{"id":355,"date":"2007-11-15T16:03:02","date_gmt":"2007-11-15T15:03:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=355"},"modified":"2007-11-15T16:03:02","modified_gmt":"2007-11-15T15:03:02","slug":"per-un-antimilistarismo-senza-effetti-collaterali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2007\/11\/15\/per-un-antimilistarismo-senza-effetti-collaterali\/","title":{"rendered":"Per un antimilistarismo senza effetti collaterali"},"content":{"rendered":"<p>Abbiamo letto l\u2019appello lanciato \u00abagli anarchici, ai libertari, agli antimilitaristi\u00bb da alcuni compagne e compagni di alcune citt\u00e0 italiane, che si conclude sollecitando \u00abil parere dei compagni\u00bb al riguardo. Raccogliamo l\u2019invito ed entriamo nel merito.<\/p>\n<p>\u00c8 comprensibile cosa muova i firmatari del suddetto appello. Anni e anni di \u201coperazioni di polizia internazionale\u201d, di \u201cbombardamenti chirurgici\u201d, di \u201ceffetti collaterali\u201d\u2026 danno infinite ragioni ad una lotta antimilitarista che purtroppo non corre il pericolo di essere superata dai tempi, laddove la capillare presenza sul territorio italiano di strutture belliche o parabelliche fornisce a questa stessa lotta infinite possibilit\u00e0. Da questo punto di vista, quindi, non possiamo che essere d\u2019accordo con l\u2019invito a rispolverare l\u2019antimilitarismo sovversivo.<\/p>\n<p>Qualche perplessit\u00e0 vorremmo esprimerla invece su come si possa arrivare a questo nobile scopo. Tanto pi\u00f9 che, una volta tanto, eventuali disaccordi non corrono il rischio di essere tacciati di alimentare solo sterili polemiche, dato che queste nascono nei \u00abmomenti di risacca\u00bb (e non certo sull\u2019onda dell\u2019entusiasmo sollevato dalle lotte sociali che stanno dilagando in tutta Italia!).<\/p>\n<p><!--more-->Se il fine che ci si prefigge non \u00e8 mai separato dai mezzi che si impiegano, allora gli esempi pratici additati in un certo senso a mo\u2019 di esempio in questo documento sollevano non pochi dubbi. L\u2019appello fa esplicito riferimento alla lotta valsusina contro il TAV, a quella contro la base NATO di Vicenza, nonch\u00e9 alle varie lotte sparse per il paese contro inceneritori, rigassificatori e via industrializzando. Lotte che vengono decantate perch\u00e9 hanno saputo dire un \u00abNo preciso a precisi progetti del capitale e dello Stato\u00bb. Purtroppo esse hanno anche detto un S\u00ec preciso a un preciso collaborazionismo con forze politiche (e sottolineiamo politiche) che fino a pochi anni fa venivano combattute e disprezzate. Certo, lo riconosciamo, non \u00e8 davvero il caso di buttare via per questo il bambino; ma non lo \u00e8 nemmeno crogiolarsi nell\u2019acqua sporca. Se si vuole che l\u2019appello antimilitarista venga raccolto anche da quei compagni che, come noi, insistono col preferire di gran lunga l\u2019affinit\u00e0 alla affettivit\u00e0, sarebbe bene iniziare a chiarire una volta per tutte una questione che provoca solo incomprensioni e malumori. Altrimenti temiamo che tutta la dialettica del mondo non baster\u00e0 ad appianare le asperit\u00e0 del cammino.<\/p>\n<p>Facciamo alcuni esempi. Se \u2014 come viene sostenuto nell\u2019appello antimilitarista \u2014 le recenti lotte \u00absono meno aperte al recupero politico e istituzionale\u00bb, non avendo \u00abuna base rivendicativa di tipo sindacale\u00bb, perch\u00e9 allora a proposito di Vicenza si precisa che non \u00e8 il caso di farsi illusioni \u00abcirca l\u2019attuale autonomia reale di questa lotta\u00bb? Sar\u00e0 anche vero che per i fini di queste lotte \u00abnon esiste, infatti, terreno per la mediazione\u00bb, ma si pu\u00f2 dire lo stesso per i mezzi visto che sono dirette da gruppi riformisti? Insomma, o queste lotte sono per loro natura quasi irrecuperabili giacch\u00e9 difficilmente possono essere cavalcate da politicanti (e per questo si invitano i compagni a buttarvisi a peso morto), o in caso contrario si dovrebbe avere la sincerit\u00e0 di invitare i compagni interessati a prendervi s\u00ec parte (giacch\u00e9 in fondo non pu\u00f2 esistere una lotta \u201cpura\u201d, immune da ogni tara politica), ma in maniera autonoma, critica ed accorta. Senza cio\u00e8 mai scordare da dove si viene e dove si vuole andare. Altrimenti, a furia di ripetere che nelle lotte i rapporti che si creano sono pi\u00f9 importanti degli obiettivi dichiarati, si finisce con tralasciare del tutto i propri obiettivi, facilitando in tal modo quelli altrui.<\/p>\n<p>In Val Susa come a Vicenza e altrove, partiti e sindacati saranno anche stati messi alla porta ma solo per far accomodare il loro erede: il cittadinismo, cio\u00e8 quella galassia di brave persone sinceramente arrabbiate con questa o quella politica del governo solo perch\u00e9 persuase che un altro Stato \u00e8 possibile. \u00c8 questo il discorso oggi imperante nelle varie lotte sociali, un discorso tanto pi\u00f9 pericoloso per le tensioni sovversive in quanto non esige tessere e comitati centrali e che non ci sembra sia granch\u00e9 contrastato da chi ha ben altre aspirazioni.<br \/>\nAllo stesso modo non possiamo nascondere la nostra insensibilit\u00e0 per un\u2019altra espressione di una pretesa virt\u00f9 delle recenti lotte, quella cos\u00ec descritta: \u00abAltra caratteristica importante \u00e8 la voglia di coordinarsi dal basso (come ben dimostrano la nascita e le caratteristiche del Patto di solidariet\u00e0 e di mutuo soccorso contro le nocivit\u00e0)\u2026\u00bb. Ora, leggendo il Patto di solidariet\u00e0 e di mutuo soccorso e consultando l\u2019omonimo sito salta s\u00ec agli occhi la voglia di coordinarsi dal basso, ma solo per esigere ascolto e rispetto da chi si trova in alto. Lo specchietto per le allodole libertarie \u2014 \u00abIl Patto nazionale di Solidariet\u00e0 e Mutuo Soccorso\u2026 non ha governi amici a cui guardare con fiducia\u00bb \u2014 precede infatti la trappola autoritaria \u2014 \u00abNon per questo rifugge dalla politica e dal confronto, e sa distinguere chi opera con trasparenza da chi tenta di imbrigliare le lotte\u00bb. Partendo dal presupposto che non ci sono interlocutori politici privilegiati, ma tutti sono alleati papabili se si comportano in maniera trasparente, si passa alla pratica conseguente: collaborare trasversalmente con i politici ritenuti onesti, corretti, leali. Non \u00e8 forse vero che gli aderenti al Patto auspicano \u00abun nuovo modo di far politica\u00bb che sappia riscattare la tanto vilipesa \u00abdemocrazia\u00bb?<\/p>\n<p>Ci chiediamo: sono queste le pratiche degli anarchici, dei libertari, dei sovversivi? Sono questi i contesti che intendiamo rincorrere per riproporre la ricca tradizione dell\u2019antimilitarismo rivoluzionario? A che serve eccitare l\u2019animo dei compagni evocando blocchi, scioperi, sabotaggi, occupazioni insurrezionali e stigmatizzando il riflusso dell\u2019antimilitarismo frutto fra l\u2019altro dall\u2019\u00abatteggiamento codino e compromissorio nei confronti della galassia pacifista\u00bb, se poi non si oppone un netto rifiuto alla possibilit\u00e0 di organizzare iniziative comuni con associazioni partitiche e filoistituzionali (pratica corrente in tutte le lotte sociali che tanto vengono esaltate)? Senza questo rifiuto, senza questa alterit\u00e0 nei confronti dei sostenitori dell\u2019esistente, in cosa consiste la differenza che intercorre fra un atteggiamento \u00abaudace\u00bb ed uno \u00abcompromissorio\u00bb?<\/p>\n<p>\u00c8 vero che la cosiddetta \u201ccrisi della rappresentanza\u201d, che sta generando diffidenza verso la politica istituzionale, non pu\u00f2 che attirare l\u2019attenzione dei nemici di questo mondo. Ma mentre medici e infermieri cittadinisti vogliono aiutare il malato a superare la crisi, cio\u00e8 a guarire, ci sembra che i nemici di questo mondo dovrebbero voler aggravare il suo stato di salute. Il solo intervento anarchico che pu\u00f2 suscitare il nostro interesse \u00e8 perci\u00f2 quello che mira a fare precipitare gli eventi, a far esplodere ovunque l\u2019odio verso la politica in tutte le sue forme, laddove la preoccupazione di gettare le basi di una nuova politica, pi\u00f9 umana, faccia-a-faccia, con tanto di meravigliose assemblee di liberi cittadini, ci lascia del tutto indifferenti.<br \/>\nL\u2019urgenza delle cose, come quella che in questi giorni brucia la testa di chiunque, \u00e8 sempre stata una cattiva consigliera. Con la sua esortazione emotiva a \u201cfare qualcosa\u201d spinge nelle braccia dell\u2019attivismo, questa mobilitazione continua che non lascia tempo alla riflessione ma che sovente \u00e8 tanto gratificante. Se non si vuole rischiare di girare a vuoto (per non dire di peggio), sarebbe bene domandarsi: fare qualcosa, cosa? Un blocco stradale, magari davanti alla Prefettura come richiesto dai gruppi riformisti vicentini cui si esprime solidariet\u00e0? Un convegno, magari con associazioni istituzionali come il WWF ed esperti vari e veri, con tanto di pedigree universitario? Una barricata, magari con tanto di marchio registrato per impedire che qualche partito se ne appropri? Una petizione da consegnare al sindaco o in senato? Una qualsiasi di queste cose, perch\u00e9 tanto una vale l\u2019altra (in fondo, \u00abda cosa nasce cosa\u00bb)?<br \/>\nSe davvero non si ha \u00abansia di risultati immediati\u00bb, perch\u00e9, anzich\u00e9 cercare di \u201cfare qualcosa\u201d, non si propone di fare quello che si ritiene giusto? Giusto in relazione alle proprie idee, ai propri desideri, ai propri sogni, ai propri intenti, senza dare ascolto alle sirene della realt\u00e0 ed ai confortevoli racconti del mito del quantitativo. Ci\u00f2 comporta un confronto a pi\u00f9 voci oggi del tutto assente nel movimento, e che va ben al di l\u00e0 di un mero scambio di dati e informazioni.<\/p>\n<p><em>individualit\u00e0 anarchiche di qua e di l\u00e0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo letto l\u2019appello lanciato \u00abagli anarchici, ai libertari, agli antimilitaristi\u00bb da alcuni compagne e compagni<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[18,35,128],"class_list":["post-355","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-panni-sporchi","tag-antimilitarismo","tag-cittadinismo","tag-vicenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/355","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=355"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/355\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=355"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=355"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=355"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}