Il filo della lotta

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Centinaia di persone (poche o molte, a seconda che si leggano i giornali o si sia visto passare il corteo sotto casa) hanno ripercorso, nel pomeriggio di ieri, le strade di Barriera di Milano, Aurora e Porta Palazzo, i quartieri in cui, negli ultimi anni, si sono intrecciate lotte e resistenze contro gli sfratti, gli sgomberi e i rastrellamenti di chi non ha i documenti in regola. Ma non solo.
Sono gli stessi quartieri su cui, ogni giorno, camminano persone che, per tirare avanti, si arrangiano come possono, alcuni stendendo un telo ad un mercato abusivo, alcuni rubacchiando. Quelle che, insomma, hanno più probabilità di finire in carcere.

Ad abitare queste stesse strade c’erano, armati dei migliori sogni, Chiara, Mattia, Nicco e Claudio, fino a che, il 9 dicembre, la Polizia li ha arrestati, con l’accusa di aver attaccato, nottetempo, il cantiere dell’Alta Velocità di Chiomonte.
Loro, ovviamente, non c’erano. E neanche Daniele, Toshi, Paolo, Andrea, Fabio, Michele, Beppe, Fra, Marianna, Marco, Gabrio, Maria e Simona, arrestati lo scorso 3 giugno, nell’ambito di un’inchiesta che ruota tutta intorno alla resistenza organizzata contro gli sfratti in queste strade. La lista si allunga ancora, se pensiamo a quanti hanno lottato in questo pezzo di città e sono costretti a stare fuori Torino, chi con un obbligo o un divieto di dimora, chi con firme quotidiane in questure sparse per l’Italia.

Il corteo, ricordando le assenze, si è snodato, colorato e rumoroso, da Piazza Crispi a Corso Giulio Cesare, passando proprio davanti alla palazzina che, recentemente occupata, dà un tetto a quanti hanno deciso che il migliore piano per la casa era prendersela. Si è proseguito poi fino in Piazza Vittorio con scritte, striscioni, volantini e discorsi al megafono contro sgomberi, sfratti, Alta Velocità, militarizzazione delle strade e galera.

A unire argomenti così apparentemente disparati, il filo della lotta, alla quale è dedicata questa filastrocca:

«Faccenda bizzarra
tanto non era
buscare gazzarra
tra Aurora e Barriera;
dicevan in tanti
“ma questi so’ matti
con slogan tonanti
non vogliono sfratti!”
Non solo proteste
di urla e fischietti,
pur voi li vedeste
legar cassonetti.
Stranieri e italiani
non più rancorosi
con cuor, mente, mani
contro i danarosi;
“Leguleio, ufficiale,
padroncino, polizia
io col mio sodale
vi spazzerò via!”
Non servon le masse
ma i liberi e uguali,
la lotta di classe
ha piene, ha cali.
Tin tin di manette
porta ‘l brigadiere
ché da camionette
pulimmo il quartiere.
Ma niente è finito
l’ingiustizia: un’evidenza
affina l’udito
qualcun fa resistenza.
Le valli, la strada,
fin dalla prigione,
in ogni contrada
si pugna il tenzone.

Lo sappiamo bene, sia chiaro, sia tondo
quel che vogliamo
è squassare ‘sto mondo;
senza potenti, denaro e polizia
una vita più giusta
può dirsi anarchia.
»

L’autore di queste rime è Toshi. Per scrivere a lui e agli altri:

Daniele Altoè C.C. Piazza Don Soria, 37 – 15121 Alessandria;
Andrea Ventrella C.C. Via Port’aurea, 57 – 48121 Ravenna;
Paolo Milan e Toshiyuki Hosokawa C.C. Località Les Iles, 14 – 11020 Brissogne (Aosta);
Giuseppe De Salvatore C.C. via dei Tigli, 14 – 13900, Biella;
Francesco Di Berardo C.C. via Roncata, 75 – 12100, Cuneo;
Nicolò Angelino C.C.Via Maria Adelaide Aglietta, 35 – 10151, Torino;
Michele Garau C.C. Strada Quarto Inferiore, 266 – 14030, località Quarto d’Asti, Asti;
Marianna Valenti e Fabio Milan C.C. Via del Rollone, 19 – 13100 Vercelli;
Niccolò Blasi e Mattia Zanotti C.C. San Michele strada Casale, 50/A – 15121 Alessandria;
Chiara Zenobi e Claudio Alberto C.C Via Maria Adelaide Aglietta, 35 – 10151, Torino;