I destini della sinistra

 3 marzo. Nel pomeriggio, in una sala in pieno centro a Torino, una elegante manica di sorridenti intellettuali, si è data convegno, alla presenza del bel sindaco Chiamparino, per discutere attorno ai destini della sinistra, tematica suggerita dalla presentazione di un libro. Destini della sinistra? Un gruppo di compagni antirazzisti, con in serbo alcune impressioni a riguardo, ha sentito l’urgenza, pur senza invito, di partecipare all’incontro, distribuendo volantini e aprendo uno striscione (di fatto disturbando). Un’occasione per dire a gran voce: «che, forse, dei destini della sinistra già ci parla, ogni giorno, il fetido olezzo di questa città, dove le uniche politiche del suo primo cittadino,  sembrano essere, con grande accanimento, più che altro orientate a leccare il culo a chi fomenta l’odio razziale, rivaleggiando in gran stile con le destre, riguardo deliri securitari…».  Ai compagni, prima di lasciare la sala, è parso inoltre utile rammentare alcune cose, così, diciamo per il buon fine della discussione. «…Questa città è ormai interamente blindata da una opprimente e massiccia presenza militare… In questa città gli interessi economici perseguiti, coincidono con quelli di chi devasta intere vallate, a scapito dei suoi abitanti… In questa città incombono veri e propri lager, dove le persone muoiono per un miserabile pezzo di carta… In questa città, chi non si rassegna all’orrore, chi decide di agire per rompere il silenzio, chi ha ancora il coraggio di praticare la solidarietà, viene colpito da carcerazioni, domiciliari, fogli di via, perquisizioni, sequestri di materiali, censura. In un sempre crescente ardore repressivo…» Insomma, a guardar bene, pare più che altro che i  destini della sinistra, vadano già da un pezzo, a solcare le medesime maledette impronte di quella vergognosa, assassina associazione a delinquere che rappresenta il capitale. Al quale mortifero luccicante desco, destre e sinistre si contendono, con medesima brama, il boccone.