All’inseguimento del Pd

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Che il Partito Democratico di questi tempi non goda di ottimi consensi è risaputo. Le numerose vetrine imbrattate e danneggiate in tutta Italia, le contestazioni diffuse e infine la richiesta di piazzare le volanti della polizia davanti alle sedi, non lasciano molti dubbi su cosa ne pensi la gente del partito che ci governa. Di conseguenza, che la sua presenza nella piazza del Primo Maggio torinese, anche quest’anno, avrebbe creato una certa tensione era cosa abbastanza scontata.
Così, mentre Fassino e Chiamparino sfilavano tranquillamente in testa – accolti e protetti da Cgil, Cisl e Uil – a metà corteo il piccolo spezzone del Pd ha avuto non poche difficoltà a partecipare alla manifestazione, nonostante il servizio d’ordine nerboruto e prezzolato dalla Hydra Service Srl. Tranquillo sfila pure Maurizio Marrone che mimetizzato dietro un generico striscione TuttaTorinoSullaGru sfugge ai contestatori concentrati a non lasciarsi scappare il pesce più grosso.

Sin dalla partenza in piazza Vittorio, dopo slogan come «fuori il governo dal corteo!» e insulti a Esposito, Gariglio e Ferrentino, la polizia deve intervenire in forze per proteggere i militanti del Pd e allontanare i tanti contestatori, fino a caricarli più volte e a manganellarne qualcuno, mentre qualche tavolino dei dehors vola sulle teste dei celerini.
Partito il corteo, lungo via Po, i cordoni di celere si impegnano a tenere a bada i militanti dello “spezzone sociale” e tutti quei compagni dei vari giri cittadini, No Tav, cani sciolti e molte persone comuni che – in virtù dell’astio verso il partito di governo e per mancanza di proposte alternative – si sono uniti loro nell’inseguimento al Pd. Nonostante questo, in vari ci riescono lo stesso ad avvicinarsi ad Esposito e compagnia per insultarli ancora, fino a quando la Questura non consiglia ai Democratici di accelerare il passo verso piazza Castello, dove saranno accolti dai fischi dei sindacati di base.
In via Roma, mentre lo spezzone del governo entra in piazza San Carlo, nuove cariche della celere cercano di fermare la seconda metà del corteo. Durante una di queste, una ragazza cade e viene agguantata dalla polizia; un nutrito gruppo di persone corre dietro ai poliziotti in borghese che stanno portando via la ragazza nel tentativo di sottrarla al fermo e nel parapiglia un agente della Digos si prende una bastonata in testa. Alla fine vengono portati in Questura sia lei che un altro compagno, accusato di esser quello che maneggiava il bastone: se la ragazza sarà rilasciata in giornata, per Marco (una delle voci più note di Radio Blackout), scatterà invece l’arresto.
Intanto il Pd in tutta fretta fa il suo comizio dal palco in Piazza San Carlo, saluta, stringe mani, bacia i poliziotti e finalmente se ne va. Terminati i comizi ufficiali, alcuni manifestanti riescono a salire sul palco e sulle note di «Bella ciao» si conclude anche questo Primo Maggio.

Per scrivere a Marco:

Marco Bolognino
Casa circondariale di Torino “Lorusso e Cotugno”
Via Adelaide Aglietta, 35
10151 Torino (TO)

Aggiornamento 1 maggio – ore 21. Mentre una settantina di solidali si ritrovano fuori dal carcere delle Vallette per salutare Marco e tutti i detenuti, nei pressi del comune di Borgofranco di Ivrea una ventina di persone bloccano per un po’ la circolazione sull’autostrada Torino-Aosta armati di bandiere No Tav e di immondizia, pali in ferro e bancali incendiati, che vengono riversati sulle carreggiate al grido di «Marco libero!».

Aggiornamento 2 maggio. L’udienza di convalida dell’arresto di Marco presumibilmente sarà domani, 3 maggio. Per il pomeriggio è indetto un presidio in sua solidarietà, l’appuntamento è alle 17 al capolinea del tram numero 3.

Aggiornamento 3 maggio. Alle tre di questo pomeriggio si è tenuta l’udienza di convalida che ha convalidato l’arresto ma mettendo Marco agli arresti domiciliari.  La decisione è arrivata con inaspettato anticipo e la notiza della sua imminente scarcerazione ha fatto sì che alla fine del presidio organizzato in sua solidarietà, qualche macchina si fermasse ad aspettarlo fuori dai cancelli delle Vallette per riportarlo a casa. Sta bene e non ha particolari misure restrittive ulteriori.

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Aggiornamento 4 maggio. La protesta per l’arresto di Marco arriva a Cuneo, dove viene colpita la sede del Pd di via Dronero, nel Centro storico della città. I vetri di porte e finestre vengono infranti, mentre la facciata dell’edificio viene imbrattato con le scritte «Boba libero» e «Liberi tutti».