Fuori e dentro

 

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Un presidio rumoroso da stamattina alle 9 si è trovato davanti al tribunale torinese in occasione dell’udienza di Riesame per i dodici compagni colpiti da divieto di dimora.

Una settantina tra compagni e solidali hanno intonato cori contro queste ennesime misure e per accompagnare l’ingresso al Bruno Caccia di alcuni banditi che hanno deciso di presenziare alla prima parte dell’udienza: giusto il tempo per la lettura di un comunicato scritto tutti insieme per poi uscire subito da quel luogo infausto e tornare al presidio tra gli amici.

Vi proponiamo il testo letto in aula:

“Sappiamo che uno dei ruoli di tribunali e procure è quello di stroncare i conflitti sociali.

Ovviamente non ce ne stupiamo né ci aspettiamo che vada diversamente.

In questi anni la stretta collaborazione tra giudici per le indagini preliminari e pubblici

ministeri ha permesso di applicare decine e decine di misure cautelari contro chi lotta.

Questi dodici divieti di dimora si inseriscono in questa strategia.

Dopo anni di attacchi repressivi abbiamo deciso di non rispettare queste misure.

Venerdì siamo tornati a Torino e non abbiamo intenzione di andarcene.

Non accetteremo da questo Collegio decisioni che ci dividano.

Nessuno di noi sarà lasciato indietro.”

Usciti i compagni dal tribunale, il presidio si è sciolto e i partecipanti si sono avviati verso Barriera di Milano per raggiungere un picchetto di resistenza a uno sfratto.

Per quanto riguarda le decisioni tribunalizie sarà necessario aspettare qualche giorno; intanto, oltre a puntare i piedi contro le misure, si continuano le lotte.

Ascolta il contributo sulla mattinata di una compagna bandita durante la mattinata informativa di Radio Blackout

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