Diario

Le navi-quarantena e lo sviluppo di un nuovo dispositivo detentivo

Tutti i dispositivi repressivi hanno una storia; così ogni tecnica, ogni metodo, ogni modalità di contenimento o limitazione del corpo ha una sua evoluzione, quindi un’origine, rintracciabile, con più o meno difficoltà, nello spazio e nel tempo. Il carcere, ad esempio, ha una sua genesi(1), come tutti ben sappiamo, piuttosto recente. È meno noto tuttavia che molti dei modi per imprigionare e contenere gli esseri umani nascano e si sviluppino fondamentalmente come pratiche emergenziali, pratiche di polizia sopratutto. Sono le forze dell’ordine, su impulso delle decisioni di questure e prefetture o a volte per semplice decisione dei singoli sottoposti, a provare direttamente sul campo i nuovi dispositivi. Come nascono tecniche e modalità d’imprigionamento? A volte quasi per caso oppure perché ciò, in quel preciso momento, garantisce una maggiore funzionalità, perché sembra impossibile fare altrimenti, perché, per raggiungere quello scopo specifico, non c’è un altro modo… quindi nascono, diciamo così, “naturalmente” e le mani “artigiane” che le hanno prodotte hanno sempre i guanti di pelle dei funzionari in divisa. Ciò che accade successivamente è storia nota. Una pratica, un nuovo dispositivo, la cui origine è sempre riconducibile alla prassi poliziesca, alle decisioni dei poteri atti alla repressione, diventa legge: si avvia un processo di normalizzazione, di cristallizzazione e dalla pratica, dall’uso, si passa alla norma e all’istituzione. (altro…)

La solidarietà non si censura

È arrivato oggi l’esito del tribunale delle libertà per Carla tenutosi a porte chiuse lo scorso venerdi. La commissione ha fatto cadere anche per lei l’accusa di associazione sovversiva, come già avvenuto per i compagni e le compagne arrestati per l’operazione Scintilla nel febbraio del 2019. Nega quindi le misure alternative proposte dalla difesa e ribadisce invece le esigenze cautelari in carcere per l’altro reato di cui è accusata: fabbricazione, detenzione e trasporto di materiale esplodente, relativo all’ incendio di un bancomat di una filiale della Poste a Torino, che al tempo si occupava dei rimpatri dal CPR tramite la sua compagnia aerea Mistral Air. (altro…)

Carla… dalla Francia

Ieri, a un mese dal suo arresto, Carla è stata estradata e trasferita dal carcere di Fresnes in Francia a quello di Vigevano. In attesa di ricevere aggiornamenti sulla sua situazione nel carcere lombardo e dell’iter giudiziario che l’attende riportiamo una lettera arrivata dal carcere parigino sempre nella giornata di ieri in cui racconta l’arresto, il carcere francese e l’esperienza della latitanza. (altro…)

Tra contenimento e fughe, alcune riflessioni

AGGIORNAMENTI DAL CPR DI TORINOdue settimane fa un gruppo di circa una ventina di ragazzi provenienti dalla Sicilia è stato trasferito in corso Brunelleschi. La maggior parte, principalmente di nazionalità tunisina e marocchina, è stata inserita nell’area blu. La rabbia e la disperazione di alcuni di loro ha avuto espressioni di autolesionismo, ci hanno raccontato di esser ricorsi a gesti estremi tentando di impiccarsi attraverso l'utilizzo di corde improvvisate e provocando l'intervento della celere all'interno dell'area. La settimana scorsa invece i giornali locali hanno riportato la notizia di disordini e di un tentativo di rivolta, la versione che promuovono le autorità racconta di un agente delle forze dell'ordine sia rimasto ferito "nel tentativo di riportare la calma e sedare gli animi". Abbiamo invece saputo tramite i contatti con alcuni di loro che, neanche a dirlo, non è andata proprio così; un ragazzo tunisino, arrivato da pochi giorni allinterno del cpr torinese, è stato provocato e umiliato da una delle guardie di turno mentre utilizzava la cabina telefonica e provava a contattare la sua famiglia, di fatto impedendoglielo. Dopo vari tentativi la reazione del ragazzo non si è fatta attendere e ha dato alle fiamme un materasso. Come spesso accade, soprattutto in momenti come quelli estivi gonfi di tensione, anche la reazione della controparte  non si è fatta attendere e i suoi carcerieri sono intervenuti per bloccarlo e arrestarlo. (altro…)