Libertà l’ho vista dormire protetta da un filo spinato

 

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Fuochi d’artificio sul fare della fredda sera. Ieri con questo saluto pirotecnico un gruppo di nemici delle espulsioni si allontana dal Cpr torinese dopo un presidio di qualche ora, con la promessa di tornarci presto a portare anche solo una voce più alta delle mura. Nelle ultime settimane più volte le voci fuori si sono unite a quelle dentro, qualche auto arriva in c.so Brunelleschi per rompere la solitudine di chi lotta contro la struttura che lo imprigiona, per qualche minuto si urla insieme “Libertà!” prima che arrivino le volanti che presidiano 24 ore su 24 il perimetro fortificato del Centro.

I reclusi, dopo la rivolta del 13 novembre, subiscono un controllo ancor più afflittivo e alcuni di loro sono ancora rinchiusi nell’isolamento, altri due dormono al freddo in mensa dove il riscaldamento non c’è mai stato. Tuttavia non c’è mai neanche un dubbio nelle loro voci e la rivolta non è mai qualcosa di cui pentirsi ma sempre una questione di possibilità: stare là dentro fa schifo e quando si riesce a organizzarsi insieme va da sé.

Va da sé insieme alla consapevolezza di aver fatto con il fuoco un buon danno e che lo spazio all’interno del Cpr si è drasticamente ridotto. Nelle ultime settimane una ventina di ragazzi sono stati liberati, altri trasferiti al riaperto Centro barese, perché con l’area blu e quella verde fuori gioco all’oggi ci sono meno di cento posti, prima degli incendi erano centosettanta.

Intanto continua la vicenda dei pasti marcescenti dell’azienda Sodexo e il venerdì passato è stato servito il pollo crudo e putrefatto, tant’è che è bastato che i reclusi gli dessero qualche morso per rimanerne pesantemente intossicati.

Per vedere il video della sbobba servita dentro al Cpr premi QUI.