile.gov.it\/amministrazione-trasparente\/provvedimenti\/dettaglio\/-\/asset_publisher\/default\/content\/decreto-del-capo-dipartimento-n-1287-del-12-aprile-2020-nomina-del-soggetto-attuatore-per-le-attivita-emergenziali-connesse-all-assistenza-e-alla-sorv<\/em><\/p>\n<p><em>10 https:\/\/unipd-centrodirittiumani.it\/it\/schede\/Hirsi-Jamaa-e-altri-c-Italia-illegali-i-respingimenti-verso-la-Libia-del-2009\/249<\/em><\/p>\n<p><em>11 https:\/\/www.rainews.it\/dl\/rainews\/articoli\/Lampedusa-iniziato-il-trasferimento-dei-migranti-su-nave-quarantena-rhapsody-85a7ee9e-7448-41f4-b011-f43362cc3019.html<\/em><\/p>\n<p><em>12 https:\/\/www.borderline24.com\/2020\/10\/08\/sbarco-migranti-bari-fabio-romito-non-scalo-tecnico-bordo-anche-positivi-al-covid\/<\/em><\/p>\n<p><em>13 https:\/\/www.ansa.it\/calabria\/notizie\/2020\/10\/01\/covid-iniziato-trasferimento-migranti-da-cas-amantea_509cd1e3-5de9-4b89-bcc1-995a0bb26bfd.html<\/em><\/p>\n<p><em>14 Il legale di uno delle persone deportate dal Cas di Roma: \u201cMi ha detto che durante la notte, intorno all\u2019una, era stato prelevato da un autobus della Croce Rossa insieme agli altri casi positivi accertati nel centro, per essere condotto su una \u2019nave quarantena, ma senza conoscerne realmente l\u2019ubicazione, n\u00e9 avere notizie sulle modalit\u00e0 e tempistiche del trasferimento. Solo alle 5 del pomeriggio di quello stesso giorno mi faceva sapere che si trovava al porto di Palermo&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>15 https:\/\/www.redattoresociale.it\/article\/notiziario\/navi_quarantena_stop_ai_trasferimenti_dai_centri_il_viminale_rassicura_le_organizzazioni<\/em><\/p>\n<p><em>16 http:\/\/www.ristretti.org\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=108:giustizia-fincantieri-costruira-le-navi-prigione-costo-90-mln-&amp;catid=16:notizie-2010&amp;Itemid=180<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tutti i dispositivi repressivi hanno una storia; cos\u00ec ogni tecnica, ogni metodo, ogni modalit\u00e0 di<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":35093,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-35098","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-diario"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35098","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=35098"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35098\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":35100,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/35098\/revisions\/35100"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=35098"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=35098"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=35098"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}