{"id":365,"date":"2007-12-26T16:06:49","date_gmt":"2007-12-26T15:06:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.macerie.org\/?p=365"},"modified":"2007-12-26T16:06:49","modified_gmt":"2007-12-26T15:06:49","slug":"alcune-considerazioni-sulla-manifestazione-del-15-dicembre-a-vicenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/2007\/12\/26\/alcune-considerazioni-sulla-manifestazione-del-15-dicembre-a-vicenza\/","title":{"rendered":"Alcune considerazioni sulla manifestazione del 15 dicembre a Vicenza"},"content":{"rendered":"<p><em>Dal semplice assembramento di forze in un punto determinato, pu\u00f2 derivare la possibilit\u00e0 di un combattimento: ma non sempre esso avviene realmente. Deve pertanto questa possibilit\u00e0 considerarsi come una realt\u00e0, al pari di un fatto realmente avvenuto? Riteniamo di s\u00ec: la realt\u00e0 \u00e8 insita nelle conseguenze: le quali, di qualunque natura esse siano, non potranno mai mancare.<\/em><br \/>\nKarl von Clausewitz<\/p>\n<p>Sabato 15 dicembre eravamo anche noi a Vicenza, per manifestare assieme a decine di migliaia di altre persone il nostro &#8220;no&#8221; alla costruzione della base Dal Molin. Eravamo a Vicenza anche il 17 febbraio. Non c&#8217;eravamo purtroppo il 7, 8, 9 novembre, ma pensavamo a Vicenza quando, stanchi di restare al freddo e al gelo davanti a una prefettura, bloccavamo le strade di Torino in solidariet\u00e0 con i blocchi dei lavori di bonifica.<\/p>\n<p><!--more-->Perch\u00e9 tanto attaccamento a una questione geograficamente cos\u00ec lontana? In fondo da queste parti, come dappertutto, di nocivit\u00e0 cui dire &#8220;no&#8221; \u2013 tra Tav, discariche, inceneritori e via inquinando \u2013 non c&#8217;\u00e8 che l&#8217;imbarazzo della scelta. Sar\u00e0 forse scontato, ma vogliamo ricordare qui che il Dal Molin non \u00e8 una nocivit\u00e0 qualsiasi: \u00e8 un aeroporto militare, \u00e8 \u2013 come si dice \u2013 una &#8220;base di guerra&#8221;. Pertanto, fermare la costruzione del Dal Molin \u00e8 un momento, importantissimo, di un pi\u00f9 ampio tentativo di fermare la guerra, la pi\u00f9 nociva tra le sporche attivit\u00e0 del capitale. Fermare la costruzione del Dal Molin \u00e8 una questione della massima importanza che riguarda tutti, vicentini e non. Per noi infine, come per tanti altri nostri compagni, l&#8217;importanza di questa lotta risiede soprattutto nel fatto che essa offre all&#8217;antimilitarismo un obiettivo concreto, reale, radicalmente diverso da una astratta e non meglio identificata &#8220;pace&#8221;. Insomma, la lotta contro il Dal Molin \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 per muovere guerra alla guerra, finalmente. E per davvero.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza della lotta contro la Tav in Val Susa ci ha insegnato che &#8220;<em>sar\u00e0 d\u00fcra<\/em>&#8220;: dura per chi la base la vuole, e ancor pi\u00f9 dura per chi vi si oppone. Che non sar\u00e0 una passeggiata, insomma. Per questo il 15 dicembre abbiamo accolto con favore ed entusiasmo la proposta di tentare una svolta verso l&#8217;aeroporto (e non verso la Gendarmeria Europea, come erroneamente riportato dal Giornale di Vicenza e ribattuto anche da alcuni organi di disinformazione del movimento). Perch\u00e9 non volevamo girare in tondo al freddo e al gelo, senza andare da nessuna parte, per ritornare infine alla stazione ferroviaria come se nulla fosse accaduto.<\/p>\n<p>Certamente, tale proposta si inseriva in un corteo difficile: un percorso che si allontanava di giorno in giorno dall&#8217;aeroporto; una composizione fortemente caratterizzata in senso &#8220;istituzionale&#8221;, frammentata in gruppetti ordinati attorno ai loro vessilli; un corteo partito in fretta e con passo svelto, come se gli organizzatori non vedessero l&#8217;ora di mandare tutti a casa, il prima possibile; un obiettivo che dal blocco concreto della costruzione della base era stato <em>dirottato <\/em> verso una ben pi\u00f9 misera richiesta di moratoria sui lavori.<\/p>\n<p>Eppure, nonostante queste e altre difficolt\u00e0, abbiamo provato ugualmente a svoltare verso l&#8217;aeroporto, per occuparlo in massa. Abbiamo provato, assieme a diverse centinaia di manifestanti, e abbiamo desistito, perch\u00e9 i &#8220;rapporti di forza&#8221; non erano favorevoli. A causa della posizione arretrata del gruppo che voleva svoltare, infatti, gran parte del corteo era gi\u00e0 passata oltre. Anche per questo pochi vicentini e pochissimi valsusini hanno potuto raccogliere l&#8217;invito. E non si tratta di una banale questione di numeri. Supponiamo, per assurdo, che un migliaio di manifestanti fosse riuscito a penetrare all&#8217;interno dell&#8217;aeroporto, superando <em>in qualche modo<\/em> l&#8217;ostacolo delle forze dell&#8217;ordine. All&#8217;indomani di questa &#8220;vittoria&#8221; chi avrebbe mantenuto l&#8217;occupazione, se nessun vicentino era presente? Chi avrebbe mostrato loro come passare una notte su una barricata, se i valsusini erano gi\u00e0 tornati a casa?<\/p>\n<p>Sulle ragioni di questa &#8220;svolta mancata&#8221; ci sar\u00e0 tempo per riflettere, senza salire su cattedre o piedistalli. Per ora, non disperiamo. Al di l\u00e0 dei risultati immediati, siamo certi che le conseguenze, soprattutto di natura morale, non mancheranno. D&#8217;altro canto, intervenire nelle lotte con proposte proprie, con iniziative concrete, \u00e8 sempre un&#8217;ottima abitudine. Siamo convinti per\u00f2 che per vincere una &#8220;battaglia&#8221; non sia sufficiente una buona intuizione strategica, ma che sia necessario affinare la precisione tattica. In parole povere, proporre una svolta \u00e8 un&#8217;ottima idea, occorre per\u00f2 essere preparati meglio per realizzarla davvero. Ma soprattutto, sappiamo che queste cose non si imparano sui libri, ma solo tentando, ritentando, e ritentando ancora. <\/p>\n<p><em>Alcuni torinesi per la svolta<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal semplice assembramento di forze in un punto determinato, pu\u00f2 derivare la possibilit\u00e0 di un<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[9],"tags":[18,128],"class_list":["post-365","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-panni-sporchi","tag-antimilitarismo","tag-vicenza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/365","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=365"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/365\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=365"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=365"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/macerie.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=365"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}