Uno che non vuole partire

15 ottobre. Dal CIE di Torino, la storia di Abdeljalil. L’hanno preso una settimana fa, per un banale controllo di documenti mentre se ne andava in giro in motorino. Ha 24 anni e parla italiano come un torinese qualsiasi perché è qui da sempre: i suoi genitori, regolari, sono qui, e pure la moglie vive in città. E i suoi amici pure, tutta gente di Barriera di Milano o di Porta Palazzo. In Marocco Abdeljalil non ha più nessuno. L’uomo del Console, che l’altro giorno è andato dentro al Centro a guardarlo in faccia, ha messo tutti i timbri e tutte le firme perché la polizia lo possa caricare su un aereo e portarlo dall’altra parte del mare, in un paese che non ha mai conosciuto. Abdeljalil non vuole partire. E forse qualcuno potrebbe dargli una mano.

Aggiornamento 16 ottobre. La deportazione di Abdeljalil, prevista per ieri pomeriggio, è stata annullata. Non sappiamo perché, né sappiamo quando vogliano riprovare a portarlo in Marocco. A presto aggiornamenti.

Aggiornamento  16 novembre. Finalmente, Abdeljalil è libero.