Vuoto

29 marzo. Piazza della Repubblica, tre del pomeriggio passate. All’angolo alcune donne marocchine se ne stanno silenziose, con pane e focacce da vendere ai passanti. La guerra che i vigili muovono loro è quotidiana, e le costringe ad una attesa occhiuta e senza riposo, sempre pronte a spostarsi veloci al primo segno di divisa. Alcune di loro sono decisamente anziane e a stare in piazza si guadagnano una pensione che altrimenti non c’è, altre hanno i figli da mantenere, altre semplicemente non hanno altro da fare, a Torino, per tirare avanti.
Ad un certo punto un gruppo si avvicina loro, il passo svelto. Clienti? Turisti affascinati da questo nuovo esotismo che ha reso famosa Porta Palazzo? Ovviamente no. Sono i vigili urbani, in borghese; delle facce nuove sconosciute al quartiere. Prendono di sorpresa le donne. Alcune riescono ad allontanarsi veloci, abbandonando la mercanzia mentre una, la più anziana, viene placcata. Riesce a divincolarsi e scappa, spaventata. Poi nella foga inciampa e cade.

Si è fatta male, forse la gamba è rotta, è circondata di vigili quando arriva l’ambulanza. Poi l’ambulanza se ne va, i vigili carichi di pane sequestrato pure, e le altre donne se ne staranno nascoste tutto il pomeriggio. E quell’angolo di piazza rimane vuoto, finalmente, come piace tanto ai torinesi.